asphalto FAQ
bla-bla :: [1] Renato Schifani in: Untouchables
[snobismo proletario::post]la stavo ascoltando proprio mentre tu postavi e sono stato messo ko dalla coincidenza

Uno pari, dicevamo.

[snobismo proletario::post]e allora visto che vuoi fare il saccente di sta beatissima fava vatti a leggere l'espresso' delll'8 aprile 1994, purtroppo non online, che riporta l'intervista integrale e non la versione tagliuzzata ad usum dementii che tr4vvy continua a citare a sproposito

qualche esempio? domanda dell'intervistatore

E si sa cosa faceva a Milano?

Versione L'Espresso:
«A Milano credo che lui dichiarò di gestire un'agenzia, ippica o qualcosa del genere. Comunque che avesse questa passione dei cavalli risulta effettivamente la verità, perché anche nel processo, quello delle estorsioni di cui ho parlato, non ricordo a che proposito venivano fuori i cavalli. Effettivamente dei cavalli, non "cavalli" per mascherare il traffico di stupefacenti».

Versione RaiNews24
non pervenuta, sparita, non c'è nè la domanda nè la risposta.

Premetto che quando Travaglio parla dell'intervista a Borsellino urta anche me, mi sembra che non ne faccia un resoconto accurato.
D'altro canto l'intervista stessa, quella linkata da Haiku, mi sembra comunque agghiacciante, per quanto possa essere stata tagliuzzata (porcodio).
Comunque: mi suona abbastanza strana la frase che hai riportato, dato che un altro passo dell'intervista è:

Borsellino: Vittorio Mangano, se ci vogliamo limitare a quelle che furono le emergenze probatorie più importanti, risulta l'interlocutore di una telefonata intercorsa tra Milano e Palermo nel corso della quale lui, conversando con altro personaggio delle famiglie mafiose palermitane, preannuncia, o tratta, l'arrivo di una partita di eroina, chiamata alternativamente, secondo il linguaggio convenzionale che si usa nelle intercettazioni telefoniche, come "magliette" o "cavalli".
Giornalista: Comunque lei, in quanto esperto, lei può dire che quando Mangano parla di "cavalli" al telefono vuol dire "droga".
Borsellino: Sì, tra l'altro questa tesi dei cavalli che vogliono dire droga è una tesi che fu asseverata alla nostra ordinanza istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tant'è vero che fu condannato al dibattimento del maxi-processo per traffico di droga.
Giornalista: E Dell'Utri non c'entra in questa storia.
Bosellino: Dell'Utri non è stato imputato del maxi-processo per quanto io ne ricordi. So che esistono indagini che lo riguardano e riguardano insieme Mangano.


Poi parla anche dell'inchiesta su Dell'Utri (che però non era sua) e anche in questo caso sposa decisamente la tesi "cavalli"="droga".
Non riesco a inquadrare la frase che hai riportato tu in questo discorso, se non come un inciso.
Borsellino poi descrive chiaramente Mangano come una "testa di ponte" della mafia nel nord Italia.
Inoltre Berlusconi sapeva esattamente chi era (link - tanta simpatia e risate assicurate).
Notevolissimo il passagio:
Marcello: e come si sa?
Silvio: per una serie di deduzioni e per il rispetto che si deve all'intelligenza.

Lollone!
evvabbé, eppazzienza