news :: La febbre del venerdì sera

la febbre del venerdì seraormai è ufficiale, due quarti dello staff dell'asphalto presenzieranno stanotte il primo meeting asphaltodonna. gli altri due quarti hanno da fare o sono troppo anziani per muoversi da casa con l'umidità che c'è in giro (per non parlare della brutta gente, poi). fozza fozza: libagioni, promiscuità e pratiche sibarite: l'asphalto praid non deluderà i presenti, consenzienti e non. per l'occasione ho creduto adatto un vestito che non sfoderavo dai tempi in cui la toscana la frequentavo in cerca di coppiette cui asportare il pube. credo che sia adatto a tutte le occasioni, ma d'altra parte conto di toglierlo prima della mezzanotte, anche solo per mostrare le mie nuove mutande che mi sono arrivate da una amica giapponese cui sto cercando, nei ritagli di tempo, di insegnare i rudimenti dell'igiene personale.

curiosamente nelle mutande di una dodicenne ci sto dentro bene. non dovrei esserne fiero, in effetti.

qui di fianco trovate una foto che hanno scattato a me e Ramone l'ultima volta che abbiamo avuto la febbre insieme. non credo sia il caso di dirvi che non sono quello in primo piano.



in altre nius: nonno, non ti preoccupare per noi: guida Ramone e io gli terrò compagnia raccontandogli di quando anche tu facevi delle cose ardite e movimentate ed eri giovane e forte e avevi ancora tutti i denti davanti. tira giù il plaid per la notte, nonno, che se prendi freddo ti fai la pipì sulle ciabatte di similpelle. eh eh eh, son bei momenti direbbe qualcuno.

news :: Post ambiguo.

E' tardi, ma potreste ancora farcela. Domani sera, in Toscana (che è un posto che non conosco ma mi pare sia un po' sotto Baggio), ci sarà il primo meeting ufficiale di asphaltodonna, al quale parteciperanno tante persone (o poche), tutte simpaticissime (o stronze), e fareste bene ad andarci (o no), soprattutto se non avete piani del cazzo per il finesettimana (o se li avete).

Tra le attrazioni segnalo Quel Gran Signore del Ramone, l'uomo il cui cranio aumenta l'albedo terrestre di qualche punto percentuale e, soprattutto, quelle gran gnocche delle asphaltodonne.

Correte (o rimanete calmi) finché siete in (o perché avete ancora) tempo!

news :: Lo spazio ghei

tekkaman, lo spazio gheiuna delle sensazioni più curiose che si accompagnano a forti stati febbrili è quella di riuscire a ricordare facce che credevo dimenticate. e siccome oggi nel forazzo dell'asphalto il revival impazza, allego il mio contributo per la gioia dei grandi e dei piccini. questo qui a destra ha popolato i mei incubi stanotte sebbene non potrei giurare fossero in qualche modo a sfondo erotico (ho sempre avuto il fetish del marziano). nondimeno, poichè le mie condizioni di salute non migliorano, è evidente che si tratta di sifilide o di febbre gialla (l'ho letto su focus: ho tutti i sintomi). che qualcuno chiami la guardia medica e me la mandi a casa (ho sempre avuto la vocazione del monatto).



impercettibili sfumature.

paracetamolo.

bruttafebbre.



ADieu

news :: L'antenne Mosse.

Come tutte le estati, a parte le ultime dieci o venti, anche questa volta ho dedicato un po' del mio tempo libero al cinema - cioè, vedere quei film che mi avevano incuriosito durante l'inverno ma che non c'avevo un cazzo di voglia di andare al cinema a vedere. E anche dei film di cui non mi fotteva un cazzo in prima istanza ma che erano esposti da blockbuster e avevano un paio di tette in vista.

Uno di questi (quelli che mi incuriosivano) era La Tigre e Il Dragone, e quindi ieri l'ho visto. Il mio verdetto è che si tratta di un film
GAY
come pochi. Un po' perché non si vede un paio di grandi labbra neanche a guardare con il microscopio, ma soprattutto perché il regista deve aver sentito parlare di suspense, tensione, colpi di scena, dialoghi interessanti - e deve aver pensato che fossero termini tecnici del genere porno.

Sti cazzo di musi gialli, mai una buona ne combinano.

news :: In guardia, medica!

Ore 00,15:



AD: UUUUU

Pgcd: cosa c’è, giovane?

