news :: Onestà intellettuale vendesi.

Fonte: Datamedia.
Come anche Tiziano Ferro potrebbe osservare, Ligabue ha molto più successo di me, quindi se c'è qualcuno che ha il diritto di fare la predica sono io. E ho anche diritto di farmi offrire da bere, se voglio.

Nota: nel grafico, la quantità di successo che ho è stata esagerata di vari ordini di grandezza, per permettere il confronto senza che fosse necessario scrollare cinque pagine verso il basso per trovarla.
Ieri ho sentito quella che credo essere l'ultima canzone di Ligabue, una che nel ritornello dice qualcosa come "tutti vogliono viaggiare in prima" o roba del genere. Il Lucianone nazionale (quello magro e che non si è fatto sgamare a evadere le tasse, intendo) fa la sua musichetta, per i suoi estimatori, e nessuno gli dice niente - neanche io. Chi sono io, per giudicare il lavoro di un ometto così per bene che non si droga neanche?

Sono un gran bastardo, ecco chi sono. Ed ecco perché lo giudico, e lo giudico pure un testone di cazzo ipocrita. Trovo insopportabile il fatto che uno che ha i miliardi in banca (e se non ce li ha, è solo perché se li è spesi in coca e puttane come il suo amichetto Vasco) osi fare la predica, e parlare di correttezza e umiltà e "essere un outsider".

Outsider questa gigantesca minchia, Ligabue
Prenderei il vocabolario per sottolineare come "essere un outsider" implichi in modo piuttosto forte "non avere qualche decina di migliaia di poveretti che comprano qualunque cagata tu riesca a produrre tra una pippata e una sbronza", solo che non c'ho voglia e tanto non lo capirebbe perché lui è "uno che non si fa offrire da bere" - grazie al fottuto buco del culo, prova a venire da me a chiedermi di offrirti da bere e ti ritrovi un trapano a percussione conficcato tra le palle, visto quanto stracazzo guadagni.

E poi, per piacere, se proprio vuoi parlare male "di quelli che cercano il successo", esamina il grafico qui a fianco e poi impiccati e vienimi pure a chiedere scusa, coglione. Dopo esserti impiccato, per mostrare il tuo pentimento.



In altre niùs, strettamente correlate:

La progettazione del buco del culo umano è, a mio avviso, oltremodo inefficiente. Rimane troppa merda incastrata tra i peli e le rughettine, perché sia possibile vivere cristianamente e senza prurito senza farsi il bidet - e sono quasi certo che il bidet non è un elemento naturale dell'ambiente in cui vive l'uomo. Sarebbe come se ai leoni venisse la carie facilmente se non si lavano i denti dopo mangiato, trovo. Quindi, Dio (pur tra le tante qualità che certamente ha e che io non voglio negare) è un ingegnere del cazzo.

news :: Va di moda il titolo in inglese? All this time!

Per quanto rassegnato all’idea che più di tanto il prossimo non condivida ciò che amo e ciò che no – per via della superficie viscosa dell’area cerebrale deputata all’interesse delle cose altrui, mica perché io nutra passioni tanto singolari – qualche volta mi viene da facilitargli il lavoro, aggiungendo entusiasmo al racconto, iperboli, svangate di enfasi a due mani.

Oggi è una di quelle volte in cui mi verrebbe voglia di raccontare.

Mi trattengo per il solo motivo che la linea editoriale dell’asphalto suggerisce altri temi, e perché tra poco faccio fagotto che ci ho da partire.

Così per trasmettere la gioia del mio animo nell’attesa della partenza non mi resta che convogliare la vostra instabile attenzione sull’immagine qui a destra.

Il resto sono soltanto parole. Preliminari, insomma, di cui faremmo a meno.

O, nel mio caso, a mano.

