I FILM DI TETTE* CHE L'ASPHALTO POTREBBE VEDERE NEL 2017
ormai caposaldo della sezione recensioni di questa augusta board, metto le mani avanti e con un brindisi annuncio il nuovo thread, utile per ora come segnalibro ma che presto accoglierà le dotte recensioni dei nostri più valenti critici. voglio ricordare che il thread è dedicato a tutti i cinefili dell'asphalto e la partecipazione - sempre secondo i rigidi standards fissati dallo scrivente e dal produttivo gonzokamps - è aperta a tutti ma vincolata al rispetto di alcune regole. sono comunque ammesse recensioni laconiche laddove il valore dell'opera o altri dettagli - sempre per il bene del foro - lo consiglino.

di seguito una lista di film previsti per il 2017, realizzata per ora alla cazzo di cane:

Amityville The Awakening
Underworld 5
Blood Wars
Live by Night
Monster Trucks
Sleepless
The Book of Love
A Dog's Purpose
John Wick Chapter 2
Trainspotting 2
A Cure for Wellness
A United Kingdom
Fist Fight
Patient Zero
The Great Wall
The Maze Runner 3 The Death Cure
Bitter Harvest
Gehenna
God Particle
Tulip Fever
Get Out
Table 19
The Shack
Wolverine 3 Logan
Personal Shopper
Free Fire
The Belko Experiment
Keep Watching
King Arthur Legend of the Sword
Wilson
Ghost in the Shell
Guardians of the Galaxy 2
Life (2017)
Pirates Of The Caribbean 5 Dead Men Tell No Tales

(espandere)

QUI INVECE UNA PLAYLIST CON ALCUNI DEI FILM CITATI PIÙ ALTRA ROBA DEL 2017
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


No text


e Rogue 1?
Drop the bomb.Exterminate them all.

"Sei un caso disperato, a te se non ci sono forconi ed ebrei i discorsi non piacciono"

"Tempacci.Mi ricordo di quando scopare era sicuro e volare pericoloso"
"Giovinezza, bellezza, forza: i criteri dell'amore fisico sono esattamente gli stessi del nazismo. "
(M. Houellebecq)


Segnalibro per la rece di freakout sul controverso documentario della regista femminista sui redpillers.


Svegliatemi per l'apokatastasis


Sarebbe tipo un film di salvini sugli elettori del movimento 5 stelle, insomma. Wow.
asphtimer


beh scusa tanto ma la descrizione mi alletta
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


i tuoi gusti in fatto di drama fanno il paio con quelli di inospitale in fatto di partner: fa piacere leggerli e anche non condividerli.
asphtimer


Io me lo sparerò presto, grazie della segnalazione


è uscito il trailer di blade runner, sento puzza di merdaccia ma forse anche no

ECCOVELO
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


casomai questo. comunque chi lo sa, vedremo.


vabé ma solo a me ha fatto ridere quello sopra?
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


non ho visto il film di Cassy Jay ma c'è da precisare che parla degli mras (quelli che vogliono bannare la circoncisione neonatale maschile e introdurre l'affido condiviso di default) e non dei redpillers che invece sono un sottoinsieme dei pua.
rnho invece visto The Arrival: parla di un gruppo di alieni simili a calamari giganti (come i mostri del pantheon di Lovecraft) che si esprimono con dei segni che sembrano fondi caffè.
rnsiccome nessuno li capisce, viene inviata una donna forte e indipendente epigona della mancata era clintoniana a studiarli. i russi e i cinesi sono un po' i cattivi della situazione perché gli hacker di Putin hanno fatto vincere le elezioni a Trump (i sinistrorsi americani sono genuinamente convinti di ciò) ma i cinesi alla fine si riabilitano perché il mercato cinese si è rivelato redditizio per Hollywood. il film è ok ma con riserve perché certe concettualità proprie della fantascienza colta andrebbero raccontante diversamente sec. me.
rn


Sing = assolutamente vedibile e godibile: vien voglia di ballare e cantare nel cinema (ed in parecchi lo facevano, ma erano tutti under10)
Passengers = si vede un pezzo di tetta di Jennifer Lawrence e per questo vale la pena di vederlo. Per tutto il resto no. In particolare il magical negro risulta fra i più fastidiosi dell'intera produzione hollivudiana.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)


arrival l'ho visto ieri, mi aspettavo di meglio, anzi direi che è una mezza cagata.


f205v::1756180
Passengers = si vede un pezzo di tetta di Jennifer Lawrence e per questo vale la pena di vederlo. Per tutto il resto no. In particolare il magical negro risulta fra i più fastidiosi dell'intera produzione hollivudiana.


I desagree.
Fino ad un certo punto non è affatto male.
Intanto NON E' un film di fantascienza.
Ci si muove per allegorie (il viaggio è la vita, l'amore una fuga dalla disperazione e dalla solitudine, ma anche frutto di menzogna ed egoismo) e c'è dentro almeno una buona idea per uno sviluppo potenzialmente interessante in merito ai rapporti di coppia ed ad alcuni interrogativi morali.
Poi però la cosa viene affrontata in modo piuttosto banale, nonostante gli svariati ammiccamenti metacinematografici (la nave ricorda evidentemente Wall-e, il bar Shining, alcune scene spettacolari Gravity e The Martian e via così), rimanendo sul leggero, sul registro del puro entertainment.
Per me non c'è niente di male, à la Rodolphe.
Il negro è necessario alla trama per far sapere ai due passeggeri quello che succede e come possono salvarsi dallo sfracello spaziale e non è affatto fastidioso, poichè appena svolto il proprio compito si toglie di mezzo.
Come da suddetto registro leggero, trionfano l'amore e la vita.
Nota di merito per alcune scene in assenza di gravità oggettivamente ben realizzate.
Il film merita almeno un 6 (Porcodio C'è Di Peggio).
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


Amico tubone, hai sostanzialmente ragione, ed a mente fredda concordo con il tuo giudizio; il 6 ci sta tutto.

La mia negativa recensione nasce proprio da quel "registro leggero, trionfano lavvita e lammore."
Sono andato a vederlo (anche fuorviato dal trailer) con aspettative di nerdismo assoluto, hard sci-fi a manetta, tennel di Einstei-Rosen come piovesse, paradossi spaziotemporali.
Ed invece mi sono trovato con Titanic 2.0, compresa la scena sulla prua della nave a braccia aperte.

Questo non vuol dire che il film sia da bocciare, ma mi sono trovato in piena contraddizione con quanto mi aspettavo di vedere, e mi sono auto-illuso ed ovviamente auto-deluso.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)


http://www.imdb.com/title/tt0490215/

ecco la mia recensione di silence (2016) distribuito nel bel paese a gennaio 2017.
si tratta di un'opera ambiziosa dell'altalenante (ma prodigo) scorsese. nel parlarne non posso prescindere totalmente da nozioni storiche e dalla mia opinione sul lavoro di endō shūsaku (l'autore di "chinmoku" che non ho mai letto). stupisce in positivo la scelta del regista di allontanarsi da una pletora di rappresentazioni stucchevoli del giapp0ne premoderno - che sono il vero stumblig block dell'immaginario cinematografico americano - adottando un soggetto "nativo" e soprattutto toccando un tema religioso scottante, sia che se ne dia una lettura teologica che storica. i più accorti ricorderanno l'ultima tentatione di gristo: il tema è connesso più di quanto non si noti di primo acchito. tuttavia dirò subito che secondo me l'opera non si rivela del tutto all'altezza delle premesse, in parte per una questione pura e semplice di lentezza (con svolte un po' troppo frettolose), in parte per l'ambientazione e in parte per quella che considero una lieve sopravvalutazione del pensiero di endō, uno dei pochi scrittori giapp0nesi cattolici del '900.
una breve sinossi introduttiva: due giovani e ferventi gesuiti (driver e garfield) conferiscono atteriti con valignano (ciarano hinds) che ha avuto notizia dell'abiura di altro gesuita (tal ferreira) in quel del cipango. ferreira era uomo di fede granitica, nonché loro amato precettore, talché la notizia appare loro del tutto inverosimile. i due, pieni di spirito evangelico - e pur dissuasi dal valignano - decidono di andare in giapp0ne no matter what per interrogare il ferreira su questo enigma e riportarlo nella grazia di dio. quello che non sapete, e che loro comprendono a malapena, è che la stagione missionaria in giapp0ne è ormai conclusa; siamo infatti ormai negli anni quaranta del XVII (in ogni caso l'eccidio di shimabara si è già consumato) e il cristianesimo è ormai da tempo oggetto di persecuzioni metodiche e burocratizzate. i pochi cristiani presenti nel paese, che sono per lo più poveri diseredati, vivono la loro fede del tutto clandestinamente, come sarà anche in seguito; si tratta infatti dei famosi kakure kirishitan, alcuni dei quali sarebbero rimasti fedeli a cristo fino all'alba della modernità (ma quaesta è un'altra storia). a macao i due trovano un modo rocambolesco per essere scaricati su una scogliera dell'empio paese del s0l levante (si tenga conto che qualunque sbarco clandestino all'epoca era punito con la massima severità). sono accompagnati da kichijirō, un mezzo reietto che si rivela cristiano anche lui. quando però i due gesuiti vengono in contatto con i cristiani disgraziati scoprono che il loro scout è discriminato anche da questi poiché fedifrago e stronzo, infatti abiura e si riconverte con facilità disarmante, si direbbe al solo fine di salvare le chiappe. ma kichijirō non è una figura accessoria nell'opera, al contrario diviene l'emblema vivente di tutte le contraddizioni della fede (soprattutto nel senso gesuitico dell'imitatio) e dell'inculturazione cristiana. comunque sia, la bolla estatica che unisce i neo-sbarcati "bateren" (e non padres come si dice nel film) alle loro pecorelle incredule di aver ritrovato le loro guide verso il "paraiso" viene presto violata, cosa che trascina tutti in una spirale di delazione, violenza, martirio, nonché scambi intellettuali con alcune autorità nipp0niche. questa fase, estremamente travagliata, è a mio avviso tirata un po' per le lunghe fino ad importanti svolte di cui però non posso parlare perché svelano il senso dell'intera opera. diciamo che nel romanzo endō mette in bocca a diversi giapp0nesi i propri pensieri sulla sua patria e in bocca a rodrigues (garfield) le proprie idee sulla fede; mi limiterò a dire che, in un certo senso, endō punta il dito sul carattere "fondamentalista" della fede cristiana del tempo (riflessione non banale che si presta a paralleli con fondamentalismi contemporanei) anche se a mio modesto avviso non comprende appieno ciò che in quel tempo fu precariamente, tragicamente trasmesso al popolo giapp0nese, indipendentemente dalla connotazione religiosa: l'atto di pura autodeterminazione esistenziale.

voto 7- (fondamentalmente a causa di difetti senza i quali poteva anche essere un 8)
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


Anche in questo caso trattasi di film trasmesso nelle nostre sale cattolico-romane solo nel 2017.
La premessa narrativa di The Founder è risaputa e non originalissima: la vicenda di come Ray Croc abbia acquisito e trasformato un ristorantino di due fratelli nella multinazionale per eccellenza, sullo sfondo dell'America degli anni '50.
Anche il film in sé si presentava come un prodotto abbastanza canonico, un biopic impreziosito da Michael Keaton che pare vivere una seconda giovinezza artistica dopo il successo di Birdman: L'Uomo Uccello. Il buon Hancock veniva da una prova costumata, innocua o al massimo gradevole.
Eppure, e sono consapevole di stare droppando una bomba di non poco conto, The Founder si trova ad essere, probabilmente oltre i suoi stessi meriti artistici e tecnici, una delle più fedeli rappresentazioni cinematografiche di quel protagonista del calcolo economico-razionale che chiamiamo capitalista. Se ci si pensa un attimo, l'economia di mercato è un tema che difficilmente viene affrontato dal cinema, che ha preferito raccontarne i suoi effetti alienanti (Modern times), le sperequazioni che produce e su cui si fonda (A corner in wheat), le ossessioni che riesce ad incanalare e esacerbare (There will be blood).
Ma le specificità di quello che potrei chiamare, se fossimo ad un seminario di zecche e indossassi un maglione color vinaccia tutto sformato, 'Homo oeconomicus' sono quasi sempre rimaste una zona grigia per la narrazione cinematografica. Zona grigia che The Founder invece prova ad esplorare con il protagonista interpretato da Keaton, che all'inizio ci viene presentato come il solito sfigato che ci prova un sacco vs l'indifferenza generale. Sembrerebbe il punto di partenza per la classica struttura: la svolta, il turning point a metà film, le ulteriori difficoltà sormontate a 3/4, il successo finale, il riconoscimento, la validazione sociale.
Invece questo ordine generale, che è quello di qualsiasi storia, dai drammi sportivi alle commedie romantiche, nel film di Hancock è ignorato: certo, la vicenda è più o meno quella, ma si pone fuori asse rispetto alla narrazione principale.
Keaton incontra subito i fratelli McDonald (coppia di collaudati caratteristi), che gestiscono il loro ben avviato ristorante con un metodo automatizzato che consente tuttavia di mantenere un certo livello di qualità. È la loro storia, di difficoltà sormontate da entusiasmo & coraggio, ad essere autenticamente cinematografica. Croc ascolta, prende nota e cerca di riprodurre il modello dei fratellis su più ampia scala. Sullo sfondo si delinea il tema dell'alta borghesia wasp da country club che si muove come una sorta di aristocrazia, impastoiata da un approccio non abbastanza aggressivo e affamato, e destinata per questo a rimanere superata dall’avvicendarsi dagli eventi.
In tutta la vicenda il protagonista non ha un guizzo degno di nota: lo stesso escamotage finale non è una sua idea, ma di un tizio che incontra per caso in banca. Croc si limita ad osservare, ad ammirare la visione di altri, alla maniera del cuculo.
L’overacting controllato di Keaton e il suo ghigno vagamente conigliesco ci restituiscono un personaggio non pervenuto, dominato da una cieca perseveranza, che non si fa portatore di alcuna istanza (nemmeno in negativo, a differenza del petroliere di There will be blood), fatta eccezione per il desiderio di vampirizzare l’autenticità, il calore delle passioni dei romantici entrepreneur McDonald.
Al netto di difetti anche consistenti - il film risulta estremamente parlato e poco visuale - il merito di The Founder è di mantenere un punto di vista cauto, attento a non scadere mai nella denuncia, ma che consolida invece l'ambiguità di fondo tra l'ammirazione per il successo del self made man, e la perplessità di fronte alla sua vaga consistenza morale.
È una lingua sempre equilibrata, che ci descrive il l'essenza stessa del capitalismo: il paradosso di imperi giganteschi costruiti da uomini minuscoli.

rodolfo::1756353
voto 7-
Mi riservo di rispondere adeguatamente a questa enormità, anticipando sin da ora il mio stupore per la bonomia che traspare dalla tua rece.

Svegliatemi per l'apokatastasis


bho w le tette


gonzokampf::1756365
Mi riservo di rispondere adeguatamente a questa enormità, anticipando sin da ora il mio stupore per la bonomia che traspare dalla tua rece.
il mio giudizio si è temperato durante una settimana buona seguita alla visione del film. ti posso elencare facilmente cose che ho trovato abbastanza abiette, ma il fatto è che il film si pone obiettivi diversi dalla ricostruzione storica e oserei dire anche dall'avventura, avendo almeno il pregio di suggerire una riflessione moderatamente profonda e collocarla, a modo suo, in un orizzonte poco noto al pubblico. questo secondo me va premiato.
se ti riferisci invece a qualche glitch nel "messaggio", ho toccato ampiamente il problema, ma è inutile soffermarcisi in una recensione cinematografica.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


hai raggiunto lo stadio di illuminazione noto come "rashid", trovi del bello in qualsiasi merda basta che sia un film (prova a recensire deadpool, per intenderci).
asphtimer


no ragazzi prima dico che fa tutto cagare, adesso mi imputate troppa bonomia, decidetevi. comunque spero di rimanere ben lungi dagli eccessi di rashid a vita.
ciò detto consentitemi di dire che silence è un film dignitoso, state pur tranquilli che ho visto (per voi) montagne di cagare, che non recensisco solo per non annoiarvi.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


A me Deadpool ha fatto lollare (volendo farmi lollare, il che è un pregio, direi).
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


CAGARE


rodolfo::1756388silence è un film dignitoso
No, ecco.
rodolfo::1756376
ma il fatto è che il film si pone obiettivi diversi dalla ricostruzione storica e oserei dire anche dall'avventura, avendo almeno il pregio di suggerire una riflessione moderatamente profonda
Il film si sceglie un obiettivo da far tremare i polsi, ossia raccontare il silenzio di Dio, tema sul quale prima di Scorse si sarebbe espressa gente del calibro di Agostino più tutto il filone degli esistenzialisti. Ma non sarebbe neppure un problema, se non fosse che il nostro italo-americano canna praticamente tutte le scelte.
Purtroppo odio perdere tempo per i film che mi hanno fatto davvero cagare, non ne scrivo mai, quindi articolo schematicamente per punti:
- I personaggi non sono costruiti. Va bene, mi si dirà, lungi dal trattarsi di una colpevole omissione, l'assenza di qualsivoglia backstory è invece una precisa e coraggiosa scelta, volta a rendere i due compadres degli archetipi, dei simboli. Peccato che in questo modo non si sviluppi la minima empatia per le sorti dei fraticelli, e anzi si arriva a sperare che i giappi la facciano finita al più presto. In questa maniera Scorzese evita che il film diventi la storia di un inseguimento (quello che rodofo forse intende con 'avventura'), con il risultato tuttavia di rendere Silence di una noia e insignificanza rara;
- Le torture. Ok, in cielo Dio tace, ma sulla terra abbiamo i giappi pagani che torturano, sfottono e uccidono i giappi convertiti (da chi? perché? ma va bene). Le torture e le raffinate malvagità ci vengono tuttavia mostrate in una strana e frocesca mise en scene estetizzante, che da un lato non ci incute mai il benché timore nei confronti degli aguzzini, dall'altra non ci fa solidarizzare con i torturati - che di solito hanno uno screen time di pochi minuti prima di raggiungere el paraìso.
Anche l'unico comparto a ricevere una nomination agli oscar, la fotografia, non convince in quanto fortemente anti-naturalistica: in un film che parla del silenzio di Dio si dovrebbe avere l'impressione di trovarsi immersi in un mondo alieno eppure realistico, qualcosa à la Revenant per intendersi, invece ci sono toni fortemente desaturati che dalla seconda metà del film si fanno, chissà perché, più accesi.
Ho riscontrato poi una discrepanza qualitativa tra alcune sequenze, effettivamente ben costruite (la tortura dell'acqua calda all'inizio) con altre affidate ad uno sciattissima CGI evidentemente subappaltata a qualche ragazzotto di Bangkok (il rogo dei parenti di kichijirō). Di solito questi segni altalenanti sono indice del menefreghismo o del rincoglionimento del regista - nel caso di specie propenderei per la seconda ipotesi.
Diciamo che Shogun Sadism rimane ancora impareggiato sul tema di cristiani che muoiono male in Giappone.
Per onestà intellettuale posso però ammettere che la coppia di inquisitori giapponesi, l'uno tutto sornione, l'altro furente e gutturale, è una delle poche robe che funzionano nel film, insieme alla figura di kichijirō
rodolfo::1756353
ma kichijirō non è una figura accessoria nell'opera, al contrario diviene l'emblema vivente di tutte le contraddizioni della fede (soprattutto nel senso gesuitico dell'imitatio) e dell'inculturazione cristiana.
Posso anche essere d'accordo - io ci ho visto anche la figura del mattoide, del trickster di alcuni film di kurosawa, ma anche questi relativi pregi annegano nell'insignificanza in cui il film presto si impantana: non capiamo la fede dei due missionari, capiamo ancora di meno le motivazioni dei gialli convertiti, quindi a kichijirō si riconosce almeno il beneficio del dubbio.
Ma tutto passa in secondo piano quando la scena madre, dove tutti i nodi tematici dovrebbero venire al pettine, decide di affidarsi ad un espediente di preziosa sottigliezza, peraltro già utilizzato in ben più nobili opere incentrate sulla ricerca del divino.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1756399
la coppia di inquisitori giapponesi, l'uno tutto sornione, l'altro furente e gutturale


cioe' c'e' il poliziotto buono e il poliziotto cattivo?

senza vedere il film per non rischiare di farmi influenzare dalla noiosa realta' dei fatti, mi viene da dire che gonzocanf ha probabilmente ragione.
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.


sembriamo tutti abbastanza concordi, rodolfo bevi la cicuta.
asphtimer


sono spiacente, lazzi e parodie non mi smuovono di un millimetro: il film è senz'altro dignitoso. si consideri la mia usuale serverità, ancor più su soggetti yamat0logici, come parametro. appena uscito dalla sala ero ancora turbato da alcune cacate che ho intravisto qua e là e non avrei dato a cuor leggero la sufficienza. per gradi ho capito però che il film tenta di coprire alcuni gap importanti in modo a volte inelegante, ma tutto sommato commendevole. non è un film banale.
rnse non fossi genuinamente divertito dalle performance critiche di gonzo dovrei rilevare che alcune osservazioni sono al limite della gaffe, altre sono semplicemente troppo grossolane. innanzitutto il film è molto aderente al romanzo endiano, cosa che ho verificato con accurate ricerche e lunghe sedute c/o gli archivi vaticani. questo dettaglio non consiglia solo di indirizzare eventuali critiche al romanziere (morto) e non a scorsese, ma è uno dei fatti cruciali di questo lavoro che, anche attraverso le narrazioni in prima persona (epistola) e pur senza rinunciare al realismo, restituisce un punto di vista ancora una volta nativo (per quanto "moderno"). questo non può lasciare indifferente un pubblico accorto come non lascia indifferente l'aquirente di un romanzo, a maggior ragione se l'autore affronta una questione importante come il primo contatto del proprio paese con il resto del mondo e non un viaggio sulla luna. può anche essere che, senza avere capito questo, il film appaia non particolarmente travolgente, ma questo non è un problema mio.
rn
gonzokampf::1756399
rnun obiettivo da far tremare i polsi, ossia raccontare il silenzio di Dio
questa è pura insipienza. a parte il fatto che dio - mi costringi a dire - parla pure troppo in quest'opera (letteralmente) questo silenzio è solo un punto di partenza mentre il film narra tutt'altra storia. niente meno. inoltre se leggessi un po' meno romanzi e pamphlet e più opere fondative, sapresti che il tuo "silenzio di dio" (locuzione significativamente diversa - e non a caso - dal tronco "chinmoku" che è il titolo di questo lavoro) è un tema ben più ricorsivo dei tuoi nessi intertestuali, con una storia biblica ben anteriore ai rovelli del numida o di kierkegaard, i quali come mille prima (e dopo) di loro declinano la faccenda in modi diversissimi.
rn
gonzokampf::1756399
rnlungi dal trattarsi di una colpevole omissione, l'assenza di qualsivoglia backstory è invece una precisa e coraggiosa scelta
questa contestazione è lunare anche perché non ho idea di dove e quando - ma soprattutto a che scopo - vicende vocazionali o avventure giovanili dei due gesuiti nei sobborghi di oporto si potrebbero collocare. di rodrigues apprendiamo il cazzo e la merda lungo tutto il film, di garupe sappiamo quanto ci serve. non c'è nessuna scelta "coraggiosa". in realtà questa tua osservazione evidenzia un problema più generale, come si capisce meglio più avanti.
gonzokampf::1756399
rnsfottono e uccidono i giappi convertiti (da chi? perché? ma va bene)
porcodio, come da chi e perché? posto che evidentemente io, scorsese, endou e gran parte del pubblico (almeno quello che esprime la propria opinione) abbiamo considerato più che sufficienti il dialogo con valignano, le dichiarazioni di intenti, ferreira e le spiegazioni fuori campo sulla fine della stagione missionaria a seguito persecuzioni e sakoku, serpeggia sempre più palpabile il sospetto che tu sia ascrivibile a quel gruppo di spettatori - folto, me ne rendo conto - che, catapultato in una vicenda di cui per ragioni varie conosce poco, si sente immediatamente defraudato dei più usuali dispositivi didascalici (à la mission nella migliore delle ipotesi, à la gladiatore nella peggiore).
gonzokampf::1756399
rnin un film che parla del silenzio di Dio si dovrebbe avere l'impressione di trovarsi immersi in un mondo alieno eppure realistico
come darti torto.
gonzokampf::1756399
rnposso però ammettere che la coppia di inquisitori giapponesi, l'uno tutto sornione, l'altro furente e gutturale, è una delle poche robe che funzionano nel film
e infine il paradosso. contro ogni mia intenzione devo mettere in dubbio la tua reputazione di recensore attendibile, infatti invito qualunque spettatore ad individuare nel film questa "strana coppia". scremando, gli inquisitori in foreground sono almeno tre. tra due di questi non saprei indicare il più sornione o mellifluo (sono comunque personaggi interessanti grazie alla mano di endou, non si tratta infatti di aguzzini ma di interlocutori importanti). purtroppo non ne ricordo nessuno "gutturale", ma ho fatto uno sforzo. l'unico che potrebbe rispondere alla descrizione è un quarto, un metsuke a cavallo che compare in una fase introduttiva della vicenda. ho motivo di credere che gonzo abbia retto fino a questo momento, dopodiché sia stato menomato dagli effetti di una cena pugliese troppo generosa.
gonzokampf::1756399
rnPosso anche essere d'accordo
non ci capiamo. questo è irrilevante, perché non è la mia opinione (comunque su questo del tutto conforme all'ovvio) ma un semplice dato di fatto. kichijirou è il perno e il vero (anti) eroe dell'opera, per scelta dichiarata di endou e per questioni del tutto inerenti alla narrazione. egli è il giapp0ne (almeno il giapp0ne dell'epoca ma questo, per endou, ha un senso che riguarda anche l'oggi). in confronto a lui tutti gli altri sono figure limitate dalla loro unilateralità.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


psycho::1756402
cioe' c'e' il poliziotto buono e il poliziotto cattivo?
tranquillo, non c'è nulla che ricordi anche solo alla lontana questo stilema. per il resto, ho citato più in alto diversi problemi veri di quest'opera, principalmente la questione teologica ma ache faccende più prosaiche. semplicemente non mi pare il caso di allungare il brodo.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


Rodolpho: Resurrection.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


rodolfo::1756437innanzitutto il film è molto aderente al romanzo endiano, cosa che ho verificato con accurate ricerche e lunghe sedute c/o gli archivi vaticani. questo dettaglio non consiglia solo di indirizzare eventuali critiche al romanziere (morto) e non a scorsese
Benissimo, frega cazzi. Un criterio onesto che cerco di seguire è valutare il film come un'opera a sé stante, a prescindere dalle fonti più o meno meritorie; altrimenti si finisce come con i film di supereroi, dove magari c'è qualcuno che si sporge dalla porta per dire "Uhé!" e gli hardcore fan vanno in sollucchero, perché si tratta del famoso FantaCazzo, protagonista di mille avventure nella serie a lui dedicata.
rodolfo::1756437
non è un film banale.
Su questo siamo d'accordo, il problema è che l'originalità degli intenti non poggia su un bagaglio tecnico-artistico idoneo, con il risultato che si percepisce l'intenzione di voler raccontare qualcosa in maniera inusitata senza però riuscirvi. E secondo me anche Scorsés ad una certa si accorge di questa coperta corta, altrimenti non si spiegherebbero delle supercazzole di regia infilate qua e là: tipo riprese a 180° dei personaggi sulla scalinata, tipo soggettive insistite (lui nella gabbia), tipo il gore fintissimo e desolante.
rodolfo::1756437
posto che evidentemente io, scorsese, endou e gran parte del pubblico (almeno quello che esprime la propria opinione) abbiamo considerato più che sufficienti il dialogo con valignano
Show, don't tell
rodolfo::1756437quel gruppo di spettatori - folto, me ne rendo conto - che, catapultato in una vicenda di cui per ragioni varie conosce poco, si sente immediatamente defraudato dei più usuali dispositivi didascalici (à la mission nella migliore delle ipotesi, à la gladiatore nella peggiore).
Vedi sopra: in effetti il film si sgancia coraggiosamente da questi dispositivi per intraprendere però un percorso che lo ricondurrà alla banalità (il voice over di dio madonna) seguendo una traccia appena più tortuosa. Ciò detto è probabile che la maggior parte del pubblico loderà lo spessore esistenziale della vicenda (mentre nella sua testa penserà "boh").
rodolfo::1756437
di rodrigues apprendiamo il cazzo e la merda lungo tutto il film, di garupe sappiamo quanto ci serve
Rodrigues parte come un frate straight-edge, poi però scopriamo che in realtà è vittima di brutti trip che gli mostrano la faccia di gristo che si sovrappone alla sua, infine quando gli chiedono se vuole abiurare risponde "ok". Se secondo te si tratta di una caratterizzazione appena coerente, o in qualche altro modo soddisfacente, prendo atto della tua schizofrenia. Non parliamo poi del compagnuccio (adam driver,
aka spada de foco) inutilissimo oltre ogni dire.
rodolfo::1756437
scremando, gli inquisitori in foreground sono almeno tre. tra due di questi non saprei indicare il più sornione o mellifluo (sono comunque personaggi interessanti grazie alla mano di endou, non si tratta infatti di aguzzini ma di interlocutori importanti). purtroppo non ne ricordo nessuno "gutturale", ma ho fatto uno sforzo. l'unico che potrebbe rispondere alla descrizione è un quarto, un metsuke a cavallo che compare in una fase introduttiva della vicenda.
Esatto, ad una certa arriva questo con il caschetto che urla e strepita, mentre dietro il vero boss se la ride sotto i baffi alla vista dei poverinos. Ecco, è forse nella caratterizzazione dei giapponesi antagonisti che si può intravedere, con una certa generosità di giudizio, che Scorsese si trova nel suo. I primi dialoghi tra Sebastian Rodrigues e l'inquisitore capo (la storiella delle concubine etc.) sono forse gli unici scambi dotati di un certo ritmo in tutto il film.
rodolfo::1756437
ho motivo di credere che gonzo abbia retto fino a questo momento, dopodiché sia stato menomato dagli effetti di una cena pugliese troppo generosa.
Ero reduce da un blando aperitivo vegano, ciononostante ho provato a più riprese ad addormentarmi, anche raggomitolandomi in posizione fetale sulla poltrona, senza purtroppo riuscirvi.
rodolfo::1756437
kichijirou è il perno e il vero (anti) eroe dell'opera, per scelta dichiarata di endou e per questioni del tutto inerenti alla narrazione. egli è il giapp0ne (almeno il giapp0ne dell'epoca ma questo, per endou, ha un senso che riguarda anche l'oggi). in confronto a lui tutti gli altri sono figure limitate dalla loro unilateralità.
Questo può essere un aspetto importante del romanzo, che nel film viene accarezzato per un po' ma mai sviluppato compiutamente.
E quest'ultima considerazione mi porta ad individuare il peccato originale che inficia tutta la tua visione: secondo me hai apprezzato aspetti che nel film non ci sono proprio, o che rimangono storpiati e banalizzati in maniera becera. Prova ne è il fatto che continui a parlare di Endo e mai di Scorsese, sovrapponendo i pregi (?) del romanzo alle aporie della trasposizione cinematografica.

Svegliatemi per l'apokatastasis


ragazzi, percepisco la maestosità del cazzo che vi frega, ma vi informo che sto per andare al MULTISALA a guardare la la land
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


è effettivamente un post di rara inanità. ciò che puoi fare per l'asphalto, oltre a venderci l'anima, è una bella recensione con il campo title debitamente compilato.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


se non m'impicco prima, volentieri
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


Francé tieni duro che a me probabilmente tocca questo finesettimana, mi farebbe piacere sapere prima cosa mi aspetta
asphtimer


I musical fanno cagare a cristo


no krako, no.
I musical fanno schifo se sono fatti male, fanno OK se sono fatti bene.
In tempi migliori, su queste grigie pagine, si era quasi formato un gruppo di meeting per fare una sortita asphaltita al Rocky Horror Picture Show al cinema Mexico di Milano. Poi non se ne fece nulla principalmente perché siamo asphaltiti, e la banalità di trovare una data conveniente a tutti si era trasformata in una sorta di guerra di trincea tutti contro tutti.
Ma nessuno metteva in discussione il principio base che musical=OK
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)


krako::1756468

I musical fanno cagare a cristo
amen. lo dico da sempre, credo di averlo detto pure qui. ovviamente si è costretti a conoscerne un po' (JCSS, WSS, RHPS) nella vita. alcuni saranno anche lodevoli. di altri, la musica potrebbe non essere malvagia. ma il prodotto per me è quasi sempre inguardabile.
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< modalità ricchione ON >
rodolfo::1756471
ma il prodotto per me è quasi sempre inguardabile.

Ma tu devresti guardarlo con gli occhi del cuore, non con quelli della testa!
< modalità ricchione OFF >
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
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gonzokampf::1756449
Un criterio onesto che cerco di seguire è valutare il film come un'opera a sé stante
lo condivido in pieno, ma la stessa regola non può eccedere fino a decontestualizzare il film o analizzarlo al di là dei suoi scopi (che possono anche essere "la resa filmica di un opera letteraria"). è evidente che questo metodo è un'arma a doppio taglio da che mondo è mondo, perché è pieno di film che fanno autonomamente cagare o che tradiscono l'opera (in rari casi la nobilitano). se penso a LOTR vi riconosco un lavoro molto discutibile eppure, trattandosi quasi di un tributo al romanzo - non ti sfuggirà che lo scritto, con un ben noto stratagemma, compare materialmente nel film come nel testo - finisco per apprezzare la cura di alcune trasposizioni o più in generale la scelta di un soggetto che può avere meriti intrinseci; scelta che però devo attribuire al regista. nel caso di specie questo argomento è comunque abbastanza tangenziale, perché il film non fa affatto cagare. piuttosto ha dei difetti, alcuni dei quali ho già citato (lentezza, svolte frettolose, una certa povertà di fantasia nei set giapp0nesi - quest'ultimo è un discorso a parte).
gonzokampf::1756449
tipo il gore fintissimo e desolante.
fai un ritratto tecnico insensatamente severo. i dettagli che citi non sono né particolarmente evidenti né importantivnella storia ed evidenziano piuttosto una serie di tue aspettative personali evidentemente deluse. io concedo tranquillamente qualche imperfezione (decapitazione e qualcos'altro) ma mi sembra una questione veramente marginale. a parte il fatto che gore vero e proprio semplicemente non c'è, ai miei occhi l'attenzione di scorsese è decisamente altrove, così come il focus della storia.
gonzokampf::1756449
Ciò detto è probabile che la maggior parte del pubblico loderà lo spessore esistenziale della vicenda (mentre nella sua testa penserà "boh").
questa è una pura presunzione, che non migliora la qualità delle tue argomentazioni. tra l'altro non si capisce perché il pubblico dovrebbe essere particolarmente concessivo con *questo* film che anzi si presterebbe più di altri al dimenticatoio. la verità è che il film sta avendo un buon riscontro, presumibilmente proprio presso un pubblico abituato ai più ingenui espedienti e quindi non per le sottigliezze teologiche o di intreccio.
gonzokampf::1756449
parte come un frate straight-edge, poi però scopriamo che in realtà è vittima di brutti trip che gli mostrano la faccia di gristo
a parte che non capisco cosa c'entra la schizofrenia, abbi pazienza. la tua caratterizzazione non è nemmeno caricaturale perché totalmente fantasiosa. la verità è che r. è un pio - quanto acerbo - gesuita del 1640 che dialoga con dio nel mondo più convenzionale, a maggior ragione secondo i ben noti standard della compagnia di gesù. sei preda di una insofferenza del tutto sproporzionata.
gonzokampf::1756449
ciononostante ho provato a più riprese ad addormentarmi, anche raggomitolandomi in posizione fetale sulla poltrona, senza purtroppo riuscirvi.
secondo me è uno di quei casi in cui si dice "questa notte non ho chiuso occhio" quando più testimoni possono giurare che russavi.
gonzokampf::1756449
Questo può essere un aspetto importante del romanzo, che nel film viene accarezzato per un po' ma mai sviluppato compiutamente.
cancella endou: kichijirou non viene sviluppato completamente? non so che vuol dire ma ne prendo atto. ti ricordo che a tutt'oggi non ho letto il romanzo, né eventuali approfondimenti hanno mutato un punto di vista che ho espresso pressoché identico poche ore dopo la visione (non qui). la mia unica conoscenza di endou era del tutto scolastica e rialente agli esami piuttosto complicati che ho dato sulla tranche novecentesca della letteratura giapp0nese tutta.
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


fermi tutti, la la land merita alla grande.
manco lo considero un musical (nonostante danze e canti), anzi.
le tipiche scene di "genere", il titolo del cazzo, persino la trama infantile: il tutto non fa che coadiuvare e sostenere perfettamente l'impalcatura del film fino al finale.

pulito, asciutto, finalmente un regista che racconta con le immagini diocane.

pure gosling m'è piaciuto (ma solo perché gli hanno cucito addosso il personaggio perfetto), probabilmente c'era la troca nel caffé che ho preso prima della visione per evitare lo schianto dopo 20 minuti.
stone ottima (sia come sogno erotico che come attrice)
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


orcodì, adesso non ho più scuse, devo andare a vederlo.
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La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)


però ti avverto che il mio entusiasmo mi ha già riservato non poche gragnole di stronzi in faccia da parte di amici e parenti
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


ma quindi è ufficiale? Damien Cazelle nuovo Michelangelo della Settima Arte?


http://www.imdb.com/title/tt2543164/

può succedere che un film (e con riserve il racconto scifi da cui è tratto, che non ho letto) attinga più di altri ad un patrimonio estetico, scientifico o intellettuale abbastanza familiare al recensore. è il caso di arrival, un film che si propone di rielaborare alcuni paradigmi tipici della fantascienza del XX secolo non riuscendovi del tutto ma salvandosi con una recitazione in media molto buona, una fotografia suggestiva e effetti speciali come minimo interessanti. devo precisare che - bontà mia - fin da subito ho intuito la misura in cui il film avrebbe sfruttato l'orizzonte della linguistica, cioè parecchio e purtroppo approssimativamente (basta chiedersi poi che cazzo di linguista è una che "parla" letteralmente il farsi o il mandarino come se niente fosse). ma ok, diciamo che la protagonista è una donna dimessa, un po' depressa, ma che sa veramente un sacco di cose. ciò che non sta tanto in piedi è la scoperta che ella si appresta a fare. si sarebbe anche potuto soprassedere su teorie linguistiche le cui implicazioni - oltretutto - non sono nemmeno quelle che si adombrano nel film, per puro amore di poesia. è una concessione che ho tentato di fare; purtroppo, però, il film si sviluppa proprio attorno a quella inuizione un po' farlocca. d'altra parte questo è l'unico vero neo del film, insieme ad un sentimentalismo un po' spinto che informa non solo la trama ma si sviluppa anche in una fotografia un po' malinconica e meditabonda (comunque tecnicamente gradevole). belle molte riprese aeree, un po' monocorde la recitazione di amy che però io amo segretamente e considero brava. alcuni concept dietro gli alieni, su cui non mi posso dilungare, li ho trovati riusciti e non banali. un film quindi senza infamie ma probabilmente sopravvalutato, che comunque riesce a strapparmi un 6 e mezzo.
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


MA SCUSA E QUEL FINALE AL GALA DEL PREMIO NOBEL??


rodolfo::1757653
;
a tuo riconoscimento, l'utilizzo del punto e virgola nella recensione non è passato inosservato. Purtroppo, e me ne dolgo assaje, di linguistica mastico poco e ho il timore che questo toglierà spessore alla visione, permettendomi però al contempo di concentrarmi sulle nudità di Amy (che credo non ci siano nel film ma che non faticherò ad immaginare).
L'ultimo dei boia da cani


vincibile::1757662

MA SCUSA E QUEL FINALE AL GALA DEL PREMIO NOBEL??
non spoilerare comunque si: catazza (come del resto la storia del generale cinese col cellulare d'oro. ne vogliamo parlare?)
eppure il film va considerato nel suo insieme e nel suo genere industriale.
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francesco::1756515

ferme tutte, gosling m'è piaciuto sogno erotico


rodolfo::1757653
che comunque riesce a strapparmi un 6 e mezzo
un po' bassino. io gli ho dato un 8 perché le cose che mi piacciono sono molto superiori a quelle che mi piacciono meno.


ochio allegro che c'è del poverame serio dentro, non voglio rincarare la dose ma (la teoria in questione non è tanto una merda, quanto senza alcuna connessione con l'esito del film. poi perché lei si e non lui? poi perché due cazzo di paroline e lei ricabla il cervello? porcodio su). detto ciò il "messaggio" è interessante, come il tema dell'immanenza
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Rod 6,5 a arrival mi pare un tantino abbondante, è un film proprio debolino.
detto questo ho visto Moonlight*:

cavalcando l'onda dell'attuale crisi politica Jenkins imposta il suo dramma sul trascorso formativo dei primi 30 anni di vita di un nero gay ("little", un omaggio a omar di the wire?) cresciuto da una madre tossica in un quartieraccio di Miami.
già dalla scena d'apertura con un movimento macchina più che ambizioso (e dal pressochè ininterrotto uso di lenti anamorfiche dai flare potenti) capiamo che l'autore non si vuole affatto nascondere, giocando su una combinazione di close up sulla pelle nera degli attori, un blu e un viola ricorrenti, dileggi allegorici di vario genere.
ammiccando -suppongo- all'originale da cui è tratto (un'opera teatrale) il regista ricorre con costanza a stacchi narrativi costruiti sulla combinazione di primi piani sordi, prospettiva centrale e colonna sonora patetica riguardo ai quali ho diverse riserve.
il risultato complessivo non è però visivamente spiacevole e delle volte anche riuscito, in certi momenti finisce nel didascalico e self-absorbed, ma considerata la narrazione scorrevole e una recitazione per lo più solida direi che la visione è più interessata che annoiata.
i 3 blocchi narrativi classici infanzia-adolescenza-età adulta sono caratterizzati dall'impiego di 3 attori diversi per il ruolo del protagonista, da notare che se i primi due attori sono contraddistinti da una plausibile coerenza fisionomica, il terzo è invece una sorta di 50cents, da che a 16 anni il nostro pesava 53kg è invece a 30 anni una fascia di muscoli da 110kg, la sensazione è di vago tradimento dello spettatore.
c'è da dire che poi ben guidato nella recitazione mostra dei tratti caratteriali applicabili al personaggio che ci ha accompagnato per 2/3 del film, e forse recupera qualcosa, ma lo strappo narrativo è più che tirato per i capelli e la sensazione di assorbimento è persa, lasciandoci un film più furbo che completo sotto il profilo narrativo.
voto: 6,5.

*ho scritto questa rece prima che vincesse l'oscarre, tra i candidati mi é piaciuto di piú hell or highwater che già dalla prima scena -analoga nella costruzione- mostra più carattere, più concretezza e meno seghe d'autore.


francesco::1756515
fermi tutti, la la land merita alla grande.
manco lo considero un musical (nonostante danze e canti), anzi.
le tipiche scene di "genere", il titolo del cazzo, persino la trama infantile: il tutto non fa che coadiuvare e sostenere perfettamente l'impalcatura del film fino al finale.

pulito, asciutto, finalmente un regista che racconta con le immagini diocane.
Rispetto a Whiplash mi è sembrato un passo indietro. Poi c'è il discorso del "malgrado" il musical: ecco, La La Land risulta debole proprio su questa parte, in quanto nessun piano-sequenza può farci dimenticare la sostanziale insignificanza dei numeri musicali. Ovvio che per chi non si sdilinquisce per i canti & balli (=l'universo mondo eccetto gli amerighi) queste mancanze importino fino ad un certo punto, ma se si è scelto di esprimersi secondo le regole di un determinato genere bisognerebbe tenerne pur conto.
Alla fine il film, anche riuscito nel suo tentativo di sembrare leggero ma non frivolo, è inferiore alle aspettative che La Chazelle aveva iniziato a farci nutrire dopo il suo fulminante esordio.
rodolfo::1757653
Arrival
Quoto tutto. Stringi stringi Arrival è costruito attorno al twist anche un po' paraculo secondo cui [spoiler] quella che sembra la classica tragica backstory di Amy 'inspiegabilmente chiavabile' Adams è invece il suo futuro un po' dolce un po' amaro. Attorno a questa trovata si dispongono delle robe collaterali più o meno riuscite, ma il giudizio finale sul film risente inevitabilmente del fatto che vi sia piaciuta quella mossa lì.
il pwnezzatore::1757694
sul trascorso formativo dei primi 30 anni di vita di un nero gay ("little", un omaggio a omar di the wire?) cresciuto da una madre tossica in un quartieraccio di Miami.
Minchia mi precipito in videoteca!

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1757697
Minchia mi precipito in videoteca!

bah


rodolfo::1757686
ochio allegro che c'è del poverame serio dentro
ah, ma a me della teoria e del messaggio non me ne frega un cazzo. Apprezzo il genere e ritengo arrival un bel esemplare. Apprezzo addirittura gli espedienti narrativi estrapolati dal contesto, per dire.


allegrodemiurgo::1757717
Apprezzo il genere
Beh Villeneuve pare stia procedendo a un sottile sovvertimento dei meccanismi che regolano il thriller (Prisoners), il poliziesco (Sicario) e in effetti anche i legami di Arrival con la sci-fi ortodossa risultano più che altro apparenti, pur risultando più rigoroso di precedenti come Interstellar.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1757727
pur risultando più rigoroso di precedenti come Interstellar
beh arrival è hard sci-fi, interstellar è medar.


allegrodemiurgo::1757730
beh arrival è hard sci-fi
Ahaha ma che cazzo dici su, siamo più dalle parti di Contact.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1757738

allegrodemiurgo::1757730

beh arrival è hard sci-fi
Ahaha ma che cazzo dici su, siamo più dalle parti di Contact.
quoto, peraltro interstellar è un film che costituzionalmente giudico superiore. può farti cagare l'epilogo, può farti cagare altro, ma è un film che va per la sua strada con grossi mezzi piuttosto ben utilizzati. la mia recensione non fu entusiastica, ma arrival è comunque meno riuscito. dargli 8 mi sembra sconsiderato, cioè fuori scala rispetto ad altri prodotti. pwnezzatore: gli avrei dato pure meno ma ci sono alcuni tocchi poetici che a mio insindacabile avviso andavano premiati.
allegrodemiurgo::1757717
ah, ma a me della teoria e del messaggio non me ne frega un cazzo.
questo genere di difese paradossali non hanno senso, per cortesia. dire non mi frega un cazzo delle chiavi di volta di un film a cui dai 8 non è serio.
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rodolfo::1757749
questo genere di difese paradossali non hanno senso, per cortesia. dire non mi frega un cazzo delle chiavi di volta di un film a cui dai 8 non è serio.

bella la gente convinta che non gliene frega un cazzo del messaggio, come se fosse possibile. a volte piacerebbe anche a me, tipo che so vado in vacanza a canazei e all'improvviso non me ne frega niente del messaggio, basta, stacco netto.


hahah. ma che poi si può tranquillamente essere in disaccordo. però dio santo almeno dimmi: "eh, guarda a me sono piaciuti i paesaggi".
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Mi sembra chiaro che non avete capito un cazzo, ma adesso non posso spiegarvi meglio.


ma vai a cagare dai
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Spero almeno sia pacifico che in un filme di scrittura spaziotemporale mettere gli alieni a forma di calamari giganti e naturalmente dotati di organi ink-jet ad alta risoluzione sia una trovata un po' cialtrona.


va beh, si. ma è lì che entra in gioco tutto il discorso poetico estetico il quale, se accettato per quel che è, salva l'opera dall'oblio. comunque ribadisco che non è l'unica cagata (per esempio c'è tutto un palese addentellato zen che ti risparmio, insieme al tema puramente simbolico della circolarità ecc. insomma roba che ho fatto finta di non accorgermi da dove è stata pescata). ma l'insieme si tiene.
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rodolfo::1757768
ma vai a cagare dai
appena ho un po' di tempo spiego meglio perché mi à piaciato


allora, lascio stare i classici motivi per i quali di solito si considera ok un film (regia, fotografia, recitazione, sonoro) perché oggettivamente il film sotto questi aspetti è BELLO BELLO BELLO e passo subito a parlare di ciò che vi ha apparentemente fatto cagare:
- i messaggi "è importante comunicare", "siamo tutti parte di un qualcosa più grande di noi", ecc... un po' sempliciotti, visti e rivisti: non me ne frega un cazzo perché la storia che racconta il film è godibilissima e non l'ho avvertita come funzionale alla veicolazione di questi messaggi
- l'ipotesi alla base della svolta del film è debole e spinta all'estremo: non me ne frega un cazzo perché è un film di fantascienza e a un certo punto devi pure sospendere il disbilievo e non capita spesso di doverlo sospendere solo su un singolo aspetto

ciò che ho particolarmente apprezzato di arrival è il contrasto tra quello che viene raccontato e quello che non viene raccontato (la trama nascosta, quella dal punto di vista degli alieni). dal punto di vista umano la trama può risultare un po' complicata e il modo in cui il film la sviluppa rispecchia questo aspetto. la trama dal punto di vista alieno, svelato alla fine, è invece molto più semplice: Pierino va al mercato, compra un kg di mele e poi torna a casa.


ottimo, comunque puoi usare il tasto span visto che diversamente da altre piattaforme su asphalto esiste
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rodolfo::1757822
ottimo, comunque puoi usare il tasto spananamento di culo visto che diversamente da altre piattaforme su asphalto esiste


il tubone::1757837
la battaglia di Hacksaw Ridge (sorprendentemente agreabile e perdonabile nelle sue pomposità patriottarde, poichè appartenente in tutto e per tutto al canone Gibsoniano)
Ma ti è piaciuto anche l'ultimo quarto d'ora tutto in ralenti come baywatch con il tipo che si prodiga in power moves tourettiane© al fine di rilanciare le granate ai giappi?
Poi per carità io apprezzo anche il canone del vecchio bizzoco australe basato sul sadismo e il sentimento religioso isterico, ma a parte il primo attacco sulla breccia il film risulta imbarazzante, anche a voler salvare l'iniziale racconto spielberghiano sulle origini del protagonista nonché l'addestramento con calchi pesanti e ingiustificati da Full Metla Jacket.