AD: 40 di febbre

Pgcd: chiamiamo l’ambulanza

AD: no. ho 39 e otto, aspettiamo ancora

Pgcd: la febbve sopra i 39 è gvave. C’è vischio di danni celebvali pevmanenti

AD: adesso faccio un pediluvio

Pgcd: non cvedo che basti. Ma non c’è nessuno lì?

AD: no

Pgcd: chiama la guavdia medica

AD: non lo farò mai



Ore 00,30



GM: pronto, guardia medica

AD: pronto, guardia medica?

GM: si, qui guardia medica, sono la dottoressa Trasciatti. Dica.

AD: sono AgnusDei. Ho la febbre. Ho finito anche le medicine.

GM: ha misurato la febbre?

AD: trentanoveenove con la tachipirina già presa. Sta salendo, lo sento.

GM: quando ha preso l’ultima tachipirina? Compresse o supposta?

AD: alle nove circa di oggi. Compresse, putroppo.

GM: prego?

AD: niente dottoressa Sciatti, lasci perdere. Cosa devo fare, piuttosto?

GM: da dove chiama?

AD: da Milano

GM: intendo dire: abitazione, luogo di lavoro, locale pubblico?

AD: casa

GM: c’è qualcuno con lei?

AD: a volte, ma non adesso.

GM: a parte la febbre soffre altri sintomi?

AD: mi bruciano gli occhi e mi fa male l’attaccatura dei capelli.

GM: questi sono normali sintomi che si accompagnano agli stati febbrili

AD: io ho male anche alle ginocchia

GM: stia tranquillo, dolori alle articolazioni sono consueti…

AD: …e ai gomiti. Soprattutto ai gomiti

GM: guardi, signor AgnusDei, se ha febbre alta capita che soffra di tutte queste

AD: …non mi sgridi – però, eh, dottoressa.

GM: assolutamente. Le compresse le ha prese a stomaco pieno?

AD: si, però ho bevuto una birra e non vorrei che…

GM: per una birra, non ci sono problemi

AD: ne ho bevute due

GM: non si preoccupi, stia tranquillo e vada a dormire.

AD: come? non viene qui?

GM: sarebbe inutile, se anche venissi a valutarla non potrei prescriverle altro. Con la febbre non c’è niente da fare

AD: dottoressa, morirò?

GM: eh eh, non credo, non credo proprio. Faccia così, si tenga umidificati fronte polsi e caviglie. Se la temperatura sale sopra i quaranta chiami immediatamente il 118

AD: lo so, sono un volontario anch’io, solo che un conto è andare a prendere gli altri e un conto…

GM: …già, bene, mi richiami se non si sente tranquillo, adesso però cerchi si calmarsi.

AD: mi calmo o riappendo?

GM: riappenda.

AD: grazie dottoressa, buon lavoro.



Ore 02,45



GM: pronto guardia medica

AD: pronto, guardia medica?

GM: si, qui guardia medica, sono la dottoressa Moresi. Dica.

AD: sono AgnusDei. Ho chiamato prima per via della febbre. C’è la dottoressa Trasciatti?

GM: mi dispiace, è fuori sede in visita. Posso aiutarla?

AD: si. Dica alla dottoressa quando rientra che mi sono calmato. Riappendo?

GM: prego?

AD: mah, mi è sembrato ci tenesse. Riappendo.

news :: Bring on the night (I couldn't spend another hour of daylight)

