recensioni :: [1] I FILM DI TETTE* CHE L'ASPHALTO POTREBBE VEDERE NEL 2017

il pwnezzatore::1764813
la precisa scelta di non rappresentarle
Quindi sì, volevi il negro e l'indiano che passeggiavano sulla spiaggia.
il pwnezzatore::1764813
caricato di responsabilità storiche, postumi politici, debiti e porchiddii secolari
Ma quindi ad esempio anche Kelly's Heroes, che rientra nella definizione di 'film di guerra' molto più dello stesso Dunkirk, è caricato di responsabilità storiche, postumi politici, debiti etc.? E caricato da chi di grazia?
il pwnezzatore::1764813
una mostruosamente elementare accusa a dunkirk: quella di essere un film debbianchi che mente a deibbianchi per convincerli che la loro è una storia di grande passione nazionale dibbianchi (e nel farlo, ci ricorda quanto è bello tornare a casa con la barchetta).
il pwnezzatore::1764813
e ancora una volta stabilisci che io desidero un mondo di rigorose citazioni politically correct, quando io ne vorrei semplicemente uno non instancabilmente pro-noi.
Questo tuo post rivela due cose:
1. Una capacità di astrazione pari a zero da parte tua. È vero, i protagonisti del film sono prevalentemente inglesi (non "noi": inglesi), eppure Dunkirk è raccontato in modo da prescindere dalle sue coordinate storiche. I protagonisti vivono e muoiono nell'assoluto degli elementi, non perché inglesi, o tedeschi, o francesi. Le loro reazioni sono quelle che generalmente avremmo noi italiani, dei ragazzi congolesi o della provincia di Jaipur: voler tornare a casa, home (nel doppiaggio italiano: patria).
Persino i redattori di WuMing, che di solito danno prova di un'apertura mentale pari a quella di uno zampolit stalinista, hanno colto quest'aspetto.
2. Soffri di uno strano complesso, perché suddividi il mondo nelle categorie di bianchi e di neri, noi vs loro: il che vorrebbe dire che, per es., Apocalypto è un film di non-bianchi, in grado quindi di appassionare al massimo i discendenti delle popolazioni pre-colombiane + qualche messicano sparso. Alla stessa maniera, il 90% delle storyline di The Wire possono interessare solo afro-americani di Baltimora. La cosa triste è che quest'ottica fintamente empatica per le c.d. minoranze, in realtà atrocemente settaria, ti è stata probabilmente instillata dalla lettura di qualche tumblr illuminato o dalla fidanzatina di ritorno da sei mesi di scambio culturale a Pensacola.
il pwnezzatore::1764813
se il fine ultimo e supremo del film è quello di rappresentare ancora una volta quanto siamo eroi e invincibili e fieri della nostra terra e non guardiamo in faccia a nessuno
Ehm, se non fosse che Dunkirk è la storia di una sconfitta. Lo stesso celebre discorso di Churchill che viene letto alla fine, in maniera sommessa, senza particolare enfasi, è un discorso che sancisce una disfatta sul campo (Nevertheless, our thankfulness at the escape of our Army and so many men, whose loved ones have passed through an agonizing week, must not blind us to the fact that what has happened in France and Belgium is a colossal military disaster) e preannuncia l'invasione territoriale della Gran Bretagna. I protagonisti si vergognano di essere tornati a casa da sconfitti. Il momento più "eroico" del finale è quello di Tom Hardy che contempla l'aereo in fiamme mentre viene preso prigioniero dai nemici: e da quella scena il montaggio stacca sul soldato seduto nel treno, stanco e affranto.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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