news :: Il profumo del mostro selvatico. (Perche' anche il terzo millennio vuole una storia d'amore.)

Stasera, notte di S.Lorenzo, mentre miriadi di stelle cadenti solcavano quello che gli innamorati sono soliti chiamare cielo, e una luna piena come un sogno rendeva pero' tutto cio' assolutamente vano, e dell'inquinamento luminoso non ne parliamo nemmeno, mi ergevo in cima a una ripida scogliera di fronte al mare e alla luna. Spiavo le coppiette, e ripensavo a una storia vera: la storia di Puccio e Luana.



Luana aveva sempre avuto uomini bellissimi, e questo non stupiva. Uomini di ogni eta' e censo avevano perso la testa per lei.

Puccio era un ragazzo come tanti, un po' cicciottello, un po' solitario, non aveva mai sfiorato una ragazza e ne soffriva un po'. Ma tutto sommato, pensava, era solo questione di tempo. E a questo punto gli amici tacevano, tossivano o si guardavano intorno nervosi finche' qualcuno non cambiava discorso, perche' non volevano dirgli quanto poco reputassero probabile quella eventualita'.

Luana era bella, e per quanti sforzi facesse per non attirare l'attenzione era comunque la piu' appariscente di tutte. La sua sensualita' debordava e la sua timidezza non riusciva a compensarla nemmeno in parte: aggiungeva semmai del sapore in piu'.

Bella, sensuale, e con qualcosa di misterioso che sembrava impossibile da afferrare, da cui percepivi di essere escluso. Cosa provasse Puccio, da dietro i suoi occhiali, io non lo so. Io pero' provavo una ardente, bruciante, irrazionale speranza che fosse una gran porcona.

E in effetti pare che.

Quando la mia prima ragazza mi porto' alla mia prima camporella, proprio in quel posto che stasera ha innescato questo filo di associazioni di idee, mi svelo' che di tale comoda locazione le aveva parlato la sua nuova amica Luana. Appero', dissi io, sembra tanto timida e bravetta! La risposta fu che se lei fosse stata autorizzata a svelare una minima parte delle confidenze dell'amica ci sarebbe stato di che farne svariati porno, e fornire canovacci per alcuni numeri di Lando e Corna Vissute.



Della passione di Puccio non ci accorgemmo subito. E, in effetti, chissa' da quanto tempo covava. Via via pero' fu chiaro quale dramma si stava consumando. Povero Puccio. Quanti silenzi, Puccio, e noi facevamo finta di non capire e cercavamo di tirarti su. Ma era tutto inutile, Puccio.

C'e' chi dice che la religione non e' altro che consolazione. E consolazione, forse, Puccio ne trovo', in quei lunghi anni che passarono.

Mentre Luana passava i weekend sugli yacht di quarantenni affascinanti e un po' puttanieri, Puccio diventava sempre piu' fervente e devoto al Dio delle genti.

Solo un appunto sulla sua ortodossia: "non puoi servire Dio e Mammona", e' scritto; ma lui serviva Luana con una fedelta' alla gleba che noi tutti ritenevamo meritevole di miglior (o almeno piu' realistica) causa.

Quando ho saputo della tua iscrizione al corso di latinoamericana, amico Puccio, e' vero, ho riso. Moltissimo. E ti ho ferito, temo. Ma, tra le lacrime del riso, una lacrima di tristezza si infiltrava.



Degli anni sono passati. Si cambia citta', si cambia vita, e ci si illude che tutto il resto del nostro vecchio mondo rimanga immutato, cristallizzato in attesa di una nostra visita.

Puccio in effetti non era cambiato. Luana si'.

Bella come sempre, pare che abbia trovato la Fede. E' nata una nuova Luana, che ha dimenticato i suoi errori. E la nuova Luana entra in pizzeria sottobraccio al suo Puccio, provocandomi la caduta della mandibola.



Immagino che adesso Puccio sia felice.

Io pero', fossi in lui, farei mente locale sul fatto che e' praticamente l'unico uomo della sua vita a cui non l'ha mai data.

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