Innanzitutto precisiamo. Non faccio parte di quelli che sclerano ad agosto dal caldo. Io sclero regolarmente. Tutti i martedi', caldo o freddo, sole o neve. Con la neve di piu, ma sono mesi che non ne prendo. Allora, ieri sono uscito dall'ufficio all'ora di pranzo, con una scusa qualsiasi ('sto uscendo' nel mio ufficio funziona benissimo) e non ci sono ritornato piu. Piuttosto ho ripulito la casa, e dopo sono uscito ancora, stavolta senza scuse e senza una meta precisa. Sono finito in corso venezia a guardare dal basso verso l'alto le statue di un cornicione di un palazzo di lusso. E mi sono chiesto "chissa' che bella gente che abita qui", poi sono passato dal portone e c'era un indiano con un pargolo indiano anch'esso. Sono rimasto un pezzo perplesso, ma poi ho pensato che erano belli a sufficienza, magari belli dentro, ma davano l'idea di belle persone. Felice di questo ed infelice per i cazzi miei, ho trottetellato oltre girandomi talvolta a guardare indietro, come fanno i cani quando ti passano avanti. Pensavo a cosa dovrei fare per essere felice. Non credo sia una questione di lavoro, dato che ne ho uno che puo essere considerato buono, e non lavoro in miniere. Non e' questione economica, dato che non rischio di rimanere morto di fame. Nel frattempo passo sotto ad un manifesto di MSN EXPLORER, domandandomi quale potrebbe essere la differenza fra quello e fra explorer normale. Eppure non e' nemmeno una questione sociale, se voglio so stare in societa' e conosco gente, anche se sono piuttosto riservato e poco amante delle folle. Quando attraverso questi sentieri della mia mente, che al contrario di corso venezia non sono abitati da bella gente, finisco alternativamente dentro ad una libreria e ad un negozio di dischi. Sono pieno di libri e di CD per questo ed altri motivi. La differenza e' che in queste occasioni acquisto esclusivamente roba assurda. Alcuna poi la scopro gradevole, ma e' raro. Fra i miei ultimi acquisti, svariati tomi di Barrow, un matematico inglese, con il quale ho scoperto di avere alcuni punti di accordo, solo che lui ci mette mille pagine a scriverli, io un attimo a pensarli ma non saprei scriverli, oppure il CD di Die Walkure di Wagner, perche talvolta scopro di ascoltare musica che non mi soddisfa ed il mio intimo vuole ascoltare qualcosa di una energia struggente. Trancemaster e' energico, ma nonstruggente. Wagner e' energico. E struggente. Piu alcuni notturni di pianoforte di svariati nomi noti, tanto noti che adesso non li ricordo, ma non importa. A parte queste frivolezze, dove voglio arrivare ? Non con questo post, intendo, nella vita. Mi sono reso conto che rischio di arrivare alla fine dei miei giorni avendo fatto tutto, e dico famiglia, lavoro, danaro, soddisfazioni, obbiettivi infranti, ambizioni superate e quant'altro. E' che non so effettivamente dove sto andando, fischiettandomi in testa la cavalcata delle valchirie, e mostrando un aspetto rilassato e sereno mi sono reso conto di non essere in pace con me stesso e non so per quale motivo, senza nemmeno aver mai litigato. Con me stesso intendo. Devo sempre aver qualcosa da fare, un po come l'uomo della folla di E.A. Poe, finche faccio parte di un meccanismo socio-economondano va bene, ma quanto il mio ego decide di prescindere da tutto questo, che ne e' di lui ? Tutto quello che vorrei e' capire l'ontologia del mio IO, non al momento in cui e' rapportata ad un sistema, con il quale competo, ed anche bene. Da solo. Non io e lui. Lui. Chi e' lui ? E' gia difficile pensare a cercare di risolvere questo enigma, perche sono cosi' tanto abituato a pensare a cose irrilevantemente quotidiane che non riesco a prescindere da tutto il resto e pensare solo a lui. Che forse sarei io, ma non ne sono sicuro. Sono costantemente distratto da qualcosa, dalla vita ad esempio e non riesco a concentrarmi su questo. Eppure so che c'e' un punto d'arrivo. Se solo ci arrivassi vicino potrei capire e probabilmente restarne appagato. Forse. O forse no. Credo che non avrei dovuto prendere cosi' tanta psilocibina tutta assieme lo scorso anno. Perche dopo quella volta mi sono rimasti alcuni interrogativi in testa. Che anche questa volta sono riuscito ad affogare, con cinquantottomilalire di sushi. Ed un bicchiere d'acqua.



Riassunto: Chi sono ? Perche sono nato ? Perche vivo ?