Che poi qualche appassionato di storia militare potrebbe spiegarmi [spoilers]:
- perché mai il sergente istruttore e la truppa fresca di addestramento partono tutti insieme tipo gita di II media?
- perchè i giappi dopo aver riconquistato la cresta non buttano giù le scale di corda?

Svegliatemi per l'apokatastasis


allegrodemiurgo::1757821contrasto tra quello che viene raccontato e quello che non viene raccontato

Tipico della criptofrocezza hollywoodiana fine anni 1950. Arrival è un film come può essere concepito da una Boldrini cattolicoadulta e non è più sci-fi de I Dieci Comandamenti; il capolavoro di DeMille è un filmone di assoluto realismo, salvo alcuni momenti di effettistica un po' barocchi.

Comunque non vedo l'ora di leggere la dotta stroncatura di p. Rodolfo SJ del film sulla muraglia chinese e le obiezioni estetizzanti di fr. Gonzo OP.


gonzokampf::1757845
l tipo che si prodiga in power moves tourettiane© al fine di rilanciare le granate ai giappi?
hahahahah se questo è uno spoiler significativo tornerò qui sull'asphalto solo per muovere quelle segrete leve che nemmeno io ho mai osato toccare (mettere tedio all'user thread di lord h.) ed esso crollerà come la torre di babele
vincibile::1757846
la dotta stroncatura
non vorrei ingannarmi ma credo che changcheng (a.k.a. the grat wall) sia un film fantasy come solo un cinese strafatto di phalloides può concepire (si, zhang yimou è andato da un pezzo). sarebbe davvero come picchiare uno che caga.
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


rodolfo::1757849
picchiare uno che caga
ho letto da qualche parte che questo modo di dire si rifà alla prima guerra mondiale, quando il problema della dissenteria era tanto diffuso in tutte le trincee che sparare a uno che cagava divenne sinonimo di massima infamia.
asphtimer


secondo me altro non è se non il classico processo di mitopoiesi ex post, che si basa su dati tra l'ovvio e il verosimile ma insignificanti nel caso di specie. tanto più che il modo di dire non parla di sparare (si spara, semmai, sulla croce rossa - ma per stabilire che è increscioso possiamo tranquillamente fare a meno di aneddoti) ma di picchiare. è intuitivo che nell'atto del cagare, a seguito di irreversibili meccanismi involontari, l'uomo è fragile e non può rispondere adeguatamente ad una aggressione. segnalo, a margine, che questa nozione è millenaria e transculturale, tant'è che si registrano parecchi omicidi consumatisi scientemente a danno di uomini al cacatoio (anche in giapp0ne).
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


gonzokampf::1757845
Ma ti è piaciuto anche l'ultimo quarto d'ora tutto in ralenti come baywatch con il tipo che si prodiga in power moves tourettiane© al fine di rilanciare le granate ai giappi?


Il film è tipicamente gibsoniano, as i said, con i tipici difetti.
Detto questo non ho pregiudizi soverchianti verso le sequenze evidenziate in slow motion e, per quanto riguarda le power moves, non le definirei affatto tourettiane.
Ti ricordo che l'epitome è stata coniata da rodolfo a proposito di un film di cui tu hai fatto una rece piuttosto positiva (Creed), in cui le suddette power moves realmente tourettiane erano condite con svariate sequenze di ralenti non sempre del tutto giustificate.

gonzokampf::1757845
Poi per carità io apprezzo anche il canone del vecchio bizzoco australe basato sul sadismo e il sentimento religioso isterico, ma a parte il primo attacco sulla breccia il film risulta imbarazzante,


Il canone gibsoniano, e dovresti averlo capito per primo tu, è fondato sull'EROE GUERRIERO che, attraverso un percorso iniziatico all'insegna del dolore e delle avversità, raggiunge la capacità di dominare se stesso e di forgiare il proprio DESTINO.
Tema DESTRORSO che può essere giudicato stantìo e farlocco, ma che Gibson persegue con coerenza e talvolta anche con una certa abilià cinematografica.
Ovviamente non sceglierei uno dei suoi films da portarmi sull'isola deserta, non ho detto questo. Passavo solo in rivista le pellicole candidate agli oscar che avevo visto.
Questo film qui, nello specifico e facendo la tara ad un bel po' di cosette che non starò ad elencare per pura pigrizia è, come altri suoi lavori, per lo meno guardabile.

gonzokampf::1757845
anche a voler salvare l'iniziale racconto spielberghiano sulle origini del protagonista


Che è piuttosto aderente alla realtà (mi sono documentato)

gonzokampf::1757845
nonché l'addestramento con calchi pesanti e ingiustificati da Full Metla Jacket.



Le modalità di addestramento delle forze armate americane, oltre ad essere diventate un topos cinematografico, rimangono ancora piutosto simili ancora oggi.

gonzokampf::1757845
Che poi qualche appassionato di storia militare potrebbe spiegarmi [spoilers]:

- perché mai il sergente istruttore e la truppa fresca di addestramento partono tutti insieme tipo gita di II media?

- perchè i giappi dopo aver riconquistato la cresta non buttano giù le scale di corda?


Per quanto ne so:
1- Specialmente verso la fine della guerra, la carenza di "drill instructors" era tale (a causa del numero degli addestrandi) che alcuni soldati o graduati inferiori che avevano esperienza di combattimento anche minima o che solo avevano terminato l'addestramento, venivano spediti alla scuola per istruttori. Dopodichè, ala fine dell'addestramento che avevano inflitto alle reclute, potevano essere spediti (o rispediti) con loro in combattimento a causa del fatto che si raschiava il fondo del barile. Potevano anche scegliere di farlo volontariamente (vedi la vicenda Basilone);
2 - Questo è già più difficilmente spiegabile ma, senza dilungarsi troppo, potrebbe aver a che fare con l'idea giappa dei tipici "banzai attacks" ovvero che i musi gialli volevano che gli americani salissero in cima per buttarglisi contro in massa, cosa che hanno fatto per tutta la seconda parte della guerra contro gli americani, con la rara eccezione della battaglia di Iwo Jima (in cui, infatti, la strategia giapponese di ritirarsi con ordine ed evitare gli assalti alla disperata risultò efficace in maniera devastante). Ad ogni modo la vicenda reale, a perte il finale hollywoodiano debitamente semplificato, è raccontata nel film in maniera piuttosto precisa
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(allegrodemiurgo)


Ottimo, ci sta. A maggior ragione perché non l'ho neanche più ritrovata 'sta storia, non doveva essere nemmeno canonica.
asphtimer


evviva
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


a me arrival non è piaciuto. mi aspettavo un film molto diverso, basato sul problema di capire un linguaggio alieno, mentre in realtà il film punta tutto su un altro tema (che comunque la fantascienza ha già affrontato varie volte in passato, per cui non è nemmeno particolarmente originale). tranne per il finale, la comprensione del linguaggio non è affatto diversa da quello che accadrebbe parlando con dei negri. è davvero deludente che si parli con degli essere così diversi indicando col dito me, te, stocazzo etc.
mi sono stati anche sulle palle gli attori, la tizia che pare sempre sul punto di soffocare, il tizio pressoché inutile. e il film riesce anche ad essere noioso senza nemmeno affrontare un problema difficile. in verità tutto si poteva ridurre agli ultimi 15 minuti, e infatti se ho ben capito è tratto da un testo breve. l'unica cosa simpatica sono i segni degli alieni. l'idea che somiglino alle macchie del caffè non è male (graficamente).
ho anche notato che parecchie persone (specie femmine) trovavano il finale ricattatorio, perchè evidentemente hanno pensato che ci fosse una specie di messaggio religioso, mentre in realtà tutto alla fin fine è dovuto al solito problema del tempo.


l'hai veduto colla femmena?
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


no, però ho letto sulla rete molte femmine indignate. non dico altro per non spoilerizzare.


rodolfo::1757857
tant'è che si registrano parecchi omicidi consumatisi scientemente a danno di uomini al cacatoio (anche in Game of Thrones).
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)


Bello.
Un film cupo e violento, durissimo, tagliato con l'accetta.
Scordatevi gli Xmen (sono solo una scusa per avere i personaggi su cui lavorare), scordatevi i fumetti (che infatti il film li metti in mano ai protagonisti, con una sorta di meta sfondamento della 4° parete, e li schifa), scordatevi vincono i buoni (almeno fino al finalino aperto per un seguito con giovani protagonisti) e non aspettatevi neppure che vincano i cattivi. La divisione bianco/nero semplicemente non ha senso, esistono solo il dolore e la vecchiaia e la morte. Non c'è giustizia e non c'è remissione del peccato.
Alla fine è un western, ed omaggia uno dei western più belli di sempre: Il cavaliere della valle solitaria. Entrambi di fatto sono la storia della vecchiaia di un uomo duro, il cui ultimo atto di sacrificio e giustizia NON riscatterà una vita di colpe (spesso autoinflitte).

Qualche passaggio ingiustificato (sopratutto nella gestione della baNbina) gli impedisce di avere un 9 pieno, ma l'8 e fors'anche l'8,5 ci stanno senza dubbio.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)


Amici ma di Trainspotting 2 si è già parlato da qualche parte? A me è piaciuto abbastanza, e come sequel 20 anni dopo direi che fare di meglio sarebbe stato difficile. Qualche strizzatina d'occhio al primo film, ma binari direi abbastanza differenti
I D O cane


menesturello::1758127
di Trainspotting 2 si è già parlato da qualche parte?
No, pur condividendo le tue opinioni non avevo abbastanza materiale/cose da dire per una rece degna di questo nome.
menesturello::1758127
Qualche strizzatina d'occhio al primo film
Beh qualcuna proprio, rarissime.
A volte l'ho trovato un po' troppo retorico (il discorso del choose life al ristorante) e la storia vera e propria è impostata in maniera facilona.

Svegliatemi per l'apokatastasis


prikedelik::1756372
bho w le tette


dunque ero pure già venuto
potente è la parola "tette"


a proposito di trainspotting 2, attenzione: trattandosi di una operazione nostalgia bella e buona, se ora arrancate intorno ai 40, rischiate di tornare a casa con il malanimo per la vostra perduta prestanza e spensieratezza (facile mitizzare il passato).


figurati che a me fece cacarone il primo anche illo tempore.
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


è vero che dopo un recente ulteriore esame del primo capitolo emerge chiaramente che i motivi per cui ha raggiunto l'ultraumano stato di cult movie non sono propriamente cinematografici, anche se voglio riconoscere che le caratterizzazioni sono brillanti in almeno tre casi nonché bastanti a rendere piacevole la visione.


glugluglu::1758137
a proposito di trainspotting 2, attenzione: trattandosi di una operazione nostalgia bella e buona
L'aspetto che lo salva è che la riflessione sulla nostaglia innerva tutto il film: c'è il mito di trainspotting-il film per gli spettatori e parallelamente il mito delle vicende narrate in trainspotting per i protagonisti.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1758191

glugluglu::1758137

a proposito di trainspotting 2, attenzione: trattandosi di una operazione nostalgia bella e buona
L'aspetto che lo salva è che la riflessione sulla nostaglia innerva tutto il film: c'è il mito di trainspotting-il film per gli spettatori e parallelamente il mito delle vicende narrate in trainspotting per i protagonisti.
Per onestà intellettuale debbo ribassare il mio giudizio dell'elaborato filmico a 'mediocre', dopo aver letto una rece che stigmatizza efficacemente i difetti della narrazione; non concordo però sulla bocciatura netta della regia.

Svegliatemi per l'apokatastasis


approvo il principio della ritrattazione dei giudizi, posto che avvenga entro un anno solare dal primo verdetto
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


francesco::1756515

fermi tutti, la la land merita alla grande.
manco lo considero un musical (nonostante danze e canti), anzi.
le tipiche scene di "genere", il titolo del cazzo, persino la trama infantile: il tutto non fa che coadiuvare e sostenere perfettamente l'impalcatura del film fino al finale.

pulito, asciutto, finalmente un regista che racconta con le immagini diocane.

pure gosling m'è piaciuto (ma solo perché gli hanno cucito addosso il personaggio perfetto), probabilmente c'era la troca nel caffé che ho preso prima della visione per evitare lo schianto dopo 20 minuti.
stone ottima (sia come sogno erotico che come attrice)
Una riflessione che globalmente non condivido, ma che ha il pregio di isolare un aspetto importante, ossia l'automatismo tra arte & successo. I protagonisti di La La Land vogliono diventare bravi e quindi raggiungere il successo. Questa consequenzialità automatica tra due poli arte-affermazione sociale a me è risultata piuttosto ingenua, soprattutto se posta a confronto con Whiplash, dove invece dietro la più classica delle strutture delle storie di formazione (il ragazzo si confronta con il mondo-> struggle-> il ragazzo ce la fa) si sviluppava un discorso più serio e interessante su quanto costa divenire davvero bravi in qualcosa.

In altre parole: se io sentissi di avere un particolare talento per la scrittura di romanzi gotici, non mi preoccuperei di un riscontro sociale né sentirei l'urgenza di farci soldi, mi piacerebbe tornare a casa la sera e scrivere. I personaggi di LL Land potrebbero limitarsi a suonare nel localetto all'angolo, o a recitare in splendide pieces nel loro tinello senza preoccuparsi di riempire le platee (o in ogni caso dovrebbero promuovere meglio i loro eventi).
Mi piacerebbe però sentire l'opinione di chi lavora nell'industria culturale.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1759364
Una riflessione che globalmente non condivido


Meno male, perchè è un bel merdone.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


Tubone sei l'esemplificazione della storia della luna e del dito (in culo).

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1759364
Questa consequenzialità automatica tra due poli arte-affermazione sociale a me è risultata piuttosto ingenua


Che sia per opportunismo o che sia per un bisogno onesto di piacere, raggiungere il pubblico è necessario per rompere l'autoreferenzialità della performance artistica.
Raggiungere il pubblico significa avere successo.

gonzokampf::1759364
In altre parole: se io sentissi di avere un particolare talento per la scrittura di romanzi gotici, non mi preoccuperei di un riscontro sociale né sentirei l'urgenza di farci soldi, mi piacerebbe tornare a casa la sera e scrivere. I personaggi di LL Land potrebbero limitarsi a suonare nel localetto all'angolo, o a recitare in splendide pieces nel loro tinello senza preoccuparsi di riempire le platee


Uno che scrive romanzi gotici che non fa leggere a nessuno non è uno scrittore, così come non è un attore chi recita Shakespeare da solo nel proprio tinello.
In poche parole ed in entrambi i casi non sei un artista. Non sei un artista perchè, in primo luogo, il pubblico ha sempre avuto necessariamente un ruolo attivo nella fruizione (l'arte è evoluzione e non hai evoluzione mentre ti masturbi nella cameretta col tuo word processor) ed in secondo luogo perchè l'arte, perchè sia arte, deve possedere una dimensione magico-rituale dalla quale scaturisce l'essenza stessa del suo potere e della sua necessità: la capacità di mutare il reale.
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(allegrodemiurgo)


gonzokampf::1759367
Tubone sei l'esemplificazione della storia della luna e del dito (in culo).


Ti sbagli.
Stavo mentalmente elaborando una risposta lievemente più articolata, ma ho avvertito la necessità di esternare immediatamente il mio dissenso verso quella roba che hai linkato.
E guarda che con quelle 6 righe qui sopra ho dato il massimo, mica sono vincibile, apprezza lo sforzo porcoddio.
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il tubone::1759368
Che sia per opportunismo o che sia per un bisogno onesto di piacere, raggiungere il pubblico è necessario per rompere l'autoreferenzialità della performance artistica.
Raggiungere il pubblico significa avere successo.
Ma se sono bravo a fare qualcosa, potrei prescindere dal pubblico: il circolo autoreferenziale lo interrompo dal momento in cui ho creato un'opera, e poco importa se rimanga a marcire in un cassetto o venga distribuita alle masse festanti.
il tubone::1759368
Uno che scrive romanzi gotici che non fa leggere a nessuno non è uno scrittore, così come non è un attore chi recita Shakespeare da solo nel proprio tinello.
Però ad es. Hawthorne non poteva considerarsi uno scrittore quando scriveva i Twice Told Tales, pubblicati a distanza di anni e a sua insaputa? Oppure Kafka? Mentre magari secondo il tuo criterio può essere considerato scrittore chi si rivolge al self publishing invadendo le case di amici e parenti con le proprie opere.
In ogni caso, nel film di Chazelle il personaggio di Emma Stone non desidera tanto recitare (perché già recita e scrive nei ritagli di tempo), quanto diventare un'attrice, ossia assumere quel particolare status sociale che consegue all'atto del recitare, all'essere pagato per farlo, raggiungendo la celebrità.
Lo si capisce nella scena in cui [spoiler] alla fine del film lei stessa entra nel bar dove lavorava una volta, ma non caga di pezza colei che ha preso il suo posto di cassiera, esattamente come aveva fatto la diva da lei ammirata tanti anni fa [/spoiler].
il tubone::1759368l'arte è evoluzione
Mi pare un'affermazione un po' apodittica, dal momento in cui fino a pochi anni fa quelli che oggi chiameresti "artisti" erano privi degli strumenti per conoscere le opere dei loro predecessori, e quindi non avrebbero potuto sapere rispetto a cosa si sarebbero dovuti evolvere. Quindi evoluzione sì, ma circoscritta alla propria bottega o a quelle dei paeselli più vicini.
Senza pensare al fatto che per lunghi periodi la creazione artistica si è risolta in un'adesione impersonale e pedissequa ad un canone ben codificato e immutabile.
In molti casi mi è sembrato invece vero che la creazione sia comunque il risultato di un'ossessione, un rovello che scava l'artista arrivando a mangiarsi grossi bocconi della sua umanità (come appunto in Whiplash).

Quello che stigmatizzo in LLL è invece l'endiade tra creazione e sviluppo personale, che mi sembra invece riflettere in maniera piuttosto ingenua velleità banalizzanti del tipo: sono una persona solare e creativa, corro a disegnare giocattoli allo IED.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1759370
il circolo autoreferenziale lo interrompo dal momento in cui ho creato un'opera


Ma anche no.
Non vorrei addentrarmi troppo in un ambito nel quale mi trovo a corto di strumenti, ma a mio avviso ciò che primariamente connota un'opera d'arte in genere, prima ancora dell'attribuzione di un eventuale "valore", è ovviamente la sua fruibilità.
Ti ricordo che sei stato tu a tirare in ballo "l'arte".

gonzokampf::1759370
Però ad es. Hawthorne non poteva considerarsi uno scrittore quando scriveva i Twice Told Tales, pubblicati a distanza di anni e a sua insaputa?


Dato che è conosciuto come uno dei grandi del rinascimento americano per "La lettera scarlatta", immagino che avrà fatto qualche passo per far pubblicare quel romanzo.
Credo anche che sia stato ambizioso a tal punto da ritenerlo un'opera meritevole di successo e che, dati i tempi, si sia considerato "uno scrittore" a partire dal momento in cui non ha dovuto fare altre cose per vivere.
Ma se avesse scritto solo i "Twice Told Tales" e li avessero trovati per caso ripulendo lo scrittoio a babbo morto, lo si sarebbe potuto considerare "uno scrittore" solo a partire dal momento in cui qualcuno avesse considerato quell'opera di un qualche valore letterario e non solo materiale d'antiquariato.

gonzokampf::1759370
Mentre magari secondo il tuo criterio può essere considerato scrittore chi si rivolge al self publishing invadendo le case di amici e parenti con le proprie opere.


E' solo una forma di masturbazione più elaborata, diciamo un segone di fronte ad un pubblico accondiscendente per interesse o per pura educazione.
Ma d'altro canto ci sarai arrivato pure tu.

gonzokampf::1759370
Mi pare un'affermazione un po' apodittica, dal momento in cui fino a pochi anni fa quelli che oggi chiameresti "artisti" erano privi degli strumenti per conoscere le opere dei loro predecessori, e quindi non avrebbero potuto sapere rispetto a cosa si sarebbero dovuti evolvere. Quindi evoluzione sì, ma circoscritta alla propria bottega o a quelle dei paeselli più vicini.


Ma in quale film? Ma di che parli?
Ma se il "problema" dell'arte almeno negli ultimi 100 anni è stato quello di diventare da un lato troppo "democratica" (dunque di parlare a tutti) e dall'altro di evolversi verso la realizzazione di un sistema chiuso nel quale gli addetti parlano con altri addetti e dal quale il pubblico, più numeroso ma necessariamente a corto degli strumenti necessari, resta sempre più escluso.
Ma quali botteghe, ma quali paesini?

gonzokampf::1759370
Senza pensare al fatto che per lunghi periodi la creazione artistica si è risolta in un'adesione impersonale e pedissequa ad un canone ben codificato e immutabile.


