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in seguito alla geniale uscita del capogruppo udeur alla camera
Si tratta di un'enormità! Peggio dello scandalo Sifar, quasi un colpo di Stato. Dobbiamo dare subito una risposta per non fare la figura degli scemi. Bisogna varare un provvedimento che levi la pelle a chi pubblica le intercettazioni. è un problema che riguarda tutti. Pensate se uno di questi deputati si ritrova domani su un giornale la trascrizione delle telefonate con le sue troie: è rovinato! (Mauro Fabris, 21/09/2006)
che potete trovare qui e che comunque vado ora a riportare per intero, eccolo:
INDIGNAZIONE E PAURA FABRIS (UDEUR): «PEGGIO DELLO SCANDALO SIFAR»
Il Palazzo si sente sotto assedio «E’ quasi un golpe»
Fassino: «Chi spia pensa di ricattare il paese»
22/9/2006
di Augusto Minzolini

ROMA. Di primo mattino, mentre nel Transatlantico di Montecitorio alcuni deputati leggono stancamente i giornali, dentro l’aula il capogruppo del “mastelliani”, Mauro Fabris, lancia il grido d’allarme di un Palazzo che si sente spiato. La notizia della struttura parallela che in Telecom intercettava il Gotha del Paese ha messo mezza classe politica in allarme e l’altra metà sta buona solo perché ancora è ignara. «Si tratta di un’enormità - grida Fabris -. Peggio dello scandalo Sifar, quasi un colpo di Stato. Dobbiamo dare subito una risposta per non fare la parte degli scemi. Bisogna varare un provvedimento che levi la pelle a chi pubblica intercettazioni. E’ un problema che riguarda tutti. Pensate se uno di questi deputati si ritrova domani su un giornale la trascrizione delle telefonate con le sue troie: è rovinato. Domani Clemente porterà in Consiglio dei ministri il testo di un provvedimento. Speriamo che venga trasformato in un decreto legge. Tra l’altro c’è la proposta di istituire per le intercettazioni legali, cioè quelle autorizzate dalla magistratura, un unico centro di ascolto dentro il ministero di Grazia e Giustizia».

Il Palazzo è indignato contro chi ha avuto l’impudenza di spiare migliaia e migliaia di personaggi in vista: industriali, banchieri, politici e giornalisti. Ma ha anche paura: in che mani finiranno quei cd stracolmi di colloqui confidenziali? Ecco perché il desiderio di intervenire subito - con un decreto o con una commissione di inchiesta per fare chiarezza - è unanime. Il Guardasigilli Clemente Mastella parla di «attentato alla democrazia». Piero Fassino di «ricatto al Paese». Francesco Rutelli chiede l’adozione di «misure estremamente stringenti per evitare che il cittadino parli al telefono con il timore di essere ascoltato». Anche Romano Prodi tornato dagli Usa ha maturato la convinzione che «bisogna fare qualcosa, subito». E sull’altro versante Silvio Berlusconi è restato di stucco di fronte allo scoppio del nuovo scandalo: «Mamma mia, mamma mia. Roba da non credere. Siamo pronti anche ad accettare un decreto per far fronte una buona volta al problema delle intercettazioni».

Il Palazzo «spiato» reagisce all’unisono. Del resto sull’argomento «intercettazioni» non sono pochi quelli che hanno i nervi scoperti. Semmai è sul resto che le valutazioni si dividono non fosse altro perché nel Paese è in corso una grande partita di potere e, a sentire i bene informati, in questo giro due personaggi rischiano. Uno sarà sicuramente investito in pieno dalle polemiche: il patron della Telecom, Marco Tronchetti Provera. L’altro, invece, potrebbe essere toccato di sguincio, cioè il capo del Sismi Nicolò Pollari, ma visto che ha già avuto problemi in un passato recente i suoi nemici potrebbero approfittare del «caso» per condurgli un altro attacco.

