news :: Primonovembre, per amore e per commiato

Adesso è quel momento in cui si saluta. Voltarsi per guardare indietro non ha senso, però che voglia.

I miei riti di passaggio assumono la forma delle cose normali, primo novembre. Ciò che deve accadere accade, e scoprire che la massima funziona oltre il vinile, oltre la voce profonda ed il canto gentile di Giovanni Lindo , è qualcosa che da più che conforto; qualcosa che fa stare bene.

Penso a quello che poteva essere e non è stato, ma senza gli avverbi di sempre. Fortunatamente oppure sfortunatamente sono rimasti appesi alle labbra di qualcuno che non sono io, al loro posto.

Le parole troppo lunghe, quelle che durano più di un respiro, sono difficili da pronunciare.

Perciò un semplice ciao facilita il compito del commiato. Alla fine c’è ancora fiato per sorridere, sfumando il respiro in sospiro, facendo finta di niente.

E allora ciao giovane, ti lascio le foto i libri e la polvere che li ricopre, quella che non hai visto, non hai voluto soffiare via.

Io non mi porterò dietro quasi niente, perché non mi ricordo molto di cui dovrò ricordare e non ho niente da dimenticare.

Vado leggero, riempirò con calma gli spazi.

Gli spazi non sono i vuoti, ci ho messo trent’anni per impararlo, e adesso, adesso non lo scordo più.

news :: Lettere e uova marce al direttore.

Da: fzk

Oggetto: complimenti etc.

Data: 30/10/02


lasciando perdere il profondo disprezzo per l'oltraggio subito dal meraviglioso gruppo iersera (bastardi! bastardi! bastardiii!!!!), voglio esprimere a te, o principe del male, tutta l'ammirazione per il pezzo sugli immigranti bergamaschi/bresciani/comaschi­/disailcazzodove che vengono allo stadio.

uomo, tu hai il dono. rendi con le parole ogni pensiero aggressivo, urtante e infame del guidatore.

dal popolo, un grazie. e profonda ammirazione, se ce ne fosse ancora bisogno.

baci, fzk




Da: Klaproth

Oggetto: Le vere ragioni del perchè il concerto di pgcd è stato sospeso.


  1. Avevamo organizzato una colletta parallela per risarcire il locale e farli smettere.

  2. Il dialer per lo scarico delle suonerie dalle canzoni dei CSR non andava molto bene.

  3. Il gruppo stava suonando alla grande, e pgcd non avrebbe avuto nulla di cui lamentarsi.

  4. Il testo di una delle canzoni conteneva parole sconvenienti come

    "democrazia", "pluralità d'informazione" o "pensiero".

  5. Se li lasciavano suonare ancora, quelli che sono saliti sul palco dopo sarebbero sembrati ancora più ridicoli.
Solidarietà, capo. Se vuoi postalo.




In altre niùs:

Anche KoAn e il Bruko* hanno contribuito alla cronaca, l'ultima con alcune foto, e la prima con una cronistoria della sua serata, che in parte comprende pure l'evento.

news :: Cronache di redazione (c'è grossa crisi)

AD: contumace!

Pgcd: non ti pago fino al dieci. Adesso viappendi, pev favove. Fa come dico e non succedevà niente.

AD: sempre a parlare di soldi, voi vecchi. Io che volevo complimentarmi per ieri.

Pgcd: quanto ti sevve? Più che altvo pev sapeve quanto avvei dovuto davti, se avessi deciso di davti qualcosa. E compiacevmi della decisione pvesa.

AD: sai che sul palco sembri quasi uno vero? Cioè ieri avete suonato di brutto. Non era il muro di suono che avevate promesso, però nemmeno la solita mattonella che ci propinate di solito. Ganzi. Fico. Veri gheddaun.

Pgcd: poteva andave peggio, in effetti. Mi sono qusi divevtito.

AD: no no guarda, il miglior concerto dei CSR. Non mi sono pentito della cinque euro. Senti..

Pgcd: appunto, vieni al dunque.

AD: Loredana.

Pgcd: e chi è?

AD: la nostra segretaria. Da tre anni. La vedi due volte al giorno. Comunque è in crisi.

Pgcd: c’è gvossa cvisi. Licenziala.

AD: non è che ogni volta che c’è un problema posso segargli le ginocchia a uno. E’ diventato un mattatoio sta redazione.

Pgcd: voglio che in venti secondi venti mi spieghi il pvoblema e mi povgi la soluzione.

AD: Ramonelatrattamaleperchèd­icechenoncapisceuncazzoeieriha­pureparcheggitolaclioalpostode­llasuabmw.

Pgcd: mancano e il pvoblema e puve la soluzione

AD: e tu e noi e lei un’altra volta tra noi. Ehm, ecco, io avevo pensato di risolvere dicendole di usare il tuo posto macchina, che tanto ormai vieni sempre in bici

Pgcd: …

AD: solo che non ho specificato di usarlo quando è vuoto. E lei invece insomma, ti ha centrato la macchina stamattina, non proprio un lavoro di fino, roba grossa. Però due portiere sono rimaste. Aperte, ma ci sono.

Pgcd: povco

AD: lo so lo so, dio di qua di là, su però adesso non fare così. Che cazzo sei venuto a fare in macchina, oggi che c’è il sole? Anche te; già la ragazza c’ha problemi, se poi non l’aiutiamo

Pgcd: convocala, le voglio pavlave. Chiudi tutte le finestve. Manda via la gente. Svita le griglie dell’avia condizionata.

AD: capo cosa vuoi fare? Non siamo mica in teatro, qui. Risolviamola pacificamente. Chiamo il Ramone.



(to be continued)

news :: Vivo Konzertu, o della mortalità.

Aggiornamento sulle mie ricerche in campo neurologico:

Nonostante le apparenze, ho scoperto di non avere solo due neuroni. Ne ho invece tre. Oltre a Frocio e CV, infatti, credo che esista un terzo neurone chiamato gran figlio di puttana, GFDP in breve, che si attiva solo durante il sonno.

La funzione di GFDP è quella di aspettare che io entri nella fase in cui il sonno dovrebbe riposare, e fare cose. Tendenzialmente, immagino che si metta a gridare WAZZZZZAAAAAAPPPP agli altri due neuroni. Oppure pesta un mestolo sul fondo di una pentola gridando SVEGLIAAAAAAAAA! SVEGLIAAAAA! IL SOLEGGIA' ARTO NER CIELOOOOO!, sempre all'indirizzo di CV e Frocio. O fa qualcos'altro, il cui effetto è comunque quello di svegliarmi di botto come 'n fijo de 'na mignottO. Inutile a dirsi, questa notte era particolarmente vivace e performante.







E ora, la vera niùs:

Questa sera, i CSR sfonderanno nuovamente la barriera del suono e faranno irruzione nella kasa okkupata del rumore fastidioso. La performance si terrà al

TRANSILVANIA LIVE di via Paravia 59, Milano
a partire dalle ore 9.30.

Il biglietto di ingresso costa 5 euro e dà diritto a una consumazione con una cameriera a propria scelta. Inoltre, la visione del Konzertu può avere effetti benefici nella cura dell'alopecia e della porfiria, mentre il tocco dei membri dei CSR può guarire la scrofola. Ma solo se vengono toccati da donne, eh. Brutti ricchioni.

Durante il Konzertu è inoltre prevista la presenza di un gruppo di performers ceceni, che aiuteranno il pubblico a mettersi a proprio agio con giochi di prestigio eccetera. Non è invece ancora confermata la presenza dei NOCS.



I simpatici componenti della band (compreso il cantante, nonostante abbia cercato di effettuarsi una neuroablazione casalinga, usando solo un ferro da calza e una cannuccia per bibite) saranno davanti al locale tra le ore nove e le ore nove e 15 circa, per distribuire i biglietti ai numerosi convenuti e rilasciare dichiarazioni pervase dal raffinato umorismo che li contraddistingue.



