asphalto FAQ
deliri :: Scemo del villaggio
L’uomo era accovacciato dietro un cespuglio di agrifoglio da più di mezz’ora, a distanza sufficiente per non pungersi ma abbastanza vicino da poter giocare con le bacche rosse che punteggiavano la pianta. Ne sceglieva una non troppo protetta dagli aculei e prendeva a torcerla delicatamente da una parte e poi da quell’altra, come a saggiarne la resistenza o il desiderio di non staccarsi dal ramo che la nutriva – il suo attaccamento, letteralmente.
Lo affascinava lo scatto improvviso che percepiva tra le dita, quando infine la bacca cedeva. Allora la contemplava fra le dita per qualche istante, con gli occhi che brillavano come se stesse vivendo uno dei più grandi miracoli dell’universo, poi d’un tratto qualcosa nel suo sguardo si spezzava: la bacca diventava, per lui, una pallina rossa priva di interesse e con noncuranza se la gettava dietro le spalle. Di tanto in tanto pareva ricordarsi del motivo per cui era nascosto lì e si sporgeva per guardare a destra, lungo la strada sottostante, in direzione della curva. Ancora non arrivava. Allora, risistemandosi in modo da non essere visibile, ricominciava l’identica operazione con un’altra bacca.

Si chiamava Giuseppe, ma come spesso accadeva allora a chi portava quel nome nel basso Piemonte, tutti lo chiamavano Pinin. Più spesso ancora gli urlavano “ven si, balengo”*, rendendo subito evidente anche all’occasionale forestiero che quel docile omone di mezza età era lo scemo del villaggio. Non che lo fosse davvero, beninteso, almeno non nel senso letterale o archetipico. Però ogni villaggio ha bisogno del suo scemo: vent’anni prima, alla morte del suo predecessore (quello sì, corrispondeva molto meglio allo stereotipo) e in mancanza di esemplari più adatti, quel ragazzetto mansueto, taciturno e di certo non troppo sveglio né volenteroso era parso il candidato ideale. Col tempo, inevitabilmente, il vestito che gli era stato appiccicato addosso gli era colato sottopelle e lo stesso Pinin si era convinto di essere un po’ più stupido degli altri. Preso in giro dai vecchi, emarginato dai suoi coetanei e rifiutato con sdegno dalle ragazze – che lo attiravano con forza a causa dei confusi sogni che faceva ogni notte, in cui pelli dalla consistenza e dal sapore sconosciuti si intrecciavano alla sua in qualche ingenua fantasia – gli era sembrato che il modo più semplice per essere accettato fosse conformarsi alle aspettative dei compaesani. Entrò per bene nel personaggio dello scemo, ma infine il personaggio entrò in lui e non fu più possibile distinguerli.

Eppure per molti versi Pinin non era diverso da tutti gli altri. Portava le mucche, puliva la stalla; i Ferrero, che l’avevano all’incirca adottato dopo la morte di sua madre, non avevano mai avuto da lamentarsi di lui, anche perché tendeva a passare tutto il giorno e la sera fuori casa: nella stalla, per i campi, in piazza o chissà dove. Dopo che Pinin ebbe chiarito tra sé gli aspetti meccanici delle sue avventure oniriche, cominciò ad avere anche le stesse esigenze dei ragazzi, e più tardi degli uomini, della sua età. Tuttavia, non riuscendo neppure a parlare con le proprie coetanee, si rese presto conto che a maggior ragione non sarebbe potuto diventare protagonista dei giochi a due che spesso accadevano nei prati e che lui spiava, nascosto tra gli arbusti. Intraprese così una routine fatta di sistematico voyeurismo – ma lui invecchiava, le coppie che andavano per campi avevano sempre la stessa giovane età – e di visite in città una volta al mese, durante le quali spendeva in qualche bordello di terz’ordine ogni centesimo che aveva guadagnato.

