bla-bla :: [1] il latino apre la mente - ma non quanto apre il culo!

[golem::post]la scuola fino all'università al massimo può ambire ad insegnare a studiare piuttosto che a formare completamente le persone


Non è poco…

Ricordo con ilarità e orrore insieme, l'incapacità di una donna ai primissimi mesi di studio del tedesco, in Germania, che non era in grado di distinguere tra er e ihn, ovvero, secondo un italiano desueto, tra egli e lui, ovvero tra nominativo e accusativo. Se avesse fatto un minimo di latino, non dico che mi sarebbe uscita con un "ah, si, come is ed eum in latino", ma almeno alla parola accusativo non avrebbe sgranato gli occhi come se stesse contemplando il monilite nero su Giove.

Che poi le facoltà umanistiche siano un parcheggio di fancazzisti è risaputo e vero, perché purtroppo non si fanno esami tagliagambe come nelle facoltà scientifiche. Poi, potete pure dirmi che è "più utile" (cosa ambiguissima e poco chiara) studiare biologia e non filosofia, però vi assicuro che se vi metto alle strette ad un esame, pochi di voi sono in grado di spiegarmi in modo decente e chiaro l'onomatologia della qabbalah di Gerona e affini.

Tutto è difficile. Il problema è il discrimine o la disciplina: "a la virtù latina o nulla manca o sol la disciplina", per dire (Tasso).
"Non c'è giudice e non c'è giustizia" (Talmud, Avodà Zarà, 25a)

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