news :: Il pirla e il Santo

Il motivo per cui apprezzo l’asphalto è perché nei referrers tra “libri ecumenismo” si trovano due apprezzabili stringhe di ricerca, rispettivamente “cunnilingus” e “fisting”. Il motivo per cui questa nius è poco originale e corta, e dunque piacerà molto soprattutto ai non vedenti, è che sto lavorando con trentottoemezzo di febbre, con il termometro sotto l’ascella sinistra, perché mi piace sentirmi dire che sono un eroe e che lo studio se mi ammalo io chiude nel giro di un paio d’ore. Diffatti è passato nel mio ufficio il capo supremo, colui che da del tu al signore, e mi ha detto: “che cazzo stai facendo che sembri un gobbo?” “lavoro con la febbre, per la continuità dell’efficienza di cui mi faccio garante.” Allora si è seduto di fronte a me e mi ha detto: “bel pirla.” “e il termometro?”, ho puntualizzato con una punta di orgoglio. “ti da la misura esatta di quanto sei pirla. Quanto segna?” “trentanove” (arrotondo per eccesso, come i commercianti italiani). Lui si è alzato, mi ha guardato con l’aria di chi sa di essere superiore per natura e si è congedato con questa dichiarazione lapidaria: “io al tuo posto stavo a casa con trentaseienove. Sei duegradi più pirla di quanto ti facessi.” Allora io sono rimasto in silenzio a riflettere sulle sue parole. E continuo ancora, fino al delirio. Ci sono giorni in cui le soddisfazioni piovono da tutte le parti ed io ne sono bersagliato.

news :: Cosa devo scrivere qui?

Nel giro di due giorni, ho visto due film sorprendentemente belli - non nel senso di "belli in maniera sorprendente" ma nel senso di "chi l'avrebbe mai detto, è carino! E io che pensavo che fosse così brutto che il regista avrebbe dovuto essere lapidato con palline di sterco!"

I due film in questione sono "The Others" (che però subodoravo potesse essere carino) e "Nella morsa del ragno". Quest'ultimo fa parte della grande categoria dei film con serial killer in cui il serial killer non ammazza nessuno, a parte i poliziotti che però non contano. Fa anche parte della categoria dei film in cui le motivazioni dei personaggi rimangono così oscure che tanto valeva fare un film su un'altra cosa - comunque, è piuttosto carino.

Invece, The Others si distingue perché Nicole Kidman riesce, nell'arco di un'ora e passa di film, a non mostrare neanche una volta il culo e, nel frattempo, interpretare in modo convincente la parte dell'anglosassone psicopatica innamorata di un tizio con la faccia tipo maschera di cera. Un po' come nella vita reale, eh.

news :: Non ci sono pi le mezze magioni.

Ho scoperto cosa mi manca veramente dell'estate: l'omino che grida "vitamina coccooooooooo! coccobbelloooooooo! coccodemammacoccooooooooooooo!". L'ho capito perché ho avuto l'impressione che qualcuno lo stesse gridando fuori dal mio ufficio, e mi sono affacciato per vedere se davvero stesse passando uno di quei dispensatori di piacere e allegria a poco prezzo.

Purtroppo, sembra che il clima brumoso di Milano non venga debitamente apprezzato dai venditori ambulanti di cocco, e la cosa mi dispiace a un livello che fatico a spiegare.

L'unica cosa che mi tiene su, in questo momento, è il fatto che i miei debiti stanno scemando a vista d'occhio. E non devo ringraziare accorte manipolazioni finanziarie, no no! L'unica cosa che devo ringraziare è l'ISTAT, che mi ha dato il buon esempio. Loro tolgono dal paniere qualunque cosa aumenti di prezzo eccessivamente, sostituendola con beni che invece non sono aumentati (altrimenti come si spiegherebbe il fatto che è stato inserito il portaeuro, bene che prima non esisteva e che ha smesso di vendere dopo che i pensionati e i ritentivi anali se lo sono comprato?) - il risultato è che l'inflazione non è aumentata, però la fottuta birra costa il dieci per cento in più in qualunque bar io frequenti.

