recensioni :: Pearl Harbor

Ritorna il vostro wurdalak
appena catapultatosi fuori dalle sale per rendere giustizia alla cinematografia.
In veste di vero cialtrone terrò i vostri culi incollati alle
sedie per parlarvi dell'ultima stronzata ollivuddiana che risponde al
nome di Pearl Harbor (d'ora in poi PH, che non è la concentrazione
molare degli ioni h+). Se vi aspettate un film di guerra dovete aspettarvi
una inculata, e ancora mi fa male il didietro. Se vi aveva dato fastidio
la storia di amore in Braveheart non vi piacerà PH perchè
è veramente troppo, come dire... inadatto ai diabetici. Basta
eufemismi: una vera puttanata smelensa.

Passiamo ai particolari.

Il film si apre con una bella scena di frociaggine giovanile fra i due
protagonisti ancora bambini che si scambiano dolci effusioni. Il papà
li interrompe e uno dei due lo prende a bastonate. Gay pride.

Poi i fanciullini diventano grandi e com'è, come non è
si ritrovano nell'esercito americano nel 1940 a fare i top gun. Il più
bravo dei due (quello che bastonava il padre dell'altro) va a fare il
pilota in GB contro la luftwafer. Wafer al cioccolato per essere precisi
perchè come al solito le ricostruzioni storiche ollivuddiane
fanno un po'schifetto. Le scene coi modellini che si sparano sono proprio
perfette però.

Se non è un simbolo fallico questo, non so che cazzo volete.Insomma
il nostro eroe viene abbattuto e l'infermiera che aveva lasciato in
patria e di cui si era innamorato prima di partire lo viene a sapere
a PH, dove presta servizio, appunto, come infermiera. Il migliore amico
del top gun (quell'altro bisex che c'era all'inizio del film), che non
si capisce perchè è pure lui a PH, dopo un po' prende
a scoparsi l'infermiera. Ovviamente il morto risorge (dimostrando ancora
di più che stiamo vedendo una telenovela condensata) e capita
a PH incazzandosi con l'amico e con la tipa. Non fa in tempo a impalare
il bisex che arrivano sti rompicoglioni giapponesi cogli aeroplani ad
affondare tutta la flotta del Pacifico.

Qui il film per un'attimo sembra prendere vigore, se non altro dal punto
di vista tecnico. Ma ecco che un negro, cuoco di una corazzata, prende
in mano una mitragliatrice e urlando come un posseduto (senza masturbarsi
con un crocefisso peraltro) abbatte un aereo nemico. Che cazzata sublime!
(alla fine del film verrà decorato). Insomma, invece di decollare
il film precipita sempre più a fondo. Ci limiteremo a questo
punto a citare alcune vergogne. Stucchevoli le scene in cui alcuni ufficialetti
americani prevedono il pericolo dell'attacco giapponese ma, poverini,
non vengono capiti dai generaloni del pentagono. Carina invece la scena
in cui il paralitico Roosvelt si alza dalla sedia a rotelle con le sue
gambe per ricordare ai convenuti che "L'America è il paese
dell'... [bla bla]... e nulla è impossibile!". Si continua
perciò ormai su un binario che porta alla noia completa senza
possibilità di deragliare. Siamo a ollivud, mica in Italia. Giusto
per ricordarci quanto possa cadere in basso il cinema di oggi non potevano
mancare le scene coi feriti che schizzano sangue dappertutto e con la
dolce infermierina che appena rimesse le mutande corre a fare il suo
mestiere, per una volta. (Parentesi seria: a cosa serve tutto quel macello
umano? Veramente disgustoso. Tra l'altro: non credo proprio che i giapponesi
abbiamo deliberatamente bombardato un'ospedale a PH!)

Un soldato giapponese celebra l'attacco su Pearl Harbor.A
suggellare senza pietà il fallimento del lungometraggio in questione
ecco che arriva la scena in cui l'ammiraglio giapponese pronuncia la
fatidica frase "abbiamo svegliato il gigante che dormiva".
Faceva ridere, soprattutto a chi nella sua sventurata esistenza ha avuto
l'onore di vedere quel capolavoro che è "Tora tora tora".
Solo confrontando la stessa scena in PH e in TTT chiunque -anche voi
squisiti asphaltiti- potrebbe capire la differenza fra il cinema e la...
boh, mi sfugge il termine. Per concludere si scopre che il bisex ha
messo incinta l'infermiera, il top-gun se la mette via e i due di nuovo
amici partono per bombardare Tokio. Il bisex muore e il top-gun torna
dalla tipa a fare il padre del figlio del bisex. Facile, no?

Il tutto per un'agevole 180 minuti che non vi stenderà del tutto.
Se ne possono passare di peggiori... ma di certo vi lascerà un
po' di amaro in bocca e di rimpianti per non aver visto scopare come
si deve l'infermiera o una delle sue amichette. Anche a ollivud stanno
diventando froci, e i risultati si vedono.



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