M-A-I N-E-L-L-A S-T-O-R-I-A.
Se qualche "canone" ha retto nel tempo (ma assai brevemente, comparandolo al lungo cammino) lo ha fatto CONTRO l'arte ed indifferente verso chi si discostava anche solo lievemente.
Tuttavia, anche rimanendo all'interno dei "canoni", queste piccole variazioni ne hanno causato, a breve e/o a lungo termine, l'evoluzione quando proprio non il collasso.
Hai un'idea bizzarra dell'arte come di qualcosa di sconnesso con la realtà sociale o politica o economica o perfino naturale, insomma come di qualcosa che parte interamente da un atto di volontà irriflesso del singolo, quando invece è, nelle sue forme più alte, il condensato del suo tempo e solo la distanza da quello ed eventualmente la nostra ignoranza possono impedirci di cogliere i riferimenti nell'opera, a tutto ciò che circondava l'artista, a tutto ciò nel quale era immerso al momento della creazione.
Essendo il tutto in movimento, non si vede come possa l'arte starsene ferma, anche solo apparentemente.

gonzokampf::1759370
In molti casi mi è sembrato invece vero che la creazione sia comunque il risultato di un'ossessione, un rovello che scava l'artista arrivando a mangiarsi grossi bocconi della sua umanità


In molti casi forse.
Ma questa è un'dea molto romantica, non trovi? Voglio dire: probabilmente è un topos relativamente recente.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


gonzokampf::1759364
piacerebbe però sentire l'opinione di chi lavora nell'industria culturale

Potrei spararti un post di una pagina che poi si forka e si finisce nel giro di 5 pagine con rodolfo che dice che vendo aria fritta, vincibile che posta enunciati criptici in volgare e tu che mi mi dici di andare a zappare ai giardini cittadini


Pony lavori nella coltura? Procedi col fork diamine
L'ultimo dei boia da cani


mi spiace di non aver visto LLL se no mi buttavo a pesce in questo agone
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


il tubone::1759372
Non vorrei addentrarmi troppo in un ambito nel quale mi trovo a corto di strumenti
il tubone::1759372
M-A-I N-E-L-L-A S-T-O-R-I-A.
Alla faccia di non volersi addentrare. Comunque ci terrei a contenere un minimo i termini del discorso, altrimenti ci troviamo a sbrodolare senza confini.
il tubone::1759372
Ti ricordo che sei stato tu a tirare in ballo "l'arte".
Mea culpa, ma mi riferivo al film di La Chazelle.
il tubone::1759372
ciò che primariamente connota un'opera d'arte in genere, prima ancora dell'attribuzione di un eventuale "valore", è ovviamente la sua fruibilità
Però così si riduce l'opera creativa a merce - non che ciò comporti una degradazione, un'opera può essere anche un bene da scambiare. Prendi per es. tutti quei libri che si ritengono scarsamente fruibili eppure sono considerati a modo loro pietre miliari, come ad es. la Hypnerotomachia Poliphili, o per rimanere ai nostri tempi, Horcynus Horca. Inoltre ci sono delle opere che a fronte del loro successo commerciale rimangono scarsamente fruibili in termini assoluti, come Infinite Jest di DFWallace o le Variazioni Goldberg di Gould.
il tubone::1759372
Ma se avesse scritto solo i "Twice Told Tales" e li avessero trovati per caso ripulendo lo scrittoio a babbo morto, lo si sarebbe potuto considerare "uno scrittore" solo a partire dal momento in cui qualcuno avesse considerato quell'opera di un qualche valore letterario e non solo materiale d'antiquariato.
Ti rendi conto tu stesso che lo status è quantomai relativo, a differenza dell'atto di scrivere (o di cantare, o di recitare).
il tubone::1759372
Hai un'idea bizzarra dell'arte come di qualcosa di sconnesso con la realtà sociale o politica o economica o perfino naturale, insomma come di qualcosa che parte interamente da un atto di volontà irriflesso del singolo, quando invece è, nelle sue forme più alte, il condensato del suo tempo e solo la distanza da quello ed eventualmente la nostra ignoranza possono impedirci di cogliere i riferimenti nell'opera, a tutto ciò che circondava l'artista, a tutto ciò nel quale era immerso al momento della creazione.
Sicuramente non puoi ridurre un'opera alla mera risultante di un sistema di riferimenti vigente in un dato tempo e in un dato spazio: pena la sua irrilevanza se quel sistema lo conosciamo già, la sua incomprensibilità se invece ci è sconosciuto. È poi ovvio che chi scrive, recita o balla lo fa in un contesto determinato, che viene tuttavia recepito e riformulato nella camera oscura della creazione* che rimane più o meno insondabile.
il tubone::1759372
Ma questa è un'dea molto romantica, non trovi? Voglio dire: probabilmente è un topos relativamente recente.
Occhio che non mi riferisco al pittore morto di fame con il basco, i baffetti e una baguette che fa capolino dalle chiappe smagrite, né al tema dell'inquietudine tanto caro ai possessori di moleskine.
Quello di cui sono sicuro è che le notevoli risorse investite nell'opera creativa prescindono il più delle volte da uno stato di appagamento: si tratta del luogo comune che paragona l'Italia dei Borgia alla pacifica Svizzera: dalla prima sono nati Michelangelo, Leonardo da Vinci etc., la seconda ha prodotto gli orologi a cucù.
Se preferisci un esempio meno banale, ti riporto la descrizione che Michele Mari fa di uno dei maggiori esponenti del manierismo cinquecentesco, il Pontormo:
Altezza d’ingegno e miseria, disperazione e specola più alta sono qui l’una il rovescio dell’altra: per tornare al Pontormo, il suo Libro esibisce in modo impressionante la continuità fra arte e corpo, alternando come equipollenti le note sul vitto («Sabato sera huova in uno tegamino»), sulle funzioni fisiologiche («Giovedì mattina cacai dua stronzoli non liquidi, e drento n’usciva che se fusino lucignoli lunghi di bambagia, cioè grasso biancho»), sulla pittura («E lunedì feci quello braccio di quella figura di testa che alza, e lascia’la insino quivi come monstra questo schizo»), persino su ciò che non si ricorda ma che la nevrosi impone di registrare («Martedì feci in casa non so che»)…

A fronte di questa risonanza viscerale e tragica del bisogno di creare, mi riesce difficile immaginare il Pontormo preoccuparsi della recezione delle sue opere, come Emma Stone che si strugge alla vista della platea semivuota. Per i protagonisti di LLLand, invece, creazione artistica e la conseguente affermazione personale (peraltro rappresentata nei termini stereotipati di successo, celebrità etc.) rappresentano un tutt'uno, il che mi sembra invece un'idea tipicamente americana nella sua ingenuità.

* quest'ultimo termine è da intendersi scevro da qualsiasi afflato nobilitante.

Svegliatemi per l'apokatastasis


Horcynus Horca


Mi è venuto in mente quando recentemente i giornali hanno dato ampio risalto ai pescatori delle Eolie che scioperano contro i delfini.
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.


gonzokampf::1759381
Alla faccia di non volersi addentrare. Comunque ci terrei a contenere un minimo i termini del discorso, altrimenti ci troviamo a sbrodolare senza confini.

D'accordissimo.

gonzokampf::1759381
Però così si riduce l'opera creativa a merce - non che ciò comporti una degradazione, un'opera può essere anche un bene da scambiare. Prendi per es. tutti quei libri che si ritengono scarsamente fruibili eppure sono considerati a modo loro pietre miliari, come ad es. la Hypnerotomachia Poliphili, o per rimanere ai nostri tempi, Horcynus Horca. Inoltre ci sono delle opere che a fronte del loro successo commerciale rimangono scarsamente fruibili in termini assoluti, come Infinite Jest di DFWallace o le Variazioni Goldberg di Gould.


Aspetta, ho usato il termine "fruibilità" probabilmente in modo improprio. Intendevo semplicemente "accessibilità materiale".
Il fatto che delle opere siano scarsamente fruibili perchè a loro modo volutamente criptiche o troppo complesse per la povera mente del lettore o spettatore medio (categoria alla quale mi ascrivo), non le esclude certo dal novero delle opere d'arte, ovviamente.

gonzokampf::1759381
Ti rendi conto tu stesso che lo status è quantomai relativo, a differenza dell'atto di scrivere (o di cantare, o di recitare).


Diffido degli stati assoluti.
Per esempio potremmo dire che il tuo tizio che canta/non canta nella stanza vuota assume entrambi gli stati cantante/muto finchè un osservatore non sente il suono della sua voce.
Solo in tal caso il tizio decide di appartenere all'universo dell'osservatore ed essere un cantante.
Sto forse motteggiando.
Potremmo rivolgerci al buddismo zen e contribuire con un koan del cantante.

gonzokampf::1759381
Sicuramente non puoi ridurre un'opera alla mera risultante di un sistema di riferimenti vigente in un dato tempo e in un dato spazio


Ho detto forse questo?
Su, non fare l'avvocato.

gonzokampf::1759381
Michelangelo, Leonardo da Vinci


Ma già vedi le differenze.
Il Da Vinci gira per mezza Europa, va a Milano a farsi mantenere da Ludovico col quale si lamenta anche che viene pagato poco. Dipinge, studia, progetta canali e fortificazioni, va via da Mantova perchè non ci sono i soldi veri, fa l'ingegnere per i Borgia, poi va in Francia, seziona cadaveri, dipinge divinamente ma forse più che altro per guadagnare, molla il pennello per inventare il cuscinetto a sfera o una macchina per macinare il porco e farne salsicce.
L'altro, così come ce l'hanno raccontato, madonna bona è tormentato da tutto. Da dio, dal papa, dal proprio corpo, dal corpo altrui, dà a tutti dell'imbecille, rosica per il successo dei colleghi tipo il Sanzio, è ossessionato dalla perfezione formale e alla fine della vita forse simpatizza per la riforma protestante, almeno per quanto riguarda alcuni aspetti della fede.
Voglio dire insomma che generalizzare mi pare imprudente. Certo, l'apprendere la tecnica costa tempo, fatica e dedizione, probabilmente in molti può configurarsi uno stato di ossessione o perfino di nevrosi, ma non credo proprio che da questo ne discenda automaticamente che l'artista debba essere necessariamente un nevrotico perennemente insoddisfatto.
Potremmo pure disfarci dei esempi dell'uno e dell'altro tipo.

gonzokampf::1759381
«Giovedì mattina cacai dua stronzoli non liquidi, e drento n’usciva che se fusino lucignoli lunghi di bambagia, cioè grasso biancho»


LOL
Un caso grave di steatorrea, direi.

gonzokampf::1759381
«Martedì feci in casa non so che»


ri-LOL

gonzokampf::1759381
mi riesce difficile immaginare il Pontormo preoccuparsi della recezione delle sue opere


A me no.
L'artista rinascimentale campava di mecenatismo e del resto solo apparentemente il soggetto dell'arte classica o medievale o rinascimentale era prodotto per "il popolo", se non in senso lato.
Il loro pubblico, certo quello da cui tutti - incluso il Pontorno - volevano essere ricevuti, erano i privilegiati, i potenti, i colti ed i ricchi.
Insomma questi prendevano i soldi e solo poi producevano le opere. E avevano problemi continui con chi pagava poco o non pagava. E firmavano contratti a cui poi dovevano attenersi.
Perfino il divino Michelangelo ebbe infinite rotture di coglioni in questo ambito, non ultima la famosa faccenda della tomba di Giulio II.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


http://www.imdb.com/title/tt2094766/

uscito in italia nel 2017, non potevo tornare alla carica con le recensioni senza rendere conto di questo titanico bastione del cagare. un film caratterizzato non solo da una pochezza concettuale rara, ma anche da una angosciante sproporzione tra mezzi economici ed attoriali messi in campo e il risultato finale, privo di qualunque credibilità e registicamente fallimentare. è evidente che alcuni dei pezzi da novanta qui coinvolti hanno bisogno di grana, ma un conto è sopportare irons in eragon, un film per ragazzini, un conto è vederlo impegnato in un'operazione di queste proporzioni con aria seriosa, una specie di versione abortita di film alla nolan. non da meno è fassbender che mette il suo talento al servizio di un personaggio che fa cagare a 360 gradi, un uomo del destino che viene da una tragica esperienza (si, c'è pure un incipit in odore di realismo) e che accetta di buon grado di vestirsi come un cazzone mai visto, armato fino ai denti di pugnali retrattili dal design clingoniano con i quali affetta gente inverosimile nella spagna del XV secolo (all'inizio praticamente senza motivo, alla fine per motivi risibili o poco evidenti). è ovvio che quando si parte da un vg è dura produrre un impianto narrativo credibile, ma altri sono riusciti a fare un lavoro dignitoso, operando opportune modifiche. qui le modifiche rendono semplicemente oppressiva e soprattutto noiosa una storia di merda in partenza. è un film che sconsiglio e che trovo praticamente inguardabile.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


rodolfo::1761175
titanico bastione del cagare


indifendibile.
Un inscalfibile e massiccio cubo di puro stronzo cinematografico che riesce perfino a prendersi sul serio.

rodolfo::1761175
fassbender


E' dappertutto - almeno 3/4 film all'anno - e mi sta anche sympa, ma che proprio abbia tutto questo bisogno di grana?
Che stia scendendo precocemente una china brucewillisiana o peggio nicholascaghica ma partendo da un talento superiore?
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


di questo ci ritroveremo a parlare probabilmente nel thread sui film di macchine del 2018
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


Nel frattempo è presente anche nel nuovo alien (che non ho visto ma che sospetto caghettoso)
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


Pare che la Warner Bros, vista la piega diarroica che stanno prendendo i cinecomics della DC, si stia lanciando a capofitto in un nuovo filone di storie classiche, interlacciate in un contesto comune e immediatamente riconoscibili, rivisitate in chiave spettacolare per attrarre il pubblico giuovane, un po' come sta facendo la Universal con i vari remake dei mostroni del bel tempo che fu.
Prototipo di questa operazione è l'atteso film di Guy Ritchie, che è si è rivelato a conti fatti un mezzo fallimento di critica e soprattutto pubblico (=pare che il medioevo al cinema tiri pochetto in USA).
C'è quindi la storia classica di Artù, della Spada della Roccia e di come divenne Re, praticamente la stessa prospettiva de La spada nella roccia della Disney. Il modulo storico convive con uno di high fantasy, con maghi, mostri che sono in realtà animali giganti e dimensioni parallele in green screen prese paro paro da un qualsiasi videoclip epic metal .
Come hanno notato praticamente tutti, in El Rey Arturo: La Leyenda de la Espada convivono due film. Uno è la storia di formazione del giovane artù, ripescato dalle acque siccome novello Mosè e cresciuto amorevolmente dalle puttane di un bordello locale; segue l'iniziazione alle mazzate e alla dura vita di strada nei peggiori bar di Londinium. Il montaggio sincopato che ci mostra le varie tappe per arrivare all'Artù ormai formato (e pompato) è probabilmente la cosa migliore dell'intiero elaborato filmico.
Parallelamente, si sviluppa stancamente il drammone high fantasy con la vittoria del Pendragone contro una specie di negromante, vanificata dai complotti del perfido zio Mortigàno (Jude Law), e il patto con un polipone oscuro in grado di donarti le fattezze del Death Dealer di frazettiana memoria.
Quando le due linee - Arturo fa brutto in teh streetz + la Leggenda - vengono a contatto, a 1/3 del film, la narrazione diventa per forza di cose prevedibile, fino alla sciattissima la resa dei conti finale, davvero diretta con il pilota automatico.
Tirando le somme, i limiti del compromesso tra l'approccio stradaiolo di Ritchie e le esigenze della produzione è evidente nel concept dei mostri, che nulla sono se non animali ipertrofici, e in una indecisione generale su cosa narrare: non vengono approfondite le backstories dei cavalieri di Pendragone, il rapporto conflittuale tra i magi e la gente comune timorata di Dio*, mentre in compenso si perde tempo a sviluppare sottotrame abbastanza interlocutorie come tutto il discorso sui Vichinghi.
L'insuccesso commerciale stigmatizza forse eccessivamente i pur innegabili difetti di King Arthur, che a questo punto potrebbe anche rimanere il primo e ultimo film della saga. Lo salvano comunque dall'insufficienza grave una buona colonna sonora, alcune intuizioni scenografiche che ci mostrano i monumenti romani come se fossero grattacieli fatiscenti in una realtà post-apocalittica, e soprattutto il piglio tamarro che Ritchie conferisce ad alcune sequenze ben orchestrate, come quella dell'attentato a Londinium e conseguente fuga.

* Merlino praticamente non compare per una precisa scelta, nel senso che la WB aveva cassato le scelte di casting del regista, che a deciso di eliminare il personaggio per i futuri e quantomai improbabili sequel. Le veci del mago fumato sono però affidate a una sua assistente del tipo alternativa tenebrosa che vede Le Cose.

Svegliatemi per l'apokatastasis


purtroppo il mio profondo legame con il giglo bredone e i suoi antesignani gallesi più una mia fissa con la fine del mondo antico che viene regolarmente delusa nei film da bottegone mi permettono con buona approssimazione di dire che questo lavoro mi farà cacare. probabilmente, come ormai sapete, lo vedrò comunque.
una domanda: ti sei avvalso dei prodi proiezionisti italici o hai attinto alle torrentizie filmoteche cingalesi?
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


rodolfo::1761190
una domanda: ti sei avvalso dei prodi proiezionisti italici o hai attinto alle torrentizie filmoteche cingalesi?
Ho disdegnato i viscidi manufatti delle Indie Orientali in favore del genuino multiplex della domenica pomeriggio.
rodolfo::1761190
il mio profondo legame con il giglo bredone
Ovviamente ti consiglio di non aspettarti alcuna correttezza filologica; personalmente trovo abbastanza disonesto attaccare King Arthur su questo profilo, il rimprovero che forse gli si può fare è anzi quello di non spingere a fondo il pedale sull'acceleratore della tamarraggine.

A propòs, sto leggendo From Ritual to Romance della Weston, che effettivamente collega dei temi a te cari (ciclo bretone+miti dei nostri progenitori Aryani).
rodolfo::1761190
più una mia fissa con la fine del mondo antico che viene regolarmente delusa nei film da bottegone
Nei film non so, ma una riproposizione apprezzabile nella cultura popolare è il ciclo di Bernard Cornwell, che ho scoperto quando ero un semplice ragazzetto ma che a volte rileggo ancora oggi con piacere. C'è appunto questa idea della Britannia in declino, abbandonata dai Romani, imbarbarita dal cristianesimo che sta soppiantando la fede nei vecchi dei, con gli invasori Sassoni che bussano alle porte.

Svegliatemi per l'apokatastasis


rodolfo::1761175
è ovvio che quando si parte da un vg è dura produrre un impianto narrativo credibile, ma altri sono riusciti a fare un lavoro dignitoso

a tal proposito vorrei ricordare gli eccellenti mortal kombat, street fighter, tomb raider e l'evergreen super mario bros con dennis hopper e leguizamo, porco iddio
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


gonzokampf::1761187
Tirando le somme
Gonzo che mi dici degli attori, qualcosa da segnalare o sono tutti cagnacci? (ero particolarmente interessato al Charlie Hunnam)
L'ultimo dei boia da cani


gonzokampf::1761191
personalmente trovo abbastanza disonesto attaccare King Arthur su questo profilo
maffigurati, siamo sempe lontani mille miglia, non è il punto (senza parlare del fatto che in coscienza sono tempi e luoghi piuttosto poco documentati a prescindere e anche le ricostruzioni dotte debbono appoggiarsi ad una dose ragionevole di illazioni). mi interessa però come l'immaginario pop elabora certe epoche. ciò può essere fatto in modo almeno divertente. king arthur con owen, per esempio, è una autentica montagna di stronzo essiccato.
gonzokampf::1761191
A propòs, sto leggendo From Ritual to Romance della Weston, che effettivamente collega dei temi a te cari (ciclo bretone+miti dei nostri progenitori Aryani).
mai letto ma so. comunque è un testo fondativo del trend che ha rintracciato in modo più cosciente elementi pagani (del resto ovvi) nel ciclo bretone che, come io sostengo, connotano in forma subliminale tutto il medioevo.
gonzokampf::1761191
C'è appunto questa idea della Britannia in declino, abbandonata dai Romani, imbarbarita dal cristianesimo che sta soppiantando la fede nei vecchi dei, con gli invasori Sassoni che bussano alle porte.
ancora più nostalgici sono i miti irlandesi relativi alla conversione degli antichi eroi (=dei). comunque la chiave di volta per capire le antichità britanniche e un po' di cultura celtica (non il celtismo del XIX) è il galles con i suoi testi latini e non.
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CR 13::1761197

gonzokampf::1761187

Tirando le somme
Gonzo che mi dici degli attori, qualcosa da segnalare o sono tutti cagnacci? (ero particolarmente interessato al Charlie Hunnam)
Guarda, all'inizio Hunnam mi era sembrata la versione da discount di Hardy, ma in realtà ha una sua fisicità e la faccia da tamarro imbesuito con il doppio taglio. In generale il cast non è il problema del film, lo stesso Jude Law ha modo di restituire un villain in qualche misura non totalmente appiattito con qualche scena memorabile, la scelta della strega del centro sociale occupato si discosta dai canoni hollywoodiani, c'è anche Littlefinger di Got che fa i sorrisetti stronzi e David Beckham con i denti marci.

Svegliatemi per l'apokatastasis


il tubone::1761179

Nel frattempo è presente anche nel nuovo alien (che non ho visto ma che sospetto caghettoso)

non è una sconcezza come Prometheus ma è comunque troppo lontano dal canone (i primi due films) per piacermi. tra l'altro non ricordavo che i chest bursters avessero già le gambe appena nati. l'unico modo per ravvivare la franchise sec. me è un retcon dove la bambina del secondo film (Newt) diventa adulta e subentra a Ripley nel ruolo di cacciatrice di xenomorfi.


FORZA REAL
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Rodolfo ::1761265

FORZA REAL
scusate c'era stato un off topic
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


Get Out: pensavo fosse un race baiting, invece potrebbe essere interpretato come una metafora sull'establishment di sinistra americano che utilizza i negri e le altre etnie colorate per i propri fini politici, cosa di cui anche qualche americano riesce ad accorgersi di tanto in tanto. purtroppo allison Williams si sta avvicinando alla data di scadenza e questo penalizza il risultato finale.


http://www.imdb.com/title/tt4972582/

ma se n'è già parlato qui? comunque sarò breve. il problema di shyamalan, che ho da tempo messo a fuoco, è che è un ragazzo di talento ma questo talento appare compiutamente in pochissimi film, per una serie di ragioni che non voglio sviscerare qui. anche in questo caso si tratta di un film fatto quasi bene con però un epilogo che ne fa a tutti gli effetti quella che definirei una ricchiunata. meglio quegli altri in cui ha il buon gusto di rimanere un po' più sull'astratto. il fatto che ci siano mcavoy e la taylor-joy in una felice interpretazione (più il primo che la seconda) salva il film per il rotto della cuffia, ma nonostante le accolades per me rimane un lavoro assolutamente dimenticabile.
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(anche per via di un odore di franchise di cui non voglio svelare nulla)
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freakout::1761431
il risultato finale.

no raga per me servono delle premesse, non puoi filmare della gente che recita cosí perché io il film non lo guardo. dai cristo é senza pietá.


rodolfo::1761463
http://www.imdb.com/title/tt4972582/

ma se n'è già parlato qui? comunque sarò breve. il problema di shyamalan, che ho da tempo messo a fuoco, è che è un ragazzo di talento ma questo talento appare compiutamente in pochissimi film, per una serie di ragioni che non voglio sviscerare qui
Il problema di Shyamalan è che è abbastanza bravo in alcune cose e non in altre (e fin qui ok) però se la crede(va) tantissimo, tanto che anche i suoi film migliori sono assolutamente privi di qualsivoglia umorismo o distacco.
Dopo aver inanellato una serie di passaggi a vuoto (the village et al.) è stato messo per un po' in quarantena, e forse questo periodo gli ha fatto bene perché ho visto un piglio sicuramente più umile in Split - l'altro film di questa nuova fase era un found footage che non ho visto.
rodolfo::1761463
però un epilogo che ne fa a tutti gli effetti quella che definirei una ricchiunata
Non so, nel senso che fino a lì il film se la gioca assolutamente sul sicuro, con Mc Avoy bravissimo a fare tutte le faccette etc. e quindi quel mezzo twist è un rischio coraggioso (o supponente? vedi sopra) per aggiungere quel quid in più.
In realtà i difetti sono a monte, nella scrittura nella prima parte, quando tutti sappiamo quale sia il problema del tipo, eppure ci dobbiamo sorbire i dubbi della vecchia psicologa mentecatta che ci condurranno all'oscura rivelazione. Tutto il discorso delle indagini sui veri effetti dela malattia dovrebbe preparare alla svolta sovrannaturale, senza tuttavia anticiparla: è un meccanismo molto ambizioso che in effetti non funziona benissimo.

Comunque rispetto ai precedenti lavori di S., penso anche all'ottimo Unbreakeable, ho apprezzato un tono più scanzonato, quasi da b-movie che non si prende troppo sul serie-
rodolfo::1761464
(anche per via di un odore di franchise di cui non voglio svelare nulla)
Cristo pietà.

Svegliatemi per l'apokatastasis


X-post dal forum di St0rmfr0nt

Anno del signore 1961, gli USA di Kennedy si trovano drammaticamente indietro rispetto ai sovietici nella corsa allo spazio. Alla Nasa, i calcoli complessi per mandare l'uomo americano fra le stelle sono ancora gestiti manualmente, poiché esulano dalle ristrette possibilità delle macchine. Il ruolo di computer umani, un po' tipo i parrucchieri disoccupati del Barone di Prony nella Francia post-rivoluzionaria, è affidato alle donne nere, che lavorano alacremente in un'ala appositamente dedicata della struttura di Langley.
Il film segue le vicende e l'emancipazione di tre di queste, appunto le Hidden Figures del titolo: una matematica, un'ingegnera e un'aspirante supervisora. Proprio per inseguire i risultati dei sovietici si spariglia un po' l'organigramma, e ognuna delle tre amiche trova la possibilità di farsi valere.
Hidden Figures si rivela un film solido, tradizionale e mai retorico, impreziosito da un ricco cast. In particolare, il razzismo ancora abbastanza imperante viene rappresentato non come il risultato di un'avversione deliberata, ma come una sorta di habitus mentale che si riproduce in maniera abbastanza inconsapevole. Figura chiave in questo senso è il capo-struttura, un Kevin Costner ancora sorprendentemente in forma. Costui è un uomo del suo tempo, un pragmatico che, pur fregandosene altamente dell'emancipazione dei neri, si trova a combattere contro la pratica segrezionista dei bagni separati, semplicemente perché fa perdere troppo tempo alla sua preziosa collaboratrice coloured.
Anche le stesse protagoniste non sono politicizzate, non si interessano alle battaglie di Malcolm X, e anzi c'è una scena in cui una delle tre trascina i suoi figli lontano da una manifestazione di neri, per evitare di rovinare la propria rispettabilità: Il razzismo secondo Hidden Figures non è un'occasione di battaglia, ma un irragionevole ostacolo alla ricerca di felicità cui si è legittimati in considerazione del proprio talento e delle proprie capacità.
Tant'è vero che il film non necessita nemmeno di un vero e proprio antagonista: sì, c'è Kirsten Dunst* nei panni di una dirigente un po' stronza, che tuttavia alla fine riconosce ragionevolmente i meriti di una delle protagoniste, senza opporvisi. Un villain non risulterebbe del resto necessario, visto che la struttura si regge in piedi da sola, grazie ai tratti da caper-movie**, e il ritmo impeccabile di scene che non sono mai ridotti a meri beat, ma risultano dotate di una loro autonomia e umanità, pur a fronte di un minutaggio non esiguo.
La rappresentazione realistica e post-ideologica dei fenomeni sociali è il principale merito di Hidden Figures, che d'altra parte sconta una lieve meccanicità nella narrazione delle due storie parallele delle co-protagoniste, che arrivano a risultare un po' troppo ridondanti e ancillari rispetto a quella della Henson.
Il rischio potrebbe essere che un feel-good movie si riduca a un ritratto buonista, dove le contraddizioni e i conflitti vengano stemperate in un atmosfera all'acqua di rose. Il pericolo è però prevenuto dal fatto che le storie delle Hidden Figures, cioè di donne comunque professionalizzate e titolari di uno status sociale borghese, non si istituzionalizzano mai in un simbolo della più complessa e mai risolta lotta per l'emancipazione afro-americana.


