media bla-bla :: il sogno della ragione genera una buona parola

vincibile::1768422
Però, vedi il sinistro caso, il sogno mio è in due parti, la prima ha proprio a che fare con le cose di Russia (sebbene del nostro giovine secolo), la seconda con quelle cosmiche (benché l'incontro mistico avvenga in camera mia).




quando il saggio indica la luna lo stolto si infila delle scolopendre nel cazzo

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ottimo lavoro.
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.

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le vere potenzialtà di quella immagine non sono mai state capite sino in fondo



quando il saggio indica la luna lo stolto si infila delle scolopendre nel cazzo

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i miei punti mod saranno tuoi!

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Stanotte, preso da un'arsura inspiegabile, mi sono svegliato più volte nel bel mezzo di sogni veramente inquieti, veramente belli. Contro il galateo e a occasione dell'arte di franty, ve li dico.

Nel primo sogno vagabondavo per i locali del centro, era una sera d'estate, nei déhors stava molta gente conosciuta. Non cercavo nessuno, nessuno cercava me. Alcuni mi lanciavano brevi occhiate pigramente ostili, altri meno ostili non mi notavano proprio e io un po' ero contrariato e un po' sollevato di tanto incacaggio. Infatti non volevo stare lì. Improvvisamente è domenica mattina, una qualche festa comandata, con la fiera e tutto. Continuo a girare in mezzo a una folla di gente che passeggia, riconosco un tale, uno spilungone incomprensibilmente accompagnato da una giovine sui venti, bellissima proprio, slanciata e magra come una santa adolescente, nera di capelli, olivastra, coi tratti delicatissimi, tettine sferiche che potevi racchiuderle nel palmo. Pareva un'odalisca cui non abbiano ancora insegnato le danze e la lascivia. Ella seguitava l'allampanato che l'annoiava con discorsi del tutto cretini, cose da autistici, che dico, stupidaggini che non so dire, chessò politica, giurisprudenza, ingegneria, ma non come fanno i fissati, diceva le banalità che attediano anche gli appassionati. Lei dava l'aria di sopportare con grazia e gentilissimamente, senza trasparire impazienza. Il tizio credo volesse proprio annoiare la bella per togliersela dai piedi e andare a confessarsi al prete. In quel punto ci salutiamo, lui sparisce e io resto con la misteriosa mulatta, che è timida, e io pure, ma il silenzio tra noi è bello a entrambi. Allora arriva un'altra ragazza, pure lei olivastra, ma è una specie di rumena, una garrula puttaniella, una zingara, una figura di volgare modella soft porno. Manda via la prima giovine e si dedica a me, mi adesca prepotentemente, strano che non si renda conto che io quella sua musica non la sento e nemmeno ho l'aspetto di uno che la può portare a bere sciampagna e ostriche nei privé di Briatrone.
Più che educato, sono remissivo e la seguo sebza protestare. Arriviamo a una squallida pensione con fontanella all'ingresso, ci sediamo colà. Per magia diventa una spa d'albergo, coi graniti e le pietre scure che van di moda. Siamo in costume da mare fianco a fianco seduti in una vasca di acqua termale che scorre a velo sotto i nostri culi. La maliarda non dice le cose delle puttane, parla poco e lentamente di come è bello il posto, dice che le piace visitare posti così. Però mi sfiora spesso il fianco col braccio, poi le dita indugiano sulla mia coscia. Sono sicuro che tra un po' vorrà toccarmi il pescie e sarà una scocciatura doverle spiegare il vero. Siccome sono un codardo, mi faccio venire una timida erezione, così a comando, senza ricorrere alle fantasticherie inospitali. Effettivamente la tipa porta la mano al mio pacco e mi fa una sega lenta sega col costume, senza lussuria, cone un robot, e non fa commento della modesta qualità della mia natura. Non dice proprio nulla e a me non fa effetto, la accarezzo pigro, a casaccio, come farei se spolverassi un tavolo. Penso che di questo passo potrei anche arrivare sposarla e farci dei figli, sono così nemico di me stesso. Fine.

