| Q. :: 16:32 03/11/06 :: 48 risposte :: [rating 6] |
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Davanti allo specchio, Arturo contemplò il risultato della sua preparazione. I consigli di Mariuccia, la tredicenne figlia dei vicini, erano stati preziosissimi. Macché giacca di velluto e cravattino, gli aveva detto, non siamo mica nell'ottocento! Una camicia sportiva sopra i jeans e vedrai che figurone. Certo, Arturo non possedeva né jeans né camicie sportive, ma alla fine aveva deciso che la camicia della domenica e i pantaloni di lino che aveva comprato per la cresima del cuginetto sarebbero andati benissimo. Un'ultima occhiata gli riportò alla mente la frase che Mariuccia aveva aggiunto dando per scontata la sua immensa sfigosità, e constatando che in effetti la ragazzina aveva ragione aprì l'ultimo bottone in alto della camicia. Prima di tornare a fare i compiti, Mariuccia lo aveva incoraggiato: dai che sei un bel ragazzo, devi solo credere di più in te stesso... e vestirti meglio, vai convinto che stasera è quella buona. Annuendo, Arturo era arrossito. Ma dimmi cosa mi tocca sentire da una bambina. Ok, ci siamo, mormorò. Sono bello, sono interessante: donne, a me! E senza pensarci due volte, uscì. Mezz'ora dopo era sul posto. L'organizzatore aveva già cominciato a spiegare il funzionamento della serata, anche se Arturo non ne aveva bisogno: aveva studiato le regole dello speed date su internet, ansioso della possibilità di fare figuracce come parlare con la ragazza sbagliata o non cogliere i segnali positivi. Si sedette al suo tavolino. Di fronte aveva una ragazza né brutta né bella, ma quando Arturo fu sfiorato dal pensiero che forse quella sera eccetera incominciò a sudare da ogni poro in modo incontrollato. La ragazza si presentò e Arturo le porse in silenzio una spugna per piatti che incidentalmente era la sua mano. La ragazza iniziò a raccontare di sé e dei suoi interessi e Arturo non ascoltò, concentrato a ripassare cosa le avrebbe detto di lì a poco. La ragazza scosse il braccio di Arturo perché toccava a lui parlare e pareva parcheggiato su un altro pianeta. Arturò inspirò profondamente, si disse "forza!" e iniziò a balbettare vergognosamente: - I-io mi chia- mi chia- c-chia- io m-mi chia- In quel momento PEEE suonò la trombetta del cambio coppie. Arturo indossò una faccia di scusa e senza guardare la ragazza si spostò al tavolino successivo. Se possibile andò ancor peggio: quest'altra donna aveva farneticato vagamente sul desiderio di trovare un uomo sensibile e d'altri tempi, che la capisse, e lui non aveva fatto altro che fissarle le tette. Quando toccò a lui raccontarsi, decise di saltare "io mi chiamo" ma riuscì solo a ripetere per due minuti buoni Artu- Artu- Artu- senza neppure terminare il suo nome prima dell'impietoso PEEE del giro successivo. Nel corso della serata, Arturo si sedette con dodici ragazze, che non ascoltò neppure di sfuggita, e per dodici volte fu soltanto il suono PEEE a salvarlo dal ripetere le stesse balbettanti tre o quattro sillabe, fino alla morte propria o della sventurata di turno. PEEE. Ormai la camicia di Arturo era un panno da strizzare, e dal suo colorito nessun anatomopatologo avrebbe avuto dubbi di sorta nel procedere all'autopsia. Tutto intorno coppie mal assortite limonavano negli angoli, le ragazze convinte di aver trovato il principe dei loro sogni, i ragazzi felici di avere rimediato da trombare. Altri ballavano in pista, aspettando che gli angoli si liberassero. Arturo si scostò i capelli appiccicati sulla fronte. Ormai tutto di lui era balbettante, il labbro superiore che tremava in modo incontrollabile, il primo bottone della camicia mezzo staccato per il nervosismo all'ennesimo apri-chiudi, la suola della scarpa destra calpestata da un ciccione che si arrotava in pista con una sciampista. Beh, pensò, almeno ho guardato scollature per tutta la sera, ma questo non lo consolò molto. Poi nell'angolo in fondo notò una ragazza, l'unica che era rimasta da sola. Sembrava anche carina, nel suo vestito nero punteggiato di fiorellini. Belle tette. Anche lei lo guardava, e sorrideva. Arturo, si disse, fuori gli attrubuti. Sei conciato come uno straccio, ma tu vali. Hai provato la tua parte per tutta la settimana: vai e dimostra che ce la puoi fare. Si alzò in piedi, e guardandola negli occhi le andò incontro. La balbuzie non esiste. Parla, ce la puoi fare. Lei continuava a sorridere. Vai Arturo. Si sedette di fronte, guardandola negli occhi. Dio, quanto è bella. E mi guarda. Vai Arturo. E sorride. Vai Arturo. Inspirò. Vado. E andò: - Ciao, mi chiamo Arturo. Sono un contabile in una grande compagnia, guadagno bene e da qualche tempo non vivo più con mia madre. (E' morta il mese scorso). Ho un sacco di interessi, mi piace cucinare anche se sto ancora imparando, ascolto molta musica, soprattutto la radio, quello che c'è, e mi piace comprare fiori alle