*Stupenda nella nuova versione imbolsita e vecchia in faccia, da scritturare subito per il remake di Ilsa la belva delle SS.
** in molti punti le vicende di HF, e anche uno dei personaggi, rimandano a quel capolavoro che è The Right Stuff.

Svegliatemi per l'apokatastasis


ieri sera in televisione ho visto bring ring, il discusso film di sofia coppola dove fa vedere che le femmine rubbano. devo dire che sono rimasto abbastanza indifferente, ma ho ugualmente indurito su ermione sognando di chiavarla drogata e di venirle dentro.


ottima rece gonzo, non è il tipo di film che mi esalta ma sembra fatto bene. invece bling ring non è malvagio, ha un po' il problema dei film della coppola che pur mostrado abbastanza efficacemente il disagio della socità americana non si capisce bene dove vanno a parare e si risolvono in un esercizio di stile (pur interessante).
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http://www.imdb.com/title/tt5442430/

qui ci ritroviamo invece nella familiari lande del cagare. ebbene si, la mia ludopatia cinematografica mi ha spinto ancora una volta a scommettere su un film su cui non potevo fare previsioni certe (ma c'erano forti indizi, granted). è un no generalizzato. già alcuni dettagli iniziali, pur passabili, facevano intuire un livello di qualità discutibile (cgi sospette, anche effetti audio modesti). il fatto è che di soldi ne hanno sicuramente spesi e poi alcuni attori abbastanza sul pezzo, tra i quali gyllenhaal e l'altro tizio di deadpool, sparigliavano un cast altrimenti piuttosto anonimo anche se non alle prime armi (ok sanada hiroyuki è un venduto alle multinazionali e lo so da sempre). insomma, dopo le prime battute si susseguono eventi del tutto prevedibili, contornati da incidenti assolutamente fuori dalla realtà e da fatti insensati in ordine allo stesso alieno, del quale non vi dico nulla se non che risponde a stereotipi decisamente fradici. anche i colpi di scena finali non sono tali, benché non venga offerta nessuna spiegazione realistica, perché è così che le cose devono andare e voi lo saprete già da almeno cinque minuti.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


corro a vederlo


rodolfo::1763246
e voi lo saprete già da almeno cinquanta porcodio minuti.


autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


il pwnezzatore::1763249
corro a vederlo


Noleggia il VHS di "Alien" (1979) e godrai di più.
autostrada con le scale
avocado saponetta
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(allegrodemiurgo)




loooo
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


ho visto il uolfo di uolfo strit e la biondaccia mi ha fatto molto indurire e di caprio molto ridere quindi direi che è okkeione.


Scotto vai a morire nel thread dei film del 2013 e rispetta la sapiente ingegnerizzazione rodolfiana.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzino, anche se non l'ho visto sono certo che Life sia un FILM DI TETTE* molto meno (anzi forse per niente) di quanto possa esserlo The Wolf of Wall Street.


ma la doverosa rece di dun chirco non é arrivata o me la son persa?


scotto::1763254


ah ah ah ah mac cristoddio!


Non ricordo se già esposta, ma la linea ufficiale del phoro su Blade Runner 2049 qual è? perchè dal trailer potrebbe non rivelarsi una cagata immonda
Drop the bomb.Exterminate them all.

"Sei un caso disperato, a te se non ci sono forconi ed ebrei i discorsi non piacciono"

"Tempacci.Mi ricordo di quando scopare era sicuro e volare pericoloso"
"Giovinezza, bellezza, forza: i criteri dell'amore fisico sono esattamente gli stessi del nazismo. "
(M. Houellebecq)


Jack D. Ripper::1763489
la linea ufficiale del phoro su Blade Runner 2049 qual è?
il fatto che sia girato da Villenueve fa ben sperare


Ma non era morto in un incidente d'auto a Zolder?
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)


il figlio, pirla.


Effe i feat. il duca si segnalano
Drop the bomb.Exterminate them all.

"Sei un caso disperato, a te se non ci sono forconi ed ebrei i discorsi non piacciono"

"Tempacci.Mi ricordo di quando scopare era sicuro e volare pericoloso"
"Giovinezza, bellezza, forza: i criteri dell'amore fisico sono esattamente gli stessi del nazismo. "
(M. Houellebecq)


gonzokampf::1757845

il tubone::1757837

la battaglia di Hacksaw Ridge (sorprendentemente agreabile e perdonabile nelle sue pomposità patriottarde, poichè appartenente in tutto e per tutto al canone Gibsoniano)
Ma ti è piaciuto anche l'ultimo quarto d'ora tutto in ralenti come baywatch con il tipo che si prodiga in power moves tourettiane© al fine di rilanciare le granate ai giappi?

Poi per carità io apprezzo anche il canone del vecchio bizzoco australe basato sul sadismo e il sentimento religioso isterico, ma a parte il primo attacco sulla breccia il film risulta imbarazzante, anche a voler salvare l'iniziale racconto spielberghiano sulle origini del protagonista nonché l'addestramento con calchi pesanti e ingiustificati da Full Metla Jacket.



Che poi qualche appassionato di storia militare potrebbe spiegarmi [spoilers]:

- perché mai il sergente istruttore e la truppa fresca di addestramento partono tutti insieme tipo gita di II media?

- perchè i giappi dopo aver riconquistato la cresta non buttano giù le scale di corda?


parliamo naturalmente di: http://www.imdb.com/title/tt2119532/

ebbene si, il film è imbarazzante. concedo al tubo che è un film realizzato con mezzi adeguati, lo posso promuovere come kolossal standalone. ma come fillm di guerra è veramente insufficiente; private ryan incredibilmente, con tutto il suo miele, tiene botta ancora una volta nel tentativo pure imperfetto di rappresentare ambivalenze, dolore, complessità almeno in forma semplificata. ma cristo c'è una tridimensionalità che qui non esiste. è una agiografia tra l'altro discutibile. non gli nego la sufficienza ma osservazioni di gusto e contenuto mi costringono a tenerlo sul filo e solo per cortesia e rispetto del lavoro altrui.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


Prima scena del film: la protagonista eponima, di professione manager di una casa di videogiochi (violenti), viene stuprata nella sua casa alto-borghese. Dopo che l'aggressore fugge, la donna si immerge nella vasca da bagno, controlla l'emorragia, chiacchera tranquillamente con il figlio al telefono e ordina del sushi per cena.
Verhoeven aveva già affrontato il tema della violenza sessuale in Flesh+Blood, dove sullo sfondo delle guerre tra le Signorie italiane, si invertivano con mirabile perfidia i topoi della fanciulla illibata e dello stupratore malvagio.
Qui la tematica ritorna inserita in un più ampio affresco delle relazioni tra cinquantenni parigini, materia da commedia brillante che Verhoeven affronta con la proverbiale grazia di un elefante in cristalleria. Si assiste quindi a una carrellata di figure caricaturali - la madre preda di urge senili, il figlio che rappresenta la quintessenza della dabbenaggine maschile, gli amanti ridotti alla stregua di blandi tranquillanti - dalla quale emerge la protagonista, Elle, metafora vivente del femminino quale miscuglio indefinibile di ferocia e ravvivante intelligenza, incarnato da una Huppert mirabilmente invecchiata.
Il film soffre di problemi di struttura forse insanabili, che si avvertono soprattutto nella prima parte, e tutto il sub-plot giallo sull'identità del non così misterioso stupratore rappresenta un fallimento narrativo, per di più non necessario ai fini della trama. Il principale e forse unico pregio di Elle risiede quindi nella divertita scorrettezza con cui V. affronta una materia non sua, ne scarnifica la patina abbastanza lasca di presentabilità per riportarla ai suoi fondamentali: la carne e il sangue, Flesh+Blood, appunto.

Svegliatemi per l'apokatastasis


a me isabella upperto mi fa indurire


interessante, mi era capitato a portata ma non lo avevo cagato. vedo se è ancra nel magico repositorio satellitare
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Énammerda
Drop the bomb.Exterminate them all.

"Sei un caso disperato, a te se non ci sono forconi ed ebrei i discorsi non piacciono"

"Tempacci.Mi ricordo di quando scopare era sicuro e volare pericoloso"
"Giovinezza, bellezza, forza: i criteri dell'amore fisico sono esattamente gli stessi del nazismo. "
(M. Houellebecq)


presto ragazzi, vorrei un vostro parere su dunkirk
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


oltre quello pregevolissimo di ripper, chiaramente
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


francesco::1764733
presto ragazzi, vorrei un vostro parere su dunkirk
Per Dunkirk ho preferito astenermi dai meritori servigi dei Ratnapura Brothers, che tuttavia in questo caso non mi sembrano aver diffuso in rete digital artifacts degni di questo nome.
Sono quindi atteso nella sala proiezioni allestita nella palestra del dopo-lavoro UGL (già CISNAL) "Ciccio Franco" onde assaporare le gioie della videoproiezione meccanica e poter produrre un parere il più possibile articolato e ponderato, secondo le linee-guida formulate dal padre Rashid* e alacremente applicate da Rodolfo.

* che mi piace immaginare mentre fluttua in un mare viola di cagarella, ridotto a entità astratta ancorché senziente.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1764735
mi piace immaginare mentre fluttua in un mare viola di cagarella, ridotto a entità astratta ancorché senziente.
non saresti lontano dal vero se fossero confermate alcune voci su un rashid che ormai comparirebbe ai confini del globo terracqueo, bilocandosi come un'entità disincarnata

su dunquerco purtroppo ho già letto molto, direi troppo. è pur vero che la mia fine mente critica, temprata da anni di esposizione allo stronzo-vanadio, di solito è immune ai sabotaggi dell'opinione comune e inesorabile inizia a lavorare solo quando seggo in samadhi di fronte all'opera filmica. comunque attendo le più affidabili recensioni dell'asphalto, possibilmente con attenzione agli spoiler.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


rodolfo::1764052
non gli nego la sufficienza
non sono nemmeno più così convinto (si parlava di hacksaw bridge).
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sono sufficientemente d'accordo con gonzo da risparmiarvi una mia recensione. personalmente alla saga stradaiola del giovane arturo ho preferito la caratterizzazione stereotipata ma esteticamente curata di vortigerno, interpretato da un jude low che ormai ci ricorda il papa di sorrentino ad ogni passo, ma riesce a divertire. buono, dopo tutto, il proposito di spostare tutta la vicenda in un mondo high fantasy - paradossalmente più adeguato all'epica ricevuta, che è mito - evitando così il rischio di filologismi risolti in cagarella. cattivo però un po' tutto quello che in tale mondo accade, così come le creature. anche l'assenza di simboli cristiani potrebbe essere un'idea, peccato che non contribuisca nei fatti ai fini dell'opera e faccia sospettare una leccata di culo al pubblico asiatico ormai drogato di cgi e cazzotti esplosivi. non è una merda, è però mediocrissimo.
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io su questo dunquerque ho letto degli articoli confondenti che illustrano la tecnica sopraffina con cui è girato in settecento millimetri analogici invece che in digitale e tuttavia avvisano che si può ammirare il formato origginale anologgico solo in quattro cinema in tutto il mondo, mentre negli altri lo vedi nel proletario digitale 35mm.
a questo punto mi sono offeso per il fatto che pochi privilegiati potranno vedere il film meglio di me e ho deciso di sabotarlo.


non ti do torto
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grazie.
ho chiesto perché al netto dei tecnicismi, trovo questo film di nolan (regista che a me piace) abbastanza somigliante ad una massa informe di soffice merda fumante e fumosa.

regia al supporto della narrazione: stridente
prove attoriali: grottesche (sicuramente colpa di nolan)
sceneggiatura (di cui mi frega una ciolla, ma in questo film c'ho buttato un occhio): impalpabile
fica: zero paccato
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


prendere una porzione di storia e trasformarla a piacimento facendo si che chiunque appaia nel film sia un individuo bianco (truppe coloniali, di cui la vicenda narrata abbondava, completamente eliminate dalla narrazione), un eroe e un vincente inglese. nell'anno di brexit.
non so se vale la pena di spendere altre parole per commentare la struttura del film. forse no.



francesco::1764768
sceneggiatura (di cui mi frega una ciolla, ma in questo film c'ho buttato un occhio):
Nel senso che normalmente non ti interessa cosa succede sullo schermo?
francesco::1764768
fica: zero paccato
Infatti si sente decisamente la mancanza del freschissimo drammone d'amore bellico in stile Pearl Harbour.
il pwnezzatore::1764780

prendere una porzione di storia e trasformarla a piacimento facendo si che chiunque appaia nel film sia un individuo bianco (truppe coloniali, di cui la vicenda narrata abbondava, completamente eliminate dalla narrazione), un eroe e un vincente inglese. nell'anno di brexit.
non so se vale la pena di spendere altre parole per commentare la struttura del film. forse no.

Cristo santo, ti giuro che ho cercato su google quello che hai scritto nella speranza che si fosse un copia-incolla di qualche imbesuito à la Fofi e invece no, sei proprio rincoglionito.
Nota a margine: Dunkirk può essere valutato in maniera differente (e il cagare è una di queste), ma che ci si indigni perché ad una certa non facciano capolino i negri a compiacere le tue fisime multirazziali è davvero desolante. La concezione secondo la quale la creazione artistica - anche nelle sue manifestazioni ordinarie o questionabili - debba necessariamente prendere in considerazione eventi di attualità rivela una mentalità talmente arida, asfittica e desolante da far rimpiangere l'apertura culturale del direttore fantozziano che obbligava i dipendenti alla visione forzata della corazzata Kotiomkin.

Del resto, perché fermarsi alla brexit? ritengo insultante anche l'omissione della furibonda riunione di condominio dell'aprile 2017 sulla manutenzione straordinaria del lastrico solare (conclusasi con vittoria risicata del No malgrado la viscida astensione della moglie del geometra Lapadulo).

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1764784
La concezione secondo la quale la creazione artistica - anche nelle sue manifestazioni ordinarie o questionabili - debba necessariamente prendere in considerazione eventi di attualità rivela una mentalità talmente arida, asfittica e desolante da far rimpiangere l'apertura culturale del direttore fantozziano che obbligava i dipendenti alla visione forzata della corazzata Kotiomkin.

gonzo, la questione é capovolta: dato lo scenario politico, in quale misura potrà mai la "creazione artistica" (che è un bell'azzardo di definizione quando si parla di un film con un budget del genere, che è più che altro una produzione collettiva destinata a un pubblico massificato) ignorarne le annesse implicazioni? vogliamo presupporre che la questione nolan e compagni non se la sono posta?

dimenticando per un attimo la brexit, la scelta di non rappresentare gli eventi nella loro complessità storica ma di razionalizzarne i contenuti in una chiarissima direzione (l'eliminazione delle truppe coloniali) resta una scelta cazzo, non è un passaggio dimenticato da nolan mentre era impegnato a creare artisticamente.

cmq se sei alla ricerca di articoli di imbesuiti vedi che è la critica più comune in assoluto che è stata fatta al film. vedi questo. e questo. e questo. dimenticavo.

detto questo la concezione secondo la quale la creazione artistica -anche nelle sue manifestazioni ordinarie o questionabili- possa -previa una non meglio chiarita proprietà intrinseca- ritenersi legittimamente esonerata dal prendere in considerazione eventi di attualità e che conseguentemente una critica che ne discuta le implicazioni non sia nè sensata nè degna di discussione* rivela una mentalità talmente arida, asfittica e desolante da far rimpiangere l'apertura culturale di roberto farinacci e il premio cremona.

*specialmodo quando rivela tratti politicizzati così lampanti. ma di cosa dovrei parlare cristo, della fotografia?


il pwnezzatore::1764789
vogliamo presupporre che la questione nolan e compagni non se la sono posta?
Ma cosa vuoi che ne sappia. Dal film - perché il film mi interessa - si evince chiaramente che il British Expeditionary Force si trova sul continente per aiutare i Francesi. È una scelta di coinvolgimento che chiaramente viene vista come positiva, anche senza contare che una delle maggiori storyline è quella del soldato francese imboscato, che trema e fugge e soffre esattamente come i suoi commilitoni britannici, tanto che la sua nazionalità viene rivelata solo nel finale.
Però tu hai sentito comunque il bisogno di una didascalia che all'inizio del film, ambientato nel 1940, spiegasse che la Brexit, votata nel 2016, è brutta e cattiva.
il pwnezzatore::1764789
dimenticando per un attimo la brexit
Eh, magari.
il pwnezzatore::1764789
"creazione artistica" (che è un bell'azzardo di definizione quando si parla di un film con un budget del genere, che è più che altro una produzione collettiva destinata a un pubblico massificato)
Riconosco che "creazione artistica" sia un termine assolutamente vago, ma ti ricordo che l'arte è stata sempre prodotta in serie e venduta alle masse, almeno da quando i mezzi tecnici lo hanno consentito. Poi non so se invece tu voglia individuare una qualche cesura tra i prodotti massificati e le stille artistiche che ti vengono elargite da qualche stronzo al termine di un percorso enogastronomico.
il pwnezzatore::1764789
la scelta di non rappresentare gli eventi nella loro complessità storica ma di razionalizzarne i contenuti in una chiarissima direzione (l'eliminazione delle truppe coloniali) resta una scelta cazzo, non è un passaggio dimenticato da nolan mentre era impegnato a creare artisticamente.
Ma dove la vedi tutta questa razionalizzazione in Dunkirk? I nemici sono entità astratte, letteralmente invisibili, mostri ululanti che piombano dal cielo e scompaiono nel nulla. Non vengono mostrate nemmeno le ferite, i cadaveri paiono corpi addormentati sulla sabbia.
La rappresentazione è ridotta a suoi elementi essenziali: il mare che diventa tutt'uno con il cielo plumbeo, la sabbia, la schiuma che si solidifica: altro che razionalizzazione, si tratta di metafisica.
la razionalizzazione secondo il Pugnezzatore
Prova ne è la scena del soldato che si sveglia di soprassalto alla fine del fine, e scorge la spiaggia vuota, già evacuata, come se si chiedesse se si è trattato di realtà o sogno?
il pwnezzatore::1764789
cmq se sei alla ricerca di articoli di imbesuiti vedi che è la critica più comune in assoluto che è stata fatta al film. vedi questo. e questo. e questo. dimenticavo.
Per me non è una critica sul film, è una polemica (sterile) intentata su una questione esterna e che ha preso piede in paesi dal contesto post-coloniale, costretti a elaborare complessi meccanismi di compensazione. Avrei potuto anche capire tutta questa boutade se Nolan avesse dichiarato di aver girato un documentario, un resoconto oggettivo degli eventi, ma così stando le cose la metterei sullo stesso piano delle lamentele sulla mancanza di diversamente bianchi della trilogia di LoTR di P. Jackson. La spiaggia che vediamo rappresentata in Dunkirk non è meno reale delle lande della Terra di Mezzo.
il pwnezzatore::1764789
quando rivela tratti politicizzati così lampanti
Certo, si tratta di un film così politicizzato che l'esercito tedesco viene chiamato "il Nemico", e successivamente menzionato solo con i nomi dei modelli degli aerei utilizzati di volta in volta. Dunkirk rappresenta una situazione di merdona, le sue implicazioni e difficoltà ingegneristiche e umane. Se al posto dei tedeschi ci fosse stata la minaccia di un cataclisma naturale, nulla sarebbe cambiato ai fini dell'equilibrio narrativo. Però no, tu hai sentito il bisogno del bravo soldato negro (suddito dell'Impero by the way) che da il cinque alto come nello spot della Ringo.
il pwnezzatore::1764789
detto questo la concezione secondo la quale la creazione artistica -anche nelle sue manifestazioni ordinarie o questionabili- possa -previa una non meglio chiarita proprietà intrinseca- ritenersi legittimamente esonerata dal prendere in considerazione eventi di attualità e che conseguentemente una critica che ne discuta le implicazioni non sia nè sensata nè degna di discussione* rivela una mentalità talmente arida, asfittica e desolante da far rimpiangere l'apertura culturale di roberto farinacci e il premio cremona.
Quindi *l'opera d'arte* (intesa nella sua accezione allargata che abbraccia tanto il kolossal quanto il libro di poesie anonime ciclostilato da qualche sifilitico in uno scantinato) per essere tale deve necessariamente prendere posizione sui Grandi Temi Attuali che rimarranno significativi, bene che vada, per un anno o due.
In applicazione di questo principio, ad esempio, un romanzetto come Moby Dick va censurato perché esalta la caccia a specie animali in via di estinzione; Borges è un fumoso irrilevante; l'Iliade sarebbe un pamphlet guerrafondaio che parla solo di aristocratici e non menziona i servi che spalavano la merda di cavallo e lucidavano le armature.

Svegliatemi per l'apokatastasis


qui ci sono le condizioni per un dibattitone sul ruolo del cinema a fini del progresso dell'umanità, il quale ci obbligherebbe a tirare fuori dall'armadio le mummie di brecht, lunacarskij, comencini e che farei moderare a mollicone. non vi do la soddisfazione di dirvi come la penso perché ho fiducia nella produttività dei due relatori.
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rodolfo::1764794un dibattitone sul ruolo del cinema a fini del progresso dell'umanità


Svegliatemi per l'apokatastasis


sei troppo decadente gonzo. ma il mio esistenzialismo mi pone in una posizione empatica.
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gonzokampf::1764784
Nel senso che normalmente non ti interessa cosa succede sullo schermo?

di certo la sceneggiatura è l'ultima cosa che m'importa.
e di certo non è: cosa succede sullo schermo
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


gonzokampf::1764793
spiegasse che la Brexit, votata nel 2016, è brutta e cattiva.
gonzokampf::1764793
hai sentito il bisogno del bravo soldato negro (suddito dell'Impero by the way) che da il cinque alto come nello spot della Ringo.

ma per piacere. esistono un'infinità di alternative alla radicale omissione di una categoria di figure storiche, la precisa scelta di non rappresentarle (perchè di questo sto parlando, non mi infilare in bocca minchiate) ha un valore ancora maggiore nel contesto di un film di guerra, caricato di responsabilità storiche, postumi politici, debiti e porchiddii secolari.
gonzokampf::1764793
ma ti ricordo che l'arte è stata sempre prodotta in serie e venduta alle masse

sorvolando sull'assoluta generalizzazione storica connotata a questo statement trito e ritrito
gonzokampf::1764793
Dunkirk rappresenta una situazione di merdona, le sue implicazioni e difficoltà ingegneristiche e umane.

come farò a concentrarmi su questi aspetti se il fine ultimo e supremo del film è quello di rappresentare ancora una volta quanto siamo eroi e invincibili e fieri della nostra terra e non guardiamo in faccia a nessuno e per di più BREXIT PORCO DIO? io non so come tu faccia a non pensare a brexit mentre guardi un film di eroi inglesi bianchi che vanno a salvare il loro compatrioti bloccati al fronte europeo per riportarli al fuoco del camino oltre canale, nel 2017. devi avere dei paraocchi da puledro.

gonzokampf::1764793
Quindi *l'opera d'arte* (intesa nella sua accezione allargata che abbraccia tanto il kolossal quanto il libro di poesie anonime ciclostilato da qualche sifilitico in uno scantinato) per essere tale deve necessariamente prendere posizione sui Grandi Temi Attuali che rimarranno significativi, bene che vada, per un anno o due.

In applicazione di questo principio, ad esempio, un romanzetto come Moby Dick va censurato perché esalta la caccia a specie animali in via di estinzione; Borges è un fumoso irrilevante; l'Iliade sarebbe un pamphlet guerrafondaio che parla solo di aristocratici e non menziona i servi che spalavano la merda di cavallo e lucidavano le armature.

e ancora una volta stabilisci che io desidero un mondo di rigorose citazioni politically correct, quando io ne vorrei semplicemente uno non instancabilmente pro-noi.
l'arte non deve prendere in considerazione la politica, l'arte è la politica*, e in quanto tale la sua posizione non è mai neutra, figuriamoci se lo è riguardo a macrotemi di questa portata.
la cosa più scema in quello che cerchi di difendere è la morbosa pretesa di pensare che Dunkirk non prenda una posizione riguardo ai temi del contemporaneo, perchè data l'omissione, il tema semplicemente tema non è. non reperito, svanito. al posto che ammettere che stai sostenendo una cazzata ti ostini a dire che io voglio appuntire i negri, e non riesci ad abbracciare quella che è in fondo una mostruosamente elementare accusa a dunkirk: quella di essere un film debbianchi che mente a deibbianchi per convincerli che la loro è una storia di grande passione nazionale dibbianchi (e nel farlo, ci ricorda quanto è bello tornare a casa con la barchetta).
ma no, parliamo invece di

gonzokampf::1764793 metafisica.


la metafisica del caleidoscopio in cui infili la testa quando vai al cinema.



