bla-bla :: scotto

il tizio ha ragione ma non coglie un punto essenziale. la foemina che gira in minigonna tra i reietti alle tre di notte in posti isolati non lo fa per ingenuità o imprudenza, tranne rare volte.
il fatto è che la foemina rifiuta il linguaggio condiviso. lei, che in tanti altri campi é conservatrice, quando si tratta di comunicare pretende di usare un codice suo, anche se non è condiviso. la fatica orrenda di parlare con le donne nasce proprio dal fatto che si rifiutano di usare il codice comune, e lo fanno anche tra loro. é raro che due donne riescano a comunicare a lungo. prima o poi una delle due sente la necessità di rendersi incomprensibile. questa instabilità é la stessa che si nota nei loro gusti per l'arredamento di casa, che modificano periodicamente senza alcun motivo, o per i colori alla moda: dopo un po' non vanno più bene.
questo vizio, che deriva essenzialmente dalla noia e dall'eccesso (di oggetti, colori, parole) rende le donne agenti del caos e del cambiamento, che raramente é positivo ma è già qualcosa. tuttavia, le rende anche vittime dell'incomprensione, che può essere violenta. dunque esse iniziano a girare vestite da puttane per andare contro il codice e non per ingenuità, e altre seguono, creando così un nuovo temporaneo codice, che tra un po' cambierà ancora.
i maschi, più conservatori su questo punto, si basano sul vecchio linguaggio e in casi estremi scambiano assi per figure, anche perché gli vengono mostrati assi per figure.
se l'uomo si lamenta di non capire la donna è solo perché davvero non la capisce, visto che usa un linguaggio troppo variabile (nel senso; perché invece le parole sono quasi sempre uguali).
da cui il detto, vieto ma vero, che la femmina dice no per dire sì: probabilmente per in periodo l'ha fatto, e poi di botto ha deciso di non farlo più, e gli uomini non colgono il cambiamento.
e nulla vieta che domani incerta di nuovo il significato che attribuisce al no, da cui l'angoscia, per la persona sensibile, e la furia per una bestiale.

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