porno bla-bla :: Scuola di lingue

Mi avevano imposto di andare in Inghilterra a studiare l'inglese. Avrò avuto 17 anni circa, tipo. Voglia nessuna, tra l'altro mi intrigarono in un gruppo di tizi della mia città che sembravano essere fuggiti dalle gabbie. Figuravano tra essi: due cleptomani, uno dei quali rubò all'aeroporto e si fece beccare, facendo rischiare a tutto il gruppo di perdere il volo (solo le suppliche dell'accompagnatrice li fecero desistere da denunciare il mentecatto che però dovette comprare un apparecchio fotografico per la modica cifra di 250 pounds di allora, anticipati dall'accompagnatrice sempre più furente); due fighette che dicevano di essere bisessuali per compiacere i loro fidanzati ma che erano pregiate fighe di legna di quercia, una francese intruppatasi con noi di una gnoccaggine mai vista prima e che scomparve dalla nostra vista con un gruppo di trentenni russi due giorni dopo l'arrivo; un satanista in chiaro delirio psicotico che molestava le cameriere e cercava di convincevi ad andare a sconsacrare qualche chiesa, due amici dei cleptomani di cui sopra, con uno dei quali finii alle strette e gli ruppi il naso con una gomitata dopo dieci giorni di intemperanze, qualche figura persa nell'oscurità; infine un paio di mentecatte in preda ad evidenti limiti mentali. Insieme a questo lieto gruppo volammo su Bristol (!) e ci muovemmo per altra destinazione, una piccola cittadina inglese, come ospiti in famiglia. Avrei dovuto avere un compagno ma per motivi che non ricordo finii per stare da solo. La famiglia era praticamente una madre single (mai visto il padre che però sembrava passare per casa) e tre figlie, una delle quali era sedicenne e di una bellezza sconvolgente: viso ovale, occhi verdi, magra ed elegante. Vorrei raccontarvi che me le scopai tutte, madre compresa. Verità è che codesta casa aveva una cantina ampia per gli standard inglesi in cui stavano tre, diconsi tre lavatrici. Una era praticamente perennemente in funzione ed ovviamene era responsabilità di ciascuno lavare il proprio. Fu scendendo dabbasso una sera che mi incrociai con la gnocchissima sedicenne che era appena tornata dalla palestra e stava infilando in una delle sue lavatrici la sua roba sporca dalla palestra. Un sorriso imbarazzato, qualche parola in inglese che non compresi e se ne salì per le scale lasciando aperta la lavatrice con la sua roba sporca dentro. Fato volle che si fosse dimenticata il detersivo. Non appena salì le scale, mi precipitai a grufolare tra le sue cose, trovando le sue mutandine usate che emanavano un meraviglioso odore di figa giovane e sudata. Sentendola scendere le scale, mi infilai le sue mutandine in tasca, buttai dentro la mia roba e accesi la lavatrice usando il mio scadentissimo detersivo e mi precipitai fuori, quasi temendo che intuisse che le avevo appena rubato le mutandine. Passarono allora due settimane di seghe quotidiane annusando, leccando e infilandomi in bocca le sue mutandine, che erano bianche ma appena ambrate dalle righe figacee e culacee del suo corpo. Una meraviglia. Spesso poi sbarravo copiosamente sul letto asciugandolo con le medesime mutandine che alla fine delle due settimane era diventate un vero lerciume. Alla fine delle due settimane, facendo la valigia in fretta per l'aeroporto, cosa che realizzai con orrore solo all'atterraggio, per un lapsus che avrebbe richiesto anni di terapia, realizzai di aver dimenticato le sue mutandine nel cassetto del mobiletto, dove le avevo nascoste accuratamente per le due settimane. Seguirono allora settimane di terrore, nell'idea che la madre pensasse di chiamare a casa dicendo a mia madre che suo figlio s'era segato per due settimane con le mutandine di sua figlia. Non accadde mai, ma in un epoca pre-telefonini, ogni telefonata al numero di casa mi creava scompigli cardiaci. Mi sono sempre chiesto che faccia abbia fatto alla scoperta. Non rividi mai più la famiglia ma penso che la sedicenne sia diventata una gnocca spaziale nel tempo.

