porno deliri :: Patatina fritta

Ricordo che ti avevo desiderato per anni. Ti conoscevo di vista ma naturalmente io per te manco esistevo. Purtroppo avevamo un amico in comune che ti azzardasti a scegliere come fidanzato-trombamico-turabuchi. Un povero bifolco che si bullava di chiavarti e in spogliatoio ci raccontava di quanto ce l'avessi calda e che quindi finiva sempre per schizzare in fretta mentre invece si sapeva che poi poteva pompare per ore (un signore, insomma). Ad ogni racconto mi veniva durissimo. A me che da anni desideravo leccarti la figa, i piedi, le ascelle, il buco del culo, le tette, tutto ciò insomma che meritava d'essere leccato. Poi ti mettesti con l'amico di un amico di un amico. Costui era un subnormale, un carrozziere che aveva le facoltà mentali di un babbuino, ma si vantava di avere 20cm e passa di cazzo. Un giorno mi telefonasti (rimase sempre un mistero come tu facessi ad avere il mio numero) per raccontarmi che ti eri mollata con lui perché era un povero idiota (capirai la scoperta). Ma al tempo ero impegnato e non me l'aspettavo. Quindi mollai l'esca e non ti sentii più per qualche anno. Finché in una sera buia di Febbraio ti incontrai in piazza. Ovvero il mio cazzo ti riconobbe e mi spinse a venirti a salutare. Eri sempre fighissima, con un ovale perfetto, vestita attillata nostante il freddo. Mi dicesti che eri single da un anno, che stavi sola con la tua gatta (forse nel senso, "sola con la mia figa") e niente mi dicesti che magari ci si sarebbe potuti scrivere e vedere. Quindi cominciò una specie di corteggiamento virtuale che culminò in un invito in un agriturismo fuori porta. Un posto fighissimo, con vista sui colli di XXX. Feci il gran signore ed uscii il dovuto, invitandoti a cena, anche se, da zoccolona, ti eri fatta chiamare dal tuo ex proprio mezz'ora dopo che eravamo a cena. Non dissi nulla, mentre di squadravo il ben diddio di tette che mi avevi portato al tavolo, insieme ai tuoi capelli sciolti. Dopo la cena, condita di allusioni, con tu che mi toccavi sotto il tavolo con le gambe, finimmo a limonare in macchina (tua) in una viuzza accanto. Ti togliesti gli occhiali e ti lasciasti baciare a fondo, con quella bocca freschissima e profumata che avevi sebbene ci fossimo strafogati di mangiare. Ti toccai un po' le tette e visto che cominciavi a mugolare, scesi finalmente a toccarti quella figa che avrei immensamente voluto leccare per ore. Spostai i collant, le mutandine e cominciai a masturbarti in macchina , entrando di poco nel tuo pertugio bagnatissimo. Tirai fuori il dito e te lo feci leccare, leccandolo a mia volta, un'altra volta, due ecc, finché dopo mezz'ora di sditalinamento venisti fortemente mentre il cazzo praticamente mi esplodeva nei pantaloni. Me lo tirasti fuori e mi facesti una sega con cui imbrattai il cruscotto, venendo in 3 minuti circa. Ridesti dicendo, che schizzatore! Ti aiutai a ripulire e mi accompagnasti in stazione perché potessi prendere il notturno per tornare a casa. Con la mano che ancora profumava della tua figa ti scrissi un messaggio non appena arrivato, ringraziandoti per la serata. Non ricevetti alcuna risposta. Dopo tre giorni, ti scrissi nuovamente per sapere se andava tutto bene ma mi dicesti che ti eri un po' spaventata dalle parole che ti avevo scritto ("ho ancora il tuo profumo sulle mie mani, grazie per la serata, spero di rivederti") e che probabilmente m'ero fatto un'idea sbagliata. Due mesi dopo, dopo che tentati inutilmente di rivederti, mi dissero che ti eri trasferita fuori Italia, in XXXXXX e mai più ti ho rivisto.

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

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giuro che il mio unico scopo nel resto dei miei anni diventera' scoprire dove abiti e piantarti un cacciavite in un occhio ('u Prufissuri)

Chi urla di piu' la vacca e' la sua

Colpa mia che mi ostino ancora a dire cose intelligenti su Internet

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Inospitale::1768869
finimmo a limonare in macchina (tua) in una viuzza accanto.
mi facesti una sega con cui imbrattai il cruscotto, venendo in 3 minuti circa.
Ridesti dicendo (con grande signorilità), che schizzatore!
Due mesi dopo, dopo che tentati inutilmente di rivederti, mi dissero che ti eri trasferita fuori Italia, in XXXXXX e mai più ti ho rivisto.
Probabilmente ci tenevi alla macchina.

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forse mi inganno, ma questa non l'avevi già raccontata?
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.

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ti confondi con quella della scuola guida;molto simile, in effetti

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beh, gli piace ejaculare sui cruscotti, chi siamo noi per esecrarlo?

la grande merendina che fa cagare
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a me il cruscotto sembra sempre una merendina della quarta dimensione
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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