Secondo sogno. C'è un quadro col castello spiritato. Entro nel quadro e accadono cose che non ricordo e saranno certo cazzate che mi deprimono. In un antro scuro, che poi è l'asphalto come luogo fisico, ci sta una nicchia in pietra di castello dei fantasmi. Nella nicchia sta l'egregio scotto, è una piccola testa fasciata come se avesse il mal di denti, deformata in direzione della linea degli occhi, che ha grandi e bamboleschi, sembra ET nel lenzuolo ma anche un gatto persiano con la cuffia. Dice che ha avuto l'idea di invitare a casa degli amici per vedersi una partita di pallone a cui lui non fotteva un cazzo ma gli andava di ospitare e offrire le birre e le patatine e queste cose qua. Durante l'interallo sono usciti in giardino e gli amici hanno iniziato a palleggiare un oggetto. Scotto lo ha nominato con un termine della sua regione, una parola che mi è subito sfuggita di mente, una parola che esiste anche in italiano ma che designa un oggetto leggermente diverso. Allora scotto fa comparire a nella nicchia una sorta di sgabello da piedi, un predellino di assicelle di legno, verniciato di verde cupo, gigantesco rispetto alla piccola testa del mio amico: è quello l'oggetto palleggiato dai suoi ospiti. Ebbene, quei mariuoli hanno dato una pedata al predellino, che è volato su e poi è caduto sulla palpebra sinistra di scotto. Ho guardato da vicino, aveva un livido rosso, modesto, ma il gonfiore gli si era diffuso su tutto lo sguardo. L'egregio scotto ha aggiunto che casi del genere, i predellini contundenti, sono accaduti a persone illustri. Mentre diceva i nomi, che non ricordo, accanto alla sua testolina comparivano i dagherrotipi di codesti personaggi, immortalati colla loro contusione alla palpebra, ugualmente enfi e doloranti, ma con molta dignità. Però erano buffi, ché le foto erano ritratti ovali da medaglietta e incorniciavano appena le teste. Credo di aver visto il volto barbuto di uno degli ultimi re di gran bretagna, uno scrittore dall'aria francese, una dama anzianotta, un-a bambino-a, tutti con il bozzo sull'occhio e la fasciatura odontalgica. Fine.

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vincibile::1769682
La maliarda non dice le cose delle puttane
Scusa, ma cosa sarebbero queste cose che dicono le puttane? perché io non credo di averne esperienza e son curioso.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)
il sogno della ragione genera una buona parola
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Da ragazzino ero stato il soggetto di un targeting notevole da parte di una giovanotta dell'est più o meno come sopra descritta, molto magra, non splendida ma con un corpicino che suggeriva l'acrobazia.
L'ho pregata di scendere dalla macchina e sono andato a casa a soffrire per il mio amore veramente vero come si usa a 16 anni (che fesso, cristo).

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il pwnezzatore::1769695
scendere dalla macchina

È il nomignolo che hai dato al pene o allo scooter?
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il pwnezzatore::1769695


L'ho pregata di scendere dalla macchina e sono andato a casa a soffrire per il mio amore veramente vero come si usa a 16 anni (che fesso, cristo).


tu a 16 anni guidavi la macchina?
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era prima che leggesse la federici e abbacchio i muri, quando una forte eredità patriarcale ancora lo piegava all'amore romantico, i rasponi guardando telelombardia e le gare adolescenziali con la macchina del nonno.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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psycho::1769701

il pwnezzatore::1769695




L'ho pregata di scendere dalla macchina e sono andato a casa a soffrire per il mio amore veramente vero come si usa a 16 anni (che fesso, cristo).




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hahah fa effettivamente ridere
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Scotto, come si dice scendiletto in napolitano?

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vincibile::1769682
Ella seguitava l'allampanato che l'annoiava con discorsi del tutto cretini, cose da autistici, che dico, stupidaggini che non so dire, chessò politica, giurisprudenza, ingegneria, ma non come fanno i fissati, diceva le banalità che attediano anche gli appassionati. Lei dava l'aria di sopportare con grazia e gentilissimamente, senza trasparire impazienza. Il tizio credo volesse proprio annoiare la bella per togliersela dai piedi e andare a confessarsi al prete.
mannaggia qui mi sono identificato parecchio.
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scendiletto? mah. non so se esiste una parola del genere.