La situazione parcheggi non è ideale, comunque è molto meglio di quella di praticamente qualunque altra zona di Milano - magari si deve camminare un pochino, ma il posto si trova.



Presenziate numerosi e soprattutto presenti. Chi non viene sarà passato per le armi.

news :: Esercizio di dietrologia.

Purtroppo, io so che ci sono tante persone con "coscienza ambientalista" che bazzicano l'asphalto. La cosa mi intristisce non poco, naturalmente, ma so che (in massima parte) non è loro la colpa di ciò che sono - un po' come per gli amici di Wurdalak.

La colpa è in buona parte della monumentale e clamorosa passione dei media per gli allarmi (se non c'è l'allarme, che cazzo di notizia è?) e per il resto del generico odio per gli americani e per le "corporazioni", odio che siamo addestrati a coltivare da chissà quanti anni.

Beh, non ho speranza di convincere quelli che ci credono veramente - temo che chi crede agli appelli di Dario Fo e Franca Rame sia al di là di ogni recupero - tuttavia, ho qualche speranza per chi tentenna. A loro, e solo a loro, dedico un paio di osservazioni dietrologiche che potrebbero magari spingerli a pensare un pochino con la propria testolina, e senza allarmi:

  • Greenpeace

    Vi siete mai chiesti chi li finanzia? Quale parte dei loro introiti arriva dalla ricca (e sempre più ricca) industria del cibo organico e del petrolio? Ah, sì, vero: lottano contro il petrolio (almeno quello delle petroliere) - ma non mi pare che abbiano detto un cazzo contro la benzina verde, né contro la V-Power. Curioso, visto che una è certamente molto dannosa, e l'altra potrebbe senz'altro esserlo.

    Inoltre, a proposito del cibo OGM e della preoccupazione per la nostra salute: com'è che non attaccano il tabacco o l'alcool, che sono *certamente* dannosi, e invece attaccano gli OGM, la cui dannosità non è affatto provata?

    E già che ci siamo, che ne dite del fatto che due ex membri (uno addirittura un fondatore) di Greenpeace dichiarano che quello che viene fatto ora è frutto di un'agenda politica?


  • WWF

    Potreste trovare interessante sapere che uno dei membri più importanti della storia del WWF è Anton Rupert, un magnate del tabacco sudafricano (e bianco, chiaramente), mentre un altro è il Principe Bernhard d'Olanda - un nazista (solo per nascondersi, dice) nonché una spia industriale per la I.G. Farben, un'industria chimica tedesca che durante la guerra pagava al governo qualche marco al giorno per il lavoro dei prigionieri dei campi.

    D'altra parte, potreste non trovare interessante nulla di tutto questo - ma vi potrebbe incuriosire sapere che il WWF è stato tra i principali promotori della campagna per la proibizione globale del DDT. Gran cosa, senz'altro - se non fosse che gli studi che provano la dannosità del DDT sono tutti meno che scientifici, mentre la sua efficacia come insetticida è tale che previene circa 500.000 mila morti di malaria all'anno, in Africa. Spesso bambini, chiaramente.

    Quindi, il WWF ha deliberato di ammazzare mezzo milione di bambini africani all'anno, pur di eliminare il DDT.




Provate a farvi qualche domanda, ogni tanto, invece di fidarvi sempre e solo di quello che dice il TG, il prete e il fighetto capo della lista di sinistra al liceo.

deliri :: La guerra di Putin

Prima o poi, qualcuno prenderà questo delirio, ci scriverà un merdoso instant-book da trecento pagine, e ci farà dei soldi. Leggetelo qui in anteprima, per poter mandare anche voi a fare in culo Bruno Vespa o chi per esso.

news :: Ver gogna

Ciao, leggo l’asphalto da tempo, ma come ebreo (ma anche da non ebreo), frasi tipo “bisognerebbe gasarli tutti, come gli ebrei, gli zingari e gli ostaggi nei teatri” non mi fanno davvero piacere.

Mi risponderai che non hai specificato che se lo meritavano (ma se vai sul letterale potrei anche pensare anche a un “andrebbe fatto anche con gli ebrei, gli zingari ecc…”), ma direi che non ti fa onore.

Puoi fare ciò che vuoi, scrivere ciò che vuoi, non sarò io a (riuscire a) vietartelo, ma cerchiamo di finirla coi doppi sensi pesanti e gratuiti.

Ciao.

David (www.ironico.it)



Ciao David. Non pensavo di dover spiegare il senso di una frase a uno che mi scrive da ironico punto it.

Deve essere un ossimoro. Un pò come se io ti rispondessi da AD.superdodatoesimmpaticamente­giovane. Punto it.

Mi vergogno profondamente, comunque. Davvero. Sono molto triste.

Per quanto riguarda i doppi sensi, pesanti e gratuiti, non so se mi sarà possibile assecondarti. Quando abbiamo provato a farvi pagare, non mi pare che le risposte siano state entusiaste.

Perciò, mio malgrado, temo che continueranno ad essere gratuite.

Shalom, David.

news :: Oggi mi faccio una lamplig

Rinfrancato dall’apprendere che anche i terroristi Ceceni sono dediti all’alcool e riescono a tenere in equilibrio una bottiglia di Cognac anche da morti – mi accingo a determinare il programma della mia domenica. D’altra parte, va detto che questi musulmani del cazzo predicano bene e razzolano male; bisognerebbe gasarli tutti, come gli ebrei, gli zingari e gli ostaggi nei teatri.

Veramente invece che scrivere questo post stavo per mettere su l’acqua della pasta, perché ho tirato avanti di un ora invece che indietro. Però il desiderio di utilizzare il verbo accingere in un post domenicale ha avuto il sopravvento. Inoltre pecorino e pesto alla undici di mattina è troppo anche per un uomo malsano.

Il programma è semplice: mi faccio del male, ma senza utilizzare siringhe, aghi e pastiglie colorate.

Oggi mi faccio la tangenziale. La mia droga si chiama Ikea. Ma siccome sono un pervertito, dopo l’Ikea mi sparo in vena anche il Castorama (che è una versione tagliata del Briko Center); il Trony (come da nome, il Trony ha un effetto immediato e irreversibile sul sistema nervoso centrale) e poi vado a finirmi dentro al centro Fiordaliso, il luogo con il più alto tasso di suicidi d’europa, superiore anche a quello degli abitanti delle isole Lofoten.

Perchè lo faccio, direte voi (o anche no, in effetti)?

Non lo so spiegare molto bene perché sono emotivamente coinvolto e perché non ho dimestichezza con l’italiano. Però grossomodo assomiglia ad una pulsione che mi spinge a valutare la possibilità di acquistare cose di cui non so cosa fare invece che altre che mi servono ma non ho i soldi per comprare. A quel punto mi siedo su di una comoda poltrona poang (79 euro con il poggiapiedi) e comincio a pensare a come posso mediare tre le contraddizioni che il mio cervello propone.

Compro la cagata che non so dove mettere oppure mi mortifico per non essere riuscito a comprare neppure sta volta un oggetto utile, chessò il portabiancheria pieghevole jall (euro 4,50 in esposizione con i calzini sporchi appallottolati per fare più ambiente casa)?

Mentre rifletto, di solito mi levo le scarpe e mi scaccolo cosicché il più delle volte mi scambiano per uno dello staff e cominciano a chiedermi assurdità cui cerco, nel limite del possibile, di rispondere in lingua svedese.

Tengo a precisare che questa attività di consulenza non è remunerata, seppur tollerata dai veri responsabili d’area.

In gran parte il mio pubblico è costituito da donne sformate a causa della gravidanza incipente e di quella appena conclusa. Il tasso di natalità tra i frequentatori dell’Ikea è il terzo nel mondo, dopo la Tanzania e il campo nomadi dietro casa vostra.