news :: Gens maschia

I maschi si dividono in due categorie: quelli che aggiustano da soli le tapparelle e quelli che le tengono rotte; quelli che comperano i mobili all’ikea e si chiudono in casa fino a che non sono riusciti a fissare correttamente le mensole sopra il letto e quelli che se ci provassero verrebbero decapitati nottetempo; quelli che il sabato mattina lavano la macchina e poi l’asciugano a mano e quelli che non si ricordano nemmeno di che colore è nè dove l’hanno parcheggiata. Ci sono uomini che cucinano e altri che mangiano, uomini che imbottigliano e altri che bevono, uomini che sporcano e uomini che scopano, alcuni addirittura per terra. Conosco uomini che attaccanno adesivi assurdi sul paraurti della macchina alla nascita del primo figlio e altri che se potessero ci attaccherebbero il figlio. Uomini che se li porti in giro per negozi si divertono quasi e comunque se piace a lei piace anche a me e altri che piuttosto che cercare i saldi ai grandi magazzini si infilerebbero un autoarticolato di lasonil nel culo, cominciando dall’omino michelin appollaiato sopra la cabina di guida. Ci sono uomini che cara ti faccio il letto e altri che piuttosto ti faccio male, uomini che cedono volentieri il telecomando e altri che è inutile che guardi il menù dei programmi perché giocherà sempre il milan per vent’anni tutte le sere a partire da adesso. Uomini che ascoltano e uomini che no, uomini che stirano e uomini che no, uomini che vanno a prendere i figli a scuola e uomini che no che non è il nostro Luca questo qui, coglione, ti avevo detto la classe rossa, dove cazzo sei andato a recuperarlo? Uomini che si ricordano compleanni e anniversari e uomini che si ricordano di dimenticarseli, uomini che ti aprono la portiera davanti al cinema e uomini che ti aprono la cerniera dentro al cinema, uomini gelosi e uomini indifferenti, uomini con il pallino del giardinaggio e uomini con quello del fisting estremo (i primi, si può dire, producono per i secondi i buoni frutti della terra). Uomini che scrivono poesie alle donne che vorrebbero uomini che sappiano scorreggiare la traviata davanti alle prorpie amiche, e uomini che sanno scrivere soltanto devo uscire anche di notte con la vernice bianca sulla claire del box. Uomini con il fiato corto e uomini con il fiato pesante, uomini circoncisi e uomini che non sanno cosa vuol dire, uomini dolci e uomini stupidi, uomini attenti e altri confusi, uomini consunti, uomini consapevoli, uomini che si fanno male e uomini che soccorrono.

Uomini che fanno l’asphalto e uomini che lo leggono: le donne dicono di amare i primi ma poi alla prima occasione si accoppiano con i secondi. Io no, io me li farei entrambi.

news :: Butanasìa

Da quando la segretaria Loredana è stata data in pasto ai maiali, le presenze femminili in redazione si sono assai diradate. Vuoi perché Speedy non c’è quasi mai (per quello che ne so io è tuttora bloccato alla frontiera honduregna per questioni di traffico internazionale di stupefacenti e contraffazione di marchi famosi), vuoi perché il capo si è messo in testa che le donne bruciano i neuroni, fatto è che per vedere due cosce senza peli in orario di lavoro si è costretti ad arrampicarsi sulla parete che separa il cesso in cui sono uso rinchiudermi in cerca della mia anima da quello in cui Ramone usa rinchiudersi per esplorare la sua corporeità. Ieri mi ha scoperto (quand’ero ragazzino negli orinatoi della stazione i vecchi non si accorgevano mai che li stavo spiando), si è voltato verso di me prima di pelvi e poi di faccia, e non so dire con quale delle due mi ha rivolto la parola chiedendo se pensassi di stare facendo (giuro che dal prossimo post torno all’indicativo presente che è meglio) una cosa corretta. Avendo risposto che no, non lo pensavo e per questo motivo stavo piangendo, si è commosso anche lui e ha lasciato che lo guardassi finire in santa pace la partita a tennis con il giochino del telefonino. Perché vi racconto questo? Per tre motivi, ma al momento ne ricordo soltanto uno: avevo bisogno di un pretesto per denunziare le disagevoli condizioni nelle quali il capo ci fa lavorare: il vecchio orbo col difetto di pronuncia non ci paga, non installa l’aria condizionata, non assume segretarie e nei rari momenti di lucidità non vuole che si bighelloni nei corridoi fumando hascisc e leggendo focus (l’effetto di interazione è clamoroso, date retta). Il resto del tempo lo passa pronunciando frasi sconnese circa la cattiva gestione della campagna militare in cirenaica o cantando in falsetto i grandi successi dei primitives. Anche a volergli bene, l’uomo è al capolinea. Bisognerà sopprimerlo prima che Oliviero Toscani lo scielga come testimonial.

news :: Qui antonio Insipido.

