| bla-bla :: [1] [fork] Mazzate |
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Cotard ::
21:23 21/03/08 :: 0 risposte |
[donny::post]chi ha spaccato il culo a Gandhi? Ma no, in realtà io non c'entro nulla. C'era (c'è ancora credo) un tipo del mio paese, figlio di inbreeding e con una leggera forma di Tourette che certo non aiutava. Da piccolo prese, credo, i pidocchi, e gli rasarono la testa per curarlo. Da lì lo soprannominarono Gandhi. Nonostante il soprannome, questo tizio era una bestia. Magro, nervoso, con la rabbia bestiale da ghetto delle case popolari. Lo mandarono in collegio, ebbe problemi a socializzare e, parole sue, non sapeva mai che cazzo fare, quindi picchiava indiscriminatamente i compagni per passare il tempo (ho un amico, peraltro estremamente ben piazzato, che ricorda la sua adolescenza in collegio come un incubo per le botte che questo gli somministrava). Lo mandarono in terapia, e lo espulsero finalmente quando picchiò la psicologa e diede un paio di calci, per buon peso, al preside. Tornò in paese e passò la fine dell'adolescenza sempre nei guai. Un giorno una ragazza lo prese in giro da lontano, lui si voltò, la affrontò e gli tirò giù i denti davanti. Non come skuregyon, fece davvero un bel lavoro. La tizia lo denunciò per farsi ripagare il lavoro del dentista. Girava con una ragazza bassa e grassissima, più grande di lui, e il suo motto era "ogni cinque minuti di ritardo, uno schiaffone nel muso". E glieli dava per davvero. Una sera, non me lo scorderò mai, lei, che aveva la macchina, gli disse che sarebbe rimasta a casa, invece di andare in discoteca. Lui trovò un passaggio per andarci lo stesso e la trovò lì. Senza dire ne uno nè due, le allungò un diretto al volto che, vi giuro, avrebbe fermato un treno. C'è da dire che lei sembrava una matrioska, bassa massiccia e col baricentro basso, e accusò il colpo con una tolleranza impensabile. Noi, adolescenti magrolini, saremmo volati oltre il divanetto. E vabbè, di rissa in rissa, si calmò un po' oltre i 20 anni. L'impresa che lo fece diventare leggenda, però, fu quella dell'uccellino. Nonostante tutto, il tizio era una persona sensibile, a suo modo. Cercava costantemente approvazione e veniva ferito dal fatto che la gente perbene, noi in primis, si guardasse bene dal fare gruppo con lui. Quindi, un po' picchiava la gente per guadagnare rispetto ed approvazione (c'era comunque una mentalità di paese, dove la violenza era fatta oggetto di culto), un po' reagiva veramente malissimo alle prese in giro e all'esclusione (specialmente da parte delle ragazze). Un giorno, una ragazzina, con le sue amiche, trovò un passerotto caduto dal nido. Lo teneva in mano, tutte le amiche attorno a vedere cosa fosse, ad accarezzarlo, a chiedersi come avrebbero potuto aiutarlo. Gandhi si accorse della mossa e volle vedere l'uccellino. Povero, sono convinto che davvero fosse mosso a tenerezza. Le ragazzine si passavano 'sta creatura di mano in mano e lui chiese se poteva tenerlo per un po'. Ora non ricordo il dialogo preciso, ma lei gli rispose seccamente che non gliel'avrebbe dato nemmeno morta, perchè lui era matto e lei aveva paura che gli avrebbe fatto del male. Lui, umiliato davanti a tutti, ebbe uno dei suoi raptus di violenza, che però (per fortuna di lei), non rivolse verso la ragazzina. Le strappò di mano il passerotto, a forza, e quando lo ebbe per sè, con un morso gli strappò la testa. Poi vomitò. La cosa buffa e triste è che, mentre tutti erano paralizzati dall'orrore, lui, con gli occhi lucidi dalla sboccata e tremante di rabbia, la prese a male parole urlandole in viso "Ecco, sei contenta? Hai visto cosa mi hai fatto fare? Hai visto?" L'ho visto tempo fa, sta bene, è sempre dentro e fuori dai casini. Di più non so perchè non ci parlo molto. ![]() Dead in the parlor with dust like a membrane, fly friends are dreaming of wings and antennae. |