ragazze. Sei molto bella! Se usciremo insieme ti porterò a teatro o al cinema, e poi a cena ma non in una tavola calda eh! E poi magari potremmo fare una passeggiata, a me piace il lungofiume di sera, anche se non ci sono mai stato, ma una volta ho visto un servizio in tv su un omicidio avvenuto proprio lì, e in effetti pareva un posto carino e romantico, a parte il morto coperto da un telo bianco ovviamente, e comunque noi staremmo attenti e poi chi vuoi che se la pigli con noi! E poi al limite ti proteggo io! Ahahah! Arturo, stai andando alla grande, si disse. La ragazza sbatteva le palpebre e continuava a sorridergli. Quasi senza una pausa, Arturo continuò: - Come sarebbe bello, davvero! Se no possiamo andare allo zoo, è un posto molto carino, mia madre mi ci portava sempre, ma ora è un mese che non ci vado, chissà se le scimmie si ricordano ancora di me! L'ultima volta gli ho portato delle arachidi di seconda mano e me le hanno tirate tutte in testa, invece il panda mi si è affezionato, chissà perché, è strano, visto che pare che non si sia affezionato nemmeno alla compagna! Ti faccio anche vedere i fenicotteri, sono animali bellissimi, ma tu di più, sei davvero bella, dimmi, come ti chiami? E rifiatò. Lei attese un attimo, poi accorgendosi che lui taceva assunse un'espressione dispiaciuta e articolando malamente urlò: - SHCUSA, SHONO SORDAA! Proprio in quel momento qualcuno inavvertitamente si sedette sulla trombetta e nelle orecchie di Arturo risuonò l'ennesimo PEEE. ![]() la cosa più intelligente che sia mai uscita dalla bocca di una donna è il cazzo di albert einstein |
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allegrodemiurgo cerebrum non habet Posts: 822 01:28 05/11/06 [rating 5] [1 versioni] |
LA FACCIA DELLA SCONFITTA
quella sera Arturo tornò a casa in uno stato di depressione peggiore di quello in cui era caduto dopo l'amplesso con il cadavere della sua anziana madre. Mariuccia l'aveva visto arrivare. i loro sguardi si erano incrociati. non c'era stato bisogno di dire una parola: l'espressione della tredicenne non lasciava adito ad interpretazioni. chiusa la porta, Arturo si sdraiò sul suo letto e si abbandonò ad un sommesso e liberatorio pianto davanti allo sguardo disgustato del Barone Causio. LE BUONE ABITUDINI come ogni mattina, da un mese a questa parte, Arturo dormì fino al sopraggiungere del mal di schiena. restò qualche minuto a rimirare il soffitto ingiallito. nudo, immaginò di essere sorpreso da Mariuccia a menarsi l'uccello e si segò selvaggiamente. si pulì col lenzuolo, scoreggiò e si riaddormentò. nella camera accanto il cat-o-matic aveva appena rilasciato il primo pasto della giornata. il Barone Causio si leccò i baffi. THE NAKED BRUNCH odore di caffè e acqua di colonia dozzinale di cameriere mutanti dalla personalità multipla; psicoterapeuti sessodipendenti alla ricerca di pazienti liceali con occhi da bambino e bicipiti baseball; gruppi di donne quarantenni consumatrici di sperma surgelato; colf colombiane, maestre di magia nera, al seguito delle loro schiave borghesi dallo sguardo assente; vigili urbani di comuni limitrofi autoproclamatisi indipendenti. Arturo, sudatissimo, si accorse che la sua copertura era a rischio. consumò in fretta il suo succo di mango e scappò. nel frattempo il Barone Causio cagava sul tappeto strane palline colorate. IL BARONE CAUSIO MUORE A CAUSA DI UN INCIDENTE alle cinque in punto arrivò Mariuccia. top rosa a fantasia floreale e shorts militari con fiocco rosa, tutto Fornarina; ballerine Mark Jacobs. si accomodò sul divano mentre Arturo preparava il tè, Assam Jamguri, 35 euro da Peck la confezione da 125 grammi. sorseggiarono in silenzio per due minuti, poi Mariuccia non resistette. -allora, com'è andata ieri sera? conosci già la risposta, puttanella, ti caverei quegli occhiacci bovini per poi farteli mangiare. -ma, sai com'è. poco tempo per conoscersi, troppa gente. non è una cosa che fa per me. -è andata male, vero? io un po' lo sapevo. sei troppo imbranato, però sei sympa. avresti proprio bisogno di una ragazza. -tu ne conosci qualcuna? -non so, fammici pensare. ehi, che fai? -senti com'è duro. -fermo, guarda che urlo! Mariuccia era molto più stretta di sua madre, ma riuscì a farlo scivolare dentro abbastanza facilmente. non era vergine la troietta e Arturo non capiva perché avesse fatto tutte quelle storie. il tappeto era impregnato di sangue, decise che l'avrebbe buttato via l'indomani, insieme al cadavere. alzandosi scivolò su delle strane palline colorate e cadde pesantemente sul corpicino del Barone Causio. l'indomani avrebbe buttato via il tappeto, insieme ai cadaveri. |
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Elenoire2047 Posts: 1368 01:39 05/11/06 |
capolavoro allegro. Forkerei se sapessi come si fa
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dulcamara Posts: 2456 01:42 05/11/06 |
per fortuna non lo sai.
per risollevare l'umore ecco una bella barza su una bionda: dumb blonde in ascensore insieme a un signore di mezza eta'. dumb blonde: "hey! T-G-I-F!" il signore di mezza eta', imperturbabile: "S-H-I-T" la dumb blonde, sorpresa: "I said, T-G-I-F!" il signore di mezza eta', ancora piu' imperturbabile: "S-H-I-T" la dumb blonde: "hey, are you stupid? T-G-I-F is Thank God It's Friday!" il signore di mezza eta', con un sorriso: "S-H-I-T is Sorry, Honey, It's Thursday!" "Addomesticami - disse la volpe al piccolo principe - perchè avere un cane che ti porta il giornale è una bella cosa, ma avere una volpe che ti fa un pompino vuoi mettere?!?"A. de saint Essuperì - il piccolo principe. Edizione filologica |
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supermaz Posts: 42190 03:03 05/11/06 [rating 2] |
questa freddura mi ha fatto cagare un plaid verde a coste, mi tornerà utile grazie!
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rodolfo Posts: 31056 03:04 05/11/06 [rating 2] |
Oh no supermaz è tornato a casa ubriaco come sempre
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supermaz Posts: 42193 03:08 05/11/06 [rating 2] |
caro il mio damerino dei cazzi ti informo che non mi ubriaco da ben 6 giorni.
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::ariel:: Posts: 1039 04:12 05/11/06 |
Ti leggo la menzogna negli occhi.
Il ritorno del ![]() |
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Q. Posts: 24559 12:43 05/11/06 [rating 2] |
allegro mi hai ferito, "arturo" non è cattivo
![]() la cosa più intelligente che sia mai uscita dalla bocca di una donna è il cazzo di albert einstein |
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falena trappola per topoi Posts: 4342 12:44 05/11/06 [rating 2] |
[Q.::post]allegro mi hai ferito, "arturo" non è cattivo no ma infatti si capisce che quello è tutt'altro arturo, non ha nulla a che vedere con il tuo. |
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psycho Posts: 38760 12:46 05/11/06 [rating 2] |
ed e', per la precisione, quello della celebre pubblicita'.
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falena trappola per topoi Posts: 4343 12:49 05/11/06 [rating 2] |
psycho ti aspettavo al varco
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Wile trasfiguratore tendenzioso Posts: 1372 15:21 05/11/06 |
[psycho::post]celebre pubblicita' celebre solo dalle tue parti, peraltro. ... I feel I must be wrong. |
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psycho Posts: 38767 15:35 05/11/06 [rating 2] |
be', ma e' quello che conta.
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supermaz Posts: 42198 16:06 05/11/06 [rating 2] |
[::ariel::::post]leggi *qua sotto* |
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falena trappola per topoi Posts: 4346 04:31 06/11/06 |
[Wile::post]celebre solo dalle tue parti, peraltro. ESR+ me donna fortunata perché conterranea del menzionato Arturo +mettete i fiori nei vostri cannoli! |
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Q. Posts: 24569 10:48 06/11/06 [rating 2] |
falena, Arturo abita nel varesotto
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falena trappola per topoi Posts: 4349 11:34 06/11/06 |
[Q.::post]falena, Arturo abita nel varesotto non mi sembra giusto infierire su di lui con tutta questa crudeltà. |
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Q. Posts: 24578 11:46 06/11/06 [rating 2] |
la prossima puntata riguarderà un pidjama party
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"Addomesticami - disse la volpe al piccolo principe - perchè avere un cane che ti porta il giornale è una bella cosa, ma avere una volpe che ti fa un pompino vuoi mettere?!?"A. de saint Essuperì - il piccolo principe. Edizione filologica


sguardo da topo malato arrapato