flame deliri :: Il signor X e l'università

Laurea, dottorato di ricerca, trentenne, X vorrebbe tentare la carriera universitaria. Svolge attualmente compiti di ricerca e didattica con un contratto tipo cococò che si chiama Assegno di Ricerca. Il nome ricorda una sinecura: così non è. X è un nome di fantasia, per chi non l’avesse capito.
X aspira a diventare ricercatore. Non molti anni fa si diventava ricercatori poco dopo il dottorato, e a trent’anni si aspirava a diventare professori. I tempi sono cambiati.
X non deve timbrare il cartellino, ma lavora anche dieci ore al giorno per far vedere che lui c’è sempre. X ha leccato culi per una superficie complessiva pari a quella dell’Umbria. X ha realizzato interessanti progetti di ricerca, che arrugginiranno in cantina nell’attesa che qualcun altro li reinventi daccapo. X ha pubblicato sulle principali riviste italiane ed internazionali del settore, “Stantuffo oggi”, “Pneumatica simpatica” e “Happy robot news”. X ha visto tre volte “Io, robot” anche se gli ha fatto cagare già alla prima. X ha partecipato a numerosi congressi, per esempio il “Simposio nazionale di automazione di Nichelino” e “Robotics in Transilvania”, ma non è mai riuscito ad andare a quel convegno annuale alle Bahamas. A X piace il suo lavoro: ogni tanto riesce anche a sbirciare qualche donnina su Internet.

Poi, d’improvviso, appare dal nulla uno Stan Laurel con i capelli sparati che per inciso è anche ministro della repubblica, e propone un decreto in cui si dice blabla, blablabla, ABOLIZIONE DEL RUOLO DI RICERCATORE, bla bla, blablabla, non vi diamo una lira cosa rompete le balle.
X si dice: per ora è solo una proposta, siamo in tempo per fare qualcosa contro questa follia. Eliminare i ricercatori! E’ come se in un’azienda ci fossero solo i dirigenti, ma nessun impiegato. Non ha senso alcuno. Aboliti i ricercatori, chi mai andrebbe in laboratorio a sporcarsi d’olio i pantaloni? Chi andrebbe a spiegare agli studenti quello che il barone universitario ha detto in tre parole in aula?
X pensa anche all’aspetto personale: non ha alcuna possibilità realistica di diventare professore, ovviamente. X ha acquisito una certa esperienza, formazione e libertà di pensiero che gli sono quotidianamente utili ora, ma che in un’azienda non funzionerebbero altrettanto bene. X è preoccupato.
Così X si incontra con altri personaggi della sua università, ci parla e capisce che non è solo, anzi, scopre che in realtà i più preoccupati sono coloro che non avrebbero da temere personalmente, perché già strutturati. Già ricercatori, o già professori. Scopre che l’agitazione coinvolge tutti, al di là delle idee politiche, perché cazzo, qui si parla del futuro dell’università, di chi poi dovrebbe diventare il professore degli studenti di domani.
X scopre che anche le altre università italiane sono in agitazione. Si susseguono, in momenti strategici, blocchi delle lezioni, assemblee, folkloristiche lezioni all’aperto, manifestazioni. Strano, in tv non se ne parla, X ne legge notizia solo sui giornali “schierati”. Come se fosse una protesta di parte, che non è.
Anche i rettori protestano, si stracciano le vesti a parole, poi incontrano il ministro e diventano mansueti come il lupo dinanzi a san francesco. Il ministro, nella sua immensa bontà, promette che ci penserà.
Tutto tace per mesi. Pare che la protesta abbia fatto addormentare la questione forse per sempre, che il decreto non sia più nelle priorità del governo, soprattutto perché ci sono le elezioni eccetera eccetera, quando d’improvviso, zac!, il decreto va in discussione alla Camera la settimana prossima. Tale e quale a prima, compresi i vari blablabla e l’abolizione dei ricercatori.

X medita di dedicarsi alla pastorizia.

