importante bla-bla :: americani che mangiano anche la merda

in televisione fanno un programma dove un orrendo italoamericano coi capelli sbiancati gira per locali alla ricerca del cibo veramente bello, veramente buono.
dovunque vada, la struttura del cibo che lo estasia é sempre più o meno la stessa: grossi pezzi di manzo marinati per ore o giorni con sale, zucchero, aceto, pomodori, cipolle, paprica, pepe di vari tipi, olio, coriandolo e qualche altra spezia.
la carne viene poi cotta per ore con olio o burro, o tutti e due, e altre spezie, altro pomodoro, salsa ueirchester o come cazzo si chiama, cipolla, aglio, paprica, peperoncino, sale, zucchero grezzo.
il pastone ottenuto viene infilato in focacce di farina di grano o di mais spalmate di burro, con sale e zucchero, cotte sulla piastra o fritte.
su questa merda viene colata altra salsa, ottenuta sempre con pomodori, ketchup, sale, zucchero, aceto etc, e poi ci mettono ancora cetrioli o altre verdure sott'olio o sott'aceto o verze e cavoli marinati e poi fritti o caramellati.
a volte aggiungono ancora uova fritte, patate condite e fritte, oppure roba dolce tipo banane o gamberi (fritti), oppure formaggi, o panna acida.
il risultato è una mostruosità cotta e ricotta, fritta e rifritta, quasi sempre agrodolce. contiene praticamente sempre zucchero in grandi quantità, che viene usato per caramellare un po' tutto, e una quantità e varietà spropositata di spezie fortissime, perché evidentemente i prodotti di base non sanno di nulla.
e dire che la carne, il burro, il pesce, hanno tutti un aspetto bellissimo, perfetto, come nei cartelloni pubblicitari. ma loro implacabilmente ci mettono rosmarino, aglio arrostito, cumino, vaniglia, vino, sale kasher, parmigiano, cipolla in polvere, peperoncini di tutti i tipi, noce moscata, cannella... e poi quando sono inventivi mettono un hamburger dentro una ciambella glassata, o una purea col mango, la carne di porco e i gamberi, cotta con due chili di burro per cinque ore e infilata dentro una calzone dolce.

quello che spaventa non è solo la pura quantità di roba che si mangiano questi schifosi di merda, ma il miscuglio folle di sapori che sarebbe per chiunque un vero cazzotto in bocca e che loro invece amano e trangugiano con espressione estatica, anche se non sanno poi dire di che cazzo sa quel che si mangiano perché sa effettivamente di tutto, é dolce e salato, cremoso e croccante, acido e amaro, tutto insieme.

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è possibile che il programma, o quantomeno l'albino che lo conduce, non durerà tantissimo se insiste a nutrirsi in questo modo. Se crepasse d'infarto durante una puntata, mentre si ingozza, sarebbe anche un finale col botto. Cmq mi sembra solo l'ennesima variante dei programmi, anzi dell'ossessione, a sfondo culinario che tanto potentemente ha rotto il cazzo negli ultimi anni. L'unico che avrei tenuto sarebbe stato, al verificarsi di certe condizioni che non spiegherò qui, quello della Clerici.
L'ultimo dei boia da cani

scotto
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in questo programma e nei suoi cloni non si insegna a cucinare. a parte che la ricetta é mostrata in 30 secondi e quindi non riusciresti a segnartela nemmeno volendo, ma non c'è proprio l'intenzione di insegnarla. anche perché nessuno si può mettere a preparare a casa un panino che richiede due giorni di macerazione della carne e varie ore di cottura, oltre a una friggitrice a immersione.
il processo viene mostrato solo per ingolosire ed è esplicito che quella roba devi andartela a mangiare nella tipica tavola calda.

il commento dello schifoso coi capelli tinti non è "tecnico", se non a un livello superficialissimo. le stesse considerazioni potrebbe farle chiunque. il suo ruolo è proprio e solo quello di dare grandi morsi ai panini e fare la faccia felice. quel che dice é pressoché invariabile, al punto che uno quasi non ci crede. cioè, non si riesce a credere che il tizio dica davvero ogni volta le stesse parole del cazzo, con variazioni insignificanti. eppure lo fa, e lo fa consapevolmente, tanto che a volte lui stesso nota quanto è ripetitivo.

