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krako ::
03:01 27/03/08 :: 41 risposte |
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Leggendo le vostre storie tese mi sono convinto a raccontare la mia. Premetto che personalmente ho cercato per tutto il corso della mia vita di evitare in ogni occasione di menare le mani, ma c'è stato un episodio in cui ho ritenuto che fosse assolutamente necessario. Era il 1891. Facevo la terza liceo in un istituto per figli di detenuti ad Aspen, in Colorado. Mi trovavo lì con la mia famiglia dopo che mio padre fu condannato ai lavori forzati perchè accusato di essere un falsario. In realtà mio padre non c'entrava nulla, si era trattato di un colossale errore giudiziario dovuto a un caso di omonimia. Fatto sta che una notte alcuni agenti in mimetica piombarono in casa mia e - dopo averci narcotizzati - ci caricarono su un volo diretto verso quelle fottute miniere di argento in cui il mio vecchio fu costretto a picconare come un negro fino alla fine dei suoi giorni. Ero in classe con la peggio feccia dei due mondi. Figli di assassini, stupratori, pedofili, avvocati. L'età media degli studenti in aula era di 25 anni. Ce n'era uno con dei grossi baffoni neri a manubrio che diceva di aver combattuto la guerra di secessione, un altro quella d'indipendenza, un altro ancora - un armadio, da tutti soprannominato "il Guercio" - sosteneva di essere il cugino di un mozzo della Santa Maria. Il clima nella scuola, potete immaginarlo, era quello che era. Eravamo i figli dei più pericolosi criminali internazionali - o presunti tali - quindi spadroneggiava chi alzava di più la voce, chi minacciava roteando pugni in aria, chi menava con più veemenza: era in vigore la legge del più forte, semplicemente. Io ero l'ultimo arrivato, lì, all' Enrico Fermi di Aspen, e venivo trattato come tale. Mi chiamavano Pizzamerda e mi riempivano quotidianamente di calci in culo. Il mio fisico mingherlino mi rendeva impotente di fronte alle continue vessazioni perpetrate dagli ultraripetenti della mia classe: inoltre il Guercio aveva già ucciso l'ultimo preside e il professore di latino impiccandoli durante un'assemblea di istituto e quindi non avevo nessuno a cui rivolgermi per chiedere di essere trattato come un cristiano normale. Poi, intorno alla fine di maggio, la svolta. In quel periodo facevo il filo alla figlia di un bidello, Lorraine, una tipa che pareva abbastanza morigerata ma che secondo me sotto sotto staccava pomponi a nastro. In uno slancio di spudoratezza riuscii persino a chiederle di venire con me al ballo di fine anno e lei, incredibilmente, accettò. Quel sabato sera mi tirai a lucido: doccia con bagnoschiuma al muschio bianco, bidet alla lavanda e gel e dopobarba a litrate. Ero deciso a farmela a tutti i costi. Alle otto, tutto gasato, passai a prenderla a casa, ma la madre mi disse che non c'era. Strano, pensai, forse è già lì che mi aspetta. Arrivo al parcheggio di fronte alla sala da ballo e vedo la sua macchina che sosta defilata sotto un grosso pioppo tremulo - un aspen, appunto. Scendo dalla mia auto e mi dirigo a piedi verso la sua, apro lo sportello dal lato del guidatore e vedo lei ammucchiata sui sedili anteriori con un tipo che non riconosco subito, al che, istintivamente, urlo: "Hey tu porco levale le mani di dosso!". Lui si gira. Era il Guercio. Rimasi paralizzato dalla paura. "Guarda che hai sbagliato macchina, Pizzamerda" mi fa lui. "Alza i tacchi Pizzamerda, e vattene". Io rimango lì, incerto sul da farsi. "Sei sordo Pizzamerda? Chiudi lo sportello e vattene!". Ma io non potevo lasciarla lì, in balia di quel bruto. Così raccolsi il poco ardore che mi scorreva dentro e la rabbia repressa degli ultimi mesi e dissi: "No Guercio, tu la lasci stare!". "Va bene Pizzamerda, te le sei cercate e ora te le prendi" rispose lui avventandosi su di me e piegandomi un braccio dietro la schiena in una posizione innaturale. Ero lì, immobile e inoffensivo, già piegato a lui, con il dolore che dalla spalla destra si irradiava come un fuoco per tutto il corpo. Il Guercio rideva, rideva di me e della mia inconsistenza, rideva della merda che ero. Non potevo sopportarlo oltre, non riuscivo a sostenere il suono di quella risata. Allora strinsi il pugno sinistro e tirai una mina sotto il mento del Guercio che cadde svenuto a terra, all'istante. "Tutto a posto Lorraine" dissi poi. La presi dunque per le mani, la sollevai dai sedili e ci avviammo insieme verso la sala da ballo. Lei mi guardava come si guarda un miracolo, con gli occhi già ebbri d'amore. Quella è stata l'unica volta che ho alzato le mani su qualcuno. Flame dance |
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krako Posts: 4128 12:53 28/03/08 |
[(x-AL)::post]per dire che mi ricorda ritorno al futuro Bravo, ne sai a pacchi! :| Flame dance |
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Q. Posts: 36962 20:48 28/03/08 |
KRAKO PLAGIONE AFFOSSAURO!
E' già primavera, nelle mie mutande |
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elenoire2047 Posts: 4265 20:52 28/03/08 |
Perché il borotalco è verde ed ha il tappo bianco?
4 dogui |
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maskone a testa alta Posts: 11825 20:58 28/03/08 |
[Q.::post]esci le prove maestro, io affosserò!! |
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krako Posts: 4130 20:58 28/03/08 |
[Q.::post]KRAKO PLAGIONE AFFOSSAURO! La storia me l'ha scritta Alberto Radius, prendetevela con lui Flame dance |
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Q. Posts: 36964 21:10 28/03/08 |
tra l'altro anche la parola "ebbri" è già stata usata, in uno sceneggiato del '77 di cui non ricordo il nome
E' già primavera, nelle mie mutande |
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maskone a testa alta Posts: 11828 21:12 28/03/08 |
sì mi pare pure a me, quando il tizio dice "io ebbri in eredità un capitale inestimabboli"
NB: il barbera d'alba è buonerrimo |
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(x-AL) AARGH! Posts: 2633 02:13 29/03/08 |
[mrzappa::post] cazzo vuoi?leggo ogni tanto quando soffro d'insonnia lurkami sta' minchia ![]() |
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falena trappola per topoi Posts: 7834 02:17 29/03/08 |
x-AL sei di un bel color ciclamino. Lo approvo.
The most. You ever lost. On a coin toss. |
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nightwatcher Posts: 3335 09:36 30/03/08 |
tra l'altro vorrei ricordare a mrzappa una semplice frase.
DONT FUCK WITH X-AL, o anche DONT FUNK fai un pò te. ![]() |
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mrzappa Posts: 3480 09:32 01/04/08 |
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Flame dance
E' già primavera, nelle mie mutande

