recensioni :: King Arthur: Legend of the Sword, ritchie 2017

sono sufficientemente d'accordo con gonzo da risparmiarvi una mia recensione. personalmente alla saga stradaiola del giovane arturo ho preferito la caratterizzazione stereotipata ma esteticamente curata di vortigerno, interpretato da un jude low che ormai ci ricorda il papa di sorrentino ad ogni passo, ma riesce a divertire. buono, dopo tutto, il proposito di spostare tutta la vicenda in un mondo high fantasy - paradossalmente più adeguato all'epica ricevuta, che è mito - evitando così il rischio di filologismi risolti in cagarella. cattivo però un po' tutto quello che in tale mondo accade, così come le creature. anche l'assenza di simboli cristiani potrebbe essere un'idea, peccato che non contribuisca nei fatti ai fini dell'opera e faccia sospettare una leccata di culo al pubblico asiatico ormai drogato di cgi e cazzotti esplosivi. non è una merda, è però mediocrissimo.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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