recensioni :: [1] I FILM DI TETTE* CHE L'ASPHALTO POTREBBE VEDERE NEL 2017

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La concezione secondo la quale la creazione artistica - anche nelle sue manifestazioni ordinarie o questionabili - debba necessariamente prendere in considerazione eventi di attualità rivela una mentalità talmente arida, asfittica e desolante da far rimpiangere l'apertura culturale del direttore fantozziano che obbligava i dipendenti alla visione forzata della corazzata Kotiomkin.

gonzo, la questione é capovolta: dato lo scenario politico, in quale misura potrà mai la "creazione artistica" (che è un bell'azzardo di definizione quando si parla di un film con un budget del genere, che è più che altro una produzione collettiva destinata a un pubblico massificato) ignorarne le annesse implicazioni? vogliamo presupporre che la questione nolan e compagni non se la sono posta?

dimenticando per un attimo la brexit, la scelta di non rappresentare gli eventi nella loro complessità storica ma di razionalizzarne i contenuti in una chiarissima direzione (l'eliminazione delle truppe coloniali) resta una scelta cazzo, non è un passaggio dimenticato da nolan mentre era impegnato a creare artisticamente.

cmq se sei alla ricerca di articoli di imbesuiti vedi che è la critica più comune in assoluto che è stata fatta al film. vedi questo. e questo. e questo. dimenticavo.

detto questo la concezione secondo la quale la creazione artistica -anche nelle sue manifestazioni ordinarie o questionabili- possa -previa una non meglio chiarita proprietà intrinseca- ritenersi legittimamente esonerata dal prendere in considerazione eventi di attualità e che conseguentemente una critica che ne discuta le implicazioni non sia nè sensata nè degna di discussione* rivela una mentalità talmente arida, asfittica e desolante da far rimpiangere l'apertura culturale di roberto farinacci e il premio cremona.

*specialmodo quando rivela tratti politicizzati così lampanti. ma di cosa dovrei parlare cristo, della fotografia?

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