Tutto ciò proseguì invariato per anni, ossia fino a quando non si rese conto che Rosetta, la figlia dei Ferrero, compagna di giochi quando era bambina e di lavoro dopo che ebbe raggiunto l’adolescenza – anche se i due non avevano gli stessi compiti, ovviamente –, l’unica persona che forse per ingenuità o per bontà di cuore lo trattava senza condiscendenza né scherno, era infine diventata una donna. Come era inevitabile, se ne innamorò perdutamente e ne fu travolto come da un’inattesa piena del Po, visto che si trattava di un sentimento che non aveva avuto occasione di capitargli prima di allora. In modo altrettanto prevedibile, lei rifiutò duramente il suo goffo approccio, scandalizzata dalla proposta avendolo sempre considerato un fratellone un po’ tonto e inorridita all’idea di essere sfiorata dalle sue mani tozze e ruvide.
Pinin se ne andò quieto a piangere sotto un melo, ma per la sua mente semplice fu a quel punto automatico considerare Rosetta una traditrice e addossarle ogni colpa per i calci presi fuori dall’osteria, per le carriole di cipolle rovesciate, per le grida – balengo, gnùgnu, baluba – bonarie ma insistenti, per la merda di cavallo che aveva dovuto mangiare a forza, per il desiderio insoddisfatto di un’amicizia anche vaga e soprattutto per la lacerante assenza di una donna che non chiedesse di essere pagata anche solo per parlare con lui.

Pinin aveva deciso che Rosetta meritava una punizione, o vendetta, o qualcosa del genere; e anche se non era riuscito a razionalizzare con precisione il motivo – e tanto meno le esatte conseguenze – adesso era appostato ad aspettarla dopo la curva che dal paese portava verso la cascina Ferrero, annoiato dall’attesa e distratto dalle bacche.
Quando la ragazza infine comparve alla vista, da sola, il cuore di Pinin prese a battere più spedito. Ecco la bacca che voleva davvero cogliere, pensò. Nel cestino il pane, la pasta e due bottiglie di vino per la domenica parevano appesantirla abbastanza da impedirne la fuga. Quando lei ebbe coperto i trenta passi che la separavano dal nascondiglio di Pinin, questi balzò fuori all’improvviso, la afferrò per il braccio libero dal paniere e ansimando “vieni!” la trascinò dietro l’agrifoglio, immobilizzandola supina a terra.
Si stupì che lei non avesse urlato né chiesto aiuto come invece si era immaginato. In realtà Rosetta pensava che Pinin la volesse coinvolgere in uno dei suoi soliti, improvvisi entusiasmi: per una farfalla molto colorata, per un albero che assomigliava allo zio Gianni o per qualche animale morto.

Rosetta capì troppo tardi che la situazione, invece, era molto diversa. Pinin, chino su di lei, le aveva tappato la bocca con una mano schiacciandole la nuca a terra, mentre con l’altra mano cercava di afferrare qualcosa nella tasca dei pantaloni. Quando la liberò dalla presa, Rosetta aveva ormai perso il desiderio di gridare a squarciagola, perché Pinin stringeva adesso un coltello da cucina che la minacciava accanto al viso mentre lui, semisdraiato sopra di lei, si abbassava i pantaloni.
Non appena Pinin la prese, Rosetta iniziò a piangere sommessa perché non voleva, perché non sapeva cosa fare, perché non era giusto. Perché era Pinin. Ad ogni singhiozzo che sentiva, lui pareva irritarsi ulteriormente, muovendosi con più rabbia e stringendo il coltello più forte e più vicino all’orecchio destro di Rosetta. Lei se ne rese conto e cercò di smettere di piangere; in effetti lui parve calmarsi un poco, e – se non altro – le faceva meno male.
Rosetta, come sua madre, era dotata di una mentalità pratica e fin da bambina aveva mostrato un carattere forte e risoluto. All’età di nove anni andava orgogliosa della sua treccia bionda, lunga fino al fondo della schiena, ma quando la impiastricciò in modo irrimediabile giocando in cima a un gelso fu lei stessa a decidere di tagliarla; e non versò neppure una lacrima.

Perciò, con un coltello impugnato a pochi centimetri dal suo orecchio, mentre colui che lei considerava un fratello adottivo la violentava, Rosetta lentamente iniziò a gemere. Pinin fu sorpreso e rallentò per un istante, poi quando lei incrementò il tono e lui capì che gli ansiti che sentiva erano di piacere e non di dolore, prese a muoversi con maggiore delicatezza e iniziò a sfiorarla in viso con la mano libera dal coltello. Rosetta ora partecipava e gli stringeva le spalle e lo baciava su tutto il viso. Gli occhi di Pinin si inumidirono, dimenticò il coltello a terra e si mise a carezzarle i capelli.

Era il momento che Rosetta aspettava. Lo baciò appassionatamente e corse con la mano destra al coltello, mentre ormai era lui a singhiozzare di commozione e stupore senza più pensare a niente, neppure all’atto. Con un gesto forte e deciso Rosetta affondò la lama nel fianco sinistro di Pinin, in mezzo alle costole, estraendola immediatamente come a mitigarne l'effetto. Lui parve più sorpreso che colpito e rotolò su un fianco, sollevando finalmente Rosetta dal suo peso.
Lei si scostò ma non corse via: vedendo la pozza di sangue allargarsi rapidamente, confondendosi con il tappeto di bacche rosse sulle quali ancora giacevano, lo guardò con pena. Nella sua ultima espirazione, Pinin sussurrò “grazie”. Rosetta non seppe mai se l’avesse detto per esser stato liberato dalla fatica di vivere, per essere stato fermato nella sua folle violenza o perché, seppure in virtù di un inganno, si era sentito desiderato per la prima volta in tutta la sua esistenza.



* “Vieni qui, [fesso, scemo; il termine meglio combaciante potrebbe essere il lombardo pirla]”

JESUS SAVES
MOHAMMED INVESTS
BUDDHA RECYCLES

ilduca rivelaci chi ti vuole male!
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz) Control of Mind





DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io lo so.



[Q.::post]colui che lei considerava un fratello adottivo la violentava
[psycho::post]penso sia una delle cose piu' anali


cazzo in culo non fa figli.
devi capire che le donne al mondo sono molte, ed io ho un solo membro. quindi devo sbrigarmi. w gli umori!
k
(12:02 11/10/06)
Scemo del villaggio [ignorato - rating -2]: clicca qui per leggerlo
k
(12:05 11/10/06)
Scemo del villaggio [ignorato - rating -1]: clicca qui per leggerlo
[k::post]k
sai che c'é una trilogia dedicata alle tue città?
cerca in questo sito con google.
Perdo tempo su asphalto da
  + | last | shuffle
(NB: trovi che qualcosa non vada nella mia sign e vuoi rendermene edotto? Grazie! Però scrivimi una merda di email invece di postarlo su asphalto.)
[k::post]
non è quello il problema, è lo scrittore che è in te, che è mediocre: tanto per usare un eufemismo
lol.
per fortuna faccio un altro lavoro.
[k::post]ci mancherebbe qualcuno pagasse per questa roba, ma fammi il piacere
mi fai sorridere: non ho mai detto questo.
[k::post]le troppe adulazioni t'hanno fatto perdere il senso della misura.
ahahah ma chi sei
[k::post]e accettale le critiche, non cancellarle, visto che ne proferisci volentieri, e a iosa: accetta la cruda realtà quando ti tocca: non fare lo zotico villano.
ma di che vai blaterando? non ho cancellato alcuna critica, e di certo non mi permetterei di moddownare o modduppare un post che mi criticasse o - giustamente - mi osannasse.

ottimo decimo post, comunque. forse dovresti tornare a curvare i tubi da due pollici con la sola forza dei tuoi sfinteri invece di scassare i coglioni.

JESUS SAVES
MOHAMMED INVESTS
BUDDHA RECYCLES
[k::post]non si finisce nemmeno a parlare qui eh?
mi sa che tu ci parti, da -1, sai?

JESUS SAVES
MOHAMMED INVESTS
BUDDHA RECYCLES
k
(12:16 11/10/06)
Scemo del villaggio [ignorato - rating -1]: clicca qui per leggerlo
k
(12:19 11/10/06)
Scemo del villaggio [ignorato - rating -1]: clicca qui per leggerlo
[k::post]ahah, a me non mel'ammolli q, fai fai, ma continua a farlo
non l'ho mai fatto
[k::post]taccerò!
me? di cosa?
[k::post]ah ecco, ma questo non toglie nulla a tutto il resto, grazie a ogni modo
PWNED

JESUS SAVES
MOHAMMED INVESTS
BUDDHA RECYCLES
[k::post]... e accettale le critiche, non cancellarle,


ma vai a leggere le FAQ, cretino. li' c'e' spiegato come funziona il sistema automatico di rating dei post.
probabilmente parti gia' affossato perche' in passato i tuoi pochi post sono bastati a far cagare abbastanza gente.
in ricordo di quando li ho pwnati tutti quantiSono Jim Massew, l'uomo migliore di voi. E ora vi spieghero' perche' siete dei fessi e dove avete sbagliato fino a ora (cit.)
vocale
(12:29 11/10/06)
Scemo del villaggio [ignorato - rating -1]: clicca qui per leggerlo
[k::post]okay spediscimene una copia via mail
purtroppo c'ho sottomano solo una rece (tra l'altro manco avevo capito il titolo, è trilogia dellA, non "delle"), ma è una rece di pregio.
cerca in questo sito con google.
Perdo tempo su asphalto da
  + | last | shuffle
(NB: trovi che qualcosa non vada nella mia sign e vuoi rendermene edotto? Grazie! Però scrivimi una merda di email invece di postarlo su asphalto.)
lordacca so che dovrei scriverti una mail in privato ma per un assurdo bug della tua signa è comparsa, anziché una scritta GIUVE MERDA, un'altra dileggiante l'altra, unica, vera e favolosa squadra della mia città.

JESUS SAVES
MOHAMMED INVESTS
BUDDHA RECYCLES
Che favolosa rosicata ragazzi!
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz) Control of Mind





DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
k
(13:09 11/10/06)
Scemo del villaggio [ignorato - rating -1]: clicca qui per leggerlo
[k::post]e qui,quo,qua! Senta q, non conosco la realizzazione linguistica di quella parola, pwned

Al che dimostri di non aver letto né le FAQ né l'ortodossia, quindi fottiti, e muori.
k
(13:29 11/10/06)
Scemo del villaggio [ignorato - rating -1]: clicca qui per leggerlo
[Q.::post]

[k::post]

però, che fantasia eh?


[Q.::post]lordacca so che dovrei scriverti una mail in privato ma per un assurdo bug della tua signa è comparsa, anziché una scritta GIUVE MERDA, un'altra dileggiante l'altra, unica, vera e favolosa squadra della mia città.
ah sì, l'ho aggiunta io quando ci avete fottuto la A comprandovi arbritro, guardalinee, commentatori e mezzo stadio.

si vede che ne girano di soldi da quelle parti, neh?
cerca in questo sito con google.
Perdo tempo su asphalto da
  + | last | shuffle
(NB: trovi che qualcosa non vada nella mia sign e vuoi rendermene edotto? Grazie! Però scrivimi una merda di email invece di postarlo su asphalto.)
[k::post]è la tua stessa ideologia a concretizzarsi in azione, quindi lo fai anche inconsapevolmente...
sì bene ciao.
[Lord H.::post]ah sì, l'ho aggiunta io quando ci avete fottuto la A comprandovi arbritro, guardalinee, commentatori e mezzo stadio
ESR

JESUS SAVES
MOHAMMED INVESTS
BUDDHA RECYCLES
Q. mi parli un po' della tua ideologia?
[Q.::post]ESR
supergiovaneeeeee!
cerca in questo sito con google.
Perdo tempo su asphalto da
  + | last | shuffle
(NB: trovi che qualcosa non vada nella mia sign e vuoi rendermene edotto? Grazie! Però scrivimi una merda di email invece di postarlo su asphalto.)
guarda zio brady la mia ideologia detta in tre parole consiste nella transustanziazione di stocazzo.

JESUS SAVES
MOHAMMED INVESTS
BUDDHA RECYCLES
[Q. è satanista da sempre, per i meno informati]
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz) Control of Mind





DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
[contavo di arrivarci per gradi]

JESUS SAVES
MOHAMMED INVESTS
BUDDHA RECYCLES
troppo codardo
(16:18 11/10/06)
Scemo del villaggio [ignorato - rating -1]: clicca qui per leggerlo
k fake di q.
Se non lo sapevi, ora lo saiSe non lo sapevi, ora lo sai
DOPO LEGHISTA, XENOFOBO MI HAI DATO ANCHE DEL PWNATO (CHE NON SO COSA SIGNIFICA)... ORA BASTA... VEDIAMO SE CAPISCI TU QUELLO CHE TI SCRIVO IO...IDIOTA!!! [Panaccò@forumfree]
Comunque siete stati troppo severi nei confronti di Q. Io l'ho trovata una bellissima storia autobiografica.