rido news :: My life as a cat-shit scooper

Un anno fa circa, ho preso un gatto.
Anzi, per essere più preciso, mia sorella mi ha dato un gatto, spiegandomi che è allergica ai suddetti. Cosa terribile, visto che se ne è accorta dopo trent'anni di vita con gatti e nemmeno mezzo starnuto.
Il gatto in questione (nome in codice: mishu) è attualmente un robo che quando si alza sulle zampe posteriori sorpassa allegramente il metro di altezza, dalla pelliccia rossiccia-dorata. L'altezza, il colore e il fatto che ha vari atteggiamenti da checca hanno fatto sì che abbia deciso di cambiargli nome: trovo che C-3PO sia più appropriato.
Normalmente, i gatti dovrebbero essere animali solitari, che pensano solo a se stessi eccetera. Col cazzo. C-3PO ha iniziato, sei mesi fa circa, a miagolare come un disperato ogni volta che uscivo di casa, e a leccarmi con avidigia quando invece ero a portata di lingua.
Ho quindi deciso di trovargli una controparte. Assistito dal destino, il giorno in cui la scelta era ormai fatta, ho visto un annuncio di una sciura che rifilava gattini, e sono balzato a catturare uno dei felini in questione. Una bestia splendida, desideroso di coccole e piuttosto ricchione pure lui.
Dopo qualche giorno, ha iniziato a miagolare. Emette dei pigolii e dei versi più o meno continui, correndo di qua e di là come un pazzo e gettandosi a strusciarsi contro ogni angolo/muro/superificie verticale/singolarità nucleare disponibile.
Da quando ha iniziato a cercare di scassinare le serrature e interfacciarsi con il computer ho deciso che la scelta dei nomi era perfetta.
Infinite cose da fare, e così poco tempo per farle delegare.

importante bla-bla :: storia d'italia

qualcuno mi aveva chiesto questo riassunto.
quel qualcuno mi deve un caffè.

A cavallo tra il 1976 e il 1977 Dell’Utri “si prese un anno sabbatico, voleva andare a studiare teologia in Spagna, pensava addirittura di farsi prete.” Sono parole di Gaetano Cinà – uomo d’onore della famiglia d’onore Malaspina – che Dell’Utri non nega di aver frequentato.

media recensioni :: gegen die wand

Quando vado al cinema, di solito vado a vedere dei film considerati "di alto livello", di quelli che vincono i premi a Cannes o a Venezia e che sono tutti impregnati di dramma e di denuncia sociale.
Nove volte su dieci sono film di una noia mortale, lenti come la morte e insopportabilmente autocompiacenti.

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