recensioni :: [1] I film (di astronavi) del 2014

gonzokampf::1764498

rodolfo::1747359The Homesman, Tommy Lee Jones (2014)

per quanto tommy lee sia ben inserito in un circolo virtuoso le sue carenze da regista secondo me si fanno notare, non favorite da un cast disomogeneo formato da pesci grossi (bravi) e comprimari non tanto all'altezza. mi ha fatto piacere rivedere la swank in una parte che che le rende giustizia, anche se recitata un po' scolasticamente.

I problemi di the homesman sono nella scrittura più che nella recitazione o nella regia: il cast è ricchissimo anche nelle parti minori, e la mano di TLJones risulta sicura e solida, calcolando anche che l'uomo dirige ormai da più di dieci anni e ha rimesso in piedi il genere neo-western.

Malgrado, o in ragione dell'origine letteraria, la narrazione soffre infatti di incertezze, come le tre mattacchione (fra le quali vince facile Miranda Otto) all'inizio approfondite, successivamente trattate come una sorta di macguffin umano. La parabola del rinnegato, pur di per sé non banale, diventa a circa metà film abbastanza prevedibile. A margine mi ha fatto storcere il naso come l'episodio dell'albergo rimanga sostanzialmente privo di conseguenze, mentre invece la vendetta degli scagnozzi ben avrebbe potuto funzionare come motivo per il precipitoso ritorno del protagonista a casa, senza bisogno di doversi inventare il fallimento della banca rurale.

The homesman guadagna comunque un'ampia sufficienza, nella sua fondamentale onestà di voler raccontare la durezza della vita di frontiera,

tanto che la discesa della follia delle tre donne ci sembra quasi una scelta razionale. La solitudine e la desertificazione morale non vengono superate neppure dal sense of wonder del viaggio, come ad esempio avveniva in The Searchers

Filmone in cui non trovo le debolezze che descrivete. Le caratterizzazioni sono brillanti, mai didascaliche e la scelta di staccarsi dai collaudati schemi delle narrazioni cinematografiche viene portata avanti con successo grazie a una brillante scrittura delle singole scene: immaginifiche, essenziali e taglienti. (In opere di questo tipo qualsiasi commento rischia di diventare uno spoiler.) Su giudizio oggettivo merita un settemmezzo, ma il mio voto è più alto perchè ho un debole per l'estetica western e per le storie che si diradano fino a scomparire -- le uniche che possono veramente catturare la partecipazione dello spettatore e lasciare una traccia, non avendo l'arroganza di prendere il pulpito per raccontare un gran pippone. A latere, impressiona che T.L.J., quest'anno ne fa 71, ancora abbia voglia di saltellare qua e là davanti alla cinepresa.

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