news :: Imbecillenza artificiale.

Nell'era dei computer puo' sembrare incredibile come un tempo persone di grande pazienza riuscissero ad effettuare, a mano, calcoli di incredibile complessita' unita a ripetitivita'.

Pierre-Simon de Laplace (1749 - 1827) riusci' a calcolare con grande precisione le orbite dei pianeti del sistema solare tenendo conto delle perturbazioni di ciascuno sugli altri, senza nessun ausilio artificiale che potesse alleviare il tedio delle procedure iterative all'uopo necessarie.

Adesso e' tutto cambiato, e chi vuole fare un calcolo che richiede parecchie iterazioni non deve fare altro che accendere un computer e scrivere un programma apposito.

E seguire le Leggi della programmazione:

  • Per quanto piccolo sia il cambiamento che hai fatto al programma, al primo tentativo non compilera' piu'.


  • Quando finalmente compila, crasha.


  • Quando non crasha piu', non fa comunque quello che dovrebbe fare.


  • Quando scopri un grave errore e lo correggi, non cambia un cazzo: non era quello l'unico errore, evidentemente.


  • Quando hai talmente incasinato le cose che decidi che la cosa migliore e' recuperare il backup dell'ultima versione funzionante e ricominciare da li', scopri che non compila piu' neanche quella.


Insomma, tutto questo per dire che io a volte (tipo ora in questo momento) Laplace un po' lo invidio.

Anche se ammetto che se usassi un abaco probabilmente riuscirei a far crashare pure quello...




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