Se sei studente universitario, sbrigati a laurearti finché le cose stanno come stanno (che non stanno bene, eh, ma poi sarà peggio). Se devi ancora cominciare, o peggio ancora ti toccherà fra qualche anno, pensaci bene: può essere più utile e appagante un percorso professionalizzante di stampo aziendale. Se sei precario all’università, vieni con me sulla Sila che compriamo altre 100 pecore. Se sei parlamentare, non votare sì o no perché te l’ha detto il capo schieramento, informati perché questa legge è lo sfascio dell’università. Se sei Stan Laurel con i capelli sparati, X vorrebbe incontrarti per fare due chiacchiere e discutere di vecchi film in bianco e nero, quando ancora facevi ridere.
Bello come Albert Einstein, intelligente come Raz Degan.

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ti occupi di robotica? probabilmente conosci uno dei miei piu' cari amici...

[Q.]Eliminare i ricercatori! E’ come se in un’azienda ci fossero solo i dirigenti, ma nessun impiegato.


no, e' come se ci fossero i dirigenti e un continuo ricambio di lavoratori temporanei.
ricorda sempre piu' l'organizzazione di un call center (o la costruzione di una piramide).

[Q.]in realtà i più preoccupati sono coloro che non avrebbero da temere personalmente, perché già strutturati. Già ricercatori, o già professori.


hanno da temere su piani diversi dal nostro. le loro lotte non sono le nostre. i miei capi fanno grandi proclami a parole e cercano di sfruttare la nostra protesta come strumento di pressione, poi cercano di buttarcela nel culo prendendo accordi vantaggiosi per loro e comunque svantaggiosi per noi.
non fidiamoci.

i fought the law, and the law won.

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Laurea, dottorato di ricerca, trentenne, X cerca nuovo lavoro per poter continuare a mantenere sé e i suoi mantenuti.
Bello come Albert Einstein, intelligente come Raz Degan.

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quoto entrambi in toto

Where do bad folks go when they die? They don’t go to heaven where the angels fly, they go down to the lake of fire and fry. Won’t see them again till the fourth of july

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acc'..e io che pensavo fosse un 3d dove qualcuno si lamentava del fatto che i professori son dei pezzi dimmerda, che ti bocciano quando voglio, che hanno una lista con scritto quante persone segare ad appello per poter mantenere un certo numero di studenti per anno di corso (= un tot di entrate all'universita') e via dicendo. peccato.
Vi odio tutti, maledetti!!!

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[Tetsuo]con scritto quante persone segare ad appello per poter mantenere un certo numero di studenti per anno di corso (= un tot di entrate all'universita') e via dicendo

mi sa che non sei aggiornato oggigiorno l'unico obbiettivo delle università è avere più studenti possibile per coprire le spese
prof cattivi>cattiva pubblicità>pochi studenti

Where do bad folks go when they die? They don’t go to heaven where the angels fly, they go down to the lake of fire and fry. Won’t see them again till the fourth of july

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purtroppo in linea con la politica di governo attuale: questo governo intendesbarazzarsi di quei settori dello stato nei quali i privati, a giudizio del governo stesso, possono primeggiare. ora ammesso che primeggino mi chiedo se sia ammissibile per lo stato perdere un patrimonio potenziale come quello che può derivare dalle ricerca scientifica per regalarlo alle industrie. mi chiedo quale sia la proporzione tra le industrie nazionali e quelle straniere per capire se per caso mettiamo i nostri futuri scienzuti nelle mani altrui [per non parlare delle università straniere che invece sembrano apprezzarli]. mi chiedo se non valga la pena usare con profitto e profitti le nostre università per ottenerne brevetti da far sfruttare all'industria piuttosto che lasciarli direttamente all'industria che ha interessi non necessariamente progressisti.

poi mi chiedo pure: ma avete fatto casino? non fate un cazzo? è davvero solo politico il problema o costate e non rendete?