Buonagiornata, asphalto.

news :: Desueto e popolaresco©

una fedele riproduzione del mal di dentiLa cosa più brutta del mal di denti non è il dolore ma il dentista. Io non ho un "mio dentista" semplicemente perchè tutte le volte che ho avuto bisogno di un dentista ne ho cercato uno diverso da quel "macellaio incompetente figlio di puttana e anche antipatico" del dott. tal dei tali che mi aveva messo le mani in bocca l'ultima volta. Posso perciò affermare che vista la mia ampia esperienza nel campo il mio attuale dentista è il peggiore del mondo. Curiosamente però, è anche l'unico che sembra saper fare il suo lavoro in maniera decente, cioè senza sfregiarmi il volto oppure senza dover chiamare d'urgenza il suo socio perchè mentre sta giocando con me all'allegro chirurgo sembra che si sia incantata la lucetta rossa e continuo a fare BIIIIIIPPPPPPPPP. [Vi prego di soffermarvi sulla estrema drammaticità di quest'ultima frase].

Quando sono capitato nello studio di questo dentista ho ricevuto un servizio impeccabile. In meno di mezzora è riuscito a distogliermi dal proposito di legare il dente a un sasso enorme da buttare nell'Adige, e mi ha fatto passare tutto. Gli ho voluto bene, lo ammetto. Oggi però che bisognava finire il lavoro era in vena di chiacchiere. Le discussioni da dentista di solito sono monologhi [non vorrete dirmi che l'assistente del dentista *interagisce*, vero? MUAHAHAHAHA] il più delle volte insignificanti. Oggi invece erano farneticanti. Verso metà seduta mi sono reso conto che quello che mi stava trapanando il dente era la reincarnazione di Hitler però più stupido. Il fatto che faccia il dentista invece del dittatore credo sia dovuto al suo portafoglio [evidentemente è così ricco da non doversi preoccupare di sbarcare il lunario cercando di conquistare il mondo].

Il monologo nell'ordine ha toccato i seguenti argomenti: se compri una macchina bianca non la vendi più-bisogna anche comprarla turbo diesel-oggi tutto hanno un turbo diesel-mica come una volta che c'era il superbollo-le finianziarie della prima repubblica-meglio andreotti di berlusconi-ah, per forza che l'uranio impoverito fa male-se si prendono i tumori anche le donne e i bambini è un bene così si ricordano i danni della guerra-perchè io devo prendermi le pallottole ma non posso mettere le mine antiuomo?-allora anche io se eva non faceva la scema ero nel paradiso terrestre-se dio ha deciso così cazzo ci posso fare?-se dio non esiste allora facciamo quel cazzo che ci pare-dio è mica democratico, hai visto come è andato a finire lucifero?-gli ebrei quando c'è stato da crocefiggere gesù hanno detto "che il sangue ricada su di noi blah blah"-infatti maledizione o non maledizione hai visto come è andata a finire-ehehe si vede che barabba quando te lo trovavi in osteria era più simpatico di quel piantagrane.



Per il vostro bene

news :: Mancata assenza©

Della RAI e del suo CdA lottizzato non me ne frega niente e come potete intuire non presto molta attenzione alle polemiche su Santoro/Biagi/Travaglio che riempiono i giornali e i miei coglioni.



Nota Bene!

A questo punto secondo i miei calcoli circa il 90% di voi deve avermi già etichettato come "classico elettore di destra sottoculturato e un po' stronzo"*. Era inevitabile, lo so, ma per recuperare da ora in poi cercherò di sottolineare il mio spirito antigovernativo, okay?


Tuttavia non posso non notare come la nuova dirigenza si sia distinta per un fatto veramente notevole, e cioè aver reso il TG2 ancora più *divertente* di prima.

Qualcuno si era lamentato del fatto che con l'avvento dell'orribile dittatura berlusconiana non si parlasse più degli sbarchi di clandestini in TV, tralasciando perciò di trattare un argomento scomodo al regime. Evidentemente al TG2 hanno deciso di darsi una regolata mandando in onda regolarmente tutte le segnalazioni degli sbarchi, senza però scontentare il nuovo editore addolcendo le immagini con simpatiche musichine tratte dalle colonne sonore di alcuni indimenticati classici del cinema pornografico tedesco come La marchesa degli uccelli e un'altro che sicuramente ho visto ma di cui curiosamente non ricordo il titolo.

Niente da fare, signori. Ci vuole buon gusto, e questi ne hanno da vendere.



*La percentuale è riferita a tutti coloro che non mi avevano già etichettato così. E' evidente perciò che in quel dieci percento rimasto rientrino circa 3 persone fra cui il mio gatto e il postino che trattengo nel congelatore per reati assolutamente non politici.

news :: Il telefono è pubblico, ma io no.

Mi è tornato in mente turneè, film che ho amato molto e non solo per la battuta da cui il titolo di questo post. In particolare una scena in cui Abatantuono, ancora al netto delle irritanti esibizioni dei successivi quindici anni, raccontava dell’effetto velocità.

Vu vumm vu vumm: noi passiamo tutta la vita a sentirci dire che siamo troppo giovani o troppo vecchi per qualcosa. Ma ci sarà pure un momento in cui sfrutteremo l’effetto velocità, godremo del vantaggio dato dall’abbrivio e saremo capaci di sfruttare l’inerzia e convogliare le energie anzichè disperderle e impareremo a restare (per un po’) felici invece che godere dello stupore di esserlo ogni tanto, quasi per caso o per gioco?

Io sono qui, il momento è adesso.

Liberamente tratto da quel film e da quella scena, il resto è un augurio che mi faccio.

Vu vuum vu vuum.



In altre niùs: pensavo a quanto bizzarre siano le famiglie viste da abbastanza vicino da conoscerne i dettagli invisibili ai più, ma non abbastanza da averci fatto l’abitudine che impedisce di notare il dettaglio. Ciò che diverte è che ogni famiglia si vede normale, nel senso che certi comportamenti sono acquisiti, irrinunciabili e, in qualche modo, considerati “giusti”.

Per questo ci stupiamo nelle occasioni in cui un membro di un altro clan ci fa notare cose che per noi non meriterebbero alcun commento.

Diffatti io non volevo ribadire che mio padre è davvero affezionato al suo lama di compagnia e che non gli costa nessuno sforzo cedergli il letto e la moglie.

Mia sorella è sicura di esserci nata, con le palline cinesi nel culo, e a questo punto non vedo perché si debba interferire con la sua personalità esprimendole dubbi in proposito.

E mia madre crede davvero che io sia mezzo scemo e mezzo angelo, in parti disuguali che non saprei quantificare, e ormai si è rassegnata a vedermi disadattato, al limite autistico, profondamente ferito da certi dolori di gioventù, caparbiamente innamorato di certi occhi certi colori e incerti traguardi, che alimentano la sua gioia di vivere anche se non saranno di grande aiuto per quando il cielo gli cadrà addosso, senza preavviso, in una notte tiepida di inizio estate.

news :: Rotoli [interi] di cartigienica nel culo del TG2 (forse dopo vi spiego perchè)

La galleria dei sedicenti amici di wurdalak #1: questo è quello che si fa chiamare sabata foreverCi sono un certo numero di cose che mi fanno incazzare. Oh, perdio, quante volte ve l'ho detto, ma vorrei che capiste

-che anche se questa volta non sono più incazzato delle altre ciò non significa

-che se sono incazzato non ci sia un motivo, e col fatto che per voi questo motivo possa essere irrilevante mi ci pulirò il culo il giorno che dopo aver cagato mi ritroverò senza carta igienica.



A questo punto solo i più arguti fra voi avranno intuito il motivo per cui sono incazzato.

news :: Dio mi conosce e mi ama.

Da qualche tempo sto attraversando una fase di adolescenza di ritorno. Non nel senso, così comune tra i miei coetanei, di essere un coglione incapace di assumersi responsabilità, bensì nel senso di avere i brufoli.

Immagino che tutti sappiate cosa sono i brufoli, però una definizione scientifica fa sempre fino e non impegna, quindi eccola:
BRUFOLO: (s. m.) Ripugnante agglomerato di pus e altra roba che compare in posti estremamente evidenti o estremamente dolorosi, in particolare se si devono affrontare situazioni in cui la sua presenza può causare potente imbarazzo al portatore.


Alla mia età, naturalmente, non mi imbarazzo più - l'incontinenza senile fa miracoli per ridurre l'autostima, vi assicuro - tuttavia rimane la questione del dolore, che viene esacerbato dalla scelta strategica dei miei brufoli di comparire uno alla volta e rigorosamente in punti soggetti a sfregamento o pressione.

Peccato che non abbia la macchina fotografica qui con me, sennò vi fornirei volentieri una foto di quello che mi è comparso a seguito di un pelo incarnito - dalle parti del cazzo. Sono certo che vi stimolerebbe a fare una vita più sana, a bere di meno, e probabilmente anche a rivedere le vostre posizioni sull'aldilà.

E come al solito, interromperò le niùs in modo brutale e insensato, perché tanto

news :: Spunk race.

Questa notte ho fatto un sogno peculiare - non per la trama, che non ricordo, ma per il fatto che casa mia era infestata da fantasmi o roba del genere. Anche questo non sarebbe peculiare, se non fosse che i fantasmi in questione si cimentavano in apparizioni sempre nuove, mica il solito cazzone col lenzuolo o Achille Occhetto senza baffi. Per dire, l'apparizione che mi ricordo consisteva in tre donne con la faccia di plastica, che si muovevano come i ninja cyborg di System Shock 2 e avevano il potere magico di farmi cadere il cellulare dalle mani. Non molto pauroso, in un certo senso, ma terrificante sotto altri punti di vista. Tipo quello della mia salute mentale.

Questo mi fornisce lo spunto per sottolineare come Something Awful, nonostante sia passato dall'essere il mio sito preferito all'essere il mio sito preferito che non leggo, continua a produrre gemme al cui confronto il Koh-J-Noor è solo un fottutissimo diamante gigantesco. Cito:
Guidare a Chicago è come scopare come una mummia: alla fine arrivi dove vuoi, ma è terribilmente abrasivo e per nulla piacevole.
Se sostituisco Milano a Chicago, e ripenso alla volta in cui mi sono scopato un manichino al quale avevo praticato un buco con la fiamma ossidrica (che non è proprio una mummia, ma ci va abbastanza vicino - del resto, Milano non è proprio Chicago, quindi va bene così) devo confessare che è la definizione più pertinente che abbia mai sentito. Tralasciando forse quella della mia zona come "il Bronx, ma senza il fascino".

news :: Lungo il transito (dell'apparente dualità)

Nomade: “detto di popolazione che non ha dimora fissa e stabile,

e vive spec. esercitando la caccia e la pastorizia.” (fonte: Zingarelli 2000)



Ora io mi domando chi è che non può parcheggiare a ridosso del cartello

che trovate sulla vostra destra, oppure dritto in mezzo allo schermo

nei casi di strabismo più disgraziati. Come si può controllare che

un nomade non si fermi in divieto? Gli si chiede di favorire la

canna da pesca, i cagnotti? Oppure di produrre un’evidenza inequivocabile

della sua dedizione alla pastorizia, chessò aprendo il bagagliaio

per verificare se ci sono forme di pecorino, o perché no un’agnellino con su un perizoma da donna?

Cosa vuol dire vietato parcheggiare ai nomadi? Quand’è che la dimora

diviene stabile? Quanti anni dovrò passare domiciliato nello stesso

posto prima di potere parcheggiare sotto quel cazzo di cartello,

senza temere che mi mettano una multa per divieto di sosta o mi

chiedano se per caso traggo fonte di sostentamento dagli ovini?

