recensioni :: Italia Uno


(note to english readers: you probably
won't understand shit of what I wrote here. It's okay.

Neither did I, anwyay, and I fucking wrote it. It's about a TV channel,
though.)


Quando andavo a scuola, i miei professori erano soliti dirmi alcune
cose: "Ehi tu, dove credi di andare?" era un classico, seguita
dall'intramontabile "Ti senti tanto furbo, eh?" (al quale
rispondevo solitamente con un vigoroso cenno di assenso). Non posso
trascurare neanche "Dal preside!" e "Tu vorresti dire
che 'episodi di demenza precoce' è una giustificazione valida?",
che ho sentito spessissimo. Ma sto divagando. Una delle cose che, in
realtà dicevano di me (ma non in faccia, conoscendo la mia predisposizione
per ridicolizzare i luoghi comuni) era "E' intelligente, ma non
si applica". Dunque, io penso che questa frase, con qualche modifica,
si potrebbe applicare anche ai responsabili di Italia Uno. La modifica
che suggerisco è "Sono un branco di facce di merda che farebbero
meglio a intraprendere la carriera delle banche d'organi".


Non volendo sembrare un cialtrone in cerca di insulti facili (a proposito:
siete tutti dei pederasti), ho anche deciso di motivare il mio giudizio
su quella preoccupante istigazione alla rivoluzione armata che è
Italia Uno. Segnatamente, partiamo dai lati positivi: ogni tanto, acquistano
dei telefilm godibili anche per uno che non vede la TV come il sottoscritto.
I film no, perché prendono roba che rifiuterebbe come "peggio
merda" anche il videonoleggio indipendente sotto casa mia, dove
peraltro si trovano C.H.U.D. e Pierinociriprovalapoliziasinca­zza. Anche
le trasmissioni che si autoproducono sono roba da colpi di rivoltella
in bocca (a loro). Faccio giusto due eccezioni: Tempi Moderni (perché
ci sono più freaks lì che nel forum)
e Il Grande Fratello (perché adesso, appena sento dire "Pietro"
so che posso spegnere il cervello). Il problema fondamentale di Italia
Uno è quello che fanno con le rare cose che mi piacciono - diciamo
che, se si trattasse di bambini, invece che trasmissioni, ci sarebbero
le foto al tiggiuno. Credo che un tipico esempio di discussione tra
chi decide i palinsesti (mi pare che c'entri anche quella grattugiaclitoridi
della Valeri Manera, quindi fingerò che ci sia anche lei, anche
se non ne sono sicuro) potrebbe essere il seguente:


(nota: il seguente dialogo potrebbe
non essersi svolto esattamente così. Nel dubbio, fatemi causa.)


Valeri Manera: Ehi tu, dove
credi di andare? Come sta andando Buffy?

Piersilvio Berlusconi: Ho avuto un episodio di demenza precoce.
Sta andando fortissimo, anche pgcd
di asphalto lo guarda.

VM:
Uhm. Abbiamo già aumentato la pubblicità in modo
tale che interrompa a metà le frasi?

PSB: Si. In realtà, ora un episodio di Buffy dura sette
ore, per farci stare gli spot delle bambole che pisciano in faccia ai
bambini. A proposito, come va con la tua nuova fidanzatina?

VM: Io mica ti chiedo perché stai con quella zoccola,
no? Quindi, fatti i cazzi tuoi e stendi una raglia. Allora, dicevi che
c'è molta gente che è abituata a seguire Buffy, eh? Bene.
Spostiamolo al mercoledì sera.

PSB: Ma ci sono le partite!

VM:
E che cazzo me ne frega, passa qui la roba. Lo voglio al mercoledì.

PSB: Uh. Va bene.

VM: Anzi, no. Cancelliamolo, che nella nuova sigla di "Froci
in paradiso" ci canta la mia fichetta. Voglio quello.

PSB: Ma ha uno share più basso delle lezioni di informatica
su Raidue!

VM: Zitto! Oppure vuoi iniziare tu a rampognarmi l'utero?

PSB: Uh. Okay.


E' evidente che una simile leadership non può portare altro
che aborti (a proposito, l'FDA ha approvato la RU-486! Forse, quando
saranno schiattati tutti i cattolici, potremo averla anche noi.) di
varia forma e ripugnanza. Non voglio neanche pensare a quello che hanno
fatto ai Simpsons, perché mi sanguina ancora il cuore. Aiutate
l'Italia - fottete Italia Uno.



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