in effetti questo programma é una pubblicità che dura trenta minuti e la cosa cui somiglia di più é proprio una televendita degli attrezzi per cucinare, dove ti dicono per venti minuti le stesse identiche cose e tutti roteano gli occhi dal piacere. e come la pubblicità non teme la ripetizione, anzi la cerca.

lo stesso si può dire di vari altri programmi ma qui non c'è nemmeno un vago tentativo di nascondere la pazzia.

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Io ogni tanto mi scopro a guardare i videi di The Food Emperor, che però non credo abbia finalità strettamente didattiche.
scotto::1766387
salsa ueirchester
È uno sbattimento da pronunciare anche per gli inglesi, che infatti la chiamano semplicemente "Perrins".

Svegliatemi per l'apokatastasis

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Della pletora di programmi del genere mi dilettano solo quelli di Bourdain perchè è un personaggione.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

diego fusaro is my friend
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Finché questi mongoloidi vanno in sollucchero per le teratologie paninarie chi se ne futte, il panino imbottito si presta a ogni terrificante mischiata, è la sua intima vocazione: l'abbondanza di merci consente di preparare panini ipertrofici che un tempo sarebbero stati giudicati blasfemi unicamente per le quantità e diversità d'ingredienti proibitive, non per la loro insensatezza gastronomica intrinseca. Il panino gourmet, equilibrato e slofuddo, invenzione contemporanea, non è altro che uno stratagemma del borghese gentiluomo per umiliare il popolano sul suo stesso terreno: estinta l'imitanda aristocrazia non resta che confrontarsi col volgo, non marcando la distanza ma sottraendogli ciò che è suo proprio per mezzo della sofisticazione nobilitante.
È invece nella pasticceria che gli orrori andrebbero sanzionati dall'onu. Questi mericani hanno la pretesa di videoricettare cose fatte con gelatina multicolore, smarties, panna spray, cioccolato bianco e biscotto, tutto in un unico dolcetto, e quando lo ingollano (in bocca deve avere la consistenza molteplice di una medusa che si mangiò un rospo che si era ingozzato di coccinelle), fanno la faccia orgasmica che ha detto scotto, roteano gli occhi e mugghiano lungamente.

Comunque, i palinsesti di questi canali dmax e real time, e anche altri che erano partiti bene e adesso li copiano, meritano una meditazione sociologica più articolata: sono un gran mettimpotte di proletari e liberi professionisti, proprio come la rivista Focus.

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gonzokampf::1766390
scotto::1766387
salsa ueirchester
È uno sbattimento da pronunciare anche per gli inglesi, che infatti la chiamano semplicemente "Perrins".


Rodolfo, tu che di queste cose millanti di capirci, come e quando nel passaggio dal latino "castrum" all'inglese "chester" o "cester" hanno deciso che la "ce" non andava pronunciata? e soprattutto PERCHE' CAZZO PERCHE'???!!
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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È successo quando hanno inventato la Worcestershire sauce e si sono accorti che i fast food non erano fast enough.

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anche se il panino zen è effettivamente quel che dici, non è però vero che il panino tradizionale fosse un deposito di merda qualsiasi.
unto, sì, e sproporzionato pure, ma no col purpo caramellato. no l'ananas col conigliolo!
vedi per esempiemente la famosa scena del maccheronaro (in effetti facitore di panini) descritta da gadda.

