asphalto FAQ
bla-bla :: [1] Pace all'anima di Cotard e del Reiki
[Cotard::post]Il punto è questo: se credi veramente che l'atto di imporre le mani o so un cazzo quello che si fa nel Reiki faccia passare questa fantomatica energia cosmica e questa energia cosmica rafforzi lo "spirito" (ma poi cos'è lo spirito?) del paziente, in altre parole, se credi che questa energia cosmica esista e sia in qualche modo tangibile, allora non siamo d'accordo.

Se credi che sia una tecnica di rilassamento che può ingenerare reazioni psicosomatiche positive, allora potremmo anche essere d'accordo.


cotard, ci sono persone, come te (e in parte come me) che hanno bisogno di avere il conforto di una conferma "razionale" dell'efficacia di certe tecniche. pratico yoga da un po', e quando in alcune posizioni penso a "connettere l'energia della terra con quella del cielo" so che si tratta di un'immagine che mi auta a migliorare la postura. però funziona, il che vuol dire che fa scattare alcuni meccanismi mentali e fisici; a quel punto non m'interessa quanto il concetto di "energia" che sto usando in quel momento sia o meno coerente con il signirifato scientifico dello stesso termine. e se dovessi spiegare ad un neofita come rendere più efficace la sua pratica, utilizzerei la stessa metafora, perché so che è efficace.

il fatto è che ciascuno di noi ha bisogno di un coinvolgimento emotivo nelle cose che fa. per alcuni è necessario e sufficiente razionaliizzare ("se penso all'energia della terra e del cielo riesco ad allungare meglio il mio corpo e quindi a migliorare la mia pratica"), per altri è invece più efficace abbandonarsi alle figurazioni "irrazionali". rimane il fatto che almeno per un momento "credere" ad una certa raffigurazione della realtà è assolutamente la migliore strategia.

quasi tutte le arti marziali prevedono una qualche forma di visualizzazione che, almeno superficialmente, fa a cazzotti con la "razionalità scientifica". però funziona, e ti assicuro che non si tratta di credere agli elfi e alle fate, ma solo di "sentire" il proprio corpo, la propria mente e l'ambiente che ci circonda in modo diverso e, ripeto, più efficace.

per quanto riguarda poi l'interazione tra mente e corpo, al fatto che ad un malessere dell'uno corrisponda un malessere dell'altro, la medicina "ufficiale" c'è già arrivata da decenni. il fatto è che si tratta di interazioni assolutamente individuali, difficilmente standardizzabili e quindi impossibili da considerare in un protocollo clinico. curare un malato in modo "olistico" (aggettivo sputtanato ma validissimo) è infinitamente più difficile, perché richiede una più profonda interazione tra medico e paziente e un maggiore impegno da parte di quest'ultimo, che non si deve limitare ad osservare la posologia della medicina prescritta.
[vision-x::post]wile e' il buddha strafatto di slimfast dell'asphalto.