asphalto FAQ
bla-bla :: Posto qualcosa che piace a rcp, così si sente un po' meno inutile
"non si vende la terra su cui cammina un popolo"
Tashunka Witko 'Crazy Horse'

Ovvero: come corsi e ricorsi storici non insegnano nulla

L'ex presidente di legambiente di Chiavasso Mario Actis è in trincea nella battaglia contro la TAV ci racconta che le poltrone a lui non interessano, e gli intrallazzi politici men che meno. Lui, come tutti gli abitati della Val di Susa si batte (riporto alla lettera) "per difendere la nostra montagna, la nostra valle, il territorio è nostro, del popolo, non di un amministratore. Se passasse questo concetto presso tutta la gente forse tantissime cose non accadrebbero più"

In una valle in cui gli abitanti sono superano le 65.000 unità, vedere una fiaccolata in cui hanno partecipato 15.000 persone contro l'occupazione militare è una cosa che dovrebbe far pensare i nostri politici. Alle manifestazioni successive si parla di cifre molto superiori. Centinaia di migliaia di persone scese in piazza.

La battaglia è fondamentalmente per il diritto alla vita, e poi contro una "mafia di potere". I politici hanno dichiarato che non spetta agli abitanti, decidere cosa si fa e cosa non si fa, perchè comunque sia.. la TAV va avanti.

Gli interessi in gioco sono molto alti. Il ministro Lunardi, che dichiarava che i manifestanti erano persone che non avevano nulla da fare, ha invece il suo bel da fare. E' sua la società che insieme alle Coop rosse e alla ditta di sua figlia sono a favore della TAV. Sarà un caso che anche la sinistra sia d'accordo in questo scempio?

"Se fosse nel sud l'avremmo chiamata Mafia... qua non si dice nulla si chiama Progresso", dicono gli abitanti del posto intervistati. E intanto chi manifesta è schedato e denunciato dalla digos e polizia. Oltre 100 denunce giacciono sul tavolo del procuratore Laudi. Ora di fronte a questa grande mobilitazione tornano le bombe, perchè, ci dicono "quando si vuol far passare un'opera che altrimenti non potrebbe passare, tornano le bombe, la paura, la criminalizzazione di tutto un movimento per farlo tacere, per giustificare la militarizzazione totale della proprie case, non si puo piu circolare, non si va in montagna, posti di blocco, la polizia impedisce a chiunque di passeggiare liberamente nella valle, senza peraltro a distanza di 20 giorni spiegare chi ha dato l'ordine e con quale autorità, sono impiegati circva 1000 uomini a tempo pieno... il giorno 30 sara cruciale per noi.... vivere oppure cominciare lentamente a morire di amianto o radiottività".

Armati fino ai denti, come se dovessero stanare un gruppo di criminali altamente pericolosi e organizzatissimi, sono "scesi in campo" gli uomini delle forze dell'ordine (forze dell'ordine?) in tutta la Val di Susa. Le forze dell'ordine che per una volta non sono al servizio del cittadino, come tutti ci aspetteremmo, ma mandati lì, in quella valle, perchè qualcuno ha stretto un accordo internazionale per fare questa GRANDE OPERA.

Ma un accordo internazionale stretto con chi? Con privati? Con Stati? Con chi?

E' lecito per gli abitanti della Val di Susa, sapere per mano di chi devono morire?

"Devi viaggiare con la carta d'identità a portata di mano, e quella strada che ti porta a casa, che percorrerla già ti faceva sentire meglio, quasi arrivato alla meta, al caldo, ora la vivi con un disagio crescente, come se qualcuno ti avesse privato di un bene prezioso, come se qualcuno avesse violato il tuo territorio, e tu per entrare devi chiedere il permesso. Devi chiedere il permesso per entrare a casa..." dichiara la signora Pietra Favro al giornale "luna nuova" dell'8 novembre.

Molte case del posto sono risalenti all'anno 1000/1400, in pietra, con muri spessi un metro, strade centrali lastricate, vicoletti con sanpietrini e tutto intorno il bosco, con i suoi colori, odori, suoni.

Ora al mattino quando si scende per andare a lavorare fuori città, gli abitanti del posto incrociano i cellulari, i fuoristrada tutti corazzati.. quei fuoristrada che di solito si vedono allo stadio, che abbiamo visto tutti a genova... E' surreale. Ma non è un sogno, (o un incubo). Questa è la vita vera, quella che Casini non sta vivendo, ma che dall'alto della sua poltrona del palazzo si permette di giudicare i manifestanti come "minoranza di facinorosi molto rumorosi che non rappresentano tutta l'Italia". Ovvio che non vanno a manifestare per il ponte sullo stretto, lì ci pensano i "facinorosi siciliani". Ognuno difende la sua terra, perchè è nella natura umana che l'uomo difende la sua terra. La storia degli indiani d'america non deve aver insegnato nulla ai potenti del palazzo. Geronimo, Tashunka cavallo pazzo, morirono per una causa e per dei princìpi, non per cause di profitto. E quei princìpi erano il diritto di difendere la terra sulla quale vivevano. E' il diritto alla vita, appunto.

Questo diritto alla vita esiste, evidentemente non per tutti, ma solo per i pochi che fanno affari e accordi internazionali. Esiste per tutti, ma per quelli che brindano con champagne esiste un po' di più.