E il mio golfino di cachemere come verrà considerato?

E il vigile si accorgerà che i peli sui sedili della mia macchina non sono di pecora?

E i nomadi, nel senso del complesso musicale, potranno parcheggiare? E se non hanno l’hobbie della pesca al siluro?

Ma soprattutto, poiché il cartello è posto su entrambi i lati della

strada, vuol dire che io mi devo sentire nomade due volte? Come l’analfabetismo?

Il nomadismo di ritorno. Bruttavita, date retta.

news :: Post calcistico.

Se l'Italia vuole avere qualche speranza ai Mondiali, credo che qualcuno dovrebbe far leggere questo articolo ai calciatori in squadra, indicandogliela come tipica abitudine giappones. E magari facendo loro notare come una spranga larga un centimetro sia nettamente più piccola di un pallone da calcio.

news :: Blu

Non so se sono capace di vivere anche solo due vite, io che nelle poesie scritte quando ancora era il tempo zero, mi dicevo adatto alla sperimentazione del sogno. Dentro quelle mi qualificavo per le eccellenti doti di trasformista ed una residua impermeabilità all’emozione, frutto già a quel tempo di partenze e ripartenze, non necessariamente mie.

Non lo so se ho voglia ancora del sogno del tempo zero, perché mi sono fatto l’idea che altro non fosse se non ciò che non potevo avere, per il tempo necessario a non poterlo avere. Per questo non era sempre lo stesso sogno, perchè cambiava con i cambiamenti che si producevano fuori dai quaderni inchiostrati per i diciott’anni.

Il sogno qualche volta si presentava. A me pungeva forte in gola l’arsura prodotta dalla domanda del: poi? del: non sarà mica tutto qui? che inevitabilmente alla gola arrivava, senza giri di parole e di capillari, non appena ciò che avevo desiderato svelava per la prima volta la sua natura di incompiuta bellezza.

Io credevo che l’incompiuto - il mezzo vuoto - fosse il sogno, perchè non avevo molti dubbi sul fatto che il mezzo pieno fossi io, anche se non mi riusciva granchè bene la didascalia che spiegasse, se non ai più perlomeno ai limitrofi, fatta di che cosa vantavo essere quella consistenza.

Cercavo come un segugio non addestrato. Confondendo la frenesia con l‘impegno, improvvisavo traiettorie e varianti, ma non trovavo un cazzo, se non per sbaglio e perché ci si sbatte sempre contro, prima o dopo, a qualcosa di bello e non voluto.

Ciò che è rimasto di quel tempo è la curiosità e la voglia di desiderare. Per il resto continuo a non avere familiarità con la consistenza di cui sopra, ma adesso so che c’è. Mi ci sveglio accanto le mattine in cui la vita mi pare degna dei colori più chiari che possiate immaginare, come il blu, e il blu scuro e il blu notte, se è una notte chiara.

E credo che non esistano sogni mezzi, ma interi, e che questi non possono riempire niente di quello che non sia stato già completato.

I sogni con i quali ho a che fare hanno bordi più pesanti, non abbastanza da riuscire a piegarli all’ingiù per chiuderli in una mano, ma tanto quanto ci vuole per vederli galleggiare a mezz’aria, lì davanti, in certe sere in cui non ho bisogno di domande e non ho voglia di risposte, perché so riconoscerli benissimo da solo e per festeggiarli a dovere non occorre essere in tanti.

Così è anche ciò che trovo nella mia vita, adesso. Può darsi non vi dica molto, e non so dire se durerà oppure no. Ma sono andato a cercarlo, e le deviazioni non hanno più un raggio di curva così ampio da sembrare delle retromarce.

Buonasera blu, asphalto.

news :: Prendiamo per il culo?

Mentre fioccano le belle notizie dal mondo tecnologico, il mondo reale sta facendo del suo meglio per scassarmi la minchia in maniera irreparabile - tenetelo presente quando leggerete sul giornale "Strage nella folla: «Mi ero rotto i coglioni» dichiara l'omicida dopo aver falciato quarantacinque impiegate a colpi di cazzi di plastica".