*cit Rancière.


il pwnezzatore::1764813
la precisa scelta di non rappresentarle
Quindi sì, volevi il negro e l'indiano che passeggiavano sulla spiaggia.
il pwnezzatore::1764813
caricato di responsabilità storiche, postumi politici, debiti e porchiddii secolari
Ma quindi ad esempio anche Kelly's Heroes, che rientra nella definizione di 'film di guerra' molto più dello stesso Dunkirk, è caricato di responsabilità storiche, postumi politici, debiti etc.? E caricato da chi di grazia?
il pwnezzatore::1764813
una mostruosamente elementare accusa a dunkirk: quella di essere un film debbianchi che mente a deibbianchi per convincerli che la loro è una storia di grande passione nazionale dibbianchi (e nel farlo, ci ricorda quanto è bello tornare a casa con la barchetta).
il pwnezzatore::1764813
e ancora una volta stabilisci che io desidero un mondo di rigorose citazioni politically correct, quando io ne vorrei semplicemente uno non instancabilmente pro-noi.
Questo tuo post rivela due cose:
1. Una capacità di astrazione pari a zero da parte tua. È vero, i protagonisti del film sono prevalentemente inglesi (non "noi": inglesi), eppure Dunkirk è raccontato in modo da prescindere dalle sue coordinate storiche. I protagonisti vivono e muoiono nell'assoluto degli elementi, non perché inglesi, o tedeschi, o francesi. Le loro reazioni sono quelle che generalmente avremmo noi italiani, dei ragazzi congolesi o della provincia di Jaipur: voler tornare a casa, home (nel doppiaggio italiano: patria).
Persino i redattori di WuMing, che di solito danno prova di un'apertura mentale pari a quella di uno zampolit stalinista, hanno colto quest'aspetto.
2. Soffri di uno strano complesso, perché suddividi il mondo nelle categorie di bianchi e di neri, noi vs loro: il che vorrebbe dire che, per es., Apocalypto è un film di non-bianchi, in grado quindi di appassionare al massimo i discendenti delle popolazioni pre-colombiane + qualche messicano sparso. Alla stessa maniera, il 90% delle storyline di The Wire possono interessare solo afro-americani di Baltimora. La cosa triste è che quest'ottica fintamente empatica per le c.d. minoranze, in realtà atrocemente settaria, ti è stata probabilmente instillata dalla lettura di qualche tumblr illuminato o dalla fidanzatina di ritorno da sei mesi di scambio culturale a Pensacola.
il pwnezzatore::1764813
se il fine ultimo e supremo del film è quello di rappresentare ancora una volta quanto siamo eroi e invincibili e fieri della nostra terra e non guardiamo in faccia a nessuno
Ehm, se non fosse che Dunkirk è la storia di una sconfitta. Lo stesso celebre discorso di Churchill che viene letto alla fine, in maniera sommessa, senza particolare enfasi, è un discorso che sancisce una disfatta sul campo (Nevertheless, our thankfulness at the escape of our Army and so many men, whose loved ones have passed through an agonizing week, must not blind us to the fact that what has happened in France and Belgium is a colossal military disaster) e preannuncia l'invasione territoriale della Gran Bretagna. I protagonisti si vergognano di essere tornati a casa da sconfitti. Il momento più "eroico" del finale è quello di Tom Hardy che contempla l'aereo in fiamme mentre viene preso prigioniero dai nemici: e da quella scena il montaggio stacca sul soldato seduto nel treno, stanco e affranto.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1764784
qualche imbesuito à la Fofi


a me il suo stile piace:

So di irritare i suoi fan e gli pseudocritici del web, vittime consenzienti della stupidità programmata dai poteri
gonzokampf::1764793
l'Iliade sarebbe un pamphlet guerrafondaio che parla solo di aristocratici e non menziona i servi che spalavano la merda di cavallo e lucidavano le armature.


aspetta, io su quello sono d'accordo.
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.


psycho::1764833
aspetta, io su quello sono d'accordo.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


gonzokampf::1764827
Quindi sì, volevi il negro e l'indiano che passeggiavano sulla spiaggia.

tu parlavi di ringo e high 5, per darti un metro del tuo pensiero in terreni post-coloniali.

gonzokampf::1764827
Ma quindi ad esempio anche Kelly's Heroes, che rientra nella definizione di 'film di guerra' molto più dello stesso Dunkirk, è caricato di responsabilità storiche, postumi politici, debiti etc.? E caricato da chi di grazia?

non é una narrazione storiografica di un evento centrale della seconda guerra mondiale, é al massimo una caratterizzazione, cosa minchia c'entra.

gonzokampf::1764827
Dunkirk è raccontato in modo da prescindere dalle sue coordinate storiche. I protagonisti vivono e muoiono nell'assoluto degli elementi

ma di cosa cazzo stai parlando, su.
gonzokampf::1764827
Soffri di uno strano complesso, perché suddividi il mondo nelle categorie di bianchi e di neri, noi vs loro: il che vorrebbe dire che, per es., Apocalypto è un film di non-bianchi, in grado quindi di appassionare al massimo i discendenti delle popolazioni pre-colombiane + qualche messicano sparso. Alla stessa maniera, il 90% delle storyline di The Wire possono interessare solo afro-americani di Baltimora. La cosa triste è che quest'ottica fintamente empatica per le c.d. minoranze, in realtà atrocemente settaria, ti è stata probabilmente instillata dalla lettura di qualche tumblr illuminato o dalla fidanzatina di ritorno da sei mesi di scambio culturale a Pensacola.


gonzo smettila di parlare dei miei presunti limiti e parla del film, cristo, in quale misura dunkirk aiuterebbe a ridefinire un mondo oltre la divisione bianchi e neri? Apocalypto un film di non bianchi girato da mel gibson. gesù, mi esplode il cranio. the wire solo per neri ma chi l'ha mai detto.
quella che tu definisci la mia "ottica fintamente empatica per le c.d. minoranze" è in realtà disapprovazione e disgusto nei confronti delle maggioranze. con la minoranza fondamentalmente empatizzo tanto quanto con gli stupratori di rimini, meno di 0.
mal tollero la sete di rappresentazione occidentale filo imperialista, specialmodo quando reiterata all'impossibile nei tristi destini del contemporaneo. mi stomaca. parto da un rifiuto, non da un buonismo.

gonzokampf::1764827
Ehm, se non fosse che Dunkirk è la storia di una sconfitta.

esatto, la sconfitta dalla quale usciamo comunque vincitori. nonostante tutto.


il pwnezzatore::1764813
appuntire i negri


Eh? Con cosa? Esiste un appuntanegri?

psycho::1764833

gonzokampf::1764784

qualche imbesuito à la Fofi




a me il suo stile piace:



So di irritare i suoi fan e gli pseudocritici del web, vittime consenzienti della stupidità programmata dai poteri
gonzokampf::1764793

l'Iliade sarebbe un pamphlet guerrafondaio che parla solo di aristocratici e non menziona i servi che spalavano la merda di cavallo e lucidavano le armature.




aspetta, io su quello sono d'accordo.


Gonzo dimentica il bizzarro interludio di Tersite vs Odisseo.

il pwnezzatore::1764880
esatto, la sconfitta dalla quale usciamo comunque vincitori. nonostante tutto.


In effetti, dal punto di vista strettamente storico-militare, Dunkerque fu una vittoria.
Regalata a tavolino, ma una vittoria.

Comunque non ho ancora visto il film.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


il pwnezzatore::1764880
tu parlavi di ringo e high 5, per darti un metro del tuo pensiero in terreni post-coloniali
Figurati, fosse per me il colonialismo non sarebbe arrivato al post- e ora potrei sorseggiare dell'ottimo rhum agricolo seduto nella veranda della mia hacienda.
il pwnezzatore::1764880
gonzo smettila di parlare dei miei presunti limiti e parla del film, cristo,
Cosa che mi sarebbe piaciuto fare, prima di leggere
il pwnezzatore::1764780
non so se vale la pena di spendere altre parole per commentare la struttura del film. forse no.
Cioè magari il film ti sarebbe potuto piacere, MA hai registrato la dolente omissione dei negri che camminavano sulle spiagge francesi.
gonzokampf::1764827
Dunkirk è raccontato in modo da prescindere dalle sue coordinate storiche. I protagonisti vivono e muoiono nell'assoluto degli elementi

ma di cosa cazzo stai parlando, su.

Del fatto che il film non è una ricostruzione storica asettica, e si discosta anche dai canoni di stretto realismo che erano una costante del cinema bellico fin dai tempi Salvate il soldato Ryan. Anche se non succede nulla di storicamente infondato, il linguaggio e la struttura con cui Nolan racconta gli eventi non è oggettiva, ma deformante e astrattizzante. Si tratta di un carattere che tutte le recensioni, tanto dei detrattori quanto degli estimatori, hanno colto: potrebbe trattarsi di qualsiasi guerra, in qualsiasi tempo.
il pwnezzatore::1764880
quella che tu definisci la mia "ottica fintamente empatica per le c.d. minoranze" è in realtà disapprovazione e disgusto nei confronti delle maggioranze. con la minoranza fondamentalmente empatizzo tanto quanto con gli stupratori di rimini, meno di 0.
mal tollero la sete di rappresentazione occidentale filo imperialista, specialmodo quando reiterata all'impossibile nei tristi destini del contemporaneo. mi stomaca. parto da un rifiuto, non da un buonismo.
È tutto stupendo*, però considera che si tratta comunque di una prospettiva deformante, nel senso che:
- vedi rappresentazioni imperialiste anche dove non ce ne sono (come in questo caso);
- non riusciresti ad apprezzare neanche le rappresentazioni imperialiste ben riuscite.

* a dire il vero, ci sarebbe quest'idea dell'Occidente come un nucleo compatto e fiero di valori omogenei da Nuova Amsterdam ad Atene che mi sembra un po' ingenua, visto che già in Europa si fa fatica a far convivere l'idea mediterranea con quella tellurico-continentale.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1764905
Cioè magari il film ti sarebbe potuto piacere, MA hai registrato la dolente omissione dei negri che camminavano sulle spiagge francesi.

cercavo semplicemente di dire che le premesse sono per quanto mi riguarda compromettenti al punto tale da rendere ogni mera discussione sulla struttura del film secondaria. e aggiungerei che lo avevi capito benissimo, ma devi per forza affilare gli stronzi.
gonzokampf::1764905
la struttura con cui Nolan racconta gli eventi non è oggettiva, ma deformante e astrattizzante.

e allora mettiamola così: perchè questa struttura deformata e astrattizzata deve essere messa a disposizione di una narrazione così mostruosamente eroicizzante, fondamentalmente mielosa, classicamente populista? non mi concedo a questo gioco di sguardi perchè è tanto sofisticato quanto ipocrita. cosa astraiamo a fare se poi andiamo a funzionalizzare l'astrazione.


gonzokampf::1764905
* a dire il vero, ci sarebbe quest'idea dell'Occidente come un nucleo compatto e fiero di valori omogenei da Nuova Amsterdam ad Atene che mi sembra un po' ingenua, visto che già in Europa si fa fatica a far convivere l'idea mediterranea con quella tellurico-continentale.


se l'impero esiste è proprio nella rappresentazione, nella finzione. è chiaro che la realtà sociale non corrisponde affatto ai suoi connotati, e direi per fortuna, ancora una volta sbagli nella stima delle mie convinzioni.
casomai la semplificazione di questa complessità è terreno per eccellenza dei fascismi: un muro tra messico e gli states, un'europa senza rifugiati, un inghilterra emancipata, un dunkirk senza truppe coloniali.


forse il flm é ambientato in un universo parallelo in cui non ci sono negri.


comunque, qualcuno avra' sicuramente a portata di dita qualche link a un sito che si e' calcolato il numero di soldati britannici provenienti dalle colonie e in quel momento (cioe' al momento dell'evacuazione di duncherche) di stanza sul fronte occidentale.
se la frazione e' grande daro' ragione a ponyezzatore, se e' piccola a gonfiocamp.

sto pero' esitando su che soglia mettere tra grande e piccola. diciamo 5% dei soldati britannici in quel momento al fronte? perche' al di sopra di quello in effetti e' statisticamente implausibile che non ne capiti almeno uno di passaggio sulla scena (stiamo parlando di un soldato su 20.)
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.


psycho::1764931

comunque, qualcuno avra' sicuramente a portata di dita qualche link a un sito che si e' calcolato il numero di soldati britannici provenienti dalle colonie e in quel momento (cioe' al momento dell'evacuazione di duncherche) di stanza sul fronte occidentale.
se la frazione e' grande daro' ragione a ponyezzatore, se e' piccola a gonfiocamp.

sto pero' esitando su che soglia mettere tra grande e piccola. diciamo 5% dei soldati britannici in quel momento al fronte? perche' al di sopra di quello in effetti e' statisticamente implausibile che non ne capiti almeno uno di passaggio sulla scena (stiamo parlando di un soldato su 20.)


Devo dire che LOL.

Ad ogni modo, da quello che so, ci sarebbe da considerare il fatto che più o meno il 40% dei miracolati furono francesi.
Nel film si vedono francesi? Se non ci sono francesi nel film la questione BREXIT diventa cogente, ma pare ovvio.
Anche buona parte delle navi di salvataggio erano francesi.
Poi i francesi facevano ampio uso di truppe coloniali, anche più degli inglesi per cui mmmah.
Oltretutto come si dovrebbero considerare le truppe del commonwealth britannico provenienti dal Nepal e dall'India?
I gurkha sarebbero negri? Secondo me no.
E gl indiani, che all'epoca venivano reclutati per lo più nel Punjab ed erano pashtun e quindi musulmani e oggi sarebbero Pakistani (solo che il Pakistan all'epoca non esisteva, era tutta India) sono da considerarsi neri o mezzi negri o ariani?
Se li consideriamo mezzi negri e c'erano 1000 indiani pashtun, allora dovremmo conteggiare 500 negri. E che ne facciamo dei sikh?
Ed i magrebini dell'esercito francese? Negri?
Propongo la formazione di una commissione d'inchiesta presieduta da Rodolfo e Candelotto.

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avocado saponetta
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io i francesi non li avrei mostrati, con la figura di merda che hanno fatto in quella guerra... a pensarci, é quasi incredibile che i francesi si siano risollevati da quella figura di merda e oggi facciano persino i gradassi. probabilmente hanno voluto l'italia nell'ue solo perché ci fosse qualcuno con una figura di merda ancora peggio della loro.


Io ho visto il nuovo IT in un cinema credo thailandese.
Mi aspettavo il cagare assoluto e invece nel complesso non c'è malaccio.
Non ho il tempo per scrivere una rece articolata.
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il tubone::1765513
Non ho il tempo per scrivere una rece articolata.
utilissimo remark. pure io ho visto altri quattro o cinque film, ma la mia strategia è attendere che ne parlino altri.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


Aspetta, la mia è attendere che ne parli tu.

Comunque cercherò di partorire qualche fregnaccia asap
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qui nessuno ha ancora visto alien covenant? (io si)
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Io.
Mbah.
Ho preferito Prometheus che per lo meno aveva, a tratti, una certa originalità, il che è tutto dire.
Le ambizioni filosofiche sono palesi, così come i riferimenti, ma il tutto appoggia su un repertorio esaurito da tempo.
Quella di Scott è una borsa piena di trucchi ormai prevedibili e datati, a parte qualche piccolo lampo.
Resta il mestiere (ci mancherebbe).
Che devo dire, Fassbender mi piace come attore ma ormai è come il prezzemolo, mentre gli altri mi sono sembrati trasparenti (alla fine la Noomi di Prometheus era pur sempre una protagonista solida).

Scott non deve essersi sompletamente rincoglionito, fa comunque cagare ad intermittenza; in fondo m'è piaciuto The Counselor (fanculo a chi ha qualcosa da dire) ed ho adorato The Martian.
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il tubone::1765552

Io.
Mbah.
Ho preferito Prometheus che per lo meno aveva, a tratti, una certa originalità, il che è tutto dire.
Le ambizioni filosofiche sono palesi, così come i riferimenti, ma il tutto appoggia su un repertorio esaurito da tempo.
Quella di Scott è una borsa piena di trucchi ormai prevedibili e datati, a parte qualche piccolo lampo.
Resta il mestiere (ci mancherebbe).
Che devo dire, Fassbender mi piace come attore ma ormai è come il prezzemolo, mentre gli altri mi sono sembrati trasparenti (alla fine la Noomi di Prometheus era pur sempre una protagonista solida).
sono piuttosto d'accordo specie con la parte quotata. il film tenta di fare da raccordo (ma non ancora del tutto, quindi ci dobbiamo aspettare il sequel) con la vicenda di ripley, ma lo fa introducendo nuovi interrogativi secondo me più scemi di prometeo. prometeo se la giocava più laconicamente coi nuovi misteri (all'epoca) che potevano reggere standalone. qui l'epopea degli ingegneri e la tempesta dimmerda (scusate il lievissimo spoiler) apre un subplot che si muove tra l'appendicale e il non interessante.
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rodolfo::1765554
quindi ci dobbiamo aspettare il sequel


Si, ma non è una novità. Sapevo che l'idea originale era di 4 film, ora ridimensionata a 3. Ne manca ancora uno.
Lo chiamano il Morbo di Lucas e colpisce i registi/produttori attempati con troppi soldi a disposizione.
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rodolfo::1765528
qui nessuno ha ancora visto alien covenant? (io si)
Subito dopo il prologo, che pare rievocare i momenti più soporiferi di Westworld, il film parte con un inizio ampiamente già visto e ingombro di incongruenze - fra le quali spiccano gli effetti della tempesta magnetica sui viaggiatori e l'incompetenza da darwin awards dei coloni. Una volta superate tali premesse deludenti, Alien Covenant inizia a vivere di vita propria con l'arrivo nella città in rovina, valida reminiscenza howardiana, al cui interno si ambienteranno le vicende più interessanti della pellicula tutta.
Si dipana quindi la parte centrale che dismette la classica e usurata struttura sci-fi per affidarsi in toto ai toni del gotico e ai gimmick caratteristici del survival horror.
È il momento di gran lunga migliore del film, durante il quale la trama si riallaccia, non qualche senza macchinosità, alle vicende della Prometheus, e si trova pure il tempo di riprendere le questioni lasciate aperte della complessa e pretenziosa cosmogonia tracciata da Scott come sfondo tematico di questo ciclo di prequel.
Il prezzo da pagare per evadere dalle meccaniche interlocutorie tipiche del sequel è l'appiattimento su una dialettica abbastanza pigra, ma forse inevitabile, che vede contrapposto il villain diabbolico vs la carne da macello.
In tutto questo le creaturine eponime, pur godendo di uno screen-time maggiore rispetto al capitolo precedente*, sono ridotte a mero espediente per riequilibrare lo scontro tra le due fazioni, per le cui sorti lo spettatore non trepiderà più di tanto. La sostanziale irrilevanza narrativa dei mostriciattoli, acuita da una pessima cgi, denuncia del resto uno dei difetti di fondo di questa saga, che continua a oscillare irresoluta tra il disvelamento delle origini dell'Alien, francamente non necessario, e la nascita di un diverso nemico, storyline sulla carta più interessante ma dallo sviluppo fin qui incerto.

Alla fine della fiera, Alien: Covenant conferma il rigore stilistico e le sporadiche suggestioni scenografiche del primo episodio, riuscendo tuttavia a mantenere rispetto a questo una compattezza narrativa ottenuta al costo di semplificazioni eccessive e un senso di complessiva prevedibilità, che stridono con le ambizioni della saga, altissime e ancora inappagate.

* dopo la tempesta di critiche subita dal primo capitolo, è probabile che la produzione abbia voluto correre ai ripari rimarcando gli stretti legami con la saga originale fin dal titolo.
rodolfo::1765514
la mia strategia è attendere che ne parlino altri.
Accidenti, è anche la mia.

Svegliatemi per l'apokatastasis


hai dettagliato bene (pure troppo). ok, il mio perfezionismo è momentaneamente soddisfatto avendo coperto degnamente un film di astronavi su cui l'asphalto non poteva tacere.
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freakout::1761431
Get Out: pensavo fosse un race baiting, invece

possiamo dire che lo è, utilizzando in maniera disinvolta espedienti datati ma con un intramontabile grip sulle coscienze e l'identificazione dello spettatore; ma è proprio questa disinvoltura a renderlo un buon film (il secondo horror riuscito che recensisco qui). l'operazione è fatta talmente alla luce del sole che l'attenzione si sposta spontaneamente sugli enigmi della vicenda, mentre l'addentellato razziale finisce per fornire solo una efficace ambientazione, condita tra l'altro di implicita ironia fatta per essere elaborata solo al di qua dello schermo. il film ha comunque dei limiti. per quanto apprezzabile il lavoro di fine tuning che delinea figure plausibili ma sufficientemente stereotipate, alcuni eccessi macchiettistici si debbono comunque rilevare, non solo sul fronte nero (rod) ma anche quello bianco. anche le scene di azione potevano essere migliori, attese dopo un'introduzione un po' lunghetta. kaluuya secondo me è un bravo attore, probabilmente il più bravo di tutti. per essere una opera prima, peele ha fatto un ottimo lavoro con un budget veramente ristretto. film consigliato, pienamente suficiente.
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rodolfo::1765649
ma è proprio questa disinvoltura a renderlo un buon film

dai ti prego
rodolfo::1765649
alcuni eccessi macchiettistici si debbono comunque rilevare

e sticazzi, è uno stereotipo dietro l'altro, recitato da mettermi in imbarazzo, le gags sono una merda. l'ho staccato con nervosismo dopo 30 min.


il pwnezzatore::1765658
l'ho staccato con nervosismo dopo 30 min.
se hai fatto questo o avevi molto sonno (tavor) o sei scemo nella testa. purtroppo indizi disseminati qua e là giocano a favore della seconda ipotesi.
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rodolfo::1765649
(il secondo horror riuscito che recensisco qui)

rod, qual è stato il primo?
giusto per capire se guardare o meno 'sto get out
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


it follows
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rodolfo::1765661
se hai fatto questo o avevi molto sonno (tavor) o sei scemo nella testa. purtroppo indizi disseminati qua e là giocano a favore della seconda ipotesi.


Io ho recensito il film (sbagliando) nel thread del 2016, spendendo una larga sufficienza ed anche lì il pauni ha dato i numeri, piccato.
Non me lo spiego.
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una spiegazione possibile si delinea all'orizzonte sempre più fosca
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rodolfo::1765666
it follows

a posto, questo è piaciuto pure a me

però il fatto che sia piaciuto pure a il tubone mi scoraggia un poco

comunque andrò
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


francesco::1765680
comunque andrò
Vai, vai dove è andato anche il ragazzo.


rod non me l'aspettavo questa, non ti facevo un fan di boris
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


boris chi? non sono l'azzurro.
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francesco::1765680
però il fatto che sia piaciuto pure a il tubone mi scoraggia un poco


non preoccuparti, anche un orologio rotto etc etc

francesco::1765680
comunque andrò a...f...n...u...o


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afnuo?
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da quando vi ha fatto cagare mad max fury road non mi fido più come prima
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


a me non ha fatto cacare per nulla. segnalo a margine che ho visionezzato l'ultima fatica di villanova altresì detta blade runner duemileqquarantanove
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francesco::1765727

da quando vi ha fatto cagare mad max fury road non mi fido più come prima


Ma a chi ha fatto cagare? E' il film rompiculi del decennio.

rodolfo::1765748
segnalo a margine che ho visionezzato l'ultima fatica di villanova altresì detta blade runner duemileqquarantanove


Ed è?
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Non è ancora uscito in Italia e forse non uscirà.
Visto che ho molto apprezzato le due precedenti sceneggiature di Sheridan ("Sicario" voto 7 e "Hell or High Water" voto 7.5), mi sono visto -- in un cinema asiatico con sottotitoli -- quest'ultimo episodio dell'ideale trilogia della nuova frontiera americana, nel qualle Sheridan osa collocarsi anche dietro la macchina da presa in prima persona.
Non dirò niente della trama. Costruito apparentemente come una classica detective story che alla fine si evolve nella più catartica delle sparatorie western e nel finale da revenge movie, ogni secondo della pellicola non va sprecato. I dialoghi sono ottimi, punteggiati di ipse dixit di tutto rispetto. Nonostate i modelli (poliziesco, western, revenge movie) siano i filoni più sfruttati della storia cinematografica, si fa abilmente lo salom tra gli innumerevoli clichè per raccontare una vicenda dall'impalcatura solida e realistica in cui i veri protagonisti sono il degrado sociale e generazionale che affiligge le comunità dei nativi americani, il dolore causato dalle tragedie personali (due, strettamente simili l'una all'altra) ed una natura implacabile e selvaggia, dal cui dominio assoluto non sono immuni nemmeno le istituzioni degli uomini, raccontata meglio che in Revenat, perchè qui si lavora, grazie a dio, per sottrazione.
Un film roccioso e struggente, asciutto e godibile; buone performances da parte di tutto il cast, ma spiccano soprattutto Renner (nella forma migliore dai tempi di The Hurt Locker) ed un magnetico e solenne Gil Birmingham.
Ancora una volta più Mc carthy che Coens Bros.
Unico difetto è un finale della storia a tratti prevedibile, ma la sostanza del film si trova altrove.
Voto: almeno dal 7 in su.
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ottima recensione. su blade runner non mi pronuncio perché una recensione al momento potrebbe rovinare la visione a qualcuno, aspetto che lo abbiate visto almeno in dieci (l'intero asphalto)
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rodolfo::1765779
su blade runner non mi pronuncio perché una recensione al momento potrebbe rovinare la visione a qualcuno


Mi basta un si o un cagare, tanto lo andrò a vedere lo stesso.
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il tubone::1765781
Mi basta un medar o un cagare, tanto lo andrò a vedere lo stesso.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)


non dico un cazzo e non avete modo di sapere come la penso veramente
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f205v::1765782

il tubone::1765781

Mi basta un medar o un cagare, tanto lo andrò a vedere lo stesso.


