asphalto FAQ
bla-bla :: [1] I gggiovani fanno cagare
[psycho::post]il concetto di leadership (che di suo, in astratto, avrebbe senso) e' diventata una gara di stronzeria.

leadership naturale. ho saputo di gente che curricoleggia con "leadeship naturale".

è un maschio alfa nato, il povero idiota.

io darei un coglione per fare un colloquio io a uno stronzo dimmerda così: "ah, lei ha doti di leadership naturali?", chiese golem appoggiandosi allo schienale e chiudendo il curriculum che aveva di fronte. "certo!", disse il bellimbusto aprendosi in un meraviglioso sorrisone. "me le mostri.", disse golem. "cosa?" disse il bellimbusto. "mi mostri la sua leadership natuale, prego.", "ma... scusi come...", disse imbarazzato lo stronzo dimmerda. "SITZ!", urlò golem scattando in piedi e protendosi verso il leader naturale, che immediatamente si mise a cuccia orinandosi tra le zampe.

perchè la leadeship, per usare questa infamità di termine mollemente albionico, non si impara all'università, la si acquisisce condividendo pane merda e sangue in prima linea. non te la riconosci, ti viene riconosciuta.

il leader naturale. il fegato ti mangio, miserabile.

[psycho::post]da che parte stavi.

dalla parte di dio e del popolo, sempre.

[psycho::post]quelli che hanno un'ottima reputazione, costruita col dire in giro di avere un'ottima reputazione.

:)

[psycho::post]l leader e' quello che costruisce l'immagine di chi e' abituato a far funzionare le cose e le persone.

la differenza tra un leader e un capo, mi si segua per cortesia, è quella che passa tra un generale ed un ammiraglio. il generale manda in battaglia, l'ammiraglio conduce in battaglia. che è molto diverso. molto molto diverso.


[maranza::post]mi pare che partire da subito con "no, ma io la cravatta non la metto, è un affronto alla mia dignità di uomo" è poco sensato.

anche per maffa:

mi sembrava di essere riuscito a spostare il discorso sulle sue cause invece che sui suoi effetti. mi sembra che il problema affrontato come lo affrontate non sia "il problema" e che invece esso sia un problema di accesso al lavoro. mi sembrava di averlo spiegato, ma ci riprovo: un ragazzo, per quanto studiato, delle classi più popolari avrà meno naturale dimistichezza con il dress code, il modo di rapportarsi, anche semplici argomenti di conversazione comuni rispetto ad uno che è figlio dell'amministratore delegato della fiat.

saremo daccordo.

ecco che allora dove il primo pretende di non essere svantaggiato nell'accesso al lavoro e di essere per questo valutato sulla base oggettiva delle competenze, l'altro fa pesare quello che a buon motivo può ritenere un suo legittimo vantaggio.

la cosa è giusta? non lo è? non lo so, non mi va ora di pensarci, ma a questo punto il tema è nella sfera della lotta di classe e non di cravatta sì cravatta no.

magari a uno mettevano la cravatta per la messa domenicale e la vede come una cosa normale, l'altro magari aveva il padre che quando vedeva uno in cravatta sputava per terra e si metteva a cantare l'internazionale.

[Wile::post]sono diventato dirigente a trentun anni.

non si può essere dirigenti, in una azienda che non sia piccola piccola, a 31 anni. manca l'esperienza.

anzi l'età non conta, scusa, facevo i conti a mente saltando passaggi:

non si può essere dirigenti senza almeno dieci, quindici anni di mestiere sul groppone.

[dulcamara::post]ni. Oggi guardo gli impiegati con un misto di odio e invidia,

ma lascia perdere guarda.
'sta lei che alla fine se ci stai insieme non funziona che non sei capace di cambiare le tue radicate abitudini del cazzo e allora se ne va a scopare in giro coi dementi e poi le rode che non trova l'amore e il tempo passa e tu dici grazie al cazzo che non trovi l'amore: so' dementi, e nel mentre tu te ne stai per i cazzi tuoi un po' chiuso un po'ì incazzato un po' che non ti va di fare un cazzo e manco sei sicuro d'averci ragione e allora alla fine lei sola coi cazzi suoi te solo coi cazzi tuoi e tanti auguri che è un pareggio del cazzo e vissero tutti felici e scontenti.

ecco, quando arrivo a questo punto mi passa la voglia di toccarmi, mi giro su un fianco e comincio a contare i cani zoppi.