recensioni :: [1] I FILM DI TETTE* CHE L'ASPHALTO POTREBBE VEDERE NEL 2017

il pwnezzatore::1764789
vogliamo presupporre che la questione nolan e compagni non se la sono posta?
Ma cosa vuoi che ne sappia. Dal film - perché il film mi interessa - si evince chiaramente che il British Expeditionary Force si trova sul continente per aiutare i Francesi. È una scelta di coinvolgimento che chiaramente viene vista come positiva, anche senza contare che una delle maggiori storyline è quella del soldato francese imboscato, che trema e fugge e soffre esattamente come i suoi commilitoni britannici, tanto che la sua nazionalità viene rivelata solo nel finale.
Però tu hai sentito comunque il bisogno di una didascalia che all'inizio del film, ambientato nel 1940, spiegasse che la Brexit, votata nel 2016, è brutta e cattiva.
il pwnezzatore::1764789
dimenticando per un attimo la brexit
Eh, magari.
il pwnezzatore::1764789
"creazione artistica" (che è un bell'azzardo di definizione quando si parla di un film con un budget del genere, che è più che altro una produzione collettiva destinata a un pubblico massificato)
Riconosco che "creazione artistica" sia un termine assolutamente vago, ma ti ricordo che l'arte è stata sempre prodotta in serie e venduta alle masse, almeno da quando i mezzi tecnici lo hanno consentito. Poi non so se invece tu voglia individuare una qualche cesura tra i prodotti massificati e le stille artistiche che ti vengono elargite da qualche stronzo al termine di un percorso enogastronomico.
il pwnezzatore::1764789
la scelta di non rappresentare gli eventi nella loro complessità storica ma di razionalizzarne i contenuti in una chiarissima direzione (l'eliminazione delle truppe coloniali) resta una scelta cazzo, non è un passaggio dimenticato da nolan mentre era impegnato a creare artisticamente.
Ma dove la vedi tutta questa razionalizzazione in Dunkirk? I nemici sono entità astratte, letteralmente invisibili, mostri ululanti che piombano dal cielo e scompaiono nel nulla. Non vengono mostrate nemmeno le ferite, i cadaveri paiono corpi addormentati sulla sabbia.
La rappresentazione è ridotta a suoi elementi essenziali: il mare che diventa tutt'uno con il cielo plumbeo, la sabbia, la schiuma che si solidifica: altro che razionalizzazione, si tratta di metafisica.
la razionalizzazione secondo il Pugnezzatore
Prova ne è la scena del soldato che si sveglia di soprassalto alla fine del fine, e scorge la spiaggia vuota, già evacuata, come se si chiedesse se si è trattato di realtà o sogno?
il pwnezzatore::1764789
cmq se sei alla ricerca di articoli di imbesuiti vedi che è la critica più comune in assoluto che è stata fatta al film. vedi questo. e questo. e questo. dimenticavo.
Per me non è una critica sul film, è una polemica (sterile) intentata su una questione esterna e che ha preso piede in paesi dal contesto post-coloniale, costretti a elaborare complessi meccanismi di compensazione. Avrei potuto anche capire tutta questa boutade se Nolan avesse dichiarato di aver girato un documentario, un resoconto oggettivo degli eventi, ma così stando le cose la metterei sullo stesso piano delle lamentele sulla mancanza di diversamente bianchi della trilogia di LoTR di P. Jackson. La spiaggia che vediamo rappresentata in Dunkirk non è meno reale delle lande della Terra di Mezzo.
il pwnezzatore::1764789
quando rivela tratti politicizzati così lampanti
Certo, si tratta di un film così politicizzato che l'esercito tedesco viene chiamato "il Nemico", e successivamente menzionato solo con i nomi dei modelli degli aerei utilizzati di volta in volta. Dunkirk rappresenta una situazione di merdona, le sue implicazioni e difficoltà ingegneristiche e umane. Se al posto dei tedeschi ci fosse stata la minaccia di un cataclisma naturale, nulla sarebbe cambiato ai fini dell'equilibrio narrativo. Però no, tu hai sentito il bisogno del bravo soldato negro (suddito dell'Impero by the way) che da il cinque alto come nello spot della Ringo.
il pwnezzatore::1764789
detto questo la concezione secondo la quale la creazione artistica -anche nelle sue manifestazioni ordinarie o questionabili- possa -previa una non meglio chiarita proprietà intrinseca- ritenersi legittimamente esonerata dal prendere in considerazione eventi di attualità e che conseguentemente una critica che ne discuta le implicazioni non sia nè sensata nè degna di discussione* rivela una mentalità talmente arida, asfittica e desolante da far rimpiangere l'apertura culturale di roberto farinacci e il premio cremona.
Quindi *l'opera d'arte* (intesa nella sua accezione allargata che abbraccia tanto il kolossal quanto il libro di poesie anonime ciclostilato da qualche sifilitico in uno scantinato) per essere tale deve necessariamente prendere posizione sui Grandi Temi Attuali che rimarranno significativi, bene che vada, per un anno o due.
In applicazione di questo principio, ad esempio, un romanzetto come Moby Dick va censurato perché esalta la caccia a specie animali in via di estinzione; Borges è un fumoso irrilevante; l'Iliade sarebbe un pamphlet guerrafondaio che parla solo di aristocratici e non menziona i servi che spalavano la merda di cavallo e lucidavano le armature.

Svegliatemi per l'apokatastasis



asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai