| bla-bla :: [1] A mezzanotte va... |
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golem ::
13:22 23/04/08 :: 0 risposte |
[golem::post]le due ore successive vennero passate a stabilire come andasse fatta la bandiera, al che andarono tutti a casa loro perchè iniziava il tg4 e per mettere nel pentolino il dado con l'acqua per farcisi una pastina in brodo e della bandiera se ne riparlò solo la sera dopo, quando il cavalier semproni, imponendosi, ottenne che essa fosse verde nonostante il generale ardenti insistesse molto che era assurdo, visto che il verde era il colore delle bandiere dell'islam, ma semproni disse "non verde, vèrde mènta", e furono tutti più tranquilli. la riunione proseguì con una deriva pazzesca sul prezzo dei medicinali, sul carovita, sulle pensioni che non valevano più nulla. Al termine tutti si diedero appuntamento per la sera successiva per la pima ronda. Il giorno successivo, alle 22 in punto il cavalier semproni era in strada. indossava come al solito il cappello in feltro, il soprabito e aveva con sé l'ombrello. aveva però pensato di mettere sopra al soprabito la casacchina che usava al mattino per gestire le strisce pedonali davanti alla scuola elementare del quartiere. oltre all'ombrello impugnava anche il palettone per fermare il traffico. riteneva infatti che la combine palettone e casacchina lo avrebbe investito di una maggiore autorità. subito dopo scese il signor Sallusti provocando nel Semproni un immediato senso di stizza, il sallusti infatti doveva essersi montato la testa: indossava, con le scarpe in feltro che usava per via dei piedi sempre gonfi per problemi di circolazione sanguigna, una tuta mimetica dall'aspetto marziale che gli dava una certa aria da guerriero. in testa il signor sallusti aveva come al solito la sua coppola a scacchettoni, alla cintura una sirena da stadio, "per dare l'allarme", precisò. arrivarono, in quel momento, assieme il generale ardenti e la signora giuseppina, l'uno, con sommo disappunto del cavalier semproni, si era messo in divisa, tenendo però sbottonata la giacca per via dell'addome da cirrotico, la seconda indossava il tutone che portava sempre in casa con sopra un impermeabile di quelli tascabili, trasparenti. il cavalier semproni li cazziò tutti e tre: "non è questo il modo di presentarsi, cosa vi siete messi in testa, mi sembrate l'armata brancaleone!", e li mandò tutti su a cambiarsi. riscesero vestiti come per abdare a messa, a parte il sallusti che non s'era cambiato per via del fatto che era narcolettico e s'era appisolato nell'ascensore. il cavalire tirò fuori il tuttocittà: "faremo questo giro, qui, questo tracciato in rosso. quello verde è per il giovedì, blu per venerdì, nero sabato, giallo domenica, celeste lunedì e bianco martedì. capito?"- visto che tutti dissero d'aver capito il cavaliere ordinò l'avanti marsch. non avevano neanche percorso duecento metri quando videro nel cortile del palazzo vicino uno sciabolar di luci proiettate da torce elettriche. era come se alcune persone stessero ispezionando il parcheggio scoperto. immediatamente il semproni alzò il braccio per dare l'alt, quindi si girò verso la sua ronda facendo una facce strana come per dire "in campana, andiamo verso di loro ma con prudenza". iniziarono quindi un lento avvicinamento all'obiettivo. quando furono a una decina di metri videro sei persone che si muovavano tra le auto, in silenzio e vestite di nero. erano inequivocabilmente dei teppisti o, peggio, dei ladri. il cavalier semproni mise mano al cellulare per chiamare la polizia, solo che il cellulare l'aveva lasciato a casa. se lo scordava sempre a casa il cellulare, la figlia per questo gli rompeva costantemente le palle, ma del resto non lo chiamava mai nessuno e lui non aveva nessuno da chiamare. a parte la figlia, sì, a parte la figlia. erano tre anni chenla sentiva solo per telefono. non lo andava mai a trovare. poi rompeva le palle che si scordava il cellulare. bah. il cavalier semproni doveva decidere rapidamente. tornare a casa per chiamare la polizia e rischiare che quei malfattori se la cavassero finendo, nel frattempo, il lavoro? mai. fece un cenno al sallusti, ammiccando alla sirena da stadio. poi guardò negli occhi i compagni di ronda facendo capire che al suono della sirena si sarebbero scagliati sul nemico gridando "al ladro", quelli del condominio avrebero sentito e chiamato la polizia. Semproni contò uno, due, tre e al terribile suono della sirena, per la verità un po' scarica visto che produsse un qualcosa di assimilabile al bramito di un cervo, tutti balzarono fuori. i tipi vestiti di nero videro per primo il sallusti con la sua mimetica e uno di loro gridò: "gli skin!". si accese una furibonda mischia, nella quale anche la signora giuseppina, che combatteva con una scarpa che s'era sfilata, lottò con coraggio. le luci alle finestre cominciarono ad accendersi, qualcuno chiamò la polizia. l'appuntato capuozzo non credeva ai suoi occhi. ai suoi piedi giacevano i cadaveri di dieci anziani, tre dei quali passati da parte a parte con un ombrello, cinque morti di infarto, uno col cranio sfondato dal quale spuntava una scarpa col tacchetto bassoe uno con un palettone per il traffico che gli apriva il corpo dalla spalla all'inguine. cazzo la criminalità era divenuta insopportabile, uccidere coasì dei poveri vecchi. certo che non potevano prendersela con la polizia, non avevano fondi nemmeno per la benzina ed erano venuti con l'autostop. però non si poteva andare vanti così, bisognava che i cittadini intervenissero. serviva una ronda di quartiere. ecco sì: una ronda di quartiere. --- vi avanzo un amoruso, ma mo' non mi va. ........... |
| Modificato da golem - 13:26 23/04/08 |