Grazie al loro esempio, dicevamo, ho capito come fare per ridurre i miei debiti: ho preso l'estratto conto della banca, e ho copiato i "movimenti dare" nella colonna "movimenti avere", cancellandoli poi dalla prima colonna.

Per adesso sono piuttosto benestante, ma conto di diventare quasi ricco entro domani, quando avrò corretto anche le rimanenti dodici pagine di spese.

news :: Inguaribili minchioni

Do you know what "nemesis" means? A righteous infliction of retribution manifested by an appropriate agent. Personified in this instance by an 'orrible cunt... me!



In italiano fa più ridere [non me la ricordo a memoria e non mi va di cercarla], comunque è tratta da "The Snatch". Se non l'avete guardato fatelo perchè fa ridere.



La citazione mi serve per introdurre l'appello che vorrei lanciare a tutti gli psicopatici là fuori. [Nota per le agenzie di stampa: riprendere esclusivamente il testo in corsivo qui sotto]



Carissime teste di cazzo,

so che siete in tanti, brutti, e sessualmente repressi. Una razza inestinguibile, temo. Tuttavia vorrei precisare che se per caso pesco qualcuno di voi versare ancora dei cartocci di latte intero sul mio motorino parcheggiato sotto casa il sabato sera sarò costretto a prendere delle misure. Siccome sono una persona molto fine, ho pensato a una punizione esemplare e pure divertente. Estirperò ciascuno dei vostri miserabili denti e, visto che vi piace il latte, prenderò a prestito da qualche vostro figlio/cugino/nipote/sailcazzo i suoi denti da latte per impiantarli nelle vostre gengive con un martello da muratore.




in altre non meno memorabili niùs

Qualuno di voi sa che ho un sito dove mi diverto a raccogliere tutte le stronzate che linkano i vari personaggi dello hub e non solo. Dovete sapere che alcuni mesi fa ci fu un imbecille, non meno psicopatico di quelli dei cartoni di latte, che rubò una paginata di link al mio sito, per rimatterla pari pari sul suo sito, senza cambiare neppure i commenti, senza chiedermelo e neppure linkarmi a sua volta o ringraziarmi.

Tuttavia il presente individuo oltre che ladro, è anche un coglionazzo, perchè non si è accorto di un errore fondamentale [che per di più sussiste da circa 5 mesi, cioè da quando segnalai la cosa a pgcd, il quale mise a punto una modifica che.......]. Per accorgervene andate sulla sua pagina e cliccate su uno qualsiasi dei link della lista, tranne i primi due che guarda caso sono gli unici che non ha preso da me.

news :: Cozze con lo Zola

di-co-to-mì-a: Dal gr. dichotomía 'divisione in due parti', comp. di dicho- e -tomía. s.f. divisione in due; separazione netta tra due elementi, divaricazione.



Le dicotomie hanno sempre attratto la mia attenzione. Da quando ho capito di cosa si trattasse, beninteso. Prima di allora Dr. Jeckill e Mr. Hyde erano due eminenti sconosciuti. Prelevando la mia settimanale pizzeria alla pizzeria sotto casa mia, questa sera mi soffermavo sulla mia dicotomia personale. Il Dottor Ramone, professionista, ben vestito sempre molto occupato ma reattivo. Gentile, ma risoluto. Affidabile e reperibile. Ed Il Ramone che in quel momento stava comperando la sua pizza-margherita e che beve una heineken mentre la aspetta, che e' vestito con la tuta e le scarpe da tennis, guarda il telefono e poi decide che e' sbattimento rispondere, che pur avendo il doppio degl'anni manda messaggini come un sedicenne, che e' contento perche gli gira la testa della birra e guarda fuori dalla finestra la gente che passa. In fondo e' la stessa persona che al mattino andra' a spiegare 'il suo punto di vista' ad un centinaio di persone che ne apprezzano la professionalita'. Quello che nella sua macchina blu ascolta santalmassi su radio24 apprezzandone sintetismo e direttitudine. Lo stesso che guidando nella notte in autostrada prende l'anello da pollice che custodisce nel cassettino della macchina per poter tenere il ritmo ipnotico di drum n'bass battendolo sul pomello del cambio. Lo stesso che la mattina fa tre giri impeccabili al nodo della cravatta di cachemire. Lo stesso che ha una macchia di sugo di pizza sulla tuta. Che sa come proiettare empatia guardando negli occhi chi gli sta di fronte. Ma che non guarda il pizzaiolo in faccia quando gli chiede la pizza perche non ne ha voglia. Lo stesso che modera e motiva una riunione di lavoro dove si allocano risorse. E che dopo ne prende in giro i risvolti niueconomichesi. Quello che si sveglia dopo tre ore di sonno durante l'orario di lavoro in una stanza d'albergo con la bava alla bocca e sostiene di esser stato trattenuto da un doganiere, ma quello puntuale anche quando c'e' da partire alle sei del mattino per incontrare un importante cliente che lo odia per partito preso, ma al quale stringera' la mano guardandolo negli occhi e con un sorriso. Quello che ha fatto il corso per restare motivato e che alla domenica lascia affiorare tutta la demotivazione e pigrizia. Dicotomia. Non c'entrano niente l'uno con l'altro. Eppure risiedono nello stesso corpo. A differenza delle cozze con lo zola che sono due cose distinte e separate. Almeno mi auguro.

