deliri :: [1] in Ecclesia propositiones has sequentes, cum munere publico tum actu privato, propagavit, falsas profecto et haereticas:

Un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano (in sospetto di eresia).


Ques’ultimo avrebbe estorto denaro, un assegno di 416 euro a suor Maria Ausilia Favilla, direttrice dell’istituto religioso «Figlie di nostra signora», albergo Casa Faci, estorto denaro all’escort Giovanni Fotia e si era spacciato per magistrato. Avrebbe truffato anche i big del marmo. Soldi che, nel caso della cooperativa cavatori, il sacerdote chiedeva a favore dei poveri della parrocchia e che invece si sarebbe intascato: circa 9mila euro. Sarebbero stati truffati anche la cooperativa Gioia, per 7.450 euro, e la Sam per 6.900 euro.


Truffa anche a un’assicurazione: agendo in concorso con il vescovo il parroco avrebbe tratto in inganno il medico di base Marco Piolanti per ottenere «fraudolentemente il riconoscimento del vitalizio per assistenza domiciliare, così come previsto nell’apposita polizza assicurativa a copertura dei religiosi». E don Euro avrebbe anche truffato il vescovo facendogli credere di aver bisogno di cure in un albergo di cappuccini a Gubbio, ma non era vero, sempre secondo l’impianto accusatorio.


Si parla anche di appropriazione indebita, 2mila euro, donati da una donna in contanti da dare a Sant’Antonio da Padova, che poi si sarebbe intascato. Avrebbe poi ceduto della droga a degli escort e, per riciclare denaro, acquistato una casa a 300mila euro e rivenduta a 5mila euro in più. Anche il millantato credito: si saebbe spacciato per magistrato e filantropo.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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