Infatti la mia è quasi una certezza, con quel quasi causato unicamente dal Villeneuve alla regia (non un incapace).
Purtroppo l'omertoso rodolfo contribuisce alla diffusione del dubbio.

A propò, Sky ha trasmesso "Polytechnique", terzo lungometraggio del nostro ed espressione evidente del suo talento.
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rodolfo::1765748
a me non ha fatto cacare per nulla.
il tubone::1765773
francesco::1765727



da quando vi ha fatto cagare mad max fury road non mi fido più come prima




Ma a chi ha fatto cagare? E' il film rompiculi del decennio.


orcatroia, allora ricordo male, v'ho confuso con (forse) dulcagara o f o gonzo o ranshid
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.




2049 porcodio, lo sbagliano tutti.
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visto, dai parliamo di blade runner.
[muffa::post]mi fa molto ridere che i procioni non abbiano nessun rispetto per lo spazio personale e la proprietà altrui.
dasimplex lo trovi in un 8pussy's garden ma non certo in the shade.


non si parla di blade runner, chi vuole scrive una recensione.
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rodolfo::1765990

non si parla di blade runner, chi vuole scrive una recensione.



“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)


cosa cazzo c'entra la grammatica, maledetto libertino.
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C'erano almeno due trappole che attendevano al varco questo sequel.
La prima è costituita dall'universo estetico che è scaturito in maniera quasi involontaria dal primo film, malgrado i contrasti tra Ridley Scott e la produzione che premeva per un nuovo Star Wars, il susseguente inferno produttivo, la tiepida accoglienza al botteghino. Il pericolo di rimanere intrappolati in quella particolare estetica, in questi decenni cannibalizzata da generi musicali, panorami letterari, serie TV, non era quindi affatto remoto.
La seconda era la tentazione di scegliere una strada sicura, ossia raccontare la medesima storia del 1982 riadattata al contesto odierno, capitalizzando comodamente la nostalgia dei 30-40enni che in questo periodo di aridi riadattamenti, prequel & remake rappresenta un filone sicuro su cui investire.
Villeneuve riesce a schivare entrambi i corni del dilemma, restituendo un'opera sicuramente personale seppur non completamente convincente.
Il film si apre infatti su una desolata food valley meccanizzata, e anche nel prosieguo della vicenda i celebri bassifondi di Greater Los Angeles vengono mostrati quel tanto che basta, favorendo invece location diverse: appartamenti angusti, discariche che ospitano orfanotrofi dickensiani, oltre alla Las Vegas in rosso marziano che la fa da padrona nei trailer. Non mi soffermo sulla già sufficientemente lodata fotografia, anche se l'impatto monumentale con gli immensi panorami in cui si addentra la peugeot volante rappresenta sicuramente uno dei valori aggiunti della visione al cinematografò.
Ma BRunner 2049 è un film smaccatamente villeneuviano soprattutto nella costruzione narrativa. Si parte da un enigma, una cassa sepolta in giardino (richiamo ovvio alle buche di Prisoners) e si prosegue con la tipica struttura del giallo, ricalcata in maniera fin troppo pedissequa nella prima parte, durante la quale un Gosling ben calcato nel ruolo dell'investigatore un po' imbesuito progredisce da uno step all'altro, fino al colpo di scena - invero abbastanza telefonato.
Sebbene l'autonomia sui fronti della mise-en-scène e della struttura drammatica sia assolutamente da lodare, entrambe le dimensioni non sono esenti da limiti.
Da un lato, la ricchezza delle scenografie, che probabilmente non raggiungerà la portata mitopoietica del primo episodio, risulta infatti stranamente disattesa proprio durante lo scontro finale, ambientato in un non-luogo acquatico assolutamente dimenticabile.
Dall'altro, lo sviluppo della trama soffre di un ritmo eccessivamente dilatato, e le maggiori debolezze riguardano proprio i personaggi maggiormente inediti rispetto alla saga originale. L'ologramma-waifu svolge in maniera fin troppo schematica la funzione di riportare un po' di empatia nella figura di Gosling, e il villain Jared Leto rimane una figura assolutamente irresoluta e non approfondita, al netto di un paio di monologhi formulaici, recitati con il pedale spinto a tavoletta sull'overacting.
Ciononostante, il raccordo tra i due archi narrativi del vecchio e del nuovo si svolge in maniera abbastanza armoniosa, tanto che si può addirittura chiudere un occhio (pun intended) sulla resistencia de los poverinos/CSOA Replicanti che rappresenta un luogo comune assolutamente usurato nella sci-fi distopica, quantomeno da Matrix in poi.
La conclusione risulta sufficientemente vaga da far paventare la possibilità di ulteriori sequel, resa più remota dagli incassi che fino a questo momento si sono posti sotto le aspettative.
Voto: 7 pieno, ma nulla più.
rodolfo::1766014
cosa cazzo c'entra la grammatica
Forse si stigmatizzava la mancanza di congiuntivi nella tua subordinata.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1766018
si può addirittura chiudere un occhio (pun intended) sulla resistencia
no, non si può proprio.
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Non riesco a voler male a Luc Besson.
Insomma, "Subway", "Nikita", "Leon", grandissimo, e poi "Il Quinto Elemento". Il Quinto elemento è solo una storia di fantascienza divertente con soventi cadute, ma chi ha visto per la prima volta da piccolo le tavole di Moebius, magari su "comic Art" o "L'Eternauta" dopo essersi ingozzato di fumetti americani...insomma non può non voler bene anche a quel film, pur con tutti i suoi difetti. Faceva bene alla vista.
Però Besson è un tamarro.
Sceneggiature come se piovesse e più pallottole e macchine sfasciate degli americani. Troppa trama, eh.
Sto "Valerian etc" a quanto pare era il suo sogno proibito, il SUO cinecomic, francese al 100% e con un budget mostruoso (200 milioni di neuri).
Flop, si dice. Cagare, si sente in giro.
Vado a vederlo e per quasi tutto il film odio Besson. Ha usato tutto il CGI che poteva e anche bene, si saltella da una meraviglia visiva all'altra e di nuovo siamo lì con Mezieres e Moebius ed un immaginario visuale che non appartiene per una volta alla Disney, è "nostro", europeo, più complicato.
Vabbeh, ci sono tantissimi pupazzoni, ma sono fatti bene, se non meglio di quelli di Lucas e perfino di quelli di Cameron.
Però diocristo i dialoghi non si reggono. La storia sbraca e si colpiscono immancabilmente tutti i clichè possibili, incluso quello del matrimonio tra Valerian e cosa lì, comesichiama, Laureline.
Diosanto siamo nel 2017, o ci fai un mezzo porno che chiavano nudi oppure lì tieni lì a rintuzzarsi per tutto il film, mica gli fai fare la proposta con l'anello e certe battute da frattura dello scroto.
Però alla fine non sono riuscito a volergli male del tutto nemmeno questa volta, a Besson. Qualcosa da vedere comunque c'è.
Voto 5,5.
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(allegrodemiurgo)


sovente signifca "spesso", è un avverbio, non un aggettivo. puoi dire "con frequenti cadute", non "con soventi cadute", che sarebbe come dire "con spesse cadute" (che almeno fa più ridere, come "ti auguro una presta libertà").
inoltre vorrei sapere se nel film cagna delavirgine fa intostare.


non ho visto quest'ultimo però concordo sul giudizio generale di Besson. è uno di quelli che ogni volta dico "ah sì è di uno che fa film che mi piacciono, mò me lo vedo" poi però mi fa cagare e passo il tempo a cercare di ricordare, invano, cos'aveva fatto che m'era piaciuto.
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.


scotto::1766790
sovente signifca "spesso", è un avverbio, non un aggettivo.


si, va bene.

scotto::1766790
inoltre vorrei sapere se nel film cagna delavirgine fa intostare.


Non direi. Ci sono un paio di brevi scene in cui qualcuno con un particolare attaccamento al soggetto in questione potrebbe anche avvertire un fremito nella forza, ma in generale intostare poco.
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e ancora a proposito di quegli improbabili e mai esistiti negri in divisa militare.


La soluzione sarebbe quindi riguardare in loop quel capolavorone di Miracolo a Sant'Anna per espiare le nostre colpe di porc* sciovinist*.
Un articolo che rimette un po' d'ordine.
The Indian Army made a discernible impact during World War II, but not during Operation Dynamo. It is easy to see a film like Dunkirk as perhaps a vicarious and latent continuation of institutionalized racism (the apparent underlying charge by some commentators) once prevalent in many British possessions East of Suez. However, in the case of the film Dunkirk, historical facts and the rather small role played by three companies of the Royal Indian Services Corps during the evacuation do not support such an indictment.

Svegliatemi per l'apokatastasis


hahah arriva il diplomat a mettere ordine. che al momento ha in prima pagina un bell´articolo intitolato "The Policy Significance of Trump’s Asia Tour".

Lo storico Ian Sumner invece segnala che:

Probably the most unusual posting of any unit of the Indian Army during World War II was in 1940, when four mule companies of the Indian Army Service Corps joined the British Expeditionary Force (BEF) in France. They were evacuated from Dunkirk with the rest of the BEF in May 1940, and were still stationed in England in July 1942.


e calcolando che


there were Four Mule Cart Corps, each comprising 650 men and 1086 mules.


solo tra le truppe inglesi c´erano indicativamente 2500 tizi diversamente bianchi - e un quantitativo oggettivamente smisurato di muli - su quella spiaggia del cazzo.

ma d'altronde capisco perchè tu tra 20 articoli che cercano di spiegarti che hai le ghiande nel cranio vai a prendere l'unico che ti spiega il contrario, e non è perchè non potresti mai accettare di non aver ragione (dato di fatto ormai verificato da tempo), quello che non potresti mai accettare è l'assurda idea che un regista si debba sforzare di liberare il suo cinema da una serie di dinamiche date per scontate dalla storia del cinema e in generale della storiografia occidentale, con le quali conviviamo tutti da sempre fondamentalmente bene: quelle che ci spiegano quanto siamo valorosi, quanto abbiamo avuto successo, quanto siamo meglio dei negri, che portiamo infatti a trascinare muli ma poi seghiamo fuori dal film a cuor sereno*.

Insomma: il cinema ci spiega da sempre che i negri non ci sono = assurdo e illogico mettere dei negri solo perchè c'erano.

*o ancora peggio, manco gli riconosciamo uno straccio di cittadinanza, vedi il caso della cittadinanza data alle truppe africane dalla francia, a uomini che ormai avevano 75-80 anni, e che poi in punto di morte se la sono vista togliere di nuovo da quello svergognato di sarkosy.


il pwnezzatore::1767170l'assurda idea che un regista si debba sforzare di liberare il suo cinema da una serie di dinamiche date per scontate dalla storia del cinema e in generale della storiografia occidentale, con le quali conviviamo tutti da sempre fondamentalmente bene: quelle che ci spiegano quanto siamo valorosi, quanto abbiamo avuto successo, quanto siamo meglio dei negri, che portiamo infatti a trascinare muli ma poi seghiamo fuori dal film a cuor sereno
Ecco, è evidente che tu non abbia capito assolutamente il tono di Dunkirk, che non è mai encomiastico o retorico. È un film su un gruppo di persone che si ritrova in una situazione di merdona, dove i pericoli (i tedeschi) e le possibilità (il salvataggio) sono comunque fuori dalla propria sfera di influenza.
Poi a latere ci sarebbe il discorso su quanto tu e i redattori del guardian siate fissati sul colore della pelle: ma è del resto una contraddizione insanabile del pc anglo-sassone, che da una parte nega differenze biologiche tra razze, dall'altra precisa che ciascuno non possa permettersi di giudicare etnie diverse dalla sua (vedi la querelle quentin tarantino vs spike lee sull'utilizzo della n-word).

Emblematica in questo senso è la rappresentazione di Zootropolis, ambientato in un mondo dove tutte le razze di animali, predatori ed erbivori, convivono pacificamente.
Gli addentellati di tale metafora, per me aberranti, sono essenzialmente:
- tra un negro e un bianco intercorre la stessa differenza che ravvisiamo tra un coniglio e un ghepardo;
- la convivenza tra razze così diverse può avvenire solo grazie alla repressione costante degli istinti dei carnivori (i bianchi) sugli animali più deboli (tutte le altre minoranze). Sotto quest'ultimo aspetto, una scena tagliata rivelava come la pax tra gli animali fosse garantita da un collare, che inibisce gli impulsi predatori mediante scosse elettriche. In ogni caso, non si capisce nemmeno di cosa possano nutrirsi i predatori pacificati: è possibile (forse auspicabile) che nei supermercati di Zootropolis si venda la carne dell'unica razza che non compare nel film, ossia quella umana.

Ma si sa, l'utopia di qualcuno è la distopia di qualcun altro.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1767171
il discorso su quanto tu e i redattori del guardian siate fissati sul colore della pelle

eh si, è proprio una patologia di noi altri.
vorrei sapere esattamente quale rilevanza possano mai avere le differenze biologiche che io e i redattori del guardian tanto neghiamo (ma quandomai poi), tu hai mai bevuto una birra con una persona appartenente a un'etnia diversa dalla tua? ma di cosa cazzo stai parlando? il ritenere sconveniente il giudicare etnie diverse dalle proprie mi pare semplicemente conseguenza del fatto che qualche anno fa alcune etnie, giudicando delle altre etnie, hanno pensato bene di farne fuori sei milioni di esemplari.
e quindi oggi, le etnie che sono state a loro tempo frustate, schiavizzate e sterminate non hanno un cazzo di voglia di farsi dare gli stessi nomignoli che quelle etnie gli davano mentre li sterminavano. dici che ha senso?

sulla questione del film di cui parli non so nulla e non l'ho mai visto, da come lo descrivi sembra una merda, ma la cosa più importante è che non c'entra proprio un cazzo, e che stai girando il frittatone in maniera imbarazzante.


il pwnezzatore::1767172
vorrei sapere esattamente quale rilevanza possano mai avere le differenze biologiche che io e i redattori del guardian tanto neghiamo (ma quandomai poi)
Allora dovresti leggere "Il mito del sangue" di Evola, dove si prendono in considerazione, confutano e parodiano le teoriche del razzismo c.d. scientifico, formulate nel corso dell'800 e riproposte durante la prima metà del secolo successivo in salsa völkisch.
Ai fini di Dunkirk, come ti vado ripetendo da mesi, le differenze biologiche non contano perché la rappresentazione non è obiettiva ma metafisica e trasfigurante: a questo proposito, dovresti forse incazzarti per la mancanza di negri di rilievo in film con maggiori pretese di realismo, come Salvate il soldato Ryan o Fury.
Ma anche se Dunkirk fosse stato ambientato lungo le coste africane, e Nolan avesse deciso di utilizzare solo attori scozzesi panciuti e scostumati come metafora dello sciovinismo patriarcale, comunque non potrei sopportare questa lagna liberal che richiede a gran voce più negri nelle pellicole.
Per quanto mi riguarda, le differenziazioni tra razze in termini strettamente naturalistici rientrano a pieno titolo in quello che Trockij definiva "materialismo biologico", cioè vile determinismo e immanenza.
Bada bene: il modello di meticciato che oggi viene propugnato rimane comunque da rigettare integralmente, non tanto per i suoi connotati biologici, in sé irrilevanti, quanto per le costruzioni ideologiche che a monte lo giustificano, e lo rendono simile a una sorta di frenetico orgy-porgy del consumo realizzato su scala globale.
il pwnezzatore::1767172
da come lo descrivi sembra una merda
Puoi ben dirlo, ma ha l'unico merito involontario di rivelare la slavina di cagarella fumante che sta diventando la questione razziale negli USA, altro che gli horror con i negri dagli occhi a palla.

Svegliatemi per l'apokatastasis


non vedo come si possano mettere nei film più negri di quanti ce ne sono già. io ho vissuto per molti anni senza mai vedere un negro se non in televisione. in effetti per diverso tempo, mentre cominciavano ad arrivare davvero i negri, mi sono detto che forse uscivano dalla televisione.


gonzokampf::1767173
lagna liberal

ed ecco che qua si rivela l'arcano: la destra critica (quella protofascista) vede l'attacco al post-colonialismo e il riconoscimento di paritari status sociali a diverse etnie come una mera ideologia liberale, portando improvvisamente start-up, sinistra critica, marxista e anarchici sullo stesso piano, quello dell'anticapitalismo corrotto e venduto alla globalizzazione.
purtroppo sta roba è uno dei motori del dramma politico contemporaneo, e devo riconoscere che se siamo arrivati qui enormi responsabilità sono da attribuire proprio alla sinistra storica.


il pwnezzatore::1767175
ed ecco che qua si rivela l'arcano: la destra critica (quella protofascista) vede l'attacco al post-colonialismo e il riconoscimento di paritari status sociali a diverse etnie come una mera ideologia liberale, portando improvvisamente start-up, sinistra critica, marxista e anarchici sullo stesso piano, quello dell'anticapitalismo corrotto e venduto alla globalizzazione.
Per onestà intellettuale, con "liberal" volevo identificare al brucio tutta quell'area riformista-borghese che negli USA ha in agenda temi come riscaldamento globale, diritti delle minoranze sessuali ed etniche, e guida costose macchine ibride. Cioè forze che non c'entrano una beneamata fava con radicali, marxisti e anarchici, e più che start-up gestisce organizzazioni no-profit altamente professionalizzate.
il pwnezzatore::1767175
purtroppo sta roba è uno dei motori del dramma politico contemporaneo, e devo riconoscere che se siamo arrivati qui enormi responsabilità sono da attribuire proprio alla sinistra storica.
Io la vedo così: le battaglie sociali combattute a cavallo tra gli anni '60 e '70 del secolo scorso, figlie del benessere post-bellico, hanno delineato nuovi paradigmi di consumo. La conseguenza imprevista (?) è che le libertà così acquisite sono state utilizzate o capitalizzate non da tutto il pueblo, ma da pochi e selezionati power-user, generando così competizione, e inevitabile frustrazione da parte della massa degli esclusi.
Si confronti, al riguardo, la nota parabola scottiana della Minetti che utilizza le libertà conquistate per poter fare il troione senza temere la riprovazione sociale, mentre la femminista odierna si fa crescere i peli sotto le ascelle per manifestare il suo livore.
Le forze progressiste sono quindi precipitate nel dilemma: da un lato non potevano sconfessare le conquiste già raggiunte, dall'altro dovevano lamentare l'assenza di interventi redistributivi. Il conundrum si è aggravato nel momento in cui i cicli di benessere hanno iniziato a esaurisi, restringendo ancor di più gli spazi di inclusione sociale e economica.

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tutto questo comunque sempre su una base nazionale, dove l'inclusione sociale è si da garantire attraverso politiche della casa, del lavoro e via dicendo, ma a fronte delle sicurezze offerte dal passaporto.
il fascismo insomma.


http://www.imdb.com/title/tt2406566/

che dire: un film ben realizzato, soprattutto sul piano estetico, dai personaggi agli ambienti alla musica, che non bisogna mai aspettarsi verosimili ma rielaborati con un tocco di glamour. alcune cose non stanno tanto in piedi a berlino est, ma tutto quello che circonda la splendida figura di lorraine è coerente e credibile per quel che ci si può aspettare da un film d'azione. d'altra parte sono proprio le scene d'azione a rappresentare il vero neo di questo lavoro, sul quale a tratti incombono le ombe di un john wick (film che considero esempio di brutta azione). la trama sarebbe interessante se non fosse resa più complicata di quel che è da una regia non sempre all'altezza. in conclusione ammetto di aver apprezzato questo film soprattutto per l'interpretazione della theron che è veramente brava e bella.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


rodolfo::1767962
l'interpretazione della theron che è veramente una roba che ti cascano le palle degli occhi.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


ma in senso negativo? perché io non ho proprio un fetish per la theron, ma qui è veramente da paura e recita benone
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rodolfo::1767981
ma in senso negativo?


Ma scherzi? In senso positivissimo.
In questa pelicula è la fine del mondo praticamente in ogni scena (EHI RAGA, C'E' ANCHE LA SCENA LESBO CON LA THERONA !1!!)

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ma abbiamo stabilito se il corridore spada è sdoganato dall'interpretazione femminista o al contrario indicato col dito come esempio del diabbolo?


non so di cosa stai parlando ma rispetta il topic di questo thread
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blade runner


il vero problema di blade runner 2049 è essenzialmente la sua altissima dimenticabilità. non dice nulla sulla questione originale e quel che dice abbozza una nuova storia a livello teh matrix (non proprio ma insomma un classico canovacco alla spartacus). è un'escrescenza, che associata al vecchio film appare asimmetrica, defome, atrofica. si preferisce ignorarla.
con tutto ciò non è nemeno un brutto film. è semplicemente un altro film, molto più modesto, senza ambivalenze. non c'entra granché.
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che nonostante tutto é un bel salvataggio in corner.


il vero salvataggio è non fare il sequel (come del resto il vero sballo).
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che ci vuoi fare é il capitalismo


rodolfo::1767962
d'altra parte sono proprio le scene d'azione a rappresentare il vero neo di questo lavoro, sul quale a tratti incombono le ombe di un john wick (film che considero esempio di brutta azione).
La mia prospettiva è speculare: tutto l'intreccio spy risulta farraginoso, inutilmente complicato e svolto sulle basi di una sceneggiatura eccessivamente parlata, che in molti punti non riesce a sostenere il ritmo fluente di un montaggio un po' paraculo. Anche la colonna sonora, che pure mi aveva attirato alla visione, scade nella sindrome da playlist spotify "synthpop'80s".
Au contraire, le promesse vengono mantenute per quanto riguarda le coreografie di mazzate che rappresentano il segno distintivo di Leitch, ex stuntman passato alla regia. Come avevamo già apprezzato nella sorpresa JWick*, opera prima del nostro, ritroviamo gli scontri fisici contraddistinti da una propensione estrema verso il realismo: quindi colpi brevi colpi portati con ferocia, massima interazione con gli ambienti e le suppellettili dei disadorni appartamenti di Ostberlin, e lunghi momenti durante i quali i combattenti rifiatano o semplicemente si riprendono dalle botte ricevute.
Mentre però Keanu Reeves in John Wick, anche senza essere un peso massimo, se la giocava sostanzialmente ad armi pari, qui Leitch si diverte ad accentuare l'asimmetria tra i limiti oggettivi del corpo femminile dell'eroin* Theròn vs gli energumeni dal doppio taglio da lei diligentemente saccagnati. È evidente come sia stata interiorizzata la lezione intellettuale di The Raid, pur al netto delle specificità del silat indonesiano.
Il tutto ci viene mostrato in piano-sequenza contraddistinto da movimenti di macchina morbidi, avvolgenti, lontani anni luce dallo stile marvel, dove shaky cam e montaggio frenetico impediscono agli anziani in sala (scotto & me) di capire cosa stia succedendo.
Rimane comunque la considerazione che queste scene d'azione non segnano, nel caso di Bionda Atomica, uno sviluppo narrativo cruciale o una crescita della protagonista particolarmente significativa. Senza risultare eccessivamente severi, può affermarsi che l'esperienza del film alla fin fine sia riducibile a queste due clip (1, 2) accompagnate magari dai Flock of Seagulls come sottofondo.
Ad ogni modo, la gradevolezza dell'ambientazione, la fotografia algida e lattiginosa, nonché soprattutto la fisicità della protagonista impediscono ad Atomic Blonde di scendere sotto il 5.


* non parlerò del deludente capitolo 2 uscito quest'anno.