news :: Cipollino ? Come "Cipollino" ?

Uno dei maggiori vantaggi della multinazionali e' il pacco-benefit. Compresi nel pacco-benefit raramente si trovano voci come prostitute o cocaina, ciononostante ci sono molte voci non esplicitamente dichiarate che possono innalzare il tenore di vita del multinazionalo (*). Alcuni di questi benefit vanno composti, in quanto non sono esplicitamente tali. Ad esempio, nel mio nutrito (al contrario di me che come e' noto sono denutrito) pacco benefit non figura esplicitamente la voce cagata di mezza mattinata nel bagno dell'ufficio giocando a otello sul telefonino aziendale. Ed e' evidente il perche non figuri tale voce: Il telefonino infatti mi e' stato consegnato per scopi professionali come il ricevete telefonata da parte di clienti furiosi, ciononostante il giocare a otello non e' esplicitamente proibito. Come anche il chiudersi un bagno quindici minuti al giorno per arrivare dopo un anno abbondante di tentativi a

battere il nokia 7110 ad otello

a livello massimo otto volte su dieci.
Queste si che son soddisfazioni. Sentirsi chiamare Cipollino, invece sono perplessita'.



* Multinazionalo: colui che lavora per una multinazionale, non el ganassa che sproloquia sulla globalizzazione.

news :: Lettere al direttore.

Da: ali.agca@xxxxxxxx.it

Oggetto: SdA - recensione

Ciao

ho letto con gusto la tua recensione sul signore delgi anelli anzi sul SdA [che ci sta visto che sto scrivendo a uno che si chiama PGCD (giusto? sì)] e scrivo per esprimere la mia totale comprensione e il mio appoggio dopo le giustamente nominate due o trecento ore di film.



Visto che ti sei perso la fine ma non il concetto, sappi che:



- Frodo non sbatterà le palpebre ma chiuderà per ben due volte la bocca



- Il puttanone del bosco alias Galadriel non si farà Frodo per via della differenza di statura, che rende impossibile l'accoppiamento come fra un rotvailer e un barboncino, ma non si farà nemmeno uno dei suoi elfi per via dei loro orientamenti sessuali esattamente come hai intuito tu



- alla fine ma proprio alla fine del film saranno tutti stanchi ma proprio stanchi che dimentichi del copione prenderanno ognuno una strada diversa invece di trovarsi all'osteria davanti ad un bicchiere di butterbeer ah no, questo è un altro film



saluti sinceri e buona giornata (uggiosa)


Saluti anche a te. E' bello vedere che qualcuno, finalmente, mi capisce - non come quei coglioni di Roma.

Ragazzi, cazzo, vi ho anche fatto lo schema, è possibile che non distinguiate il Duomo dal Viminale? Vi devo rimandare tutti nelle solfatare a tirare i carretti con la catena al collo?

