news :: Hommage Evariste Galois.

Otto Hanheman scriveva freneticamente, riempiva fogli su fogli. Ogni tanto si fermava a riordinare i suoi pensieri e a ricopiare cio' che aveva scritto in altri fogli, in maniera ordinata e sequenziale.

Era la sua reazione alla sofferenza.

Quando non voleva pensare Otto teneva il cervello occupato sforzandolo fino allo spasimo. Smetteva di scrivere solo quando era stremato, e allora si buttava sul letto. E piangeva, poi si addormentava.

Quando fini', quando scrisse la conclusione dell'ultimo foglio, rilesse da capo il tutto. Corresse parecchio, pasticcio' tanti fogli che dovette riscrivere, poi decise che aveva finito.

Aveva fatto qualcosa di grande. Era stupito che il suo cervello avesse potuto partorire qualcosa di simile. Ando' in bagno e si guardo' allo specchio: era ridotto a una larva.

Piu' tardi nella vasca si senti' stanco, stanco, stanco. La sua stanchezza era infinita, il riposo di cui aveva bisogno era eterno.

All'uopo, prima di immergersi aveva provveduto ad aprirsi i polsi.



Il manoscritto fu requisito e conservato dalla polizia prima e dal giudice istruttore dopo. Desto' parecchio interesse prima che finalmente qualcuno si accorgesse che non era scritto in un linguaggio cifrato, ma che si trattava di matematica. Fu tenuto in un cassetto per parecchio tempo prima che la famiglia lo reclamasse.



Il Professor David Hilbert, nel suo studio all'universita' di Gottinga, lesse con interesse il manoscritto ricevuto da un insegnante di matematica e fisica di un liceo della citta', che glielo aveva presentato come l'opera postuma del fratello di sua moglie e desiderava il suo autorevole parere. La sera lo porto' a casa per finire di leggerlo.

Quella notte David Hilbert, una delle poche persone al mondo capaci di intuire appieno le conseguenze di quelle pagine, non riusci' a dormire.

Non si trattava solo della dimostrazione della sua famosa Decima Proposizione al congresso di Parigi, c'era ben di piu'. Potenzialmente c'erano le basi per un intero nuovo campo della matematica. E i corollari che si dipartivano, quasi buttati li' non noncuranza, dai teoremi rivoluzionari di quel giovane autodidatta avrebbero potuto influenzare grandemente campi tra loro diversissimi, dalla teoria cinetica dei gas alla biologia, all'economia.

Si chiese cos'altro avrebbe potuto partorire quella mente di genio se non si fosse data la morte. Che perdita per l'umanita', che peccato. Ma almeno c'era quel trattato postumo...

Nel cuore della notte David Hilbert si alzo', e inquieto accese una candela e ricomincio' la lettura del manoscritto.

Dopo pochi minuti spense la candela, poso' il manoscritto in un cassetto da cui non sarebbe mai uscito, e torno' a letto.

In prima lettura gli era sfuggito un banale errore in un passaggio cruciale del Teorema n.3, a pagina 2. Tutto quel che seguiva dipendeva direttamente o indirettamente da quel teorema, ed era quindi null'altro che un imponente, impressionante cumulo di cazzate.

Che peccato.



il dottor ramone mentre prepara nuovi post per l'asphalto

asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai