recensioni :: [1] I FILM DI TETTE* CHE L'ASPHALTO POTREBBE VEDERE NEL 2017

gonzokampf::1764793
spiegasse che la Brexit, votata nel 2016, è brutta e cattiva.
gonzokampf::1764793
hai sentito il bisogno del bravo soldato negro (suddito dell'Impero by the way) che da il cinque alto come nello spot della Ringo.

ma per piacere. esistono un'infinità di alternative alla radicale omissione di una categoria di figure storiche, la precisa scelta di non rappresentarle (perchè di questo sto parlando, non mi infilare in bocca minchiate) ha un valore ancora maggiore nel contesto di un film di guerra, caricato di responsabilità storiche, postumi politici, debiti e porchiddii secolari.
gonzokampf::1764793
ma ti ricordo che l'arte è stata sempre prodotta in serie e venduta alle masse

sorvolando sull'assoluta generalizzazione storica connotata a questo statement trito e ritrito
gonzokampf::1764793
Dunkirk rappresenta una situazione di merdona, le sue implicazioni e difficoltà ingegneristiche e umane.

come farò a concentrarmi su questi aspetti se il fine ultimo e supremo del film è quello di rappresentare ancora una volta quanto siamo eroi e invincibili e fieri della nostra terra e non guardiamo in faccia a nessuno e per di più BREXIT PORCO DIO? io non so come tu faccia a non pensare a brexit mentre guardi un film di eroi inglesi bianchi che vanno a salvare il loro compatrioti bloccati al fronte europeo per riportarli al fuoco del camino oltre canale, nel 2017. devi avere dei paraocchi da puledro.

gonzokampf::1764793
Quindi *l'opera d'arte* (intesa nella sua accezione allargata che abbraccia tanto il kolossal quanto il libro di poesie anonime ciclostilato da qualche sifilitico in uno scantinato) per essere tale deve necessariamente prendere posizione sui Grandi Temi Attuali che rimarranno significativi, bene che vada, per un anno o due.

In applicazione di questo principio, ad esempio, un romanzetto come Moby Dick va censurato perché esalta la caccia a specie animali in via di estinzione; Borges è un fumoso irrilevante; l'Iliade sarebbe un pamphlet guerrafondaio che parla solo di aristocratici e non menziona i servi che spalavano la merda di cavallo e lucidavano le armature.

e ancora una volta stabilisci che io desidero un mondo di rigorose citazioni politically correct, quando io ne vorrei semplicemente uno non instancabilmente pro-noi.
l'arte non deve prendere in considerazione la politica, l'arte è la politica*, e in quanto tale la sua posizione non è mai neutra, figuriamoci se lo è riguardo a macrotemi di questa portata.
la cosa più scema in quello che cerchi di difendere è la morbosa pretesa di pensare che Dunkirk non prenda una posizione riguardo ai temi del contemporaneo, perchè data l'omissione, il tema semplicemente tema non è. non reperito, svanito. al posto che ammettere che stai sostenendo una cazzata ti ostini a dire che io voglio appuntire i negri, e non riesci ad abbracciare quella che è in fondo una mostruosamente elementare accusa a dunkirk: quella di essere un film debbianchi che mente a deibbianchi per convincerli che la loro è una storia di grande passione nazionale dibbianchi (e nel farlo, ci ricorda quanto è bello tornare a casa con la barchetta).
ma no, parliamo invece di

gonzokampf::1764793 metafisica.


la metafisica del caleidoscopio in cui infili la testa quando vai al cinema.



*cit Rancière.

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