La prossima volta, vediamo di essere più precisi, okay? Sennò mi incazzo sul serio.

news :: Mercuzio un nome del cazzo.

Io sono una persona triste, cupa e profondamente melanconica. Non si capisce, perché dico spesso "cazzo" e "tua madre ingolla ogni giorno litri di seme animale*", però vi giuro che è vero. Fino ad oggi, imputavo questo mio atteggiamento al fatto che la mia vita si divide in modo piuttosto equo tra il cercare di non soffocare nei debiti, e il soffocare nei debiti - però mi sbagliavo. La vera ragione per cui sono un ricettacolo di paranoie e depressioni varie è che non sono giapponese.

Per ragioni che io non conosco, infatti, i giapponesi ridono sempre. Forse ha a che fare con la piega epicantica, o forse con il colorito bronzeo - o magari con il fatto che ogni giorno si inventano un fetish diverso e incomprensibile. Tuttavia, la verità è che un giapponese medio riesce a ridere di gusto in qualunque situazione, per esempio mentre viene severamente redarguito (e probabilmente multato) da un vigile per una ragione o per l'altra.

Siccome io so che questa è la verità, ho deciso che mi farò modificare chirurgicamente per diventare giapponese, e farò del mio meglio per ridere di qualunque cosa. Anche del fatto che ho ricevuto una bolletta Enel di 1200 euro come conguaglio per due anni di consumi calcolati male.

Non ho invece ancora deciso per i fetish, però vi terrò aggiornati.



* Okay, questa non proprio spessissimo, però comunque abbastanza spesso. Più spesso di quanto non la dica Ramone, per esempio.

news :: Incommunicado

Pressappoco a quest’ora al termine di giornate come quella appena chiusa fuori dalla porta della mia stanza, accade che non ho più energie né voglia né modo, occasione, pretesto e comodo alcuno a filtrare le emozioni, i colori che riesco a percepire in penombra, i suoni che arrivano dalla radio e dalla strada. Voglio dire che sono così stanco da non esserlo nemmeno più, come quando al decimo chilometro il fiato ormai s’è rotto e se anche tutto il resto non l’ha seguito in camera iberbarica, allora il ritmo della corsa si fa più lieve, regolare, cadenza e respiro vanno finalmente insieme e quello che fino al chilometro prima non riuscivi a percepire, adesso ti ritorna su per le narici. E’ la differenza tra la stanchezza e l’essere spossati, la prima è una condizione che con l’abitudine si impara a declassare a stato mentale, incidente di percorso, effetto collaterale di una vita assai intensa, benché intensità e gratifica non durano insieme più delle mie storie. La seconda, la spossatezza, produce invece uno stato di alterazione della realtà che ha suoi modi e tempi per divenire e compiersi: così accade che la percezione del tempo sia differente da quella consueta; che gli occhi brucino non per il pianto, quale che sia, e nemmeno per il fumo, ma per la fatica di mettere a fuoco i particolari (dimodochè presto ci si stanca di farlo e si apprezzano le forme per come le si riesce a distinguere, poligoni guerci dall’ovale appena accennato); che i muscoli, i tendini, le vene delle braccia e quelle delle gambe si muovano ad un tempo che il cervello regolamenta senza nessuna fatica, nessuno sforzo aggiunto al respiro che muove il corpo il necessario all’inerzia. Quando sono così stanco – buona parte delle considerazioni, giudizi, implicazioni che solitamente stanno stipate nella mia testa come pendolari su una corriera oppure un treno locale, si diradano, s’allineano in ordine sparso e se ne vanno da dove sono venute, prima che la corriera sbuffi fumo nero e cominci il suo giro - lo stesso dicasi del treno, se il rumore degli scambi tra un binario ed un altro aiuta di più a farvi immaginare il percorso. Ciò che rimane a bordo è quello che accompagna il viaggio e non quello che lo impedisce, così, banalmente, penso meglio quando sono stanco. Forse per questo evito di fare telefonate e per quanto possibile di riceverne, perché sono impossibilitato a deviare dal percorso lineare che la mia mente impone in assenza di energie da ributtare su percorsi alternativi, spiegazioni, facciate, comportamenti attesi e costruiti. Tuttavia, per quanti vantaggi questo stato di ipossia cerebrale produca, per esempio il piacere di una birra gelata è almeno doppio rispetto alle volte in cui berne una assomiglia ad un capriccio e non ad una necessità - riconosco che a volte mi piacerebbe condividere questi momenti. Non farla, questa telefonata, è un peccato perché le parole più dolci che conosco riesco così poco, altrimenti, a dirle e quasi sempre ho avuto bisogno dei tuoi occhi per tradurle in qualcosa che fosse almeno più articolato di un suono gutturale o di una frase da carta da cioccolatino. Forse è vero che deve sempre rimanere qualcosa di non detto, che è bello immaginare più di quanto sia ascoltare, forse. Se è così, siano benedette queste serate stanche, per le parole che non ho detto. C’è ancora una cosa, un’ultima considerazione che riguarda l’inneccessarietà di chiudere con una frase ad effetto: nessuno sconto all’essenziale, quando sono spossato. Se scrivo che mi tolgo le scarpe, mi allungo sul letto e spenta la luce, ma non la radio, chiudo gli occhi e me ne volo via come gabbiano insieme ad altri verso dove il dove ha un nome che non è avverbio, vi potrei giurare che non è melassa da collezione harmony ma esattamente quello che sto per fare, adesso che voi da quassù sembrate tutti piccoli cocci sparpagliati e in volo le mie ali non le posso mica chiudere, non per giurare qualcosa né per indicare nulla che non sia un punto all’orizzonte, vicino, ma non sovrapposto alla stella più luminosa di questa sera di fine inverno.