poi pensavo anche ad un altra cosa. sento anche una come la dandini, allarmarsi per il fatto che su molte materie scientifiche importiamo "cervelli", sembrerebbe che in italia ci siano sempre meno iscrizioni. e mi viene da pensare che la sinistra tenda ad accogliere i poveracci extracomunitari che fanno i lavori che non vogliamo fare, ma solo finchè vanno a cogliere i pomodori.
E' SPAVENTOSO QUELLO CHE HAI SCRITTO, FRUTTO MARCIO DI UNA MENTE SCIOCCA E PARANOICA, MALATA E CONTORTA, CHE DISPREZZA LA VITA E LA DISPERAZIONE ALTRUI.

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[m.]ma avete fatto casino?
anche parecchio, per quanto nei nostri limiti, ma visibilità sotto zero
Bello come Albert Einstein, intelligente come Raz Degan.

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[Q.][m.]ma avete fatto casino?
anche parecchio, per quanto nei nostri limiti, ma visibilità sotto zero

no, non mi sono spiegato: l'università riesce a finanziarsi progetti, a vendere ricerche, a farsi produttiva, a cercare contatti con l'industria?

per quello che riguarda le mie poche esperienze le università che ho visto, e particolarmente mi riferisco alla cattolica, sono molto chiuse. trovo che questo possa essere un male.

non so se mi sono spiegato.
E' SPAVENTOSO QUELLO CHE HAI SCRITTO, FRUTTO MARCIO DI UNA MENTE SCIOCCA E PARANOICA, MALATA E CONTORTA, CHE DISPREZZA LA VITA E LA DISPERAZIONE ALTRUI.

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[maxdanno]geremiade sulla vostra situazione


in realta' ultimamente cerco di non lamentarmi troppo perche' vedo che la societa' italiana sta andando tutta a rotoli e le categorie che si sono ritrovate di botto prive di futuro sono tante. e noi paradossalmente siamo privilegiati proprio per il fatto di avere a disposizione l'opzione dell'emigrazione "di lusso". gli altri invece se emigrano lo fanno per fare il cameriere.

[m.]per capire se per caso mettiamo i nostri futuri scienzuti nelle mani altrui


a quanto vedo si'. oltre a quelli che vanno nelle universita' straniere ce ne sono molti che optano per multinazionali o comunque aziende abbastanza solide da potersi permettere un settore ricerca (solo se sei sicuro di esserci tra 30 anni puoi spendere soldi per cercare cose nuove e inaspettate; se hai culo e le trovi, fra 30 anni sarai ancor piu' il leader del mercato). in italia quasi nessuna azienda fa ricerca. recentemente ho scoperto che la FIAT fa pochissima ricerca, e la fa in maniera obsoleta (tutti gli altri fanno largo uso di simulazioni sofisticate su supercomputer, loro invece no, e preferiscono ricorrere alla galleria del vento per qualunque stronzata); puo' quindi non essere sorprendente che sia finita cosi' male.

i fought the law, and the law won.

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io posso parlare per la mia realtà non in generale. il mio dipartimento (di argomento tecnico) ha entrate per €930k (bilancio di previsione 2005) di cui:
contributo di finanziamento €120k
supporto didattica €5k ( ! )
dottorato €20k
biblioteca €10k

tutto il resto (ed è tanto) sono soldi autoreperiti
Bello come Albert Einstein, intelligente come Raz Degan.

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[m.]no, non mi sono spiegato: l'università riesce a finanziarsi progetti, a vendere ricerche, a farsi produttiva, a cercare contatti con l'industria?

tralasciando ricerca e finanziamento il problema più grave è la formazione
nelle università italiane il problema della formazione e quindi l'interesse dello studente è all'ultimo posto
si fa la moltiplicazione dei corsi di laurea che danno formazione scadente e possibilità di lavoro quasi nulle al solo fine di trovare finanziamenti

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[psycho]solo se sei sicuro di esserci tra 30 anni puoi spendere soldi per cercare cose nuove e inaspettate; se hai culo e le trovi, fra 30 anni sarai ancor piu' il leader del mercato

certo, ho presente.

