| bla-bla :: [1] Renato Schifani in: Untouchables |
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sdavas ::
18:16 15/05/08 :: 0 risposte |
[snobismo proletario::post]la stavo ascoltando proprio mentre tu postavi e sono stato messo ko dalla coincidenza Uno pari, dicevamo. [snobismo proletario::post]e allora visto che vuoi fare il saccente di sta beatissima fava vatti a leggere l'espresso' delll'8 aprile 1994, purtroppo non online, che riporta l'intervista integrale e non la versione tagliuzzata ad usum dementii che tr4vvy continua a citare a sproposito Premetto che quando Travaglio parla dell'intervista a Borsellino urta anche me, mi sembra che non ne faccia un resoconto accurato. D'altro canto l'intervista stessa, quella linkata da Haiku, mi sembra comunque agghiacciante, per quanto possa essere stata tagliuzzata (porcodio). Comunque: mi suona abbastanza strana la frase che hai riportato, dato che un altro passo dell'intervista è: Borsellino: Vittorio Mangano, se ci vogliamo limitare a quelle che furono le emergenze probatorie più importanti, risulta l'interlocutore di una telefonata intercorsa tra Milano e Palermo nel corso della quale lui, conversando con altro personaggio delle famiglie mafiose palermitane, preannuncia, o tratta, l'arrivo di una partita di eroina, chiamata alternativamente, secondo il linguaggio convenzionale che si usa nelle intercettazioni telefoniche, come "magliette" o "cavalli". Poi parla anche dell'inchiesta su Dell'Utri (che però non era sua) e anche in questo caso sposa decisamente la tesi "cavalli"="droga". Non riesco a inquadrare la frase che hai riportato tu in questo discorso, se non come un inciso. Borsellino poi descrive chiaramente Mangano come una "testa di ponte" della mafia nel nord Italia. Inoltre Berlusconi sapeva esattamente chi era (link - tanta simpatia e risate assicurate). Notevolissimo il passagio: Marcello: e come si sa? Lollone! ![]() |
