recensioni :: Alien: Covenant - Ridley Scott (2017)

rodolfo::1765528
qui nessuno ha ancora visto alien covenant? (io si)
Subito dopo il prologo, che pare rievocare i momenti più soporiferi di Westworld, il film parte con un inizio ampiamente già visto e ingombro di incongruenze - fra le quali spiccano gli effetti della tempesta magnetica sui viaggiatori e l'incompetenza da darwin awards dei coloni. Una volta superate tali premesse deludenti, Alien Covenant inizia a vivere di vita propria con l'arrivo nella città in rovina, valida reminiscenza howardiana, al cui interno si ambienteranno le vicende più interessanti della pellicula tutta.
Si dipana quindi la parte centrale che dismette la classica e usurata struttura sci-fi per affidarsi in toto ai toni del gotico e ai gimmick caratteristici del survival horror.
È il momento di gran lunga migliore del film, durante il quale la trama si riallaccia, non qualche senza macchinosità, alle vicende della Prometheus, e si trova pure il tempo di riprendere le questioni lasciate aperte della complessa e pretenziosa cosmogonia tracciata da Scott come sfondo tematico di questo ciclo di prequel.
Il prezzo da pagare per evadere dalle meccaniche interlocutorie tipiche del sequel è l'appiattimento su una dialettica abbastanza pigra, ma forse inevitabile, che vede contrapposto il villain diabbolico vs la carne da macello.
In tutto questo le creaturine eponime, pur godendo di uno screen-time maggiore rispetto al capitolo precedente*, sono ridotte a mero espediente per riequilibrare lo scontro tra le due fazioni, per le cui sorti lo spettatore non trepiderà più di tanto. La sostanziale irrilevanza narrativa dei mostriciattoli, acuita da una pessima cgi, denuncia del resto uno dei difetti di fondo di questa saga, che continua a oscillare irresoluta tra il disvelamento delle origini dell'Alien, francamente non necessario, e la nascita di un diverso nemico, storyline sulla carta più interessante ma dallo sviluppo fin qui incerto.

Alla fine della fiera, Alien: Covenant conferma il rigore stilistico e le sporadiche suggestioni scenografiche del primo episodio, riuscendo tuttavia a mantenere rispetto a questo una compattezza narrativa ottenuta al costo di semplificazioni eccessive e un senso di complessiva prevedibilità, che stridono con le ambizioni della saga, altissime e ancora inappagate.

* dopo la tempesta di critiche subita dal primo capitolo, è probabile che la produzione abbia voluto correre ai ripari rimarcando gli stretti legami con la saga originale fin dal titolo.
rodolfo::1765514
la mia strategia è attendere che ne parlino altri.
Accidenti, è anche la mia.

Svegliatemi per l'apokatastasis



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