rotten bla-bla :: una buona parola

l'altro giorno sono andato a un funerale. sul pianerottolo della casa i vicini parlavano a voce non bassa del defunto e del figlio, che è un mio amico. inevitabilmente ho sentito, ed erano più o meno le cose che sento a tutti i funerali. i vicini di casa facevano la parte dei salvatori della patria. erano stati loro, a detta loro, a prendersi cura del morto negli ultimi, difficili tempi. il morto, d'altro canto, li amava come dei figli. esprimevano inoltre commiserazione e schifo per quel figlio, un individuo fuori dal mondo, quasi una iattura. non solo aveva avuto il coraggio di andare a lavorare fuori, disinteressandosi del genitore, ma durante il precipitoso ritorno a casa, da distratto e balordo quale è, aveva anche scassato la macchina, aggiungendo ulteriori preoccupazioni in capo ai rimasti.
io, per vari motivi, sapevo invece che il defunto era in feroce lotta condominiale coi vicini, che persino negli utlimi tempi della sua malattia avevano colto ogni occasione per fare dispetti meschini, gesti così puerili che farebbero persino ridere, se non facessero schifo. so inoltre che il figlio, pur essendo effettivamente un disadattato, è la persona più innocua del mondo e in vita sua non ha mai rotto il cazzo a nessuno, né chiesto niente a nessuno. la sua aria mite e distratta, il suo aspetto poco curato, lo sbalordimento che (ovviamente) teneva ancora il luogo del dolore nella sua fisonomia erano più che sufficienti per renderlo odioso e disprezzabile.
come, questo figlio degenere non piange nemmeno? piangono i vicini e lui no? il balordo? che ha scassato la macchina? questo fatto di scassare la macchina (la sua macchina) veniva ripetuto continuamente, come fatto particolarmente grave e scandaloso. nemmeno se avesse sputato sulla croce avrebbe potuto offendere di più i vicini. scassare la macchina! in un momento del genere! ma allora è veramente un uomo di merda! povero padre! con un figlio simile. che nel parcheggiare (perché poi questo era successo) ha sbattuto la macchina contro il muro, chissà a che cazzo pensava! il ricchione! ma guardalo, con quel sorriso ebete mentre gli fanno le condoglianze! guardalo mentre non sa che dire, l'uomo dappoco. e che cosa dovrebbe dire? l'unica cosa che gli viene in mente è il fatto della macchina. guardandosi attorno, in una casa che forse non riconosce, circondato da gente estranea, gli viene solo in mente che ha dato una botta con la macchina. col padre morto nella stanza a fianco! lui stesso confessa la sua nequizia e si guarda intorno, si guarda intorno, probabilmente ancora non crede a ciò che vede e questo è un altro segno del suo essere un uomo di merda perché tutti sapevano! tutti! che ormai si era agli sgoccioli! tutti, nonostante le lacrime, tutti i vicini, che parcheggiavano apposta storti per non far passare il padre, sapevano che stava per morire e si erano rassegnati, sì! virilmente rassegnati! e ora hanno l'occhio lucido per quell'uomo così buono, che li amava come figli, mentre il figlio... ah, ma non fateli parlare! non fategli dire quello che pensano! che mondo, che mondo.

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