news :: Ogni favola e' un gioco, e' una storia inventata, ed e' vera soltanto a meta'.

Peter teneva la sua donna, come si suol dire, in palmo di mano. In senso letterale.



Campanellino mugolava di piacere, mentre le enormi dita di Peter sfioravano il suo corpo.

Si libero' con uno sbattere d'ali e plano' poco distante. Peter ridendo protesto' un po' per il solletico mentre lei si posizionava con i piedi sul suo scroto; abbraccio' la sua verga e comincio' a procurargli piacere. A tempo debito l'eruzione di lava bianchiccia la ricopri', impiastricciandole le ali.

Peter, amorevole e grato, la prese tra le mani e la porto' al lavandino, dove la ripuli' e poi asciugo' con profondo affetto, ripetendole parole dolcissime.



Un calcio involontario di Pete, nel rigirarsi nel sonno, la sottrasse al suo sogno ricorrente preferito.

Ormai irrimediabilmente sveglia, guardo' prima l'orologio e poi Pete, che dormiva accanto russando come un mantice. Si chiese: io sono felice?

Ando' in cucina a farsi un caffe'. Quando torno' tra le lenzuola (non era neanche l'alba) lui non russava piu'. Mollo' una scorreggia. Poi allungo' una mano e la sfioro'. "Senti, ti andrebbe di... e' da un po' che non..."

Lei si sforzo' di sorridere e disse si'. Lui scosto' il lenzuolo e si tolse i mutandoni, che scaglio' da qualche parte nella penombra.

Poi, come faceva sempre da quando si erano sposati, Pete afferro' Campanellino per le gambe e la adopero' a mo' di stantuffo nel culo.

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