La verità è che 40 sindaci della Val di Susa sono scesi in piazza, e abitanti del posto, non sono nè tutti di sinistra nè tutti di destra. Non potendo la politica usare la retorica come arma, e visto che adesso è palese che gli interessi della gente non interessano a nessuno, (ma gli affari e i profitti si, quelli interessano), si usa il rimendio del manganello e si militarizza il posto, quindi.
Legambiente ha parlato di forti impatti ambientali, ma i burattinai con il potere in mano hanno decretato che se ne fregano altamente (detto in politichese e quindi in modo molto più soft, ma il succo è quello) e con le buone o le cattive, la TAV si fa.

Ciampi ha dichiarato che l'Italia non deve rimanere isolata. Ebbene, il signor Ciampi si stupirà ma gli abitanti della Val di Susa vogliono la stessa cosa. Non solo! Con un grosso risparmio e usando le risorse già esistenti e mai utilizzate. Si può evitare di rimanere isolati senza per forza trivellare 125 Km, senza spendere 6.878 milioni di euro. Senza TAV, insomma. E quindi le scuse decadono. E qui il gioco si fa anche pericoloso.

Se poi tutto ciò non basta allora ecco spuntare le bombe. E si, l'Italia in fatto di bombe sa il fatto suo, la valle si presta bene a questo sporco gioco.

Oggi con estrema semplicita, i manifestanti difendono il proprio territorio (diceva toro seduto "la terra non appartiene a noi, siamo noi che apparteniamo ad essa"), difendendo anche il proprio futuro contro chi vuole rubarglielo. I palazzi continuano a urlare che il progresso deve andare avanti, come la crescita economica e come l'europa vuole. Ma alla fine, l'europa non siamo noi? Forse il progresso implica che non si è più cittadini ma sudditi. Esiste chi vuole trarre profitto dall'acqua, chi dalla terra. E' la normale logica del profitto, sostenuta dai politici, un po' a destra e un po' a sinistra.

Le inchieste su chi sono le società che lavorano per questa TAV le lasciamo a chi è più adatto di noi a farle, a chi ha più esperienza di noi (vedi Diario, per es.). Noi vogliamo portare alcuni fatti all'attenzione di chi già i giochi li conosce: portare i cittadini della Val di Susa a vivere come in una "riserva indiana" dovrebbe far pensare che forse non sarà tanto facile strappare dalla propria terra le persone che sognano di vedere i boschi e gli uccelli che volano, i figli che crescano senza rischio di tumori, senza che respirino amianto o uranio.

Sappiamo tutti che nè Casini, nè Rutelli, nè Fini, nè Ciampi, parlano senza sapere che il rischio ambientale è grosso. Come impatto ambientale hanno parlato ingegneri ambientali, verdi e legambiente, per la salute hanno parlato medici specialisti. I politici quando parlano lo fanno per interessi propri, o delle loro lobbies di appartenenza o per interessi economici.

Il sistema di general contractor che si è instaurato con le grandi opere, quello fatto di appalti, subappalti, dati agli amici degli amici, farà brindare molti dei nostri politici, di destra e di sinistra, che a tavolino decidono le sorti degli abitanti della Val di Susa, che non hanno diritto a far sentire la propria voce, perchè tanto la polizia è alle dipendenze di un ministero, diretto da un ministro che vuole tutelare gli abitanti della Val di Susa da loro stessi, perchè il pericolo sono i "manifestanti facinorosi".

Ma il caro Ciampi, il gioco di chi fa?

'IENE' A LUNARDI, SUA AZIENDA LAVORA IN FERROVIA TORINO-LIONE
IL MINISTRO, MA LAVORA CON SOLDI FRANCESI
(ANSA) - BARI, 18 SET 2003- Uno degli inviati della trasmissione
satirica televisiva 'Le iene', Alessandro Sortino, si e'
avvicinato al ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, a Bari per
un incontro sul Corridoio 8, e gli ha rivolto alcune domande sul
coinvolgimento di un' impresa di famiglia, la 'Rocks Oil', nella
realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione.
''Sono stato a Modane - ha detto la iena - e ho trovato
uomini della 'Rocks Oil' che lavoravano li'; e' solo che i soldi
sono italiani, vengono dal governo''. ''No - ha risposto Lunardi
- sono soldi francesi perche' l' opera e' pagata meta' dagli
italiani e meta' dai francesi; io lavoro sulla meta' francese''.
''Allora, ci puo' fare una promessa piu' chiara - ha
incalzato Sortino - ci deve dire 'la Rocks Oil dei miei
familiari non lavorera' piu' con finanziamenti italiani'''. E
Lunardi: ''Non ha mai lavorato da quando sono ministro''. ''Ma
io ho visto a Modane - ha proseguito Sortino - il cartello d'
appalto con la scritta 'Repubblica Italiana' e quindi, scusi, i
soldi da dove arrivano? E' un' opera per cui lei si e'
battuto''. Il ministro ha rintuzzato: ''mi sono sempre battuto
perche' e' un interesse europeo e quindi non c' entra niente''.
(ANSA).

di censurati.it
Arf Arf AAAAAARF ARF ARF AAAAAAAAARF!
Mi piace essere fastidioso
[pgcd::post]Che povero coglione che sono, a continuare a sperare di interloquire con i comunisti.

[rae::post]scusate, smile è evidentemente un bimbominchia, ma alza abbastanza

grano per mandare soldi al tiranno e farsi mettere il nick colorato? ma i suoi genitori lo sanno che investe cosi' la paghetta? io lo piglierei a cinghiate