In ogni caso questo defluire di umani concilia il sonno più che il pensiero. Perciò io sarò ancora alla prese con il mio dilemma. Ma quando dispererò di uscire dal buio della mente, ecco che mi si accenderà nella zona dell’ippotalamo un faretto cittra (euro 45,90 disponbile anche in nero, come l’hascisc).

A quel punto non mi sarà difficile trovare il modo di grafiticare la psiche salvaguardando il portafoglio.

Saranno suppergiù le otto di sera quando mi metterò a cercare la macchina nel parcheggio con andatura furtiva e lo sguardo colpevole, che il buio aiuterà a dissimulare.

Sottobraccio, seminascosto dalla manica della felpa, un eccellente lamplig, indispensabile sottopentola, euro cinque e novanta. Satinato.

Certe volte farmi dietro diventa impegnativo. Se rinasco un’altra volta, giuro che non mi voglio più. Neppure satinato.

news :: C'è molto da fare.

Ieri sera ho avuto modo, per qualche istante, di spettare (si dice così quando uno fa lo spettatore) Otto e mezzo, la trasmissione di Ferrara e di un altro probabile ex-terrorista. Durante la trasmissione ho capito fino in fondo quanto il governo Berlusconi stia facendo per l'Italia. E vi assicuro che sta facendo molto: stanno cercando di assicurarsi che nessuno li voterà mai più. Mese dopo mese, giorno dopo giorno, riescono ad alienarsi le simpatie di chiunque, a partire dalla destra veramente liberale (se esiste qualcosa del genere in Italia), passando dai ricercatori, dagli insegnanti e da chi crede che la giustizia dovrebbe essere una roba seria*, per arrivare a tutti quei poveri cristi che credevano veramente che quest'anno avrebbero potuto comprarsi finalmente due casse di mele invece che una.

Dovremmo tutti essere grati per questo atto di generosità di Silvio B. - non sono in molti i politici che, intenzionalmente, lavorano per la propria trombatura alle elezioni successive.



In AltrE NiùS:

Il SolertE TracotanZ Mi Ha MandatO Un DeliriO, E Io L'Ho PubblicatO.

Il fatto che tra i due eventi siano intercorsi alcuni mesi è spiegabile dal fatto che non mi era venuto in mente come scrivere questo annuncio, poi mi sono detto "Ehi, cazzo, posso fare le maiuscole come il suo nome!". E allora l'ho pubblicato.





* As opposed to "una roba prodotta per metà da maneggiamenti di farabutti vari e per l'altra metà da resti putrescenti di regi decreti e codice di Hammurabi". Inoltre, vale la pena di notare come l'appellativo "legge sul legittimo sospetto" sia completamente fuorviante. Credo che una definizione più corretta sarebbe stata "legge sul pregiudizio del tribunale", dato che è quello l'oggetto del contendere, secondo il Berlusk. Vi siete mai chiesti perché invece usano un nome che fa pensare a tutt'altro?

deliri :: Un matrimonio

E' bello vedere che le cose peggiori della vita non capitano solo a me. Sarebbe bello anche se questo avesse la minima attinenza con il qui presente contributo, ma non si può avere tutto dalla vita.

news :: Clicca qui per vedere le TaTu che scopano.

Una delle tante ragioni per cui odio cordialmente* il calcio sono i tifosi. Non parlo di quelli che se ne stanno a casa a vedersi il calcio per convincere la moglie che è quella la ragione per cui hanno voluto il satellite e che i porno non sapevano neanche che ci fossero - parlo di quelli che vanno allo stadio.

Non tutti, però. Quelli che odio davvero sono quelli con targa straniera (cioè non di Milano), che tendono a provenire da zone remote e presumibilmente arretrate come Bergamo, Brescia e Vercelli. Io non so come sia la vita in quelle terre, ma a giudicare dai comportamenti dei loro temporanei migranti, sembrerebbe che i semafori non siano stati ancora inventati, e tutte le vie siano percorse da una sola macchina alla volta (quella del sindaco, presumo).

