asphalto FAQ
bla-bla :: [1] Pace all'anima di Cotard e del Reiki
Intervengo, per dire la mia, premettendo 1) che sono nuova, quindi chiedo venia per qualsiasi errore/omissione/violazione di cui non sia consapevole e 2) per intervenire benché non abbia letto l'intero thread (eh sì, dovrei passare qui la giornata dato che siamo a 370 risposte). Ne ho letto una parte e mi è sembrato che la mia esperienza potesse essere utile.... chissà.
Circa 5 anni fa mi hanno diagnosticato una malattia cronica (ossia di quelle che ti restano a vita) per cui il mio sistema immunitario attaccava la mia tiroide e la sollecitava a lavorare a mille. La tiroide, per chi non lo sapesse (e io non lo sapevo certo all'epoca) controlla una marea di funzioni essenziali del corpo, è uno di quegli organi assolutamente vitali che quando sballa fa sballare un sacco di cose. Quando va a mille può provocare tanti problemi tra cui un infarto. Questo ai dottori non piace. Li preoccupa. Hanno ragione. Quindi la soluzione della medicina tradizionale è bruciare la tiroide. Ucciderla. Sopprimerla del tutto. Così non può più lavorare a mille. E non ti può far venire l'infarto. Le funzioni della tiroide sono poi sostituite con una medicina, che si prende a vita. Ok, tutta questa è una descrizione MOLTO semplificata della malattia e dei suoi effetti. Se qualcuno si sente offeso sono in grado di dare spiegazioni mediche e dettagliate. Ma penso che al momento non servano.

Il punto è: la soluzione quando un organo essenziale non funziona molto bene è uccidere l'organo (o asportarlo) e sostituire con le medicine le funzioni di quell'organo. Il fatto poi che nel mio caso l'organo non funzionasse bene perché era il sistema immunitario a fare le bizze (e attaccare il suo corpo) è ignorato dalla medicina tradizionale. Ovvero, siccome non hanno alcuna idea su come risolvere il problema alla fonte lo risolvono alla manifestazione.

E questa è una grande mancanza e limitazione della medicina tradizionale.

Come è comprensibile mi sono molto preoccupata all'epoca (oltre al fatto che stavo parecchio malino) e quindi ho deciso di documentarmi. Mi sono documentata MOLTISSIMO. E ho scoperto che uccidendo la mia tiroide non avrei risolto il problema. Ossia, avrei risolto il problema dell'infarto, ma il mio sistema immunitario avrebbe trovato qualcos'altro da attaccare - in genere gli occhi, le giunture, ecc. ecc.
Ho anche scoperto che ci sono una marea di malattie causate dal sistema immunitario.
L'asma e le allergie di cui parla Rubytuesday sono tra queste.
Così come il diabete e l'artrosi per citarne due molto conosciute.
O il morbo di Khron o la sclerosi multipla per citarne altre due davvero pericolose per la vita.

Le manifestazioni sono diverse, il livello di pericolosità per la sopravvivenza variabile, ma hanno tutte un punto in comune: la medicina tradizionale non sa come risolverle e quindi usa dei metodi che per brevità definirei barbari.

Nel mio caso bruciare la tiroide, condannarmi a una condizione di ipotiroidismo a vita (che dà un sacco di altri problemi, ma non ti uccide) e a medicine a vita e introdurre nel mio corpo una bella quantità di radioattività. E sì, perché per "bruciare" la tiroide ti danno lo iodio radioattivo. La tiroide si nutre di iodio (essenziale per il suo funzionamento) e quindi se lo assorbe in massa e collassa. Altre - piccole ma fortemente dannose - percentuali di iodio radioattivo vengono assorbite da altri organi (tra cui quelli riproduttivi) e li danneggiano. Ma chissenefrega, intanto evitano che ti venga l'infarto.

Ebbene, a me la soluzione non piaceva. Neanche un pochino. Quindi ho preso per un anno e mezzo la medicina che tiene a bada la tiroide (e non la fa lavorare a mille per evitarti l'infarto) che in genere viene prescritta solo per un brevissimo periodo prima di bruciare la tiroide.
E in quell'anno e mezzo mi sono documentata e ho usato tutti i mezzi possibili per guarire il mio sistema immunitario. Quello di cui la medicina sa poco o nulla. Quello che stava attaccando la mia tiroide. Il vero colpevole della mia malattia.

