[1] il grande poeta e le femmine puttane
ranieri mise in giro la voce che il levopardo si era mangiato un chilo di cunfietti di soulmona e poi aveva chiesto una minestra seguita da una granita, per cui ne sarebbe venuto un tale ingolfamento e revòto di panza da farlo schiattare.
in verità è assai improbabile che sia andata così.
il medico che stilò il certificato di morte, tra l'altro, non era quello solito di levopardi, ma uno mai visto.
è plausibile che ranieri abbia chiamato qualcuno che poteva attestare, senza passare troppo per bugiardo, che giacomo morì per qualcosa di diverso dal colera.
la stessa faccenda dei cunfietti etc pare propalata proprio per allontanare l'ipotesi della colerosità, visto che uno con quel morbo difficilmente mangia cunfietti e sorbietti.

il gobbo comunque era afflitto da tanti mali (probabile morbo di pott con complicazioni) che sarebbe stato comunque difficile dire di che era morto. poco prima di finire nel suo ultimo alloggio, era stato sloggiato da un altro perchè sospettato di essere tisico. è facile che ranieri abbia davvero cercato in tutti i modi di salvare il cadavere veramente vero, ma pare non ci sia riuscito. anche se fece mettere una lapide etc, quando aprirono la cassa trovarono poche ossa e incompatibili col gobbo.

il fatto che lanciasse orrendi peti non è attestato direttamente come tale, ma discende per forza dalla sua condizione.