Signori e signori buonasera, vi parlo dalla tribuna centrale del Parco Reale, Sottostante alla fava di Natale. Ecco, avanti a voi, come potete vedere la sfilata de gli uomini e donne gay che per la prima volta sono venuti qui a Los Angeles. Come coi telegatti, qui facciamo i telecazzi. Ecco il primo a posare l'uccello sul bancone e totalizza cinquantatre. (pplauso, eh) Secondo giovane forte taglia media, un metro e settantaquattro caccia un cazzo di un metro e ottantatre centimetri. Buono. Ecco avvicinarsi un sardo, media altezza, cinquantacinque centimetri di corporatura, mette la mano nella mutanda, caccia una tartaruga. Mette un'altra mano nella mutanda, caccia un'altra tartaruga. Colpo di scena: queste sono le piattole.
La gara di cazzi continua.
Ecco che si avvicina un omone, uno... uno, uno... uno e cinquantuno. Brutta figura, non aveva neanche una pellecchiella, niente. Squalificato. Lo portano al doping. Ecco arrivare un altro concorrente, Malabal Malabal Malabal, del Concistal, un metro e novantotto di statura, bicipiti cinquanta, una palla sessanta, l'altra sgonfia posa il cazzo sull'urna: un metro e trentatre. Bravo. Adesso c'è un attimo di sospensione, la giuria sta giudicando... Ecco entrare la prima donna della... della... della gara. Maria Sofia Zigolone, in arte "Mo' te lo mett' a te, e mo' me lo mett' a mme", famosa nel quartiere Prenestino, detto anche "Dammi ventimila lire che ti faccio 'nu bbocchino". Donna famelica ma non troppo, la donna si accontenta anche di cinquanta-sessantamila lire in macchina e duecento in albergo. Eccola depositare al banco dei pegni due tette voluminose con capezzolo a tre punte. Cosa fa... cosa fa in questo momento...
Si leva il costume:
un metro e sessantacinque centimetri il cazzo. Un travestito. L'abbiamo riconosciuto. Beppe l'ingegnere, si chiama. Eccolo scortato dai cazziguard, viene portato via, a spalle... a spalla. E con questo passerei la linea al TG3. A te Curzi. Testa a...

news :: Una splendida giornata.

L'elegante Zyppoo ci invia questo pregevole esempio di moda baleare.Stamattina mi hanno (legalmente) promesso che mi daranno lo sfratto per insolvenza. E' una cosa curiosamente gradevole, per varie ragioni - la prima delle quali è il fatto che non credo che mi muoverò da questa casa, ora che è tutta mia o quasi.

Penso che, anzi, scriverò "Kasa Okkupata" sul balcone, e chiederò pure delle sovvenzioni al comune, spiegando che, altrimenti, mi metto a tirare estintori qua e là.

Per festeggiare questa entusiasmante prospettiva avevo pensato di dedicarmi finalmente a una delle mie droghe preferite (il butano per cucina, sniffato in dosi massicce), però poi mi hanno detto che ormai è out e che avrei dovuto invece provare l'ecstasy.

Purtroppo, io trovo che quest'ultima sia una droga da gay, e quindi inadatta a un pensatore della mia levatura, quindi ho optato per qualcosa di completamente diverso - un bel paio di occhiali da vista (0.50/0.75, non sono una fottutissima talpa come altra gente).

Ne vado molto fiero, un po' perché mi rendono notevolmente più figo e affascinante, grazie al carisma e sintomatico mistero che mi conferiscono nonostante le lenti trasparenti. Un po', anzi, soprattutto, per il fatto che ho selezionato delle lenti Zeiss, che mi fanno tanto pensare a William Gibson, e agli occhi prostetici Zeiss-Ikon. Ecco qua.

