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sto continuando a leggere i post piu' vecchi di questo sito.
la cosa piu' incredibile e' che quando penso "hm, questo post qui non e' un granche', e' decisamente inferiore alle aspettative", poi mi rendo conto che in una scala assoluta e' comunque piuttosto divertente.

per esempio:

Spesso si sente dire che la comprensione dei processi mentali di una donna, soprattutto per quel che riguarda l'ambito sentimentale, sarebbe oltre la portata dell'ingegno maschile. Balle oscurantiste, luoghi comuni retrogradi! Oggigiorno, dopo secoli trascorsi a cronometrare due di picche e a dissezionare cadaveri di relazioni, la moderna femminologia è in grado di determinare con buona approssimazione le meccaniche dell'encefalo donnesco. Orsù, salite a bordo del minisommergibile esplorativo del Dottor D. - batterie non incluse - e preparatevi a un viaggio allucinante nel cervello dell'uomo e in quello della donna; un viaggio volto a rivelarvi, finalmente, le vere differenze che separano le due specie.

Fidatevi, ne uscirete migliori.

L'Uomo.

Gli uomini sono creature grezze e superficiali; la loro visione della vita è semplice, pressoché schematica. Per un uomo esistono solo due categorie di donne:

1 - quelle che gli piacciono, e che di conseguenza si vorrebbe fare;

2 - quelle che non gli piacciono, cioé quelle che, di norma, si fa quando scopre che quelle che gli piacciono non ci stanno.

E' ovvio che questa generalizzazione, come tutte le generalizzazioni, nasconde sotto di sé una selva di sfumature e di finezze. L'uomo, benché grezzo e superficiale, non è una bestia: anche lui ha i suoi gusti e le sue preferenze. Nella categoria di quelle che gli piacciono ci sono donne che sposerebbe e donne con le quali vorrebbe cavalcare una sola notte; allo stesso modo, nella categoria di quelle che non gli piacciono ci sono donne che lo ripugnano e donne che lo lasciano indifferente. Ma quando una donna gli piace, un uomo come minimo vorrebbe farsela. E' matematico.

La Donna.

Le donne non sono grezze e superficiali; le donne sono superficiali in maniera molto più complicata. Per una donna esistono non due, ma tre categorie di uomini:

1 - quelli che le piacciono, in genere una sparuta minoranza;

2 - la massa di quelli che non le piacciono, individui della cui esistenza la donna è a malapena conscia, nella migliore delle ipotesi;

3 - quelli che io amo indicare come cicisbei.

Dal punto di vista della donna, un cicisbeo è un individuo che ha affrontato il test d'ammissione per entrare nella categoria di quelli che le piacciono, ma è stato respinto. Già il fatto di essere stato preso in considerazione per accedere alla cerchia degli eletti, tuttavia, costituisce un elemento di merito; per questo il cicisbeo, agli occhi della donna, non appartiene comunque alla nutrita schiera degli ignorabili. Quella del cicisbeo è un'infelice posizione limbica: con lui la donna è disposta a flirtare, anche pesantemente, ma non ad arrivare al dunque. Il cicisbeo è un maschio che le piace, ma non abbastanza da combinarci qualcosa.

Questo, of course, non ha alcun significato nella prospettiva dell'uomo. Per gli uomini non esiste il non abbastanza: se a un uomo piace una donna, come abbiamo visto, se la vuole fare. Non è detto che voglia impalmarla, ma almeno vuole farsela. Pertanto l'uomo, come tutti gli esseri primitivi davanti a ciò che non comprendono, resta disorientato quando gli capita di imbattersi in una donna che gli invia segnali positivi, ma si ritrae al momento di concretizzare. Quel che per le donne è perfettamente naturale, per gli uomini è inconcepibile: ne conseguono incomprensioni, sofferenze e liti.

A volte, non si sa se per ipocrisia o ingenuità, le donne chiamano i cicisbei "amici."

e' tutto molto semplice.

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