Ma il vero bersaglio è Tronchetti. La vicenda delle intercettazioni, infatti, finisce per intrecciarsi nel duello tra il maggior azionista di Telecom e Prodi. «Ma avete visto che nomi ci sono lì dentro - racconta uno dei consiglieri del premier -, mezzo Gotha economico compresi tutti i soci di Telecom. Non si tratta di personaggi che possono interessare a Giuliano Tavaroli». «Il vero caso da portare in Parlamento - tuona Pierluigi Castagnetti - è questo, non il caso Rovati». Mentre uno dei fedelissimi del Professore, Gianclaudio Bressa, ci va giù pesante: «Così sono serviti tutti quelli che parlavano dell’onesto Tronchetti. Di fronte a questa storia lo scandalo Sifar è una pugnetta».

Insomma, è la rivincita: à la guerre comme à la guerre. Una valutazione che fanno pure in un centro-destra diviso tra l’esigenza di andare avanti nella battaglia storica contro le intercettazioni e la necessità di non attaccare più di tanto un avversario di Prodi come Tronchetti. «La verità - osserva Fabrizio Cicchitto, uno degli strateghi del Cavaliere - è che sta scoppiando sulla testa di Tronchetti una tempesta che il barometro prevedeva da parecchio tempo. Il punto è perché scoppia proprio ora che può fare comodo a Prodi. Insomma, le solite inchieste a orologeria».

Ovviamente su questa strada le congetture si fanno innumerevoli. C’è chi interpreta ora le dimissioni di Tronchetti e la nomina di Guido Rossi come un atto richiesto dai magistrati per evitare al patron di Telecom l’arresto: «Del resto non è la prima volta - osserva il deputato piemontese di Forza Italia, Osvaldo Napoli - che il rito ambrosiano porta l’avvocato Guido Rossi alla testa di un grande gruppo». E chi, invece, insinua che Prodi abbia usato nella trattativa finita male con Tronchetti anche lo scandalo sulle intercettazioni. «Perché Prodi - chiede Francesco Storace, un altro che per le intercettazioni ha passato i suoi guai - si è scontrato con Tronchetti su un piano industriale dettato da Palazzo Chigi (piano Rovati, ndr), e non sullo scandalo delle intercettazioni di cui era formalmente a conoscenza dall’11 luglio di quest’anno?».

In fondo la scorsa settimana, proprio nelle fasi più cruente dello scontro con Tronchetti, il Professore qualche ironia sull’onestà del patron di Telecom l’ha fatta. Basta leggersi le cronache. Eppoi c’è quel suo fiuto per gli affari: ora il premier è pronto ad imporre a Di Pietro il via libera per l’arrivo degli spagnoli in Autostrade, se gli azionisti di Barcellona apriranno le porte all’Enel in una loro società energetica, «Gas Natural».

Tante speculazioni fanno fiorire interi romanzi di dietrologia. «Noi siamo per delle regole rigide sulle intercettazioni e per colpire chi usa quelle illegali - spiega un altro azzurro, Maurizio Lupi - però faccio una constatazione: più di un anno fa delle intercettazioni mandarono in vacca la scalata dell’Unipol su Bnl e quella dei “furbetti del Quartierino” sulla Banca Popolare di Lodi, cioè tutte operazioni osteggiate da Prodi; oggi sul gruppo di ascolto clandestino di Telecom, cioè su altre intercettazioni, rischia di scivolare Tronchetti, un altro nemico di Prodi. Speriamo che siano solo cattivi pensieri». «E pensare se non ricordo male che proprio il povero Stefano Ricucci - rammenta ancora Napoli - in un’intercettazione disse una delle sue proprio sul patron di Telecom: “Sono tutti capaci di avere successo con i debiti come Tronchetti - disse all’incirca - è come fare il gay con il cu... degli altri”. Forse Tronchetti l’avrà sentita in diretta».
continuerò ad aggiungere le vostre frasi al db della sign, ma per un po' mostrerò soltanto la suesposta.
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bla-bla :: Modifiche temporanee alla mia sign
[Lord H.::post]e usa il cesso delle donne perché è più pulito, come alle medie


