bla-bla :: [1] rebis (poesia del disamore)

durante una vacanza al mare conobbi vania, grande promessa della prostituzione (avevamo 13 anni), bionda, di una città del nord italia.
mi innamorai in maniera incontrollata del suo due pezzi prematuro, e la avvicinai con cautela e metodo, un lavoro che mi impegnò per quasi le intere 2 settimane di vacanza.
ci misi così tanto che lei nel frattempo si limonò* leonardo, giovane di modeste fattezze, ma un pelo più svelto del sottoscritto. il quale però se ne tornò dalle vacanze 4 giorni prima di noi 2, abbandonando la mia biondina prediletta in un'apparente disperazione.
in questi siddetti 4 giorni, la giovane spese le soleggiate ore del dopopranzo al mare, lamentandosi con me del vuoto lasciatole dalla smarrita compagnia. e io, cotto come un tacchino, ascoltai con attenzione, la consolai, la presi in braccio, la servii e così via. pirla.
insomma, non se ne fece un cazzo. tornammo ai rispettivi quotidiani nel grigio nord italia di un autunno ormai incombente, e ci scambiammo 2 o 3 mail, le prime mail di un internet i cui routers ancora facevano un gran baccano.

ed è lì che la morbida, biondissima vania mi confessò che le piacevo, maestra del baldraccaggio quale era già mi disse pure che ero stato uno sciocco, avrei dovuto consolarla con tecniche un pelo più spinte, insomma dovevo metterci una punta di pesciotto, e lei ci sarebbe stata.
mi decisi: presi e andai a trovarla, scelta disperata e pazza di un minorenne idiota, la cui minchia cerca di spiegargli cose che lui non può ancora comprendere.
mia madre capì la situazione e mi lasciò andare, con la coscienza della leonessa che destina il proprio cucciolo alla prima tragica battuta di caccia.
la incontrai, con il suo cugino un pò tamarro un pò calciatore. andammo a spasso per la sua città borghese, in centro. mi ero vestito come un pirla, mi sprecai in dell'esibizionismo imbarazzato ed imbarazzante, e me ne andai a casa in giornata. concludendo di nuovo un cazzo, e disperandomi sul treno.
il giorno dopo mentì alla ragazza che mi correva dietro al liceo, dicendole che avevo avuto un gran bel date, e facendola ingelosire con una lurida menzogna.

mi scrisse di nuovo, le dissi risentito che era una baldracca, e che non me ne fregava un cazzo se aveva iniziato a far la hostess alle fiere (aveva iniziato a far la hostess alle fiere). ma ripensandoci esagerai, ero un coglione minorenne di cazzo.

*ai tempi non si faceva sex

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