Ciao bambini, usate lo skateboard se VOLETE MORIRE!Il casus belli è semplice: quando, un anno e qualcosa fa, ho cambiato lavoro, mi è stato concesso di parcheggiare nel cortile interno dell'azienda, probabilmente per ingraziarmi ed evitare così che uccidessi qualcuno subito. Dopo circa un mese di questa pacchia, è arrivata la notizia che ci sarebbero stati dei lavori, e quindi non si poteva più parcheggiare dentro. "Quanto dureranno?" "Mah, qualche mese, non di più".

Okay, dico io - posso tollerare qualche mese di pendolarismo con i mezzi pubblici! Mica sarà così terribile, vero? Falso. Ho sofferto le pene dell'inferno, sempreché tra le torture dell'inferno abbiano aggiunto anche la puzza di sudore e i violini tzigani.

Comunque, ce l'ho fatta - ho superato i mesi senza macchina, e poi ho riiniziato a parcheggiare all'interno del cortile. Poi ho fatto l'errore di cambiare macchina. Appena si è avuto sentore di questa manovra, vualà: non si può più parcheggiare nel cortile interno perché fanno altri lavori. "Quanto ci vorrà?" "Un mese, massimo due".

Al quarto mese, ho deciso di iniziare a venire in bici - lasciandola all'interno, visto che una bici in strada è una bici la cui proprietà è destinata a cambiare molto rapidamente. Sono riuscito a venire cinque o sei volte con la bici, legandola alle inferriate del cortile interno, poi la voce deve essere arrivata a chi di dovere.

Il risultato è che oggi ho trovato che le inferriate sono state coperte con delle lamiere zincate - con l'evidente e unico scopo di impedire di legarvi le bici, dato che fanno schifo. Quindi, entro qualche giorno, sarò costretto a venire di nuovo coi mezzi, dato che mi avranno rubato la bici.

Per cercare di contenere la mia ira, ho deciso di far circolare in via sperimentale due voci. Durante una conversazione al bar, ho buttato lì un accenno al fatto che ho trovato un elicotterino che viene via per niente. Dopo mezz'ora hanno lanciato venti palloni aereostatici che coprono tutto il cortile.

Nel pomeriggio dichiarerò che d'ora in avanti lo skateboard sarà il mio unico mezzo di spostamento - secondo i miei calcoli, dovrebbero installare i cavalli di frisia entro una settimana.

news :: Gioventù bruciata

Il primo vero caldo dell’anno mi becca sempre al forno. Sono anni che è così, è inutile recriminare. Io sposto gli appuntamenti, ma quelli li ripropongono come certi rutti all’aglio o, nei casi più eclatanti, all’acciuga sott’olio mezz’ora dopo la consumazione del pasto.

Il mio lavoro è uguale a quello della troia: dove mi pagano vado, quando mi chiamano vengo. Chi paga se ne sbatte i coglioni dei miei che ormai stanno sul cotto andante mentre ondeggio come un fantasma a stomaco vuoto con trentagradi fuori e centoottanta all’uscita dalla linea di cottura.

Io non mangio e questi stronzi fanno i croissant. Rotondi, ripieni, zuccherati, a trecciona, a forma di anal intruder e quant’altro. Ma c’è di peggio del calore. L’operatore addetto alla cottura possiede un’ascella olimpica.

Sa di brodo di carne, come i croissant confezionati durante il suo turno di lavoro. E siccome le leggi e l’HACCP lo costringono a mettersi i guanti durante le operazioni di stegliatura, lui si mette le dita nel culo, tra una svangata e l’altra, con su i guanti perché è ligio al dovere.

Così non tutte le brioches sanno di carne, ma questo il consumatore finale non lo sa.