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f205v::1766395
uando nel passaggio dal latino "castrum" all'inglese "chester" o "cester" hanno deciso
non lo so, ma esistono criteri che consentono comunque di fare ipotesi alla luce di dati più macroscopici. il più ovvio è che, diversamente dall'area romanza (in linea generale almeno) in britannia c'è stato un ricambio linguistico un po' drastico ovverosia il sovrapporsi del sassone a un gruppo di lingue celtiche più o meno intensamente latinizzate (brittoniche) e - in casi dotti - il latino tout cout.
questo ha prodotto il grosso dei casini fonetici (e notoriamente grafici) che caratterizzano l'inglese specie per quanto concerne i nomi. suppongo che alcuni nomi fossero nativi, alcuni chiaramente sassoni e altri un composto (che nelle lingue germaniche è un classico) e comunque non escludo che i segni cestre/chestre fossero solo varianti per una sola pronuncia.
tendo comunque a credere che le varianti -chester -caster -cester siano state foneticamente favorite dalla prima parte del composto. vocali anteriori e posteriori, durata, ecc. possono aver favorito forme più o meno anteriori della prima sillaba della seconda parte (k velare, ch palatale, c fricativa) detto molto gossolanamente "quando sono diventate una sola parola". ergo la parola worcester deve avere una storia complicata per cui è santato fuori un evidente: worce+ster, la cui pronuncia se ci pensi non è mica tanto strana.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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haha fico, tra l'altro c'è poi tutto il capitolo col francese che coi suoi prestiti ha addizionato diversi ettolitri di cacarella al sistema
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Grazie rolfo, ottima spiega.
E grazie a lordacca che mi ha fatto ridere ma anche pensare.
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scotto
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quando mancano le idee, spunta sempre una parola. negli anni '70 i mericani hanno cominciato a parlare di comfort food, che sarebbe un cibo che ti conforta, ti riporta a tempi più felici. una specie di versione proletaria del soffocante madelenetto prustiano, che poi era anche lui un pervenuto, prusto, intendo.
chiaramente meno una parola significa e più si diffonde, e meno significa. a guadare la lista dei cibi confortanti si nota che ormai vi appartengono quasi tutti i cibi, con l'eccezione del riso scaldato e degli spinaci lessi. il termine si avvicina quindi al nostrano "generi di conforto", quelli che vanno oltre la stretta necessità del vivere. l'etichetta pubblicitaria rende cibi della memoria anche cose che uno non può mai aver mangiato da ragazzo, tipo gli avocadoes ripieni di pappagalli. al contempo, tutti questi cibi cominciano a somigliarsi, convergono verso un bolo rigurgitato di grassi zuccherati e salati, un colossale tortino di viscere dell'universo con topping al cioccolatte.

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è vero
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
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a ben vedere tutto questo macerare, cuocere per giorni a fuoco lento, tutte le salamoie e le salse, tutto questo somiglia a una digestione esterna. come se i clienti fossero mosche e quindi incapaci di assimilare un cibo se non è stato già in parte digerito. come se fossero omogeneizzati. è vero che usano pane tostato, mettono roba croccante etc, ma la loro aspirazione forse è una croccantezza ideale, qualcosa che si possa sentire anche senza denti.

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beh è vero che quel cibo deve essere sempre di facilissima masticazione, ma questa è una regola di un po' tutta la ristorazione, solo che loro la portano chiaramente a livelli di libidine infantile. i morsi devono essere piccoli, le grandezze uniformi, il croccante deve essere crispy ma non difficile da mordere. va comunque detto che alcune cucine "alte" del mondo hanno modelli in parte analoghi. in giapp0ne per esempio il molle e financo il gelatinoso sono vicini al concetto di buono, e pure loro devono fare le cose piccine. alcuni piatti cafoni d'italia al giapp0nese paiono difficili, sovradimensionati o aggressivi, come se asciassero un lavoro da fare, mentre a noi paiono tutto sommato genuini e anche più sfiziosi di altri. partendo da queste osservazioni è comunque vero che il cibo americano è iper sapido e pieno di pappe molli.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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Secondo me queste preparazioni lunghe mesi con una lista di ingredienti che copre tutta la tavola periodica sono una esigenza di scena propria del format.

Non possono fare una serie di 20 episodi sul barbecue facendoti vedere sempre uno che mette una bistecca e due wurstel sulla griglia, li gira dopo 10 minuti e poi li leva per metterli su un piatto. Ci devono per forza mettere un po di colore.