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vincibile::1769689
Ti agevolo un repertorio classico.
ha, OK.
Pensavo ti riferissi a quello che dicono quando il mercimonio è già stato arrangiato, non alla trattativa!
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scotto::1769716

scendiletto? mah. non so se esiste una parola del genere.
si userà un italianismo dai. sarà scienneliette.
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no, gli oggetti di uso quotidiano hanno nomi loro, spesso molto diversi da quelli italiani.
per esempio il vaso da notte si chiamava càntaro, rinàle (orinale), ma anche familiarmente "zi peppe".
il comodino lo chiamavano "culunnetta", lo specchio da camera "tuletta" (toelette), la panca "scann", il cassettone "cantarano" o "cumò", i cassetti "tiratùri", la cassettiera "cifuniera" (chiffoniere) etc.
se un nome c'era, doveva essere peculiare.
può darsi che somigli al francese più che all'italiano.

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hai ragione, vale lo stesso per il piemonte. tra l'altro l'oggettistica pre-proto-moderna ha nomi peculiari, cioè spesso non arcaici per via del mutamento radicale dello stile di vita, ma questi nomi spesso pescano da una koiné più ampia in nome della decenza o dell'eufemismo. in piemonte sono spesso francesismi ovvi e meno ovvi. tapis, sandrié, abazùr, drapò, toalèt, potagé, cabaré, possoàr, ecc.
(le o non accentate si leggono u, ricordo inoltre che non esistono le fricative palatali sorde o sonore, come in fascina = fassin'a o abatjour = abazùr)
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scotto
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comunque "culunnetta" si usa ancora molto ma in modo completamente diverso. si dice "mannaggia a culunnetta" per non dover bestemmiare la madonna (ma facendole comunque intendere che uno volendo potrebbe), forse perché la statua sta spesso su una colonna, oppure (più probabile) per l'assonanza maronna-culonna.

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lol effettivamente qualcosa non quadra, evidentemente ne avevo 18. merda se ero messo male. grazie a dio sono stato salvato dall'attivismo militante (il sesso hard core).

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scotto::1769728
oppure (più probabile) per l'assonanza maronna-culonna.
come nel caso dei diffusi artifici dello stesso genere. alcuni italiani (direi nord, madosca, crispa, cribbio) altri proprio locali.
per esempio da noi è in voga il famoso diofà, che è una giastiemmia assolutamente ovvia (dio fauss, fr. vain dieu) ma che in effetti si è attenuata nella semplificazione fonetica. tuttavia in tempi i cui risultava più inascoltabile ha prodotto forme invalse ma dall'etimo incomprensibile. la più antica è "diofàn" (ricordo che la o è una u) la cui nasalizzazione finale è a volta enfatizzata, una dissimulazione molto discutibile, che però ha dato luogo anche a forme italianizzate come 'diofàne', ben scandito, e altre cazzate come diofluch ecc.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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Dio cantante, tiiii(o), diobò li ho sentiti spesso, crispa e diofà mai.

scotto
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mi ricordo che alle medie cominciarono a girare della canzoncine diciamo a rima tradita, tipo quella che dice "bella se vuoi venire / ti porterò a milazzo / per farti vedere il mio caa... ro genitore" (non era questa ma tipo).
la regola voleva che uno cominciasse a cantare, mentre il finale era in coro. anche le femmine partecipavano al gioco, evidentemente ansiose di assaporare sulla lingua, se non l'oggetto, almeno la parola.
però poi si cominciò a fare una cosa simile con le bestemmie. abolito il canto, uno cominciava a dire "e mannaggia ge e mannaggia ge e mannaggia ge...", al che il coro si univa e avrebbe dovuto dire, chessò, geee...neroso. invece parecchi non avevano capito la finezza del gioco, per cui 9 volte su dieci il capo coro partiva con "mannaggia gé mannaggia gé mannaggia gé..." e gli altri finivano "MANNAGGIA GEEE SUCRISTO!", ridendo come se avessero fatto la più bella battuta del mondo.

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scotto::1769739
"bella se vuoi venire / ti porterò a milazzo / per farti vedere il mio caa... ro genitore" (non era questa ma tipo).


la versione che conobbi da giovane era "Pandoooora / vieni con me a (ecc.)"

comunque, cosa hai imparato da questo?
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