news :: Cervelli mangiati dai vermi

Lavorando in un ufficio aperto al pubblico ci si aspetta da me una certa dose d'affabilità nei rapporti col prossimo ed io, correttamente, sono affabile. Certo per produrre quell'accattivante sorriso mi appoggio a fantasie orribili quali la compenetrazione tra il mio interlocutore e un palo in cemento, ma sino a quando queste fantasie rimangono un mio trastullo personale non vi sono problemi, giusto?

Sbagliato. Problemi ce ne sono eccome, primo fra tutti il fatto che la stragrande maggioranza dei miei interlocutori deve essersi fatta praticare una leucotomia transorbitaria da un macellaio col Parkinson, ed il seguente dialogo ne è l'inoppugnabile prova:



cinquantenne urlatrice: io ci sono rimasta fregata con la pensione, sa? Per soli quattro mesi non ho l'età per-*

collega lobotomizzata: non ho l'età, non ho l'etààà...(1)

CU: per amarti eccetera. Si, certo. Come le dicevo, mi toccherà aspettare altri cinque anni perché non ho l'età p-*

CL: non ho l'età, non ho l'etààà...

CU: per amarti, si. Proprio bella quella canzone. Dicevo che Berlusconi mi costringe ad andare in pensione con cinque anni di ritardo per soli quattro mesi di contribuenza in meno

C.L.: come dice? Ma che vergogna! Eh signora mia, tocca sempre a noi poveri rimetterci! Mentre quelli che hanno i soldi fanno la bellavita [chiacchiericcio indistinto mentre mi allontano di gran carriera]



(1) Storico. Cioé, si è messa davvero a cantare quella canzone con voce lamentosa e sguardo perso nel vuoto



In altre niùs

Beh, a quanto pare ci sono anch'io. pgcd deve essere definitivamente impazzito.

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