Un po come il porno.



quando il saggio indica la luna lo stolto si infila delle scolopendre nel cazzo

scotto
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temo invece che quella roba la cucinino proprio così. tra l'altro quasi tutti gli ingredienti sono aggiunti sotto forma di polvere: polvere di cipolla, di aglio, di altre spezie. la preparazione somiglia a quella industriale mostrata in programmi tipo "come é fatto il cibo": buttano tutto in una specie di betoniera e mischiano. i loro attrezzi da lavoro sono a mezza via tra quelli del cuoco e l'impastatrice del cemento: sbattitori grossi come fucili a canne mozze, spatole larghe come pale per la pizza, frullatori alti un metro.

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Lord H.::1766429
mi ha fatto venire i conati
ahaha LH ho mangiato una cosa molto simile la settimana scorsa (c'era un sostituto della salsa bbq ma ho preferito non chiedere dettagli e sì, ero sobrio) e devo ammettere che non ho disdegnato.
L'ultimo dei boia da cani

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questa è una pubblicità vera di un prodotto che senza dubbio amerai molto:


(cercano di sviare la nostra attenzione parlando di ciccioni transessuali, ma il vero scandolo è cucinare il pollo in quel modo)
asphtimer

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LordH, vedo che hai un feticismo specifico per le alette di pollo; sarai mica negro?
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La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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lo sono stato fino a quando uno sfortunato incidente con un camminamento sospeso, una vasca di rifiuti chimici e un tizio vestito da pipistrello mi hanno reso più bianco del bianco.
asphtimer

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Lord H.::1766444
un prodotto che senza dubbio amerai molt
ci sei andato vicino:
mi ci faccio i gargarismi
f205v::1766445
hai un feticismo specifico per le alette di pollo; sarai mica negro?
l'occasione m'è lieta per riproporre
evergreen
L'ultimo dei boia da cani

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CR 13::1766453

Lord H.::1766444

un prodotto che senza dubbio amerai molt
ci sei andato vicino:

mi ci faccio i gargarismi

f205v::1766445

hai un feticismo specifico per le alette di pollo; sarai mica negro?
l'occasione m'è lieta per riproporre

evergreen

agli americani piace il pollo fritto e le ali di pollo fritte... mhà io non le ho mai assaggiate ma scusa che ti mangi delle ali? le piume, le ossicine? mica hanno carne se non pochissima?


Archivi segreti dell'Asphalto:
http://asphaltobynoi.altervista.org
http://fstrbstrtstr.altervista.org/a2_stuff/digest.html
http://www.dawful.com/asphalto/asphaltovoti.xls

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chicken wigs =
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La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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le ali di pollo sono notoriamente uno scarto di fabbrica dell'allevamento del pollame, perchè non servono per fare tutte le papocchie di pollo, i petti di pollo, le fettine ecc. e infatti sebbene io non le compri mai credo costino pochissimo. sono però ottimamente inserite nel mercato (però non tanto in italia) proprio per le fritture e infatti diciamolo: il bonus è che si possono impanare (e friggere) ammerda avendo parecchia superficie e poca carne, perchè alla gente piace mangiare la panatura e rosicare. motivo per cui nel fritto misto si buttavano anche gli scarti più orrendi, tanto si caramellano e morta lì.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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e' vero che capitalizzano sul concetto che fritta e' buona pure la merda.
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.

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io le mangio spesso e non sono per niente male. infatti sono un sono negro.
oltre che che fritte vanno arrosto o in agrodolce/salsa barbecue, io le prendo sempre arrosto che oltre a essere piu' buone sono anche senza pelle
Non ci si mangia moltissimo e infatti vengono proposte generalmente come antipasto o come "fingerfood" da pub al posto delle patatine.
Per quanto riguarda il costo al supermercato hanno lo stesso idertico prezzo al kilo delle cosce.



quando il saggio indica la luna lo stolto si infila delle scolopendre nel cazzo

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