bla-bla :: scotto

quando mancano le idee, spunta sempre una parola. negli anni '70 i mericani hanno cominciato a parlare di comfort food, che sarebbe un cibo che ti conforta, ti riporta a tempi più felici. una specie di versione proletaria del soffocante madelenetto prustiano, che poi era anche lui un pervenuto, prusto, intendo.
chiaramente meno una parola significa e più si diffonde, e meno significa. a guadare la lista dei cibi confortanti si nota che ormai vi appartengono quasi tutti i cibi, con l'eccezione del riso scaldato e degli spinaci lessi. il termine si avvicina quindi al nostrano "generi di conforto", quelli che vanno oltre la stretta necessità del vivere. l'etichetta pubblicitaria rende cibi della memoria anche cose che uno non può mai aver mangiato da ragazzo, tipo gli avocadoes ripieni di pappagalli. al contempo, tutti questi cibi cominciano a somigliarsi, convergono verso un bolo rigurgitato di grassi zuccherati e salati, un colossale tortino di viscere dell'universo con topping al cioccolatte.

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