news :: Qualcuno

adolf hitlerqualcuno è tornato, qualcuno parte adesso, si piange addosso, si tinge i capelli, regala anelli. qualcuno dimentica, qualcuno no, qualcuno cade nel fosso, qualcuno aiuterebbe se ne avesse in cambio, qualcuno parla spesso, qualcuno non ha ancora cominciato. qualcuno fa l'amore con le stelle ancorate agli angoli del cielo, qualcuno con la ragazza del poeta prendendola da dietro, qualcuno sa ancora ridere, qualcuno non sa dove andare, qualcuno parla coi cani e li accompagna a pisciare. qualcuno è così solo da aver deciso di rimanerci, qualcuno manda segnali, qualcuno pensa di aver capito cosa hai nella testa, qualcuno vorrebbe sapere dov'è la porta per uscire, qualcuno si mette in coda per entrare, qualcuno non c'era ieri, qualcuno dov'era quando non riuscivi a respirare? qualcuno mi ama, qualcuno mi ignora, qualcuno spera, qualcuno no e trova, qualcuno reclama, qualcuno mi ha detto che sono importante, qualcuno ha detto di esserlo, qualcuno mi ha spiegato perchè dovrei. a qualcuno ridono gli occhi, a qualcuno non si aprono più, qualcuno mi assomiglia, qualcuno ha cambiato il mondo. a qualcuno è nato un figlio, a qualcuno è morto un amico, un padre, un commensale. qualcuno mi ha fatto piacere, qualcuno ha avuto, qualcuno ha lasciato, qualcuno non ha pagato il conto, qualcuno si è fregato il resto, qualcuno ha paura del lupo, qualcuno godeforte, qualcuno ha un grossa opinione di sè, qualcuno ha un'opinione, qualcuno ha qualcuno.

qualcuno vede il mio dolore in questo post, qualcuno la mia gioia, qualcuno non gliene frega un cazzo e non lo legge, qualcuno sorride e decide che gli piace, qualcuno passa e qualcuno rimane, qualcuno sta male, qualcuno sta bene sulla ruota che gira gira gira giraforte.

news :: Notizie musicali.

Per sopravvivere al fatto che sono riuscito a impiegare oltre un'ora per fare un tragitto che normalmente (d'inverno) mi prende circa 45 minuti, grazie al fatto che i cantieri estivi sono stati sostituiti da altri cantieri estivi in vie più trafficate, mi sono messo a pensare intensamente a quanto mi piacevano i Joy Division.

Per chi non li conoscesse (presumibilmente tutti tranne ramone e AD), si tratta di uno dei più grandi gruppi della musica post-punk - diciamo che sono quelli che hanno permesso a gente come Cure, U2 e circa un milione di altre band di nascere. Certo, erano completamente incapaci, però quello che si sente in canzoni come Disorder, New Dawn Fades, Love Will Tear Us Apart o The Eternal è ben oltre quello che la loro pietosa interpretazione lascia passare.

Tutto questo per dire che Ian Curtis ha avuto un figlio (e questo si sapeva), e suo figlio canta per i Planet Funk (e questo non si sapeva). Dal padre ha ereditato i movimenti epilettici, e soprattutto lo stile nell'abbigliamento (cfr. il video di Inside All The People).

Sempre in tema musicale - sentitevi Crawlin' dei Linkin Park (o guardatevi il video). E' molto orecchiabile ma, a parte questo, è stupefacentemente simile alle canzoni che facevo quando ero giovane e di belle speranze. Cazzo.

news :: Controesodo.

Li vedi subito quelli che sono rientrati oggi dalle ferie.

1. Sono abbronzati e rigorosamente vestiti in camicie di lino bianco, fuori dai pantaloni.

2. Si illudono a pranzo di mangiare roba genuina. Tipo pomodori che abbiamo gusto di qualcosa.

3. Continuano a dire "comm'era'bbello" parlando di un posto qualsiasi.

4. Si presentano in ufficio in ciavatte infradito, domandandosi cosa c'e' che non va.

5. Fanno le scale perche "tu sei schiavo della tecnologia, loro no". Al dodicesimo piano ti chiedono un passaggio in ascensore.

6. Tengono il cellulare in mano come una persona normale terrebbe una polpetta di somaro (*)

7. Sentenziano che tutto cio di cui hai bisogno e' un pesce al giorno. A sottolineare questo, e' il loro giocherellare con le chiavi della mercedes.

8. Non e' ancora ora di pranzo, ma gia pregusto i vari "questa roba e' unta e non sa di niente"

Idioti. Avete speso una palata di soldi per due settimane che vi hanno rovinato. Siete a Milano (oppure inserire il nome della localita' dove si svolge la vostra routine), c'e' traffico, non c'e' parcheggio, i pomodori non sanno di niente, ma ci sono tutto l'anno, per mantenere una specie di quel colorito getterete al vento un milione in lampade nella prossima stagione, e svariati altri milioni in fughini per fare i richiamini di vacanze. Idioti. IO non ho fatto ferie e sto da dio. Spendo molto meno di voi. In psicoanalista.



* Merda d'asino.

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