E ho combattuto contro un sacco di medici che ostacolavano a spada tratta la mia decisione (ma grazie a dio, il paziente è ancora libero di scegliere).

Quello che ho fatto è assumermi la responsabilità della mia salute e assumere un approccio olistico al problema. Ossia affrontarlo da tanti punti di vista: medicine ma anche alimentazione, stile di vita, mente, spirito e corpo. Sono guarita.

Quello che dice Rubytuesday sui medici che non prendono in considerazione null'altro che l'aspetto puramente farmacologico delle cose è verissimo. Una marea di medici mi hanno detto che l'alimentazione non aveva alcuna influenza. E anche un cerebroleso comprende che quello che introduciamo nel nostro corpo tramite il cibo e quant'altro ha un sacco di influenza (soprattutto nel mio caso, ma non mi dilungo oltre).
Nessun medico mi ha domandato come vivevo, che stile di vita avevo, se ero sotto stress, se avevo problemi di vario genere.... Nessun medico si è preoccupato degli aspetti che vanno al di là della pura manifestazione della patologia. E ne ho visti tanti di medici...

Perché posto tutto questo in un thread sul Reiki? Perché in quel periodo ho usato ANCHE il reiki. Già lo conoscevo e l'ho usato come una delle tante miccie che avevo da spendere per combattere una cosa che volevo debellare. E sottolineo l'anche perché è importante. Era una tecnica che mi consentiva di consapevolizzare il fatto che mi stavo autocurando. Il concetto dell'autoguarigione è primordiale nel reiki, più della guarigione dell'altro. Ed è il concetto che si è perso nella nostra società. L'idea che invece di ricercare al di fuori di sé le cause e le soluzioni, è importante assumersi la responsabilità di se stessi e lavorare su se stessi in tutti i modi possibili per migliorarsi/curarsi.

Sono d'accordo con chi dice che i medici non possono consigliare questa o quella tecnica. Le motivazioni addotte da molti qui sono sensate. Ma la medicina è in guerra aperta contro qualsiasi altra cosa che non sia ingoiare pillole o aprirti col bisturi. O irradiarti. La medicina tradizionale ha abbandonato l'aspetto più essenziale - benché da molti medici riconosciuto - del lottare psicologicamente/mentalmente ed olisticamente contro una malattia. E in questo si trova una grande mancanza e limitazione della medicina tradizionale. E in questo si distinguono il reiki e tutti gli altri sistemi di autoresponsabilizzazione dell'individuo.

Non c'è nulla di speciale nel reiki, non bisogna credere a nulla di paranormale. Il reiki è una consapevolizzazione di se stessi. Si può raggiungere in molti modi e il reiki è uno di questi. Il reiki aiuta soprattutto ad autocurarsi. Lo ripeto perché è importante. E quando fai un trattamento reiki all'altro non lo fai per curarlo, ma perché l'altro ha scelto di cercare di curarsi. E tu in questo lo aiuti. Gli mostri una strada. Non mi stupirei affatto se avessi la dimostrazione scientifica che imporre le mani non serve proprio a nulla, che non passa proprio nessuna energia. E l'unica cosa che passa è proprio questa consapevolizzazione che si sta cercando di fare qualcosa per se stessi. Utilizzando un approccio che va al di là dell'ingoiare una medicina. Quello dell'autoresposabilizzazione, dell'autoguarigione, della consapevolizzazione che se mi picchio sul dito con un martello se faccio piano mi verrà un bell'ematoma e se faccio forte me lo romperò. Se vivo facendomi del male tramite stress, incuranza di quello che introduco dentro di me, e vari altri modi, mi farò del male. Il male verrà fuori a modo suo, ma prima o poi verrà fuori.

Questo è il reiki. Consapevolezza. Che quello che faccio a me stesso avrà delle conseguenze. E scelta di come si vive e di quello che si fa.

E non farebbe male a nessuno se la medicina tradizionale abbracciasse anche questo concetto essenziale quando cerca di curare la gente.