Quest’uomo mi ha parlato due volte in quattro anni e mi ha detto la stessa cosa: “no”.

L’ultima volta, non avevo neanche parlato, ma lui sapeva la risposta.

Quando è stato il momento di imporgli anche la cuffia igienica per i capelli, con il direttore di stabilimento abbiamo convenuto che se la sarebbe messa nel culo e ce l’avrebbe sparata fuori come il paracadute del gemini e che dunque non era il caso.

Veramente c’è stata un’occasione in cui disse cose. Io gli chiesi qualcosa a proposito dei parametri di cottura per linea di prodotto e della manutenzione delle termocoppie. A quel tempo ero un cazzone neolaureato che entrava in fabbrica con il completo blu e faceva uso di congiuntivi e iperboli. Credo di aver usato una di quelle espressioni lì. Lui mi guardò e mi rispose “no”.

Io dovevo fare il mio lavoro e il mio lavoro prevedeva che le brioches bruciate da questo signore dovessero essere eliminate anzichè occultate e confezionate insieme alle altre. Per cui gli dissi che sarebbe stato meglio per lui collaborare. Mi ricordo che usai una riuscita metafora tra il mare forza due visto dalla baia di Portofino sorseggiando un frozen daiquiri al tramonto di inizio giugno e il gusto di stegliare delle brioches di plastica per otto ore al giorno con centoquarantagradi costanti di temperatura, tutto l’anno.

Ero certo che avrebbe capito.

Quella sera mentre cercavo le chiavi della macchina nel parcheggio, l’uomo del forno tunnel mi si fece incontro. Aveva ancora indosso i guanti di lattice e pensavo che sarebbe stata l’ultima cosa che avrei visto da vivo.

Mi sono cagato addosso come la prima volta che sono stato in seggiovia. Anzi di più.

S’è avvicinato al punto che l’ascella s’è annunciata in gran forma.

Mi ha guardato e mi ha detto: “lei crede che le brioches che non brucio siano più buone delle altre?”

Gli ho risposto: “no” e da quel giorno lui non ha smesso di farle bruciare, ma io ho smesso di cagare il cazzo.

news :: Il mondo sta per finire. Anche la birra.

Io sono un uomo di fede. Non fede Jedi, a differenza dell'Abietto* - solo fede in generale. Io osservo scorrere via i miei più verdi anni ripetendo "cambierà, vedrai che cambierà". I miei sogni, le mie aspirazioni, sono varie e multiformi. Ho fiducia nel fatto che un giorno, in un futuro non molto lontano, sarò in grado di fare qualcosa per risparmiare e, a seguito di ciò, non spendere di più.

Per esempio, per risparmiare, ho deciso di andare in ufficio in bici. Sempre per risparmiare, ho anche deciso di non comprare una bici *ma* prenderla in prestito da mio padre. La ovvia conseguenza, per chiunque abbia familiarità con il mio stile di vita, è che mi sto ritrovando a pagare più di quanto possa risparmiare andando in bici - anche se l'alternativa fosse l'elicottero privato - perché il pavè gentilmente fornito dall'amministrazione mi ha sfasciato varie cose, tra cui le ruote e i coglioni e, trattandosi di una bici in prestito, sono moralmente tenuto a ripararla.

Un altro esempio di fede cieca è il fatto che continuo a guardare Old Man Murray, sebbene l'ultimo aggiornamento risalga a circa sei mesi fa, e non facesse neanche tanto ridere. Certo, non lo guardo più con la frequenza di una volta - ora mi basta controllarlo una volta al giorno.

Probabilmente, però, quello che mi qualifica più definitivamente come uomo di fede è il fatto che, giorno dopo giorno, continuo a pensare che, facendo abbastanza esercizio fisico, potrei smaltire la pancia. Dio solo sa quanto sia ridicola, questa speranza.



* Ecco perché posso parlare di un film come "L'attacco dei cloni" senza ricorrere neanche una volta all'espressione "lato oscuro della Forza".

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