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

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Inospitale::1769791
annusando, leccando e infilandomi in bocca le sue mutandine
Inospitale::1769791
sbarravo copiosamente sul letto asciugandolo con le medesime mutandine
Ma quindi poi dovevi ciucciarti le mutande sborrate? Mi sembra una soluzione sub-ottimale.
asphtimer

una volta tanto, un contributo sentito ed intimo, altrimenti faccio solo rime e dirtyquote di rodolfo
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questo fatto l'avevi già raccontato ma il gradevole elenco dei mentecatti mi ha fatto tornare alla mente i viaggi studio che feci io alle medie inferiori.

il primo anno, nel contingente della nostra scuola figurava una tipa che nonostante i tredici anni sembrava già un'attrice di bangbros. era palese che tutti noi maschi ci segassimo furiosamente pensandola, ma tanto pareva inarrivabile che nessuno aveva mai neanche fatto la mossa di provare a combinarci qualcosa; per esempio, arrivati in inghilterra, un intraprendente napoletano la vide passare per i corridoi del dormitorio e senza dire una parola decise di cacciare fuori il pesce per massaggiarselo. le altre femmine naturalmente non potevano vederla e le avevano messo da subito l'affettuoso soprannome di 'pompinara'. comunque, una sera finimmo seduti vicini nell'infernale refettorio del college e io, nonostante fossi prossimo a ejettarmi un macchione sul cavallo, trovai il coraggio di parlarle e le chiesi addirittura il numero. non mi era ben chiaro che cosa avrei potuto farmene io, undicenne calamaresco, del suo numero. la bella però mi sorprese dicendo "certo! ecco qua!". un mese dopo, tornato in italia, le scrissi un messaggio cui lei rispose con "ho una voglia matta di trombarti". tutto un fremito, chiamai immediatamente e sentii la laida e impostatissima voce di un uomo non giovane, anche lui fino a quel momento convinto di stare interloquendo con la maliarda.

il secondo anno, gli astri barbari ci regalarono una specie di gonzokampf, un diciottenne affabile e fascistoide di qualche piccolo centro, che si attaccò a noi dodicenni e ci scroccò il fumo per dieci giorni di fila. sospetto che si mettesse alla finestra per vedere quando andavamo a farci una canna. sul volo di ritorno, due tizi scoppiarono letteralmente a piangere perché nessuna femmina se li era cacati.

l'ultimo anno miracolosamente legai con una tipa della mia stessa scuola, volevo pure farci qualcosa e suppongo lei ci sarebbe stata. appena cominciammo a girare vistosamente in coppia, uno dei due sciagurati di cui sopra, capendo che pure quell'anno non avrebbe chiavato e riuscendogli insopportabile la prospettiva che io invece azzuppassi, iniziò un'opera di dileggio a livelli da asilo infantile. l'aspide sapeva bene di essere l'unica persona lì in mezzo a cui non potevo mettere le mani in faccia. tali furono la sua perseveranza e lo sprezzo della vergogna che riuscì a mortificare la tipa, vanificandomi ogni possibilità non dico di chiavarmela ma addirittura di baciarla. se non ricordo male, qualche tempo dopo questa mi scrisse che voleva rivedermi ma io ero appena entrato nel mondo dell'adsl (viz. elvisramonismo) e mi dimenticai di risponderle.
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avdjas::1769794
questo fatto l'avevi già raccontato


Ti confondi di quando, ormai più grandicello, finii in un college… È altra roba, quella volta le mutande le trovai per terra.

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

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Inospitale::1769791
appena ambrate dalle
disperavo di non leggere il familiare aggettivo che poi si è manifestato in gloria.
avdjas::1769794
il primo anno
cioè tu alle medie andavi tutti gli anni in un paese anglosassòne e fumavi i fischioni. buon per te.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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inospitale, ma non c'è speranza di ritrovarla su Facebook?
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.

scotto
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psycho::1769837

inospitale, ma non c'è speranza che te ne vai su Facebook?

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