[1] il latino apre la mente - ma non quanto apre il culo!
[psycho::post]


Mmm. In parte d'accordo, ma ci sono dei presupposti sbagliati, secondo me (oppure ho avuto la fortuna di fare una scuola decente…).
Riflessione preliminare:
Ho fatto, latino, greco e inglese tutti e cinque gli anni. Il greco mi è servito moltissimo per studiare il tedesco, il latino (al pari del greco) introduce la questione dei casi (senza i quali non impari nessuna lingua germanica), ma l'assenza di articolo mi ha abituato subito al russo, di cui mastico qualcosa (mi sono fermato per mancanza di tempo, non perché mi sia concettualmente inarrivabile: infatti, ha strutture retoriche e morfologiche tipiche del latino, o così mi sembra). Greco e latino, poi, mi hanno abituato la mente a quel periodare un po' strambo tipico della letteratura antica, utilissimo per ebraico e aramaico. L'inglese, va da se'…

Quindi:
1. il latino (ben studiato) "apre la mente" al pari di qualsiasi altra lingua
2. però da accesso a una letteratura immensa che è la base della cultura occidentale (infatti, puoi studiare con la medesima passione l'olandese, solo che l'olandese non serve a un cazzo, nemmeno a rimorchiare gnocca locale perché ti parlano sempre in inglese, se sei straniero)
3. stando così le cose, è il miglior accesso per la diversità culturale, visto che si leggono testi di dumila anni fa… Certo non impari la diversità culturale leggendoti emenem in inglese (che pure amo)
4. tuttavia, l'inglese dovrebbe diventare di fatto una seconda lingua ufficiale accanto all'italiano. Non so se avete mai sentito un nordico parlare in inglese, c'è da vergognarsi e non aprire mai più bocca. Il latino rimane comunque per l'élite.
5. il francese è facile, cazzo.
"Non c'è giudice e non c'è giustizia" (Talmud, Avodà Zarà, 25a)