o come nei posti di lavoro dove il rapporto uomini/donne e' > 10. tipo camera e senato, in effetti, e come tutti quelli in cui ho lavorato io. (ma giuro che ho fatto la pipi' nel bagno delle donne solo quando mi scappava tantissimo e l'altro era occupato.)
recensioni :: borat copione [201 risposte]
Sbòrat (1)

e anche

Sbòrat (2)
IN UFFICIO HO IL MODEM 33.6 E A CASA NON HO INTERNET PER ALMENO DUE SETTIMANE PERCHE' MIO FRATELLO HA LITIGATO CON INFOSTRADA E ANCHE CON TELECOM. SMETTETELA DI POSTARE VIDEO DI YOUTUBE.
[maranza::post]IN UFFICIO HO IL MODEM 33.6 E A CASA NON HO INTERNET PER ALMENO DUE SETTIMANE PERCHE' MIO FRATELLO HA LITIGATO CON INFOSTRADA E ANCHE CON TELECOM.


ahah

ma tuo fratello non vive in un'altra casa?
BASTA CON QUESTE INGERENZE FRATERNE! (lo dico perche' anche i miei fratelli maggiori hanno continuato a dare consigli esiziali sulle faccende di casa MIA dopo essersene andati fuori dal nido.)
[maranza::post]Sbòrat (1)

e anche

Sbòrat (2)
mi era sfuggito il secondo, bravo maranza. vedo i due link ( 1. luxuria non si sente affatto prigioniero del suo corpo e usa il cesso delle donne perché è più pulito, come alle medie - ci puoi sbeffeggiare (ulteriormente) supermaz; 2. questi puliscono la tua reputazione online per sedici dolla al mese - se passi il link / paghi l'abbonamento a dezani probabilmente poi puoi sfogare su di lui le tue turpi voglie) e rilancio di uno: soffre il maestro della Terronata Napoletana.
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[Lord H.::post]vedo i due link


in effetti sono due link che avrei volentieri usato per aprire un bel thread "rassegna stampa", ma sono pigro.

faccio notare che:

Merola, sofferente da tempo, si è sentito male
la famiglia aveva attribuito la causa di un forte disturbo di stomaco ad alcuni frutti di mare, mangiati a cena.
Il cantante, che ad aprile compirà 73 anni, era da tempo sottoposto a un trattamento di dialisi: secondo i familiari il disturbo provocato dai frutti di mare potrebbe aver semplicemente contribuito ad innescare le difficoltà cardiorespiratorie sopraggiunte in giornata.


e quindi, se stai male, sei malato, sei sotto dialisi, fai una bella cena con l'impepata di cozze?

[psycho::post]ma tuo fratello non vive in un'altra casa?


si, ma lavora a casa mia.
è tutto un magna magna.
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[psycho::post]o come nei posti di lavoro dove il rapporto uomini/donne e' > 10
di noi 15 due sono donne, ciò malgrado i cessi sono egualmente puliti e anzi quello degli uomini (posto in cima ad una rampa di scale, siam pure galantuomini) addirittura più sano avendo solo una rappresentanza minima di deodoranti fissi, mobili, spruzzanti, contraenti ma comunque tutti tutti tutti nauseanti1.
Nota che per quanto farlocco sia l'argomento qui sopra è comunque meno umiliante da sostenere che non, ad esempio, quello che i parlamentari sarebbero diversi dai ragazzini delle medie (suonerebbe addirittura sensato non fosse che dei nostri parlamentari una buona metà mangiava a scrocco).

[maranza::post]in effetti sono due link che avrei volentieri usato per aprire un bel thread "rassegna stampa", ma sono pigro.
eh, a me lo dici. Se oggi proprio proprio proprio mi annoio ci ammorberò gli amici del journal. Forse.

[maranza::post]se stai male, sei malato, sei sotto dialisi, fai una bella cena con l'impepata di cozze?
è un vero uomo, sa che si vive una volta sola e comunque ha ormai più di settant'anni: se vuole morire mangiando lasciaglielo fare, checcazzo.


1naturalmente questo non significa un cazzo, non solo perché si tratta di un unico caso osservato ma anche perché il comportamento di 900 e rotti deputati al cesso non è per nulla correlabile a quello di noialtri 15 (nessuno ci pippa, per dire). Ammetto che mi serviva solo per lanciare l'ennesima frecciatina contro quella piaga chimica, cancerogena, molesta e nemica della natura che sono i deodoranti per ambiente
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[Lord H.::post]se vuole morire mangiando lasciaglielo fare, checcazzo.


ma infatti io non l'avrei neanche fatto entrare in ospedale.

"chi è?"
"mario Merola, sta morendo per indigestione di impepata di cozze"
"mi spiace, siamo chiusi per ferie, ritorni tra un paio di mesi"
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[maranza::post]
ma infatti io non l'avrei neanche fatto entrare in ospedale.


e sia ciclicita' con la vecchia notizia degli ospedali britannici che lasciano crepare quelli che hanno continuato a fumare e bere e fare cose malsane dopo un'operazione al cuore.
[psycho::post]e sia ciclicita'
no, nooo, NOOOOO! (cfr. "l'uomo che sapeva tutto" di daw)
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[psycho::post]e sia ciclicita' con la vecchia notizia degli ospedali britannici che lasciano crepare quelli che hanno continuato a fumare e bere e fare cose malsane dopo un'operazione al cuore.


ma no, che c'entra?

non lo facevo entrare perché è napoletano e poi mi ruba le cose.
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[maranza::post]perché è napoletano

da un po' di tempo mi chiedo: esiste un napoletano che sappia mettere in fila almeno tre parole (soggetto predicato e complemento, per esempio) in italiano piuttosto che in dialetto stretto?
da un po' di notti faccio sogni strani sull'eruzione del vesuvio, è normale?
Ci si sbaglierà raramente,
attribuendo le azioni estreme alla vanità,
quelle mediocri all'abitudine
e quelle meschine alla paura.
F.Nietzsche

The most fascinating terrae incognitae of all are those that lie within the minds of men
J.K.Wright
[Morella::post]da un po' di notti faccio sogni strani sull'eruzione del vesuvio, è normale?


sì, se sei plinio il vecchio
"Addomesticami - disse la volpe al piccolo principe - perchè avere un cane che ti porta il giornale è una bella cosa, ma avere una volpe che ti fa un pompino vuoi mettere?!?"A. de saint Essuperì - il piccolo principe. Edizione filologica
[dulcamara::post]sì, se sei plinio il vecchio

e se Freud non ha il tuo numero di telefono
vulcani che eruttano, missili che partono dalla rampa di lancio, colonne in pietra che vengono issate, sono un grande classico dell'eufemismo nei film hollywoodiani brillanti.
[psycho::post]vulcani che eruttano, missili che partono dalla rampa di lancio, colonne in pietra che vengono issate, sono un grande classico dell'eufemismo nei film hollywoodiani brillanti.

Ottimo film brillante hollywoodiano.

"Il rugby è come la prima guerra mondiale: il rugby sta al calcio come la prima sta alla seconda guerra mondiale. Il rugby è antico, lento, è una guerra di prime, seconde e terze linee e fanterie contrapposte, guerra di trincee. Fanterie che marciano a conquistare la terra del nemico. A rugby conta solo il fattore terra. Non è come il calcio, il blitz, il contropiede, la guerra-lampo, roba elegante, da individuali. A rugby conta solo il gioco collettivo: terra da conquistare, linea dopo linea, fino all'ultima trincea che, non a caso, si chiama meta"
ahah si', ad esempio. ma lo faceva anche woody allen.
[Morella::post]
[maranza::post]perché è napoletano


da un po' di tempo mi chiedo: esiste un napoletano che sappia mettere in fila almeno tre parole (soggetto predicato e complemento, per esempio) in italiano piuttosto che in dialetto stretto?

da un po' di notti faccio sogni strani sull'eruzione del vesuvio, è normale?


Morella, ti devo parlare. Subitaneamente. E nudo.

EVVIVA!
non ho tempo neanche per respirare ma sborro copiosamente: la distruzione delle intercettazioni illecite fatte da telecom, ordinata per legge dall'inqualificabile ministro mastella, è stata sospesa per sospetta illeggitimità costituzionale della legge suddetta.

ne da notizia in un trafiletto il corriere della sera, online mi tocca lincare il giornale:

La norma era stata varata sull’onda emotiva delle inchieste sulle intercettazioni abusive. «L’autorità giudiziaria - recita l’articolo 240 del codice di procedura penale, modificato dal decreto legge 259 del 22 settembre 2006 - dispone l’immediata distruzione dei documenti \ e degli atti concernenti dati e contenuti di conversazioni e comunicazioni, relativi al traffico telefonico e telematico, illegalmente formati o acquisiti. \ Il loro contenuto non costituisce in alcun modo notizia di reato, né può essere utilizzato a fini processuali o investigativi». Ora, su quella norma viene sollevata la questione di costituzionalità. E a farlo è lo stesso Giuseppe Gennari, il giudice milanese che ha in carico proprio l’indagine sui dossier illegali (e non intercettazioni, come erroneamente aveva immaginato in un primo momento il legislatore) raccolti all’ombra di Telecom. Perché, è il senso dell’ordinanza che sarà trasmessa alla suprema Corte, distruggere quei dossier equivale a distruggere delle prove essenziali.

La decisione è stata presa dopo che lo scorso 2 marzo la Procura di Milano, l’avvocato Piero Plastina (il legale di Fabio Ghioni), e alcune delle parti offese avevano sollevato la questione della legittimità costituzionale della norma sulle intercettazioni abusive. E Gennari, rinviando la questione agli ermellini, sottolinea come la legge contraddica «altri diritti di massimo rango» sanciti dalla Carta. In breve, il «giusto processo».

Innanzitutto, i «diritti soggettivi delle parti offese» (articolo 24 della Costituzione, primo comma). «Chi si dice danneggiato dalla illegale raccolta di informazioni - scrive Gennari - deve poter dimostrare che cosa è stato raccolto e quali pregiudizi egli ha subito dalla non consentita propalazione di quelle notizie. Ma l’immediata distruzione del documento \ priva la parte interessata della possibilità di spendere questo dato fondamentale nel successivo giudizio civile o nella azione esercitata in seno al giudizio penale per il risarcimento del danno». «In una parola - conclude il gip - la vittima della raccolta illegale di informazioni non potrà mai mostrare davanti al “suo” giudice il contenuto delle informazioni che lo riguardano».

In secondo luogo, il «diritto alla difesa». Secondo il giudice, «nel momento in cui il contenuto del documento, a seguito della distruzione, scompare per sempre dal processo», questo «non potrà più essere oggetto di prova o interlocuzione da parte dell’indagato». Il quale, quindi, «non potrà contestare la natura delle informazioni riportate nel documento stesso».

Infine, «l’obbligatorietà dell’azione penale» (articolo 112 della Costituzione). «La celere e definitiva distruzione delle prove - argomenta il gip - può impedire al pm di perseguire reati anche di notevole gravità», oltre a «rendere non più possibile l’identificazione di eventuali correi non raggiunti dalle indagini nella fase in cui viene avviata la procedura di distruzione».
pappappero, pappappero!

mo' vediamo che gli racconta alla moglie lo sveglio Mauro Fabris.
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