news :: Nei quartieri dove il sole del buon satana dava i suoi raggi.

A S.Berillo vecchio, il quartiere dove il sole del buon dio non da' i suoi raggi, a 18 anni mi sentivo sgomento al pensiero di quanto quel posto avrebbe potuto insegnarmi sulla vera geopolitica, se solo l'avessi capito nei suoi meccanismi essenziali (e mi dannavo e rodevo per tutto quello che invece mi sfuggiva). A 13 anni piu' o meno la stessa cosa, ma con la figa al posto della geopolitica.

In quei 5 anni non era mai cambiato, e forse per almeno altri 5 ha continuato a perpetuarsi immutabile, anche se ogni tanto cambiava tutto per non cambiare niente.

Era una provincia del regno di Satana ed era pieno di allegria: le stradine di quel rettangolo scampato alla rivoluzione edilizia (fallita) degli anni '60 brulicavano di sudamericane di tutte le eta', di negri che vendevano 'a ddroga, di bianchi che urlavano oscenita' alle sudamericane e ridevano, e le sudamericane rispondevano e ridevano, e passavano macchinone assolutamente non ottimizzate per quegli stretti vicolini, e una volta ho visto un tipo in un macchinone sbagliare manovra e spaccare un fanale e per giunta incastrarsi, e tutte le sudamericane affacciarsi e prenderlo per il culo all'unisono, ed e' ancora uno dei ricordi piu' buffi di questa vita.

Era un posto pieno di misteri, a partire dalla possibilita' dell'esistenza a cielo aperto di qualcosa di simile. E poi il turn-over delle tipe. Stavano un po' e poi sparivano. E la bizzarra economia non di mercato: 20enni e 50enni, belle e brutte, suggerivano tutte cuarentamila. Magari pero' quelle brutte mercanteggiavano di piu' e poi calavano il prezzo, boh. E poi i proprietari delle case: riuniti nell'associazione dei proprietari di case di S.Berillo, reclamavano il ripristino della legalita' e la restituzione di quelle case che gli appartenevano e che erano occupate abusivamente. Ma che se ne sarebbero fatti di quelle case senza l'acqua corrente e l'elettricita'? Ora che il quartiere e' "bonificato", in effetti, non se ne fanno proprio nulla. Le case sono semplicemente chiuse, e solo un pazzo farebbe una qualunque cosa che non sia raderle al suolo.

Adesso per quelle vie regna il silenzio, oppure qualche occasionale chiacchiericcio, in voce di basso, dei travestiti, che sono tutto cio' che e' rimasto dei tempi che furono.

Chissa' cos'e' successo, quale e' stata la differenza tra la repressione di ora e quella d'antan. Le retate, i rimpatrii, la muratura degli ingressi alle case ci sono sempre state, ma quando ripassavo da quelle parti non notavo mai differenze.

Chissa' se i travestiti ne hanno avuto piu' benefici (azzeramento della qualificatissima concorrenza femminile) o svantaggi (nel turbinio di gente voci e colori, magari era piu' facile raccogliere i potenziali clienti delle sudamericane stufati dalla fila di attesa e comunque abbastanza infoiati da infilzare qualunque cosa capitasse a tiro). Siccome sono italiani, e probabilmente lavorano tutti in proprio, non c'e' repressione che gli possa fare un baffo.

I locali fighetti e rinomati dei dintorni, che quando io ero piccolo non c'erano e sarebbe stato fantascienza immaginare, e che al culmine del loro successo (ampiamente sovvenzionato dalle casse comunali nell'ottica della Riqualificazione del quartiere) convivevano con l'imbarazzante vicinanza di quel punto cieco oculare della coscienza collettiva cittadina, adesso non prosperano quanto uno si immaginerebbe, forse perche' che il comune ha cambiato colore e non agevola chi si e' macchiato delle agevolazioni della precedente amministrazione.

Per avvicinarmi al centro del punto cieco attraverso cerchi concentrici di popolazione stradale decrescente e bruttezza e rovina crescente.

Silenzio e desolazione. Un ciccione di mezza eta' in calze a rete, tacchi alti e reggiseno a balconcino, a valorizzare le pieghe di ciccia toraciche spacciate per minne (troppo pezzente per un'operazione, o ha un target specifico?), emerge da una casa puzzolente con sottobraccio una sdraio. La apre e prima di spaparanzarsi mi dice "ammore, ce l'hai una sigaretta ammore?".

Lo guardo, e penso alle bellissime sudamericane misteriose, che chissa' che vita di merda facevano ma si sfogavano con risa sguaiate tra loro da un portone all'altro e allora veniva facile non pensarci, alle cuarentamila e alla piccola esitazione che si mescolava al mio "no grazie" mentre arrossivo e guardavo dritto davanti a me.

Penso che un tredicenne di un tempo poteva affacciarsi su questo paese proibito delle meraviglie che incarnava fino all'ultima virgola tutto cio' che era Brutto, ma che era cosi' dannatamente affascinante e sensuale e irraggiungibile. E che un tredicenne di ora vedrebbe ciccioni di mezza eta' che parlano in falsetto e apparenti signore di classe, anche loro di mezza eta', che invece se ne fregano di mantenere l'illusione e (s)parlottano tra loro con voce di basso.

Che cosa triste. Poi non vi lamentate se vi crescono i figli recchioni.

asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai