| Q. :: 13:33 15/10/07 :: 131 risposte :: [rating 7] |
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Con un solo, deciso battito d'ali l'aquila si staccò dal picco e planò verso la vallata. La sua apparente immobilità, i muscoli tesi, la testa in perfetto asse con il corpo, le ali rigidamente spalancate erano in realtà il perfetto risultato di un'infinità di correzioni che le permettevano di fondersi con il vento. Se un animale del bosco avesse alzato gli occhi, avrebbe visto solo una piccola sagoma nera contro il cielo freddo, così lontana e sconosciuta da non poter influire sulla sua vita. Come Dio. E come Dio lei era o si sentiva, mentre le linee parallele del fiume, del bosco e delle pendici rocciose correvano al di sotto, dipinto eterno e consueto del suo territorio di caccia. L'aquila sapeva riconoscere qualunque graffio o microscopica macchia su quell'enorme mappa, identificando senza esitazione una lepre, un serpente o una tartaruga. Cibo. Niente di più, niente di meno. A valle della cascata vide diversi animali, ma decise di volare ancora: l'aria era frizzante, il sole caldo sulle piume e non c'era fretta. D'altro canto, anche le sue necessità si erano ridotte da quando, la luna precedente, una frana aveva distrutto nido e nidiata. Decise di spingersi più a valle del solito, ma ricordandosi degli uomini col bastone di tuono si allontanò ulteriormente da terra. Qui i monti si levigavano, abbassandosi, il fiume si allargava e il bosco diventava meno folto e più ordinato. Nidi duomo dal tetto rosso soffiavano fumo bianco. Sorvolando una radura, notò un batuffolo di piume zampettare disordinato e goffo: una preda così facile che laquila decise di farne un antipasto o un riscaldamento o entrambi. Con uno scatto si gettò in verticale, lame daria negli occhi e lungo la schiena, la sensazione del fulmine. Ma mentre laquila calava inesorabile, pregustando la sensazione soffice sotto gli artigli, sentì che il piccolo uccello saltellante emetteva dei suoni striduli e disperati che le riaccesero dentro il ricordo di grida acute sotto le pietre, poi più flebili poi più niente. Unimmagine aliena che incomprensibilmente non riuscì a scacciare. Frenò la picchiata e atterrò nella radura. Lo zigzag frenetico delluccellino e il suo insopportabile stridio si pietrificarono allistante. Non aver paura disse laquila se avessi voluto afferrarti, lavrei già fatto e non te ne saresti neanche accorto. Chi sei, e perché tormenti il mio cuore? Luccellino frignò: Non dovevo scappare, ora non so più tornare! La mamma non mi troverà mai e qualche grosso serpente o uccello come te mi mangerà! Laquila lo guardò. Era una palla minuscola tutta piume e il suo becco sembrava più adatto ai vermi che alle cacce rapaci. Non assomigliava per niente ai suoi piccoli perduti. Eppure scacciò quel pensiero rimpiazzandolo con un bisogno che sentiva più urgente: Non posso aiutarti a trovare tua madre, ma non voglio lasciarti qui, perché non vivresti a vedere la luna spuntare dietro il dente di pietra. Ti proteggerò e ti nutrirò e crescerai e cacceremo insieme. Fulminea, lo afferrò delicatamente tra gli artigli e volò in alto ignorando i pianti delluccellino. Il nido che aveva ricostruito non era grande né confortevole come quello vecchio, ma per un solo piccolo era più che sufficiente. Lo depositò delicatamente e, visto che strillava inconsolabile, volò a cercargli dei vermi e qualche bacca. Il cibo piacque alluccellino, che ne mangiò avidamente e si calmò subito. Per diverse lune laquila accudì luccellino. I giorni, dal sorgere del sole fino al tramonto, avevano di nuovo senso ora. Laquila insisteva nel catturare piccoli roditori, serpenti e quaglie, ma sembrava che luccellino non gradisse: alla fine doveva sempre portargli semi, bacche, vermi e insetti, una vergogna per unaquila. Ma la cosa più importante era che mangiasse e crescesse. In effetti luccellino era cresciuto. Certo, non aveva laspetto fiero di un aquilotto e neanche, a dire il vero, la vivacità di un falchetto o di una poiana. Era sempre un batuffolo di piume, solo un po più grande. Anche il colore non era scuro e regale come quello dei rapaci, sembrava piuttosto quello innocuo e slavato, giallognolo, degli uccelli di pianura. Eppure, laquila si era ripromessa di insegnargli a volare e a cacciare, e lavrebbe fatto. Una mattina, prima che laquila partisse per la caccia, luccellino disse: Aquila, ogni giorno ti vedo volare silenziosa e imponente dal nido, sopra la valle a dominare tutte le cose. Non ricordo più cosero prima, sono cresciuto e voglio essere come te, voglio essere unaquila. Piccolo mio rispose il tuo aspetto non è quello dellaquila, ma ciò che più conta al mondo è quello che tu vuoi essere, e se vuoi essere unaquila lo sarai. Mostrami le ali. Luccello aprì le ali, facendo uno sforzo evidente per farle sembrare eleganti e affusolate. Allaquila, evidentemente abituata a ben altro, parvero corte e tozze. Ma non lo diede a vedere. Bene, piccolo. Hai ragione, sono passate tre lune e non puoi più rimanere nel nido ad aspettare. Io stessa non potrò badare a te per sempre. Devi imparare a volare e a cacciare, a individuare gli animali dalla carne morbida e dalla corsa goffa, a gettarti in picchiata, ascoltare il vento, riconoscere luomo innocuo dal mago dei tuoni: diventare unaquila. Si voltò, appollaiandosi sul bordo del nido a guardare la vallata. Vieni qui. Ascolta il vento, negli occhi e tra le piume. Ecco, così, ora sta fermo e apri le ali. Bravo. Ora laria batte ed è pronta a sorreggerti, lo senti? Tienile aperte ancora un po, prendi fiducia. Lascia che il vento le accarezzi. Il vento è amico e compagno, le tue ali devono appartenere a lui più che a te. Guarda la valle, ora. Oggi sono io a dominarla, ma un giorno tutto questo sarà tuo. Osserva quella radura, là sotto: sembra lontanissima, eppure volando potrai raggiungerla in un attimo. Ricordati, sei unaquila ora. Sei pronto? Luccellino tese ogni muscolo, ali spalancate e occhi socchiusi, concentrato e convinto: Sì! Laquila gli diede una piccola spinta. Purtroppo, prima di allora non aveva mai visto un pulcino di gallina. ![]() La fine del mondo arriverà gratis. |
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piccis Posts: 2299 20:52 19/10/07 [rating 2] |
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Henry Valiant Posts: 69 21:18 19/10/07 |
mi ritorna in mente la storia del cane di un mio amico che si lanciò non si è capito bene per qual motivo dal quinto piano contro il parapetto del balcone. Solo che c'erano lavori in corso e in quel punto era stato rimosso :|
non sono mai riuscito a spiegarmela questa cosa All this is, of course, impossible |
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Pacciani Posts: 7913 22:48 19/10/07 |
[golem::post]io sono diventato un fan di walker ranger. ancora non ce la faccio a seguirlo per più di cinque minuti ma faccio progressi. ieri ha abbattuto un aereo col canne mozze. mio nonno ne è grande fan. a niente serve ripetergli che chuck norris è amico di bush e fanatico protestante (e pertanto nemico), al massimo dice "che semo" però va avanti a guardarlo e ride. |
| nonno di pacciani (15:26 20/10/07) |
non è vero [ignorato - rating -1]: clicca qui per leggerlo |
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cHukie Posts: 2847 15:33 20/10/07 |
picciiiiiiiiis
È stata fatta la domanda su chi è capace di arrivare a questa scala, di salirla e di arrivare alla Via. Il signor Gurdjieff ha risposto usando una parola russa che può essere tradotta con padre di famiglia. Nella letteratura indiana e buddista c'è un tipo ben definito di uomo e un tipo di vita che può portare al cambio dell'essere. 'Snataka' o Padre di famiglia significa semplicemente un uomo che conduce una vita comune. |
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gg ring a ding ding Posts: 8212 23:09 20/10/07 |
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Cotard Achtung, Ordnung. Posts: 3161 15:23 21/10/07 |
[gg::post]i pesci rossi sono carpe. Della famiglia. Sono entrambi Ciprinidi, ma il pesce rosso è l'auratus, la carpa comune il carpio (da cui il nome carpa, quindi a stretto rigor di logica il pesce rosso NON è una carpa). ![]() Dead in the parlor with dust like a membrane, fly friends are dreaming of wings and antennae. |
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golem Posts: 20919 09:52 22/10/07 |
[piccis::post]la cosa brutta è che a 5 anni sembra DIO no tipo dio no. quasi. [Henry Valiant::post]mi ritorna in mente la storia del cane di un mio amico che si lanciò non si è capito bene per qual motivo dal quinto piano contro il parapetto del balcone. Solo che c'erano lavori in corso e in quel punto era stato rimosso :| il tuo amico è una rottura di coglioni pazzesca, forse? [Cotard::post]Ciprinidi, che godono strfinando il basso ventre sul fondale a quel che so. ce ne sono anche sulla metropolitana, ma lì li arrestano per molestie. OKAHEY! |
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hyddenplace da uova e da latte Posts: 6564 09:56 22/10/07 |
ci sono anche le carpe mangiasputi
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morella Posts: 5415 10:38 22/10/07 |
[Cotard::post][gg::post]i pesci rossi sono carpe. ah minchia non lo sapevo. fico. [golem::post]ce ne sono anche sulla metropolitana, ma lì li arrestano per molestie.a me non mi hanno ancora beccata [hyddenplace::post]ci sono anche le carpe mangiasputi no, aspe' spiega |
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Massimote Posts: 3525 11:15 22/10/07 |
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