news :: ICQ al direttore.

Da: nonchiesto

ho passato la tua recensione del signore degli anelli a una mia amica, ecco che dice:

sono inorridita, asphalto è un ignurante, non sa niente

non ha capito nulla del signore degli anelli, del significato e dei suoi personaggi, è solo un villico e un ignorante




per me sei un mito invece :-)))
Come dice il proverbio, "Non si può accontentare tutta la gente, tutto il tempo". Inoltre, come dice un altro proverbio, "Certa gente s'incazza quando gli dici che deve leggere tra le righe, perché «aho, ma qua 'un ce sta scritto 'n cazzo, tra le righe!»"

Purtroppo, la gentile e senz'altro nobile amica di nonchiesto ha declinato l'invito a scrivermi una mail in cui mi spiegasse le sue opinioni, immagino perché mi trova troppo ignurante e plebeo per rivolgermi la parola.

E' un peccato, perché davvero avrei voluto saperne di più sul significato del signore degli anelli - cioè, io pensavo che fosse un libro, noh, ma invece è un libro con un significato, e solo gli iniziati lo conoscono. E io non sono, quite clearly, un iniziato.

Evvabbè, che ci volete fare. Io mi consolo pensando che c'è chi sta peggio di me.

news :: Anelli e altre cose.

Ieri non ho potuto postare, perché sono andato a vedere Il Signore degli Anelli, ed è un film così lungo che, per un bizzarro effetto relativistico, è iniziato prima che io andassi al cinema.

Comunque, la cosa mi ha spinto a scriverne la recensione - raggiungendo così un quantitativo di materiale pubblicato nell'ultima settimana che farebbe invidia a chiunque. Leggetela.

news :: Portrait of the artist as a fuckwit.

Normalmente, riesco a evitare di avere per le mani i giornali gratuiti che danno in metropolitana, perché gli omini alla stazione dove vado io piantonano in sei una sola entrata, e lasciano libere le altre. Non so se sia un sistema efficiente per distribuire i giornali, anzi ne dubito, però è un sistema efficiente per non dover dire ogni mattina "no grazie", "no grazie", "non so leggere", "i'm not italian", "muori travolto da un camion di giornali" e "era tua moglie quella che ho ucciso ieri sera?", quindi non mi lamento.

Tuttavia, talvolta mi capita di non riuscire a sfuggire. Ieri mi è capitato, ad esempio, e il risultato è stato questo.

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