[1] [Totoelezioni 2018] Harry Potter e il Male Minore
mi torna in mente una discussione di molti anni fa.
qualcuno (se non sbaglio ovarina) sosteneva che lo stato deve pagare gli agricoltori siciliani affinchè producano arance che nessuno vuole perchè gli aranceti fanno parte del paesaggio siculo e quindi preservarli è una questione di cultura e di turismo, non di agricoltura.
all'epoca risposi che se ragioniamo così è la fine, perchè allora bisogna pagare la gente anche per costruire muri a secco o canestri di vimini e insomma bisogna tenere in vita artificialmente una società che non esiste più e non può nemmeno esistere.
in quei tempi si parlava meno di negri, e non erano tempi lontanissimi, diciamo 5-6 anni.
oggi pare che l'idea di ovarina sia sempre in voga tra certa sinistra con l'unica differenza che invece di pagare i contadini siciliani si suggerisce di pagare i negri.
la cosa è tragicamente comica perchè cambiare il colore della popolazione viene quasi spacciato per una pratica meno invasiva che cambiare il tipo di coltivazione.
una sicilia tutta coltivata ad arance dai negri cosa sarebbe? una riproduzione del passato o un assurdo e paglaccesco miscuglio, come quello che fanno gli americani quando nello stesso ambiente ricopiano il canal grande, la torre di pisa e il colosseo e ci mettono dentro dei gladiatori di giava?
eppure queste idee vanno avanti, la forza dei fatti le sostiene, i fatti sono quello che non abbiamo il cuore o la forza di cambiare, i fatti sono ciò cui ci rassegniamo, o ciò cui assolutamente non riusciamo a rassegnarci.

io adesso riesco a capire il desiderio che la propria terra non cambi. camuffato sotto le giustificazioni e le teorie più sballate, questo è comunque un desiderio umano. lo sento anch'io e naturalmente non è un amore per la terra, terra che non ho praticamente mai conosciuto né lavorato, o per il popolo, popolo che non ho mai amato o stimato: è solo il desiderio che ciò che era sia, che persista e si opponga al mutamento, che è una forma della corruzione e della morte. fino a una certa età puoi pensare che il mutamento sia il processo stesso della vita, ma poi cominci a pensare il contrario. è biologico, è il tuo mutamento che non ti piace, e allora niente deve più mutare.

ma io sono consapevole di questo processo, e non è questo che coscientemente voglio. posso sentire una specie di nostalgia fisica, appunto biologica, ma non posso coscientemente volere quel che è impossibile o grottesco. e allora devo cercare ciò che posso davvero volere, e questa cosa potrebbe entrare in conflitto con le idee che per tanti anni ho considerato indiscutibili, come ad esempio il rifiuto della violenza, l'odio per lo spreco, la compassione. i miei veri pensieri non sono questi e anche se mi accorgo che non sono condivisi e che è inutile esporli non trovo più nessuna ragione per fingere altro, almeno nei luoghi in cui posso parlare liberamente.