Svegliatemi per l'apokatastasis


gonzokampf::1768186
Ad ogni modo, la gradevolezza dell'ambientazione, la fotografia algida e lattiginosa, nonché soprattutto la fisicità della protagonista impediscono ad Atomic Blonde di scendere sotto il 5.
mi ripeto ma sono le cose che me lo fanno salvare, pur includendo le frivolezze che citi, comunque funzionali al ritratto underground-chic che è al centro del film. l'iperrealismo presunto dell'azione, che secondo me non è iperrealismo ma una roba finta che usa l'odierno linguaggio "tecnico" del menare, alla fine non mi dice nulla, oltre ad essere inutilmente ripetitivo. belle senz'altro alcune sequenze, tra cui la prima che proponi, ma significativamente - per me - di solito all'inizio o nelle chiusure, non nel vivo.
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Anzitutto: sigla!
Arofnosky è un cialtrone. I segnali erano del resto già tutti visibili nella sua opera d'esordio e, ad oggi, dei suoi salvo unicamente The Black Swan e Requiem for a Dream. Anche nelle sue opere più riuscite, comunque, non può nascondersi la fondamentale ingenuità del Nostro, ogni volta convinto (?) di aver elaborato metafore trascendentali con la fede incrollabile di un edgelord 14enne: proprio in The Black Swann, la semplicità dell'assunto di fondo rappresenta un punto di forza che sostiene l'intera narrazione e le sue ambiguità.
mother! inizia come una sorta di dramma d'interni, con un estraneo (Ed Porcodio Harris) che arriva a turbare la quieta vita di coppia di Bardem e Lawrence. Quest'ultima non sembra gradire l'intrusione e la bromance che subito si instaura tra l'ospite imprevisto e il marito. Le tensioni si acuiscono quando Ed Harris viene raggiunto da sua moglie, Michel Pfeiffer aka la milf di Dio, fino a che...
A questo punto A., dopo aver disseminato di impacciati sottintesi tutta la narrazione, perseguendo la medesima idea di thriller psicologico che potrebbe avere un tredicenne intento a fare zapping in cerca dei soft porn su 7 gold il sabato sera, decide allegramente di fregarsene, e buttarla apertamente in caciara.
Nuovi ospiti, introdotti dal campanello à la Bruno Vespa, arrivano a visitare la casa di Madre. Anzi, un sacco di ospiti inattesi, irrispettosi, indisciplinati che fanno tremolare di turbamento le guanciotte della protagonista eponima.
Si susseguono quindi situazioni grottesche riproposte in maniera ricorsiva, che contribuiscono a un minutaggio quasi insostenibile. Non vengono ovviamente risparmiate continue strizzate d'occhio al Poe de La Caduta della Casa degli Usher, a Kafka, a Rosemary's Baby etc. per soddisfare le basse velleità del pubblico.
Il finale, che incredibilmente molti hanno considerato spiazzante o disturbante, costituisce il degno epilogo di una storia scritta in maniera claudicante, e che ben avrebbe potuto essere contenuta entro le dimensioni del cortometraggio/videoclip/installazione artistica del cazzo.
Voto: 3,5/4.

Svegliatemi per l'apokatastasis


ottima recesione che va a vellicare la mia perversa predilezione verso i maestri del cagare ad alto budget
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gonzokampf::1756365
Anche in questo caso trattasi di film trasmesso nelle nostre sale cattolico-romane solo nel 2017.
non male e ottimo keaton almeno per ciò che la pellicola esigeva. basti dire che per me questo film è quasi un capolavoro rispetto a quella pomposa pippa esistenziale che risponde al nome di birdman.
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rodolfo::1768306
quella pomposa pippa esistenziale che risponde al nome di birdman.


ahah, il film più odiato da rodolphe nella storia del cinema (e condivido, eh)
autostrada con le scale
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chi è che ha recensito logan? (mangold, 2017)
mi pare che qualcuno l'avesse visto. beh, a me è parso una mezza cagata e pure noioso.
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a me era piaciuto, ma non moltissimo. di sicuro al di sopra degli standard marvel.


rodolfo::1768969

chi è che ha recensito logan? (mangold, 2017)
mi pare che qualcuno l'avesse visto. beh, a me è parso una mezza cagata e pure noioso.


ricordo un f205v entusiasta
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non riesco a trovare la rece perché evidentemente non è stato debitamente compilato il fielt title come PORCODIO È LA LEGGE, comunqie gli concedo un cinque per gli sforzi profusi, ma a me ha annoiato e l'ho trovato pure inutilmente patetico con i nostri eroi colle pezze al culo e la dialisi.
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Stai invecchiando (male), poichè la suddetta rece fu oggetto di decussa con successivo, breve, battibecco.

Se debitamente contestualizzato "Logan" non è poi così una merda. Contestualizzare significa considerare che è tratto da una graphic novel (danci perdonami) nella quale lo sfracello gerontologico dei protagonisti nonchè il realismo granguignolesco hanno un loro perchè, quando li si consideri contrapposti alla statica e plastificata stagnazione temporale delle normali serie fumettistiche.
Detto questo, i neuri spesi per vederlo al cine un po' mi sono dispiaciuti, non ostante la mia proverbiale e signorile prodigalità.
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il tubone::1769009
hanno un loro perchè
ma insomma. a parte che stai dicendo che va considerato come una graphic novel e non come un fumetto, concetto che faccio fatica a elaborare. ma mi va benissimo che sia lo spin off di un partcolare segmento narrativo che si chiama old man logan, distopia e cazzi e mazzi; il fumetto può essere strepitoso (narrativamente ne dubito) ma il film è pomposo, patetico e racconta poco o un cazzo, fallendo oltretutto nel coinvoglerti con una storia interessante e una seria caratterizzazione di buoni e cattivi diversa da un semplice inseguimento dalle motivazioni poco chiare o comunque banali. anche la regazzina è un pretesto mal sfruttato. altri compaiono per schiattare. semplicemente noioso.
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rodolfo::1769013
ma insomma. a parte che stai dicendo che va considerato come una graphic novel e non come un fumetto, concetto che faccio fatica a elaborare.


Capisco. Ho poco tempo per sviluppare adeguatamente il concetto.
Voglio dire che, normalmente, i film tratti dalle storie a fumetti hanno fatto sempre pressochè cagare, senza eccezioni (nessuna).
Sicuramente non è un caso ed anzi, sono convinto che il fenomeno sia dovuto alla differenza strutturale del medium.
Detto questo, Logan sicuramente poteva essere peggiore e la GN, che non ho letto, sicuramente ha un suo perchè nel mondo della carta.
Poi, per il resto, sono d'accordo con te: è una pellicola inutile.
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serve forse per chiudere (ingratamente) un franchise che - ammetto il mio limite - mi ha sempre fatto piuttosto cagare. diciamolo: sta storia degli x-men, mutanti caratterizzati da poteri astrusi, troppo specifici o palesemente ridicoli (diventare blu, volare, congelare il cazzo, ruttare forte) è - in sé e per sé - uno zombie narrativo, elaborato in altri anni con l'idea di rivampare una precedente generazione di supereroi che all'epoca non si sapeva ancora bene come riesumare.
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Ahimè, ho l'impressione che l'unica cosa ad essere chiusa sia la partecipaione del Jackman al suddetto franchise che invece, dal punto di vista quantitativo, offre uno spavento di materiale.
Ma ben altri supereroi ancor più demenziali (i guardiani della galassia in primis, roba che sceneggiatori e disegnatori realizzavano sotto l'influsso di droghe psichedeliche alla fine degli anni 60) hanno goduto di rinascite cinematografiche più che godibili mentre, sia il filone xmen che tutto l'ambaradam della DC comics (batmanni, supermanni e wonderwomanni), hanno sempre fatto cagare senza remissione.
Comunque è tempo di voltare pagina (aspettando la sesta trilogia di stawars)
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il tubone::1769022
hanno sempre fatto cagare senza remissione.


Mi correggo parzialmente: il batman di nolan, in alcuni rari sprazzi, non ha fatto TOTALMENTE cagare.
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io l'altro giorno ho rivisto il primo batman, quello dove joker chiede "danzi mai col negro nel pallido plenilunio?", e devo dire che mi é sembrato ancora un bel film, decisamente superiore ai successivi.


il tubone::1769022
ben altri supereroi ancor più demenziali (i guardiani della galassia
che invece ho trovato passabili
il tubone::1769022
anno sempre fatto cagare senza remissione.
batman = ok entro certi limiti, ma ha saltato tantissimo lo squalo e non lo reggo dall'ultimo di bale
superman = cazzatone coi fiocchi ma il primo episodio godibile
scotto::1769024

io l'altro giorno ho rivisto il primo batman, quello dove joker chiede "danzi mai col negro nel pallido plenilunio?", e devo dire che mi é sembrato ancora un bel film, decisamente superiore ai successivi.
basta porcodio
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tra l'altro vogliamo dirlo che con tutti i poteri passati in rassegna dagli x-men in quindici anni non si è visto il potere più utile e ambìto?
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"Quel povero negro sul muretto. Guardatelo
Guardate quel povero negro. Guardate quel povero negro... sul... muretto
Fottilo... fotti il negretto sul muretto...
L'uomo nero è... il... dia.. diabolo ?"


Dovrebbero far resuscitare i cavalieri dello zodiaco, che solo a pensare al mio andromeda da 22kg in acciaio inox mi viene da piangere (ero infatti già allora gay)


Tra l'altro ho sempre pensato che, tra tutti i personaggi un po' stucchevoli e inutili dell'universo x-men, fosse proprio il vecchio wolvie ad avere il potenziale più alto.
Fu infilato in una storiella una quarat...trent... boh, un tot di anni fa come personaggio assolutamente marginale e ridicolo, un cattivo. Alla fine dei settanta la testata X-Men rischiava di chiudere (come la Marvel di fallire o peggio assorbire dalla DC) ogni cinque minuti, per cui ad ogni numero s'inventavano di tutto. Wolvie era destinato al cestino come l'uomo-colla o il missile-umano ma invece, forse perchè era l'unico super-canadese, un autore canadese (John Byrne, il medesimo responsabile della resurrezione di Superman negli anni 90) lo prese e cominciò a raffinarlo, fino a farlo diventare, insieme ad altri autori successivi (il solito F. Miller in primis) un tipo interessante. Intanto, anche se non si poteva mostrarlo per via della famosa etichetta CCA (Comic Code Authority, una storia a parte, le idee del Wertham, l'America ipocrita e paranoica degli anni '50), si sapeva che Wolvie i nemici li affettava, li sventrava, non gli paceva mica pi-pum sulla faccia, nè li appendeva con le ragnatele. E poi era, tra tutta quella carta, uno dei pochi, forse l'unico a possedere una certa tridimensionalità. Stava coi buoni, ma poi non sempre e non era corretto, fumava e beveva e mandava affanculo. Oggi sembrano cazzate ma trent'anni fa sui fumetti americani mica tanto. E poi era un reduce, sempre. Di quale guerra? Beh, ziocane, di tutte, è immortale. Anche di quella di secessione. Della seconda guerra e di sicuro del vietnam.E anche l'immortalità non era quella solita dei supereroi. Era immortale con lo spleen, la rottura di palle di chi ha visto tutto. Insomma, s'è fatto un sacco di fan.
Al cine ha sempre fatto cagare. Anche lì, secondo me, per cercare di non far scappare gli undicenni (o almeno i genitori degli undicenni). Storie proprio del cazzo, dalla prima all'ultima. Con "Logan" credo che la prima intenzione fosse quella di togliere la fodera agli artigli, per una volta e certo, di macelleria ce n'è un bel po', ma ancora una volta si gira a vuoto.
Comunque non il peggior cinecominc della storia e nemmeno tra i peggiori.

rodolfo::1769025
che invece ho trovato passabili


"Invece" perchè. A me hanno divertito un sacco (il primo, il secondo non l'ho visto). Demenziali erano le storie a fumetti dei Guardiani.

rodolfo::1769025
batman = ok entro certi limiti


Infatti. Sempre di Nolan parliamo, perchè tutto quello che viene prima è merdone puro, inclusa la tanto osannata versione di Burton.

rodolfo::1769025
superman = cazzatone coi fiocchi ma il primo episodio godibile


mmah.
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questo natale ho avuto -per motivi assolutamente irrintracciabili e comunque indicativi di diversi problemi che ho- il coraggio di guardare the punisher la serie e vi garantisco che é molto peggio di quello che pensavo, é praticamente un incubo.


il tubone::1769059
la tanto osannata versione di Burton.
per me inguardabile da sempre. so di essere in disaccordo con numerosi pezzi da novanta.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


rodolfo::1769067
per me inguardabile da sempre.

ma ovvio, non scherziamo


il pwnezzatore::1769066
ho avuto il coraggio di guardare the punisher la serie

Io non lo ebbi, PERÒ ho visto il corto con Thomas Jane e non me ne pento affatto (c'è anche un ottimo Ron Perlman). Se non l'hai veduto e t'avanzano 10 minuti potrebbero essere ben spesi.
There's no morality in being good looking
(L'ultimo dei boia da cani)


Mah, è in effetti meglio di qualsiasi cosa vista nella serie, ma sospetto che sia proprio the punisher a farmi cagare fortissimo


se parlate di serie qua dentro io vi cago nel sangue
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


CR siamo stati sgamezzati.


Il mio sangre è lindo, caro pownezzatore, parlavo infatti di un corto (che non è lungo, e questo ve lo concedo) autoprodotto a stipendio zero come reazione al fatto che il "lungo" originale aveva fatto cagare financo i suoi stessi protagonisti.
There's no morality in being good looking
(L'ultimo dei boia da cani)


insomma adesso che lo sbirro arriva e ci sgama tu ti tiri indietro e mi lasci da solo a farmi cagare nel sangue? bella persona.


Pugnezzatore, mi sangre es tu sangre. anche tu comunque ci metti del tuo, una serie piú di merda non potevi trovarla, almeno fammi violare la legge per una cosa veramente bella, veramente iusta.
There's no morality in being good looking
(L'ultimo dei boia da cani)


Quanto poco amore


L'amore è negli occhi di chi guarda
There's no morality in being good looking
(L'ultimo dei boia da cani)


dici i 4 idioti anonimi?


francesco::1765664
rodolfo::1765649

(il secondo horror riuscito che recensisco qui)


rod, qual è stato il primo?

giusto per capire se guardare o meno 'sto get out


visto ieri sera.
non so che pensare, un po' sempliciotto direi, non decolla dove dovrebbe decollare, troppo esasperato dove dovrebbe suggerire.
però l'asciuttezza di alcune scene m'è piaciuta.
attori bravi, ma a questi livelli sarebbe raro il contrario.

"it follows" è un'altra roba.
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.


CR 13::1769196

il pwnezzatore::1769066
ho avuto il coraggio di guardare the punisher la serie

Io non lo ebbi, PERÒ ho visto il corto con Thomas Jane e non me ne pento affatto (c'è anche un ottimo Ron Perlman). Se non l'hai veduto e t'avanzano 10 minuti potrebbero essere ben spesi.
porcodio che merda


strizzando l´occhiolino al trend lanciato da stranger things, il ritorno (noiosissimo) dei thriller per ragazzi anni 80/90 in stile goonies, netflix impacchetta un prodottino gradevole e lo affida all´esordiente Kevin Phillips.
Un gruppo di adolescenti passa dal fancazzismo alla tragedia, innescando una serie di eventi a catena tra i quali cercano di districarsi.
le premesse non sono per forza esaltanti e la sceneggiatura é abbastanza banalotta e prevedibile. detto questo phillips é capace di impiegare decentemente la macchina da presa, e qualcuno con un briciolo di tatto sembra essersi occupato dei dialoghi, ben costruiti e plausibili, cosí come della costruizione dei personaggi, aiutati da una scelta azzeccata degli attori. il risultato é una visione quantomeno capace di intrattenere lo spettatore per il tempo necessario a raggiungere i titoli di coda.
la ricostruzione della vita di cittadina americana anni 90 é credibile e poco spiattellata (come appunto in stranger things).
é un film che non consiglierei agli amici piú cari, ma per una domenica di disimpegno cerebrale é un prodotto ok.*
6,5/10.

*che é poi l'obiettivo nr.1 di una marea di prodotti netflix, mostruosamente allineati in forma e contenuto.


allegrodemiurgo::1769325
porcodio che merda

Lieto che abbia incontrato il tuo favore
There's no morality in being good looking
(L'ultimo dei boia da cani)


allegrodemiurgo::1769325
porcodio che merda


modup
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)


Tutto ciò mi sta dunque valendo la famigerata gragnuola di stronzi in bocca. Al netto delle argomentazioni dei detrattori, assai succinte a dire il vero, mi ritiro in buon ordine nel suddetto thread.
There's no morality in being good looking
(L'ultimo dei boia da cani)


Di questo qui, ragazzo prodigio del cinema “indipendente” americano, ho visto il giustamente celebratissimo “Boyhood” e lo scanzonato, spassoso “School of Rock” che, se pure non avesse alcun pregio (ma ne ha), come minimo ha il merito di farti tirar fuori qualche vecchio vinile degli ACDC.
Last Flag Flying non è uscito in Italia e forse non lo farà, ma i potenti mezzi offerti dalla tecnologia del 21° secolo nonché alcune pratiche magiche inaccessibili ai non iniziati ne rendono possibile la visione in lingua originale, che è anche meglio.
La storia (che non riassumerò perchè non si fanno le rece riassumendo i filmi) non è, di base, proprio originale. Il film è ambientato nel 2003: tre vecchi fratelli in armi, VietNam's vets, si incontrano di nuovo per fare un viaggio dal punto A al punto B ed in mezzo succede tutto quello che deve succedere perchè esista una storia da raccontare. Insomma è un road movie, un classico americano. I tre personaggi, impersonati da Steve Carell (Doc), Bryan Cranston (Sal) e Laurence Fishburne (Mueller), sono cambiati nel tempo ma, come detta il canone del road movie, una volta riuniti ritrovano velocemente le antiche dinamiche interpersonali. Doc è quello tranquillo, Sal è quello casinista e Mueller, il moderato, un tempo inesaribile fornicatore, è divenuto un pastore che, in compagnia di Sal, riesce solo a stento a mantenere la maschera di compostezza e ieraticità costruita faticosamente negli anni dopo la guerra.
Anche qui siamo nei limiti imposti dalla consuetudine.
Il film, il cui cuore è straziante e drammatico, non costruisce alcun climax e non concede una catarsi liberatoria, ma procede meticolosamente alla ricostruzione della memoria (delle memorie) attaverso un distillato di ricordi condivisi, recintati in spazi banali e comuni come una sala d'aspetto , un motel, i sedili di un treno, composti, come quelli di ciascuno di noi, di verità e di menzogna, di rimpianti e di fierezza al cui centro però domina oscuro un agglomerato di rimorso (e di rimosso) che accomuna tutti e tre i protagonisti e che alla fine non potrà essere eliminato mai (l'assenza della catarsi).
Dunque è un film che parla del tempo, un elemento che diviene consistente solo attraverso una convergenza di esperienze tristemente simili (quella dei tre compari e quella del figlio di Doc e del suo compagno d'armi).
L'altro tema è quello del patriottismo ed anche qui la sottigliezza con la quale è trattata la materia riesce a coniugare l'amore per la patria con il disprezzo per i governi e le gerarchie, organismi freddi e levigati come il personaggio che li rappresenta nella pellicola, preoccupati sempre di appianare l'inappianabile, di rimuovere l'elemento disturbatore, che incidentalmente è quello propriamente più umano. L'amore per il paese e per il corpo dei marines espresso dai personaggi stessi a più riprese non è quello patriottardo, rozzo e pomposo di un Gibson, tutto americano/hollywoodiano, ma è una barriera fragile eretta con consapevole disincanto contro la perdita d'identità di un paese intero in uno dei suoi momenti più tristi. Di nuovo, come nei '70, il tempo, circolare.
Mi sto dilungando troppo.
Tecnicamente è un manuale: tre recitazioni di altissimo livello, una migliore dell'altra. Carell straordinario, Fishburne solido, Cranston semplicemente irresistibile. Dialoghi assolutamente brillanti, la vera ossatura del film e lo spartito suonato alla perfezione da Linklater per dire quello che vuole dire. Il dosaggio dello humor è apparentemente troppo alto per un film drammatico, ma in verità non è così. Si sorride ed in almeno un paio di occasioni si ride apertamente a crepapelle, ma senza che l'essenza dello script si perda, senza che venga meno il persistente retrogusto amaro.
La scena finale è straordinaria.

Voto 7,5/10
autostrada con le scale
avocado saponetta
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(allegrodemiurgo)


ottima recensione di un film che però - temo - può potenzialmente fare più cagare di quanto il tuo entusiasmo ti abbia concesso di adombrare
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
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Se l'hai visto potremmo discuterne in un cineforum eretto alla bisogna.
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Cuesto film è bello che m'è piaciuto.
Fa ridere, fa piangere ma anche pensare non è per tutti e però non finisce bene manca la fine.

Pero è bello.
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a londra annoh havuto una bella idea.


ma cosa è tipo le foibe?
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rodolfo::1771334

ma cosa è tipo le foibe?


Nope.
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ti avevo messo pure il caption


ah e scusate il numero settantuno non me lo ricordavo.
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comunque abbiamo capito dove sono finiti tutti i negri che mancavano in dunquerque


Nell'enorme tumore benigno che di anno in anno pretende più spazio nella tua scatola cranica?


in black panther.
aveva scritturato quindicimila negri per la scena dello sbarco ma poi il regista ha detto "aspettate, tutti 'sti negri mi sbilanciano i livelli di colore" e allora già che li avevano pagati hanno pensato di farci un altro film. avevano una sceneggiatura su un supereroe svizzero che difende la riservatezza dei conti della mafia ma poi capisce che bisogna condividere, allora hanno cambiato due righe, reso tutti i personaggi negri e spostato l'ambientazione in africa e ualà.


ah ragazzi ho visto un fracco di films recentemente, prima o poi riparto con una sequenza di merde fiammeggianti recensite
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Black Panther è in tutto e per tutto una cagata, non fosse altro per il fatto che ha dato modo all'orrido tritaminchia di parlare di negri anche nel thread del cinema.
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compila debitamente il field title
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No, dai, anche tu hai sboccato su John Wick 2 senza compilare nulla.
(il terzo sarà un capolavorone)
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no ma era solo un annuncio, non una rece
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gonzokampf::1764079

Prima scena del film: la protagonista eponima, di professione manager di una casa di videogiochi (violenti), viene stuprata nella sua casa alto-borghese. Dopo che l'aggressore fugge, la donna si immerge nella vasca da bagno, controlla l'emorragia, chiacchera tranquillamente con il figlio al telefono e ordina del sushi per cena.
Verhoeven aveva già affrontato il tema della violenza sessuale in Flesh+Blood, dove sullo sfondo delle guerre tra le Signorie italiane, si invertivano con mirabile perfidia i topoi della fanciulla illibata e dello stupratore malvagio.
Qui la tematica ritorna inserita in un più ampio affresco delle relazioni tra cinquantenni parigini, materia da commedia brillante che Verhoeven affronta con la proverbiale grazia di un elefante in cristalleria. Si assiste quindi a una carrellata di figure caricaturali - la madre preda di urge senili, il figlio che rappresenta la quintessenza della dabbenaggine maschile, gli amanti ridotti alla stregua di blandi tranquillanti - dalla quale emerge la protagonista, Elle, metafora vivente del femminino quale miscuglio indefinibile di ferocia e ravvivante intelligenza, incarnato da una Huppert mirabilmente invecchiata.
Il film soffre di problemi di struttura forse insanabili, che si avvertono soprattutto nella prima parte, e tutto il sub-plot giallo sull'identità del non così misterioso stupratore rappresenta un fallimento narrativo, per di più non necessario ai fini della trama. Il principale e forse unico pregio di Elle risiede quindi nella divertita scorrettezza con cui V. affronta una materia non sua, ne scarnifica la patina abbastanza lasca di presentabilità per riportarla ai suoi fondamentali: la carne e il sangue, Flesh+Blood, appunto.


Ho visto il film su Sky qualche sera fa e concordo appieno con la rece di gonzo, con l'eccezione dell'ultimo periodo.
A mio avviso il principale ed unico pregio del film è la Huppert che ne esce benone, reggendo in piedi quel pochissimo che sta in piedi in questo casino. Tutto considerato non è poco.
autostrada con le scale
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(allegrodemiurgo)

Il tubonskij ha sempre mostrato una lieve refrattarietà al codex asphaltianum cosa che d'altra parte lo ha preservato dai classici sintomi degenerativi che l'asphaltita di lungo corso manifesta, rimanendo per ciò un po' newbie. questa anamnesi non esclude tuttavia affezioni degenerative di altra natura, che anzi in alcuni casi sembrano probabili. (Rodolfo)