L'altroieri sera, per esempio, ho avuto l'agio di seguire per circa dieci minuti - durante i quali ho percorso 500 metri - un allegro gruppo di gitanti a bordo di una berlina targata BG e sventolante bandiere di una squadra o l'altra. Il garrulo gruppetto ha iniziato a rallentare a circa 80 metri dal primo semaforo - niente di male, se non fosse che andavano già a trenta all'ora e il semaforo era verde. Mentre il pilota faceva la sua imitazione di Rocca, slalomeggiando tra una corsia e l'altra, il semaforo è naturalmente passato al rosso. L'auto si è fermata in una posizione tale per cui riusciva a impedirmi di affiancarli - e questo in una strada a tre corsie. Al momento di ripartire, cioè dieci secondi dopo il verde, ho notato un certo rammarico nei movimenti del beota, che evidentemente era affascinato dal fatto che il semaforo cambiava di colore.

L'esperienza è stata resa ancora più interessante dal fatto che il semaforo successivo, pur essendo sostanzialmente pedonale, sfoggia anche una simpatica freccia a sinistra. Immagino che quel tipo di progresso tecnologico fatichi a imporsi tra le fottute palafitte di Bergamo - del resto, cazzo te ne fai di un semaforo, quando il triceratops che ti porta in groppa sa benissimo scansare gli altri anche da solo?

Alla fine, suppongo perché provato dall'esperienza sinora vissuta, il mentecatto si è distratto per qualche istante dal suo tentativo di occupare tutte e tre le corsie contemporaneamente - erano pochi decimi di secondo, ma mi sono stati sufficienti per superarlo e fuggire a odiarlo nel tepore di casa mia.

Odio i tifosi delle valli bergamasche.





* Che, contrariamente a quanto potrebbe sostenere Biscardi, non vuol dire "con simpatia", ma "di cuore". Cioè tanto.

news :: I cento talenti dello staff

AD: sontuoso!

RAM: buongiorno giovane

AD: uh che buon umore, erano anni che non capitava. Ne hai motivo?

RAM: macchè. Cazzo vuoi?

AD: Natale è alle porte..

RAM: io il bue nel presepe vivente non lo faccio più. Non faccio più nessun animale.

AD: difatti io che ti rispetto ti chiamavo per altro. Bisogna ordinare i biglietti d’auguri dell’asphalto. Idee?

RAM: ricicliamo quelli dell’anno scorso.

AD: non li abbiamo presi, l’anno scorso.

RAM: appunto. Percentuali bulgare di riciclo carta. Dovrebbero darci l’ambrogino d’oro.

AD: Si ma non possiamo essere sempre ai margini delle convenzioni, non essere toccati mai dalle ricorrenze!

RAM: si può sapere che minchia vuoi a quest’ora?

AD: penso che i biglietti d’auguri dipinti con la bocca siano i più graditi a chi li riceve. Anche quelli scritti coi piedi, quelli che vendono per l’unicef. Sono di moda e hanno un forte impatto emotivo. Sai, è l’etica dominante.

RAM: e ammia che me ne futte?

AD: il fatto è che costano un sacco di soldi. Quindi nell’ottica del risparmio dei costi pensavo di offrire qualcosa sui generis, però anche inedito.

RAM: e..

AD: no, ecco, siccome per l’unicef li dipingono già con gli arti rimasti oppure con la bocca nei casi più disgraziati, a quel punto per l’asphalto, insomma, mi sembrerebbe carino che tu, potresti provare, che poi hai anche un senso artistico riconosciuto…Secondo me c’avresti talento. Poi, si capisce che il pennello te lo fornisce la casa.

RAM: noooooooooo...

AD: fantastico, avverto subito il capo. Siamo così orgogliosi di te. Me ne servono una dozzina per l’inizio di novembre, come campionatura per i nostri migliori clienti. Banche svizzere, hanno cattivo gusto. Tu pensi di essere in grado di riprodurre le guglie di Gaudì?

RAM: click

AD: ah, se avessi io il talento di quest’uomo, le mani le userei solo per firmare autografi.

asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai