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blog deliri :: Istinto di sopravvivenza
D’improvviso un trapezio di luce sull’erba del giardino divise il buio in due metà perfette. L’uomo, un recente passato da antennista tre metri sopra la testa dei clienti e un futuro prossimo da cadavere due metri sotto terra, uscì dalla porta sul retro con l’immondizia in una mano e nell’altra una sigaretta mezza addormentata. Si fermò per un attimo nel riquadro illuminato senza che la somiglianza della scena con quella di Mosè davanti al Mar Rosso lo sfiorasse minimamente.
Dopo aver depositato nel bidone i resti del poker appena concluso – nove lattine di birra di sottomarca, trentun mozziconi di sigaretta, tre confezioni di pretzel vuote e due etti di indistinguibile schifezza – alzò lo sguardo e incrociò un altro paio d’occhi gialli come fanali, che parevano sospesi a mezz’aria contro il buio della siepe.

Qualcosa di sopito da lungo tempo si risvegliò immediatamente in lui.

Un antropologo l’avrebbe definito Istinto di Sopravvivenza, ma quel piccolo ganglio di neuroni collocato poco sopra il cervelletto, se avesse avuto voce in capitolo, avrebbe preferito di gran lunga chiamarsi Joe. Un nome semplice, forse banale, ma che allo stesso tempo rendeva bene l’idea di energia e risolutezza; in più in qualche modo pareva adatto alla sua attuale vita tranquilla di città. Ma cosa potevano saperne quei professoroni, studiosi della natura umana e degli istinti… Competenti, forse, ma così noiosi e piatti! Joe considerò tra sé che l’emozione più forte nella vita di un antropologo potesse facilmente consistere in un piccolo incidente d’auto nel garage multipiano di un centro commerciale.

Bei tempi invece, ricordò Joe con nostalgia, quando il suo pronto intervento poteva salvare un uomo dall’assalto improvviso di una Tigre dai Denti a Sciabola, che con balzo – letteralmente – felino si fosse avventata sul suo probabile pasto. Solo grazie a Joe la potenziale vittima riusciva a gettarsi di lato tra le sterpaglie e a sfuggire all’animale arrampicandosi sopra un albero. Oggigiorno invece passava la maggior parte del tempo a dormire o quantomeno oziare, nell’attesa eterna di un imprevisto che non giungeva mai, mentre l’uomo falciava il prato o finiva il suo eterno cruciverba. Per il suo attuale ospite s’era attivato solo due volte negli ultimi vent’anni: quando aveva udito un colpo di pistola dietro le spalle, che si era poi rivelato lo scoppio di una marmitta, e quando stava per scivolare da un tetto e compiere un volo di più di dieci metri con destinazione il marciapiede. (A onor del vero, in quella occasione l’uomo non era stato salvato dall’intervento di Joe, bensì dall’imbragatura di sicurezza. Però a Joe piaceva pensare di essere stato per una volta utile.)

Ma adesso, finalmente!, un’autentica fiera era acquattata nell’ombra, pronta a ghermire l’uomo con i suoi laceranti artigli e le fauci belluine. Joe sapeva cosa fare. L’aveva fatto un milione di volte, anche se tanto tempo fa. Sarebbe bastato richiamare un po’ di adrenalina e accelerare il battito cardiaco. Due semplici messaggi neurotrasmessi e l’uomo sarebbe scattato come un atleta infilandosi nel vano della porta e richiudendola prima che la bestia potesse raggiungerlo. Una sfida inaspettata per il suo ospite, ma per Joe sarebbe stato un gioco da sinapsi. Sorrise come solo i gangli sanno sorridere e cominciò il suo lavoro.

Purtroppo i fatti dimostrarono che Joe, arrugginito da un’esistenza troppo sedentaria, avrebbe avuto bisogno appena sveglio di una bella doccia rigenerante e di un’abbondante colazione con caffè lungo, succo d’arancia e pancake, prima di essere attivo e prestante come desiderava.

Molto presto fu di nuovo silenzio.

A pochi chilometri di distanza, il ragazzo addetto alla raccolta degli escrementi dormiva appoggiato a una parete del carrozzone. Le cicale frinivano, le stelle ammiccavano timide e la luna mostrava le spalle. Tutto sembrava normale, non fosse stato per un cancello stranamente aperto, per una gabbia curiosamente vuota e per il fatto che il ragazzo, in realtà, non stava affatto dormendo.


Alla vista del draghetto, apparentemente abbandonato, Rhoaldin con gli occhi luccicanti lo arrogò a sé con l'intento di vivisezionarlo a scopi scientifici, mentre Lady Tulavin di Morganshire desiderava adottarlo per addestrarlo come animale di compagnia. La mia decisione fu equanime e alla fine tutti concordarono che l'arrosto era particolarmente gustoso.

in risposta a psy
nel mio user thread, sotto descrizione, ho messo un po' di bookmarks (peraltro era un po' che volevo farlo, a mio uso personale)

Alla vista del draghetto, apparentemente abbandonato, Rhoaldin con gli occhi luccicanti lo arrogò a sé con l'intento di vivisezionarlo a scopi scientifici, mentre Lady Tulavin di Morganshire desiderava adottarlo per addestrarlo come animale di compagnia. La mia decisione fu equanime e alla fine tutti concordarono che l'arrosto era particolarmente gustoso.
perbacco, corro a vederla, grazie, non mi sarei mai perdonato se l'avessi persa
Io sono pazzo, ma voi che scusa avete?
mi pareva d'esser stato discreto, per una volta

Alla vista del draghetto, apparentemente abbandonato, Rhoaldin con gli occhi luccicanti lo arrogò a sé con l'intento di vivisezionarlo a scopi scientifici, mentre Lady Tulavin di Morganshire desiderava adottarlo per addestrarlo come animale di compagnia. La mia decisione fu equanime e alla fine tutti concordarono che l'arrosto era particolarmente gustoso.
[Q.::post]l'ora del lupo
tenetemi il mantello:voglio dare un pugno a bupalo nell'occhio.io sono bravo, i colpi non li sbaglio
- ma la differenza tra no e NO! qual è?
- che al NO! non si può nemmeno obiettare.
Il cuore sul tavolo saltando a piè pari l'amico alberto.
Allarme terrorismo, file lunghissime ai check in.
L'altro giorno a un check in, c'erano dei poliziotti che controllavano una vecchina in sedia a rotelle. Una vecchina di 80 anni in sedia a rotelle la DEVI fare passare, perchè se i terroristi sono riusciti a convincerla, meritano di vincere.

Ciao ragazzina!Che fai con la cartina?
Lo sai che ti inquina, e se fumi invecchi prima?
Questa gente ti rovina perchè puzza di cantina,
QUI LA GENTE DI LUSSO PIPPA LA COCAAIIIIIIIIII...
A me l'ora del lupo piace e più del cuore. Però delle altre tue cose ne ho rilette ancora poche (fra l'altro mi sono appena accorta che mi ero persa la storia del pownaggio di Herr M. e sto ancora ridendo)