[psycho]in italia quasi nessuna azienda fa ricerca.

eh, immaginavo. che pena.

[Q.]tutto il resto (ed è tanto) sono soldi autoreperiti

eh, non sono tantissimi soldi, mi aspetterei di più, ma magari è una uni piccola. un commerciale di una azienda privata, uno, ha spesso budget più alti. comunque percentualmente sono tanti. immaginavo che la catt fosse un dinosauro con mangiatoie garantite, sinceramente non credo alzino percentualmente le quote che mi dici.

l'università andrebbe usata di più da stato e industria, credo che sia questa la linea da tenere. poi aho, amen.
E' SPAVENTOSO QUELLO CHE HAI SCRITTO, FRUTTO MARCIO DI UNA MENTE SCIOCCA E PARANOICA, MALATA E CONTORTA, CHE DISPREZZA LA VITA E LA DISPERAZIONE ALTRUI.

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[blackmaria]si fa la moltiplicazione dei corsi di laurea che danno formazione scadente e possibilità di lavoro quasi nulle al solo fine di trovare finanziamenti


non ho capito.
E' SPAVENTOSO QUELLO CHE HAI SCRITTO, FRUTTO MARCIO DI UNA MENTE SCIOCCA E PARANOICA, MALATA E CONTORTA, CHE DISPREZZA LA VITA E LA DISPERAZIONE ALTRUI.

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le proporzioni riportate da q sono tristemente vere anche per il cnr (consiglio nazionale delle ricerca) che a differenza delle università e sollevato dall'onere della didattica
il problema è che se per far quadrare devo fare conto terzi, che mediamente trattasi di diagnostica e consulenze dal contenuto innovativo pari a zero, è tutto tempo sottratto a ciò cui si è deputati
ma con 60k euri (parlo della nostra sezione), esclusi gli stipendi, mantenere locali, strumenti, missioni, congressi, nuove acquisizioni e al tempo stesso rimanere scintificamente competitivi è impossibile
e questo impedisce automaticamente il finanziamento attraverso i vari programmi di ricerca
senza ancora addentrarmi nel discorso eticopeloso della libertà di ricerca vs ricerca privata

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[m.]non ho capito.

per prendere più soldi dallo stato e per moltiplicare le cattedre si inventano nuovi corsi di laurea, organizzati male e gestiti peggio, che non danno sbocchi professionali con detrimento anche dei corsi classici, a cui sono necessariamente sottratte risorse economiche ed umane.

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conguaglio punteggiatura
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,,,,,,,,.
Io sono buono educato e gentile..
è il mio inconscio che fa cagare.

LOLLONE is not a crime

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[supermaz]conguaglio punteggiatura
[supermaz],,,,,,,,.

aaaahahhahaha
grazie

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[m.]mi aspetterei di più, ma magari è una uni piccola
è il bilancio di un dipartimento non di tutta l'università. Quello che conta comunque è la percentuale. Dallo "stato" più o meno direttamente ci arriva il 17% ( !! ) del fabbisogno.

[supermaz]supermaz
grazie l'avrei fatto io sennò
Bello come Albert Einstein, intelligente come Raz Degan.

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[psycho]probabilmente conosci uno dei miei piu' cari amici...
...che sarebbe? (L'Italia è grandicella comunque)
Bello come Albert Einstein, intelligente come Raz Degan.

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[Q.]...che sarebbe?


se mi mandi una mail all'indirizzo del profilo te lo dico.

i fought the law, and the law won.

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hai fatto bene, chemmefrega.
Bello come Albert Einstein, intelligente come Raz Degan.

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[Squallido master]Q., ti ho killato.


il pistolero del forum e' tornato! chiamate gli sceriffi!

i fought the law, and the law won.

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chi difendera' i bravi vaccari di Abilene?

i fought the law, and the law won.

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