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Al dilà dei campanilismi, queste discussioni mi piacciono perché imparo sempre qualcosa, p.e.

psycho::1770077
complessi d'inferiorità dei meridionali vs settentrionali ( provinciali vs Caput Mundi):

mentre il tema della provincia mi è abbastanza chiaro, non ho mai pensato a un complesso di inferiorità di chi viene da sud. I meridionali appena arrivati qui hanno un atteggiamento tipo "il mondo è mio" da milano da bere fuori tempo massimo oppure passano la giornata a magnificare sole cibo e persone delle loro parti e denigrare milano in quanto grigia e nebbiosa, cosa che ovviamente fa girare le palle a un autoctono oltre all'ovvio ragionamento che io ci sono nato ma se a te sta tanto sulle palle non si capisce perché non te ne sei rimasto a morire di fame in quel paradiso di casa tua.
E' anche vero che questa cosa capita più spesso con neolaureati & affini, ormai i miei coetanei si sono abituati o rassegnati all'idea che a casa non ci tornano e pensano alla loro vita.

scotto::1769990


in verità, il meridionale colto é quasi sempre più colto del settentrionale colto, o se non altro é un ragionatore più accanito. l'antica tendenza alla disputa infinita sopravvive ancora. allo stesso modo, il meridionale ignorante é quasi sempre meno bestia di quello settentrionale e quando gli conviene fa distinzioni sottilissime.


Ecco, devo dire che questa è una delle cose che effettivamente mi fa girare il boccino. Io per educazione faccio fatica a speculare sul nulla, specialmente in contesto lavorativo, come nella barzelletta del filosofo che deve aprire la scatola e inizia dicendo "supponiamo che la scatola sia già aperta". Ancora adesso che ho visto un po' di mondo quando chiamo i colleghi al sud devo fare un respiro profondo prima di affrontarne la prosopopea (e parlo di persone che lavorativamente rispetto)
Il fatto è che per me il messaggio efficiente è quello breve che non ti fa perdere tempo, che mette subito in chiaro quello che vuoi comunicare e le implicazioni, infatti io quando scrivo cerco di farlo così. Per me è una forma di educazione in quanto la fatica della sintesi l'ha già fatta chi scrive e non la butta sulle spalle di chi legge, che deve fare lo slalom tra arzigogoli infiniti per cogliere quegli uno o due punti che servono realmente. E non parlo del linguaggio giuridico o specialistico dove per vedere il disegno devi necessariamente conoscere il quadro, parlo della comunicazione spicciola.

Del resto la sai la storia no, quella del filosofo greco che andò a roma a mostrare la sua bravura in retorica e per farlo dimostrò in modo argomentato la sua tesi. I romani applaudirono. Poi per dimostrare che era ancora più bravo, prese la tesi di prima e in modo argomentato dimostrò l'esatto contrario. A quel punto i romani lo fischiarono e lo cacciarono. Il greco era più sottile ma il mondo lo conquistarono i romani

e questo ovviamente vale anche quando diamo dei sempliciotti agli americani che non hanno fatto il classico. Hai mai letto "l'uomo di marte"? a me ha fatto impressione perché il protagonista è costruito come più simpatico e amicone possibile, così simpatico che un intero pianeta alza le chiappe per andarlo a salvare (se fosse una spada in culo i suoi compagni non avrebbero magari rischiato la carriera e anni di vita per recuperarlo).

Ecco mi ha impressionato perché questo supersimpatico ha due lauree, è un ottimo problem solver ma passa la vita privata a guardare serie tv degli anni '80. Non ha interessi di musica o di libri tranne cose molto semplici, non ha ragionamenti particolarmente astratti, mentre risolve formule chimiche e taglia e cuce il suo veicolo spaziale non si chiede mai il senso di quello che sta facendo.

giuro che il mio unico scopo nel resto dei miei anni diventera' scoprire dove abiti e piantarti un cacciavite in un occhio ('u Prufissuri)

Chi urla di piu' la vacca e' la sua

Colpa mia che mi ostino ancora a dire cose intelligenti su Internet